Pride uguale orgoglio, orgoglio di vivere da gay, lesbiche, trans e bisex in Sicilia. Finalmente siamo protagonisti dell’abbattimento di un falso mito: la Sicilia come terra di luoghi comuni, un isola di mafia, di ignoranza, di chiusura, di omofobia e maschilismo. Dal 14 al 23 giugno 2013 Palermo sarà protagonista del Pride Nazionale 2013, riportando la nostra terra alla sua antica vocazione, quella dell’incontro, della tolleranza e del rispetto. Sicily in & out tour operator, dichiaratamente LGBTQ, vuole coniugare l’impegno sociale per il riconoscimento dei diritti, all’aspetto culturale e ludico, in una terra che per la prima volta occupa un ruolo importante in un contesto europeo già all’avanguardia. Vogliamo invitarvi a partecipare al Palermo Pride 2013 per essere protagonisti, voi insieme a noi, di questo cambiamento, ed insieme a noi lasciarvi affascinare da una Palermo, culla di civiltà, contraddizioni, buon cibo, sole, mare e tanto divertimento. Nella speciale cornice del Pride Nazionale 2013 vi proponiamo un soggiorno di tre notti all’insegna del relax e del piacere esclusivamente LGBTQ. Hotel friendly, passeggiate culturali ed all’insegna dello svago, aperitivi per godere degli splendidi tramonti sul mare ed ancora spettacoli e serate con dj per scatenarci nelle tiepide notti di inizio estate. Sicily in & out tour operator sostiene che il Palermo Pride nel 2013 possa essere per la città una occasione, diventando un luogo di incontro privilegiato per uomini e donne provenienti da ogni dove, sempre pronti a rinnovare e manifestare il loro orgoglio gay, regalandovi un’esperienza indimenticabile all’insegna dell’ impegno sociale ma anche del divertimento, del relax, tra monumenti, spiagge e tanto mare.

Parlando con la gente di Palermo tutti conoscono il Teatro Massimo.
Sanno dove è ubicato e financo chi lo ha fatto costruire. Non della storia del monumento intendiamo trattare ma di un enigma.
Chiediamo sempre ai palermitani se sono a conoscenza di una frase che è scolpita sul frontone del teatro. Senza indugio molti ce la recitano: “L’ARTE RINNOVA I POPOLI E NE RIVELA LA VITA. VANO DELLE SCENE IL DILETTO OVE NON MIRI A PREPARAR L’AVVENIRE“.
Bene siamo contenti ma… chiediamo ancora. Chi l’ha scritta ?
E’ qui che nasce l’enigna. Ne abbiamo sentite di cotte e di crude.
Pirandello risulta il più gettonato, poi Verga, Giuseppe Verdi (a cui invece è dedicata la piazza), qualcuno ha risposto Camilleri, che pur avendo una certa età non crediamo possibile che fosse presente all’epoca.
Altri la attribuiscono all’ultimo costruttore, Ernesto Basile oppure un Anonimo. Ma!!! L’arcano rimane.
Ci viene in soccorso Rosario La Duca che sciolse il rompicapo in un articolo del 29 aprile 1976. (continua…)
Con i piedi e le mani per aria, addormentato su un cuscino, seduto con il cuore rosso in mano, sdraiato in mezzo a ghirlande di fiori e frutta, nudo o vestito con abiti ricchissimi, di seta e ricami, tra oro e coralli, molto spesso dentro campane di vetro ma il luogo dove tutti noi lo vogliamo sempre vedere è all’interno della mangiatoia tra Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello. Ecco un presepe dove naturalmente Gesuzzu Bamminu cioè il Bambinello Gesù è il cardine attorno al quale ruota tutto un mondo agro pastorale che per la prima volta San Francesco D’Assisi realizzò nel 1223. In Sicilia il piccolo Gesù fin dal medioevo era spesso in cera, eseguito con il gusto per i più minuti particolari, la cui produzione si è andata perdendo nel tempo, rappresentano oggi dei veri e propri pezzi da collezione. Custodi di quest’arte sopraffina i cosiddetti “Bamminiddari” e “Ceraiuli“. La tradizione di lavorare la cera – la ceroplastica, parte dal medioevo ed era particolarmente diffusa in Sicilia, da Palermo a Trapani e nella regione Iblea. Attività esercitata prevalentemente nei conventi e nei monasteri, dalla seconda metà del ’600 divenne una vera e propria arte eseguita da artigiani conosciuti e richiesti in tutta Europa. (continua…)
Altrove lo chiamerebbero Street Food o Finger Food. È la splendida tradizione del Cibo di Strada, viva come in nessun altra parte d’Italia. Una gastronomia da passeggio che qui mantiene solido il suo legame con la cucina casalinga e si sostanzia in un boccone veloce che nasce però in alcuni casi anche con lunghi procedimenti. Un mix, dunque, tra lo slow e il fast che si ritrova anche nelle reintepretazioni degli chef più bravi d’Europa. Fiorisce soprattutto nei mercati, luoghi autentici come la Vucciria, il Capo, Ballarò e il Borgo Vecchio a Palermo, per continuare a Catania con la Pescheria (detta anche la “Fera”). Ma sono i carretti vocianti che animano giornalmente le strade di Palermo urlando: “è bellu cavuru, è bellu vieru, chi cianuro! (continua…)
Il progetto “Il genio di Palermo”, finanziato dalla Fondazione con il Sud (che ha come finalità la coesione sociale e l’interculturalità), parte sabato 8 Dicembre alle ore 10 con l’apertura al pubblico dell’installazione artistica dal titolo “Praesaepe.
Dall’8 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013 si possono visitare dei bellissimi presepi, frutto di lavoro collettivo, dove ogni personaggio è stato pensato e realizzato da un artista differente. Nell’Oratorio di Santa Chiara sono esposte opere originali di artisti che nel realizzarle si sono ispirati liberamente ma tenendo conto della tradizione presepistica.
Nel primo salone del Complesso di Santa Cita, sono presenti dei personaggi e degli animali che hanno riferimenti al mondo materiale. Successivamente un cunicolo introduce il visitatore al secondo salone dove un’ installazione di angeli ed altri personaggi classici del presepe, indirizzano i visitatori alla sacra grotta.
Il Presepe allestito presso la Chiesa di San Mamiliano, in via Squarcialupo 3, sarà visibile fino al 6 gennaio 2013: la visita è consentita tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19, tranne durante le celebrazioni liturgiche, il 25 e 26 dicembre, ed il primo gennaio. L’ingresso ha un costo di 2,50 euro ed è gratuito per ragazzi fino a 18 anni e gli over 65.
Gli appuntamenti proseguono con la “Notte della Luce ”: da mercoledì 12 a domenica 13 dicembre , si intrecciano storia, cultura e tradizione per celebrare insieme S. Lucia. Un torneo di calcetto, sfilate di bambini, degustazioni di arancine e panelle ed artigianato delle comunità etniche locali della 1° circoscrizione sono gli eventi ospitati presso la Chiesa di san Giorgio dei Genovesi, della Chiesa di San Mamiliano, dell’Oratorio di Santa Cita, della Chiesa di Santa Maria di Valverde, dell’Oratorio di San Domenico. I tickets per le degustazioni, sono acquistabili in loco ed hanno un costo di 6 euro. Per tutti gli appuntamenti è possibile consultare il sito www.ilgeniodipalermo.com o chiamare il numero 091.332779.
E’ possibile inoltre effettuare visite gratuite alle opere del Serpotta, con la ricostruzione teatrale del Barocco attraverso figuranti in costume, sempre ad opera del “Genio di Palermo”. Le aperture mattutine con visite guidate hanno un costo di 5 euro intero – 4 euro ridotto – 2 euro ragazzi, mentre le visite guidate pomeridiane e serali sono gratuite.
Venerdì 21 dicembre alle ore 18 nella Chiesa di Santa Cita alle ore 18 ci sarà la preentazione al pubblico delidipinto “L’Adorazione dei magi” di Pietro D’Asaro detto Monocolo di Racalmuto. Dopo oltre 50 anni, grazie alla collaborazione con la Arcidiocesi di Palermo, il Museo Diocesano e la Confraternita del SS. Rosario in Santa Cita, il dipinto del Monocolo, ritroverà finalmente la sua antica collocazione.
E’ in calendario presso l’Oratorio di Santa Cita , sabato 22 dicembre alle ore 21 l’attesissimo Concerto di Natale del Coro e Orchestra Infantile: Partecipa per la prima volta l’Orchestra ed il Coro infantile del “Genio di Palermo” che” vede impegnati cento bambini distinti in due unità. La prima unità comprende 40 piccoli musicisti, tutti in età compresa tra i 5 ed i 13 anni, delle diverse etnie presenti nel centro storico di Palermo, che si cimentano, guidati dal direttore Pietro Marchese, nei brani classici legati al Natale. La seconda unità è formata da 60 bambini, sempre tra i 5 e i 13 anni che guidati dalla direttrice Valentina Casesa, intonano le più belle canzoni del repertorio classico natalizio.
La “Notte della stella” chiude le iniziative legate al Natale. Il 23 dicembre ci sarà l’apertura notturna di Chiese ed Oratori del centro storico con Concerti di musica sacra e visite guidate. E’ importate notare che finalmente, dopo il suo restauro, apre al pubblico la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglia ( Martorana) e si potranno inoltre effettuare visite guidate degli Oratori di S. Cita e S. Domenico.
La leggenda vuole che i palermitani (esiste la stessa storia ambientata a Siracusa nel 1646 ), nel corso di una tremenda carestia che li stava decimando, nel giorno di Santa Lucia, 13 dicembre di un lontano e non precisato anno, videro arrivare in porto un vascello pieno di grano, che fu immediatamente distribuito alla popolazione. Era tanta la fame che tormentava la città che il popolo non perdette tempo a macinare il grano per confezionare pane e pasta ma bolli il cereale e lo mangiò così come usciva dalla pentola. Negli anni successivi i palermitani festeggiarono questo insperato salvataggio consumando il 13 dicembre un piatto di grano cotto. (continua…)
È dal 1204 che Siracusa aspetta il ritorno della sua Santa; In quella data il corpo di Lucia venne trafugato dai Bizantini ( in fuga per l’arrivo dei mussulmani) e condotto a Costantinopoli. Secoli dopo ,indetta da Papa Innocenzo III la quarta crociata, i veneziani ,che componevano la spedizione, invece di raggiungere la terra santa preferirono assediare e depredare la capitale Bizantina, portando innumerevoli tesori nella città dei dogi e tra questi vi erano le sacre reliquie di Lucia.
Custodite nella chiesa di Geremia e Lucia a Venezia, ancora oggi i cittadini fratelli di Archimede chiedono a gran voce il suo ritorno, ma fatta eccezione per qualche piccola reliquia, chi di dovere non ha ancora esaudito la giusta richiesta dei siracusani, che desiderano ardentemente di ricondurre le spoglie della loro patrona nell’originale sepolcro che si trova in un tempietto barocco di forma ottagonale costruito nel 1629.
Ugualmente a Siracusa, il 13 dicembre, giorno del suo martirio, vengono indette grandi celebrazioni. Tutto il popolo partecipa ed aspetta con fervore l’uscita, dalla meravigliosa cattedrale, del simulacro argenteo di Lucia, che portato a spalla da 60 fedeli viene condotto attraverso le vie della città, proprio nel luogo del suo sepolcro, ove rimane per otto giorni esposto alla venerazione dei devoti. (continua…)
Dolci colline e spazi verdi e sconfinati e……… spesso in lontananza si vede il mare. E’ la Sicilia più interna, collinare, quasi sempre ignorata dai circuiti turistici. Non vi si trovano grandi alberghi ma piccole strutture ricettive che hanno il sapore di una casa accogliente.
Contesa Entellina è un Comune in provincia di Palermo che pochi conoscono. Ma chi ha la fortuna di arrivarci troverà paesaggi mozzafiato, siti archeologici ed ambienti naturali di incontaminata bellezza.
Esperienza unica è la visita al Monastero medievale di Santa Maria del Bosco che si trova alle pendici del Monte Genuardo. Questo meraviglioso esempio di monastero è circondato da un fitto bosco di querce. Originariamente era un eremo ma nel 400 fu trasformato in Abbazia. Il terremoto del 1968 lo ha purtroppo fortemente danneggiato. Il nome di “Contessa Entellina” deriva dall’unione di “Contissa” ed “Entella” ed i resti di quest’ultima sono stati rinvenuti durante gli scavi effettuati dalla Scuola Normale di Pisa negli anni 80.
Tante cose da scoprire a Contessa Entellina: la Vecchia strada ferrata, la Riserva naturale della Grotta Entella, il Castello di Calatamauro di epoca Saracena, i Mulini ad acqua. In paese si parla ancora la lingua “arbereshe”, poichè Albanese è l’origine dell’odierno insediamento. In occasione di alcune feste popolari e ricorrenze religiose, vengono ancora oggi indossati i costumi tipici di origine albanese: bellissimi e caratterizzati da colori sgargianti e da preziosi ricami in oro. Nelle Chiese della Santissima Annunziata e di San Nicolò ancora si celebrano le funzioni in rito bizantino.
Per capire chi siamo abbiamo bisogno degli altri. Ciò vale per i singoli come per i popoli. In questo post ho voluto inserire alcune frasi sui siciliani di uomini e donne famose con radici culturali molto distanti dall’isola.
Friedrich Engels (Barmen, 28 novembre 1820 – Londra, 5 agosto 1895) è stato un economista, filosofo e politico tedesco, fondatore con Karl Marx del materialismo storico e del materialismo dialettico.
“In tutta la storia della razza umana nessuna terra e nessun popolo hanno sofferto in modo altrettanto terribile per la schiavitù, le conquiste e le oppressioni straniere, e nessuno ha lottato in modo tanto indomabile per la propria emancipazione come la Sicilia e i siciliani. Quasi dal tempo in cui Polifemo passeggiava intorno all’Etna, o in cui Cerere insegnava ai siculi la coltivazione del grano, fino ai giorni nostri, la Sicilia è stata il teatro di invasioni e guerre continue, e di intrepida resistenza. I siciliani sono un miscuglio di quasi tutte le razze del sud e del nord; prima dei sicani aborigeni con fenici, cartaginesi, greci, e schiavi di ogni parte del mondo, importati nell’isola per via di traffici o di guerre; e poi di arabi, normanni, e italiani. I siciliani, durante tutte queste trasformazioni e modificazioni, hanno lottato, e continuano a lottare, per la loro libertà.”
Maro Tullio Cicerone, celebre politico e scrittore romano (Arpino, 3 gennaio 106 a.C. –Formia, 7 dicembre 43 a.C.) . Egli conosceva a mio avviso la vera natura dei sicilani, perché scrive:
“Numquam est tam male Siculis, qui aliquis facete et commode dicant” (Qualunque cosa possa accadere ai Siciliani, essi lo commenteranno con una battuta di spirito).

Giovanni Paolo II al secolo Karol Józef Wojtyła (1920 – 2005), papa polacco della Chiesa cattolica.
Un popolo di autentici lavoratori, il cui senso religioso ha ispirato ed orientato nei secoli la vita familiare… Un popolo intelligente, coraggioso, inventivo, che vive in una realtà fatta insieme di progresso e di sottosviluppo; di impegno per la pace e di violenza assurda; di apprezzamento e di difesa perla vita e per la famiglia, ma anche di episodi di esplosione, di morte e di odio…”
Francine Prose (1947), scrittrice statunitense.
È facile essere felici in Sicilia, ma è un’operazione che richiede un adattamento biologico oltre che culturale: bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana.
Joseph Hermann von Riedesel (1740 – 1785), viaggiatore e scrittore tedesco.
“Mio caro amico: io ho creduto dover terminare qui il viaggio, intorno alla Sicilia. Prima d’abbandonare quest’isola, vi voglio fare una breve descrizione dei suoi abitanti, di cui si raccontono tante cose che fan poco onore al loro cuore e al loro carattere, e che non ispirano affatto fiducia. Questa nazione, così come tutti i popoli orientali, ha grande finezza, grande penetrazione, grandi talenti; ma essa, nello stesso tempo è molto portata a quella inclinazione alla voluttà, a quello spirito di astuzia e di artifizi che sembrano generalmente aumentarsi, a misura che avanzarsi verso il mezzogiorno.”
Quest’anno per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne verrà organizzato un momento di musica, danza e spettacolo a partire dalle parole delle donne.
Su questo progetto l’associazione nazionale D.i.Re. Donne in rete contro la violenza ha ottenuto un contributo da Avon per un progetto di sensibilizzazione nazionale che vede tanti momenti in giro per l’Italia (per informazioni vedi il sito www.direcontrolaviolenza.it ).
SABATO 24 NOVEMBRE ORE 18 ARCHIVIO STORICO (Via Maqueda, 157).
In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne Le Onde Onlus “Parole con le Ali” presenta
Letture, danza e musica per raccontare il percorso di uscita dalla violenza delle donne, dei loro figli, delle loro figlie e le testimonianze delle operatrici e degli operatori della Rete Antiviolenza della città di Palermo.
Scarica il volantino dell’evento.
La pianura intorno a Palermo è conosciuta come la Conca d’oro, per via delle colorazioni tipiche degli agrumi che un tempo dominavano il paesaggio.
Nel 977 d.C. Ibn Hawqal, viaggiatore musulmano, descrive in questo modo la campagna intorno al capoluogo siciliano.
“Palermo è circondata da numerosi corsi d’acqua che scendono da ovest ad est; la loro corrente è capace di far girare dei mulini che sono infatti attivi in diverse località. Lungo i corsi d’acqua, dalla sorgente fino alla foce, si stendono terreni paludosi coperti da cespugli, dove cresce la canna di Persia, ed esistono giardini da frutta e campi di zucche. In questi terreni si raccoglie soprattutto il papiro, con il quale si fabbricano i rotoli dove scrivere.

Attorno all’abitato vi sono delle sorgenti meno conosciute, dalle quali si trae grande utilità, come quella del Qadus, a sud, e la Grande Fontana e la Piccola Fontana, situate all’angolo della montagna che incombe sulla città. Esse sono la più grande sorgente del paese. Tutte queste acque sono utilizzate per l’irrigazione dei giardini.
La maggior parte dei corsi d’acqua nei terreni a nord della città sono usate per l’irrigazione dei giardini, a mezzo di norie. Gli abitanti vi possiedono un gran numero di giardini, di grande capacità produttiva; essi sono posti ad una certa distanza dall’acqua e non sono quindi irrigati naturalmente come accade in Siria.”
È il 2 novembre, nessuna meraviglia se in ogni città o paesino della Sicilia si faccia paradossalmente gran festa: scuole chiuse per almeno due giorni, grandi luminarie, bancarelle ovunque stracolme di giocattoli e, in qualche caso come a Palermo e a Catania, una grandiosa “Fiera dei morti” piazzata al centro della città. Lo scopo della fiera è quello di comprare i giocattoli e dolci ai bambini.
L’origine e il significato di quest’usanza ci portano molto indietro nel tempo, si collega certamente a culti greco-romani ed al banchetto funebre un tempo comune a tutti i popoli del bacino del Mediterraneo, in cui si ha ancora un ricordo nel “consulo o cunsulato” siciliano. (continua…)
Il 2 Novembre, giorno dedicato alla commemorazione dei nostri defunti, per i siciliani, ma in particolare per i bambini e fanciulli, diventa la Festa dei Morti. Si narra che anticamente nella notte tra l’1 ed il 2 novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni.
Come vuole la tradizione siciliana, la sera prima i genitori, mettendo a letto i bimbi ricordano loro che se sono stati bravi e hanno recitato le preghiere riceveranno tanti regali, e loro vanno a letto con la speranza d’essere ricordati da nonni e familiari trapassati. Sul tardi i genitori preparano “u cannistru” (le ceste) con i dolci tipici e nascondono i giocattoli nei punti più reconditi dell’abitazione. (continua…)
La Sicilia è famosa nel mondo per le sue bellezze naturalistiche e monumentali, ma anche per le sue prelibatezze enogastronomiche. Un’isola che potete visitare in ogni periodo dell’anno , che sempre vi sorprenderà con i suoi colori, con la sua storia e i suoi itinerari unici.
In questo sito cerchiamo semplicemente di valorizzare le bellezze della Sicilia, nel tentativo di lasciare un’emozione al lettore, di infondere la curiosità di venire a visitarla di persona.
Abbiamo preparato alcune mappe interattive, nelle quali intendiamo raccogliere alcune delle mete turistiche che vi consigliamo di visitare. Eccone una.
Se vuoi visualizzare la mappa in una pagina più grande clicca qui.
Quando incontrate per strada i venditori di finocchietti selvatici, fermatevi a comprarne una buona quantità. Liberateli dalle parti più dure e legnose e dopo averli ben lavati teneteli a bagno con acqua e bicarbonato per circa mezz’ora. Sciacquateli bene e fateli bollire in acqua e sale fino a quando saranno ben cotti. Scolateli bene e su un tagliere triturateli finemente. A questo punto o li utilizzate subito o li potete tranquillamente surgelare chiusi negli appositi sacchetti ….pronti per essere usati successivamente. Pesate i finocchietti prima di surgelarli e scrivetene il peso nelle apposite etichette.
RICETTE CON I FINOCCHIETTI
1- Polpette di finocchietti (per 4 Persone)
Tritare i finocchietti ( circa gr 500 ) finemente e metterli in una ciotola, aggiungere del pane grattato
( gr 50 ), uova ( 2 ), formaggio pecorino ( gr 50 ) , una manciatina di pinoli ( gr 30 ) ed un pugnetto di uva passa ( gr 50 ). Impastare ed aggiungere eventualmente dell’altro pane grattato e formaggio per ottenere una buona consistenza …… fare riposare alcuni minuti. Nel frattempo riscaldate dell’olio di oliva in un piccolo tegame profondo. Mettere in un piatto fondo un uovo sbattuto col sale ed in un piatto piano del pane grattato: fate delle polpettine ricavate dall’impasto dei finocchietti farcendole all’interno con formaggio piccante. Passatele prima nell’uovo e poi nel pangrattato. Friggete per immersione fino a quando saranno ben dorate e lasciatele asciugare su un foglio di carta assorbente.
Vanno mangiate tiepide ma fredde sono ancora più buone, poi, se volete, accompagnatele con del buon vino siciliano.
2- Pasta con le sarde (per 4 persone)
Fate appassire in 4 cucchiai d’olio di oliva mezza cipolla tagliata finemente e due filetti di acciuga fino a quando la cipolla diventa trasparente e l’acciuga si è disciolta; aggiungere pinoli e uva sultanina ( gr 3 0 di ciascuno) e un cucchiaio di concentrato di pomodoro o in alternativa 4 cucchiai di salsa di pomodoro. Aggiungere i finocchietti ( gr 500 ) e continuare la cottura regolando di sale ed aggiungendo se necessario un po’ d’acqua. Ad ultimo aggiugete le sarde fresche (gr 300) e continuare la cottura per 5 minuti. Lasciare riposare, anzi se volete potete preparare l’intingolo la sera prima.- Mettete in un padellina 200 gr di pane grattuggiato due cucchiai di olio di oliva e rimescolando bene fatelo tostare fono a quando diventerà color oro scuro.Se avete conservato l’acqua di cottura dei finocchietti, fate cuocere in essa 400 grammi di maccheroni lunghi e quando sono quasi cotti scolateli bene e mescolateli all’intingolo.Trasferire il tutto in una teglia rivestita con carta forno e spolverate con pane abbrustolito. Passare al forno a 180 gradi per 20 minuti.Si mangia calda e anche fredda: il giorno dopo è insuperabile! Se restamo delle sarde si possono friggere ed aggiungere nel piatto di ciascun commensale.
3- Tortino di sarde (per 4 persone)
Due grosse cipolle tagliate a fettine e fatte appassire semplicemente in padella con un poco di sale quando sono cotte aggiungere i finocchietti bolliti (gr 500) , olio di oliva (due cucchiai) formaggio pecorino ( 100 gr) ed un uovo per legare. Foderate una teglia imburrata e rivestita di pangrattato con le sarde ben pulite e disiliscate, salare leggermente, e versare i finocchietti pareggiando bene. Fate uno strato sottile di formaggio e chiudete con uno strato di sarde. Aggiungere un filo d’olio e una spruzzatina di pangrattato. Dopo 20 minuti di forno a 180 gradi il tortino è pronto. E’ buono sia freddo che caldo!
4- Frittata con finocchietti, piselli e fave ( per 4 persone )
Mondate i piselli ( gr 300) e le fave ( gr 300 ) e metterle a stufare in una padella con una cipolla ed un po’ d’olio di oliva e sale; quando sono cotti aggiungere i finocchietti
( gr 300 ) e fare asciugare totalmente l’acqua. Battere 5 uova intere con 100 grami di cacio cavallo grattato, sale, prezzemolo, poco pan grattato e versate nella padella . Abbassate la fiamma e fate cuocere lentamente fino a quando tutto e rappreso, girare la frittata e fare cuocere dall’altra parte.La frittata può essere cotta anche al forno: in questo caso a 180° per circa 40 minuti.

Affacciatevi dal belvedere di piazza Sant’Antonio, un moto di intesa vertigine mista ad euforia vi assalirà, simile ad un volo di uccello avvertirete che il vostro sguardo corre lontano e spazia dallo Stretto, all’Aspromonte Calabro, all’Etna, più il là Catania fino ai monti di Siracusa. Tutto solo da un piccolo paesino, Castelmola, che sorge alle spalle di Taormina sulla cima del monte Mola per l’appunto e dall’alto dei suoi 500 metri sul livello del mare sembra di poter planare sospinti dai dolci venti che solo la ammaliante calura estiva siciliana sa dare o di galleggiare quando le nuvole avvolgono le case trasformando tutto l’intorno della materia dei sogni. Castelmola è il paese dei panorami, il villaggio felice del buon ritiro, lontana ma non troppo dalla mondana e affollata Taormina. (continua…)
La spiaggia di tindari è famosa per la spettacolare zona sabbiosa che si estende ai piedi del promontorio sul quale si trova il santuario della miracolosa Madonna Nera.
Dal belvedere lo sguardo abbraccia un vasto panorama sul golfo di Patti fino a Capo Milazzo. Le correnti marine hanno modellato una lunga striscia di sabbia che racchiude tre laghi salati nei quali si può fare il bagno o avventurarsi in canoa.
Alla base del promontorio si trova una zona sabbiosa con una serie di piccoli specchi d’acqua, la cui conformazione si modifica in seguito ai movimenti della sabbia, spinta dalle mareggiate. La spiaggia è conosciuta con il nome di Marinello o “il mare secco” e vi sono legate diverse leggende.
Secondo una di esse la spiaggia si sarebbe formata miracolosamente in seguito alla caduta di una bimba dalla terrazza del santuario, ritrovata poi sana e salva sulla spiaggia appena creatasi per il ritiro del mare. La madre della bambina, una pellegrina giunta da lontano, in seguito al miracolo, si sarebbe ricreduta sulla vera natura miracolosa della scultura, della quale aveva dubitato a causa dell’incarnato scuro della Vergine.
La spiaggia di Tindari prese forma di una donna, la Madonna (parte di sabbia in alto a sinistra), che regge tra le mani la piccola (parte di sabbia verso la costa).
Tour in 4 giorni
Vedere Palermo è come vedere una nobildonna d’altri tempi, colma di fascino.
Vedere Palermo con gli occhi di Palermo toglie il fiato, ti percuote la mente, la ami alla follia e la odi profondamente perché nonostante i forti contrasti è così bella.
Vedere Palermo è arte, storia, cultura, profumi, gente, è vita vissuta.
Vedere Palermo è una notte piene di luce.
Vedere Palermo tra bizantini e arabi, tra barocco e bell’Epoque, tra gattopardi e suk traboccanti di spezie, tra pasta con le sarde e frutta martorana, tra caponata e arancine, panelle e pane ca’meusa, pesce e bolliti, pasta ncaciata e cassate, cannoli e paste di mandorla, vini nero d’avola e inzolia, tra passito e marsala, dai fenici e greci ai Florio.
Vedere Palermo e i suoi giardini incantati, tra mille alberi esotici e spiagge dorate.
Vedere Palermo con gli occhi di Palermo con noi palermitani, in 3 giorni per amarla, assaggiarla e mai più dimenticarla. (continua…)