La Real Casina alla Cinese tra orientalismo e svago – Visita Sabato 1 Marzo

By

“A Napoli nessuno conosce Ferdinando I … nè Ferdinando IV … nè Ferdinando III per la Sicilia … ma in compenso tutti conoscono Re Nasone …” Alexandre Dumas.

Caratterizzata da una inconsueta commistione di stili architettonici, la singolare Real Casina alla Cinese fu progettata e costruita nel 1799 da Venanzio Marvuglia secondo il gusto della “chinoiseries” di fine secolo, su commissione del re Ferdinando III di Borbone che vi soggiornò a lungo durante la forzata residenza in Sicilia. Il sovrano vi ospitò diversi amici e tra gli ospiti illustri e ammirati di questo edificio, che coniuga agevolmente e con gradevoli risultati il neoclassico delle colonne del secondo piano e il sapore medievale degli archi goticheggianti del piano terra, senza trascurare una palese e sistematica ricerca delle bizzarrie più peculiari degli elementi e dei motivi cinesi, da cui deriva il nome che da sempre contraddistingue la palazzina, è d’obbligo ricordare anche l’ammiraglio Nelson e Lady Hamilton.

Goethe, nel suo Viaggio in Italia, dedica alla coppia Nelson – Hamilton una pagina deliziosa: ” … Il cavaliere ha raggiunto il colmo di tutte le gioie naturali e artistiche in una bella giovinetta. Egli l’ha qui presso di sè. E’ una inglese di vent’anni , bellissima e ben fatta. Le ha fatto indossare una veste greca, che le sta ottimamente; ed ella sciogliendo i capelli e prendendo due scialli, varia talmente i suoi atteggiamenti, i suoi gesti, la sua espressione, che si crede davvero di sognare…” E per questo … anche con la pioggia, percorreremo il Viale di Cortesia della Real Casina ascoltando racconti e meraviglie … tra tavole, alcove e pagode per il divertimento del Re … e della Regina …

(continua…)

“Ecclesia Munita” la Cattedrale di Palermo, chiesa-fortezza – Itinerario Sabato 22 febbraio

By

cattedrale-3La Cattedrale di Palermo,”summa” della cultura palermitana, edificio simbolo della memoria storica della città, nel suo carattere di “ecclesia munita”, si caratterizza per i suoi corpi di fabbrica stereometrici e per il suo ricco decorativismo guglielmino.

Voluta da Gualtiero Offamilio arcivescovo di Palermo dal 1169 al 1190, fu consacrata nel 1185, come risulta da un’iscrizione, riferita anche dal Mongitore, in dodici versi elegiaci e abianchi caratteri gotici in campo azzurro, che correva sull’imposta della volta lignea dell’antitutulo e il cui valore decorativosi ricollegava all’ornamentazione epigrafica dell’arte islamica.

Nelle descrizioni dei viaggiatori arabi, la fabbrica è ancora raccontata come chiesa-moschea all’interno della quale era contenuta anche la precedente chiesa premusulmana.
Quivi è la moschea gami che fu un tempo chiesa dei Rum; nella quale si vede un gran santuario. Ho inteso dire da un certo logico che il filosofo dei Greci antichi, ossia Aristotile, giaccia entro una cassa di legno sospesa in codesto santuario che i musulmani hanno mutato in moschea“ 977 Ibn Hawqal

Nel medesimo sorge la moschea gami che un tempo fu chiesa cristiana e in oggi è ritornata al quale la dedicarono gli antichi. Mal potrebbe immaginarsi quanto è bello in oggi questo monumento, pei capricci dell’arte, i peregrini lavori, le rarità e le nuovissime specie di figure, dorature, colori ed ornati calligrafici“ 1072 Al Idrisi

Dalle fondamenta ai tetti, attraverseremo luoghi di grande suggestione che hanno attraversato i tempi e la storia.
Dal piano antistante, ciò che resta della fabbrica gualtieriana accoglierà i viaggiatori attraverso il portico meridionale del Gambara che, sul modello di antichi codici miniati, si snoda in un percorso iniziatico altamente emozionante.

Lamento per il Sud di Salvatore Quasimodo

By

Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968), ormai stabilitosi a Milano, ricorda la sua cara Sicilia. Sono anni in cui l’antica “questione meridionale”, mai risolta, si ripropone con urgenza.

Quasimodo premio Nobel per la letteratura, vive una condizione comune a tutti gli emigranti: egli sente un legame profondo con la sua terra d’origine, ma sa che tornare a viverci sarebbe impossibile.

Eppure il ricordo della Sicilia non può essere rimosso. Le sensazioni che il poeta rivive pensando alla sua terra senza speranza, si trasformano in versi, in questo lamento per il sud, carico di dolcezza e di furore.

Lamento per il Sud

La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve…
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie, (continua…)

Itinerario culturale alla scoperta del museo diocesano di Palermo – Sabato 15 Febbraio

By

museo diocesano a palermoL’itinerario culturale proposto da Archikromie si prefigge come scopo primario di far ricordare o conoscere un museo, quello Diocesano di Palermo, le cui opere d’arte sacre sono non solo irripetibili, ma anche vive in quanto fruibili e trasmissibili.

E non solo.

La localizzazione del museo e la storia del Palazzo Arcivescovile fanno parte di quei momenti temporali di un passato di forte intensità, che ha contribuito a rendere Palermo una città ricca di storia,d’arte e di misteri. Il Museo Diocesano come contenitore di arte sacra, proprio per il suo essere tale,offre ai viaggiatori della cultura capolavori che narrano arte, fede e cristiana devozione e che più in generale sono l’espressione di un’intera diocesi attraverso i tempi.

Archikromie propone quindi un percorso temporale e mariano accompagnato dalla lettura del XXXIII Canto del Paradiso con stazioni descrittive dalla Sala dei fondi oro alla Sala dei Marmi Mischi, attraversando le preesistenze del Palazzo che risiede nella Paleapoli, la parte più antica della città di fondazione punica.

Ed ecco che, uscendo dal Museo, l’itinerario continua nell’alto Cassaro, all’aperto, attraversando strade e bastioni, per conoscere la città partendo dalla parte più antica dell’originale nucleo urbano punico-romano, circondato all’epoca da mura che proteggevano circa seimila abitanti.

Si percorre l’asse viario Cassaro e allontanandosi solo di poco dal corso ci si addentrerà in vie e viuzze aggrovigliate dall’incertezza dei luoghi, per poi ritornare su via Bonello e raccontare le congiure e le rivolte accadute nella Palermo normanna e sveva.

Per maggiori informazioni sull’itinerario visita la pagina facebook dell’evento.

Conoscere Palermo. L’itinerario di Archikromie dal Piano del Pretore alla Kalsa – Sabato 8 Febbraio

By

archikromieNella Palermo quattrocentesca, un potente ceto mercantile e borghese di famiglie ricche provenienti  dall’Italia e dalla Spagna, si affianca all’antica nobiltà siciliana gareggiando con essa in opulenza e fasto.

I segni di questi cambiamenti portano, in ambito urbanistico all’apertura di nuove strade nel tessuto medievale e alla sistemazione e rettifica di quelle già esistenti, contraddistinguendosi per la presenza di nuove fabbriche: palazzi signorili e logge mercantili.

L’itinerario di Archikromie prende avvio dal Piano del Pretore, oggi piazza Bellini, sul fronte orientale di Palazzo Pretorio e prosegue lungo la diritta arteria medievale di collegamento con la Kalsa. Nel 1508  ecco che un innovativo intervento urbanistico crea una “croce di strade” all’ incrocio della Discesa dei Giudici – detta anche “calata dei giudici” – con la via Lattarini che, subito dopo il piano di S. Anna, si allaccia alla medievale arteria di via Alloro.

Nuovi palazzi signorili o riadattamenti di vecchie fabbriche, regolate fin dal 1482 dalla Prammatica di decoro e ornamento della Città, diedero alla via Alloro l’aspetto di un’arteria nobile e sontuosa.

Si racconteranno le storie accadute lungo la via, si descriveranno le fabbriche, le architetture gotico chiaramontane e aragonesi, i palazzi della nobiltà del XVII e XVIII secolo,  si attraverseranno i percorsi espositivi di Palazzo Abatellis progettati da Carlo Scarpa, per farci coinvolgere dall’emozione delle grandi opere degli artisti che hanno fatto grande la nostra storia.

Infine si proseguirà ancora lungo la via Alloro per raggiungere, tra una serie di vicoli e bassi edifici, il mare..

I dettagli dell’evento in questa pagina Facebook.

Sant’Agata, dal 3 al 5 febbraio festa e devozione a Catania

By

sant'agataSant’Agata vigila e preserva da secoli Catania, e tutti i paesi ad essa vicini, dalla furia rovinosa del suo splendido vulcano, l’Etna, fermando le sue lave che tutto ingoiano. E non solo, Agata si fa carico e protegge i suoi fedeli anche da terremoti, pestilenze, inondazioni e ogni genere di sciagura.  Tutti i catanesi dal 3 al 5 di febbraio mostrano una venerazione ed una fede straordinaria ed incrollabile verso la loro Santa patrona. A lei tributano una festa che trova un’enorme partecipazione popolare e una grande devozione. Sono giorni da non perdere, se si ci trova a passare per la città etnea, per partecipare ad un evento sacro tra i più belli della Sicilia.

Secondo la Passio sanctae Agatae, Agata apparteneva ad una nobile famiglia catanese, di lei si innamora il proconsole Quinziano, a quei tempi prefetto in Sicilia. La giovane donna rifiuta le lusinghe del togato e ne scatena le ire. (continua…)

Il Duomo di Cefalù

By

Cefalu04(js)Per chi arriva da Palermo, la superba cattedrale che sembra adagiata sui tetti delle case dell’antico borgo, e l’imponente rupe che incombe alle sue spalle, sono il biglietto da visita di Cefalù.

Che derivi da greco Kephaloidion (latinizzato Cephaleodium) o dal fenicio Kefa, il nome è connesso alla caratteristica forma di TESTA del promontorio. Ai piedi della rocca la cittadina, dal medioevo in poi, si sviluppò attorno al suo monumento più importante, il Duomo, una delle più belle chiese Normanne di Sicilia.

Prima dell’edificazione del duomo, Cefalù aveva già secoli di storia alle sue spalle. Il primo nucleo urbano viene fatto risalire al V secolo a.C. . Alcune tracce sono riscontrabili sia sul monte, che all’interno dell’abitato. Vicino al duomo sono state trovate due interessanti strade, una ellenistica, l’altra romana del I secolo a.C.. Nella chiesa di Santa Maria della Catena, la parte inferiore di una torre di fortificazione è inglobata al campanile; nei pressi di via Porpora vi è l’unica torre quasi totalmente conservata, e vi si trova anche una postierla. (continua…)

SUTERA – unica Bandiera Arancione di Sicilia

By

suteraDal 2002 Sutera, pittoresco borgo medievale in provincia di Caltanissetta, è una delle 162 località insignite della Bandiera Arancione, il marchio di qualità assegnato dal Touring Club Italiano nella’ambito del progetto Sviluppo Italia. L’iniziativa intende valorizzare i centri minori dell’entroterra che promuovono il turismo nel rispetto dell’ambiente e di chi ci abita. Situata nella valle del fiume Platani, in un suggestivo contesto paesaggistico, Sutera si è contraddistinta per la tipicità del territorio, la bellezza dei suoi antichi quartieri e la sua storia, segnata dal passaggio di Greci, Romani, Bizantini, Mussulmani Normanni. (continua…)

A Siracusa gli occhi sono solo per Santa Lucia

By

Lucia 1È dal 1204 che Siracusa aspetta il ritorno della sua Santa; In quella data il corpo di Lucia  venne trafugato  dai Bizantini ( in fuga per l’arrivo dei mussulmani)  e condotto a Costantinopoli. Secoli dopo ,indetta da Papa Innocenzo III la quarta crociata, i veneziani ,che componevano la spedizione, invece di raggiungere la terra santa preferirono assediare e depredare la capitale Bizantina, portando innumerevoli tesori nella città dei dogi  e tra questi vi erano  le sacre reliquie di Lucia.
Custodite nella chiesa di Geremia e Lucia a Venezia, ancora oggi i cittadini fratelli di Archimede chiedono a gran voce il suo ritorno, ma fatta eccezione  per qualche piccola reliquia, chi di dovere non ha ancora esaudito la giusta richiesta dei siracusani, che desiderano ardentemente di  ricondurre le spoglie della loro patrona  nell’originale sepolcro che si trova in  un tempietto barocco di forma ottagonale costruito nel 1629.
Ugualmente a Siracusa, il 13 dicembre, giorno del suo martirio, vengono indette grandi celebrazioni. Tutto il popolo partecipa ed aspetta con fervore l’uscita, dalla meravigliosa cattedrale, del simulacro argenteo di Lucia, che portato a spalla da 60 fedeli viene condotto attraverso le vie della città, proprio nel luogo del suo sepolcro, ove rimane per otto giorni esposto alla venerazione dei devoti. (continua…)

Dolce di Santa Lucia – la Cuccìa

By

cuccia La leggenda vuole che i palermitani (esiste la stessa storia ambientata a Siracusa nel 1646 ), nel corso di una tremenda carestia che li stava decimando, nel giorno di Santa Lucia, 13 dicembre di un lontano e non precisato anno, videro arrivare in porto un vascello pieno di grano, che fu immediatamente distribuito alla popolazione. Era tanta la fame che tormentava la città che il popolo non perdette tempo a macinare il grano per confezionare pane e pasta ma bolli il cereale e lo mangiò così come usciva dalla pentola. Negli anni successivi i palermitani festeggiarono questo insperato salvataggio consumando il 13 dicembre un piatto di grano cotto. (continua…)

SITO STORICO MONASTERO SAN BENEDETTO a CATANIA

By

immagineLa Chiesa di San Benedetto fa parte del Monastero delle Benedettine di via Crociferi, già sito Unesco, a Catania.

Il Monastero fu edificato originariamente nel 1355, per essere riedificato, dopo il tragico terremoto di Val di Noto, nei primi anni del 1700.

Il Monastero delle Benedettine è uno dei simboli di Catania, riconoscibile dall’arco che si apre su via Crociferi, che si narra fu eretto in una sola notte, e che collega l’Abbazia alla badia piccola.

La badia piccola è oggi la sede del MacS – Museo Arte Contemporanea Sicilia.

Il Complesso monumentale monastico è oggi dopo secoli di assoluta ed invalicabile clausura, un sito storico-artistico che propone a visitatori e turisti un tour culturale che è il risultato di uno straordinario connubio di storia, arte e contemporaneità. Nel rispetto delle religiose di clausura che ancor oggi abitano il Monastero, si può accedere all’interno del complesso monastico, percorrendo un itinerario prestabilito che consente di ammirare:immagine 9

  • I resti archeologici di una domus romana, rinvenuta nel sottosuolo del Monastero;
  • Alcuni ambienti del Monastero di San Benedetto, in particolare l’antico parlatorio settecentesco, già set del film di Franco Zeffirelli “Storia di una capinera”, tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Verga;
  • La Chiesa di San Benedetto e la sua imponente scalinata d’ingresso, la Scalinata degli Angeli;
  • Il Museo di Arte Contemporanea Sicilia – MacS – ubicato nella badia piccola del Monastero. (continua…)

Video Tour attraverso le province di Trapani ed Agrigento

By

Un bellissimo documentario che descrive le principali attrazioni turistiche delle province di Trapani ed Agrigento.
Partendo dalle isole Egadi, seguiamo un percorso che ci porta tra le bellezze e le tradizioni di Marsala e del suo stagnone, sull’isola fenicia di Mozia, nelle saline che lambiscono la Trapani araba, per salire sul monte San Giuliano ad Erice con i suoi panorami mozzafiato, e scendere nuovamente sul mare a San Vito lo Capo e raggiungere Scopello attraverso la riserva naturale dello Zingaro.

Nella costa a sud che guarda verso l’Africa, viaggeremo attraverso Mazara del Vallo, il porto peschereccio più importante d’Italia, seguendo per i siti archeologici di Selinunte, antica e gloriosa colonia greca, Eraclea Minoa strettamente legata al mito e la valle dei templi di Agrigento, patrimonio dell’umanità Unesco.

Un altro percorso lungo l’entroterra ci porta a visitare l’antica città di Segesta e il suo teatro, Calatafimi la città dove Garibaldi ottenne la storica vittoria contro i Borboni nella sua impresa di unificare l’italia e la valle del Belice tristemente nota per il terribile terremoto che distrusse Gibellina, e dove oggi si trova il grande cretto, sudario dell’antica cittadina siciliana.

Un viaggio che ci porta a visitare le più belle località della Sicilia occidentale e ci fa assaporare le emozioni che quei posti sono in grado di fare vivere a visitatori e residenti. Buona visione!

La leggenda dei Giganti rivoltosi schiacciati sotto l’Etna

By

etna_eruzioneAll’Etna sono collegate numerose leggende, tra queste c’è anche la leggenda dei giganti schiacciati sotto il peso del vulcano. Secondo la mitologia i giganti si ribellarono a Zeus e tentarono la scalata al monte Olimpo per detronizzarlo. La loro rivolta non ebbe successo e Zeus punì la loro insubordinazione facendoli schiacciare dall’enorme mole dell’Etna.

La leggenda sulla nascita della Sicilia coinvolge un complesso di fatti mitologici che trattano di lotte tra dei e giganti, tema di cui abbiamo già parlato nell’articolo sull’origine della Sicilia. Le storie dei giganti sconfitti da Zeus continuarono a ispirare versi di poeti celebri di ogni epoca. Il gigante si chiamava Tifeo per Pindaro e Ovidio, Encelado per Virgilio, tanto che Ariosto nell’Orlando Furioso canta “là dove calca la montagna etnea al fulminato Encelado le spalle.”

La leggenda era coerente con la rilevazione che loro malgrado gli antichi sicelioti facevano dei movimenti sismici che interessavano la zona, attribuiti ai rivolgimenti a agli sforzi dei giganti che cercavano di scrollarsi di dosso il peso della mole etnea. In questo come in molti altri casi il mito dà una spiegazione a fenomeni naturali che meravigliavano gli uomini antichi ma dei quali non riuscivano a trovare una spiegazione scientifica.

Ne è passato di tempo da allora, oggi ci sentiamo così sicuri dei nostri mezzi tecnologici che siamo pronti a costruire un ponte a unica campata di 3.300 metri sopra la testa di giganti così irrequieti. Anche se il progresso ha liberato l’umanità da molte paure, l’uomo non ha mai smesso di creare storie fantastiche e leggende per dare una spiegazione a ciò che non comprende.

Matteo Bonello e la sua Spada inchiodata sul portone del Palazzo Arcivescovile di Palermo

By

7479659Sul piano della Cattedrale di Palermo si trova anche il Palazzo Arcivescovile. Posiamo il nostro sguardo sul portale principale e precisamente osserviamo l’anta destra del portone: a circa tre metri di altezza, si trova l’elsa di una spada. E’ quanto rimane dell’arma con cui Matteo Bonello, signore di Caccamo, uccise il primo ministro del Re Guglielmo I, Maione di Bari.Come mai l’arcivescovo sentì il bisogno di inchiodare la spada di Bonello sulla porta del suo palazzo?

Facciamo un salto indietro nella storia: Guglielmo I, tutto preso dai suoi piaceri dell’harem e della tavola, regnava con lo sfarzo e il distacco di un sovrano orientale; il governo effettivo era nelle mani del pugliese ammiraglio Maione, che doveva fronteggiare la pericolosa irrequietezza dei nobili e dell’alto clero. (continua…)

Mappa delle principali feste religiose in Sicilia

By

Una mappa con le principali feste religiose della Sicilia. Tra queste la festa di Santa Rosalia di Palermo, Sant’Agata a Catania, Santa Lucia a Siracusa e i misteri di Trapani. Puoi interagire con la mappa, fare degli zoom e focalizzarla nell’area che più ti interessa. Cliccando su un punto potrai visitare una pagina dedicata alla festa.

Per vedere la mappa in una pagina più grande clicca qui.

Leggende di Sicilia. I cani del dio Adrano

By

“Chi ti pozzano manciari li cani!” E’ un’imprecazione siciliana, che si rivolge contro un malfattore per augurargli di venire sbranato da cani inferociti. Ebbene questo “augurio” affonda le radici nel mito e in particolare nel culto del dio Adrano. Come ci raccontano alcuni storici, sulle pendici dell’Etna, nei pressi dell’odierna Paternò, sorgeva un tempio con all’interno una statua che raffigurava il dio armato con una lancia, simbolo della potenza del vulcano.
Al tempio di Adrano, situato nei pressi del laghetto Naftia, accorreva una gran folla di fedeli, proveniente da ogni parte dell’isola.

La leggenda racconta che a custodire il tempio ci fossero numerosi cirnechi, cani da caccia tipici dell’Etna di origine egizia. La razza derivava dallo sciacallo sacro al dio Anubis. Questi cani erano così intelligenti da distinguere i buoni visitatori dai cattivi. Si mostravano accoglienti nei confronti dei fedeli accorsi al tempio con doni da offrire al dio, ma aggressivi e spietati nei confronti di chi si avvicinava al luogo di culto con l’intenzione di compiere razzie.

I cani del dio Adrano si avventavano contro gli spergiuri e i ladri intenzionati a fare bottino e li sbravanavo senza pietà. Da allora si augura la stessa sorte a tutti gli imbroglioni e malfattori.

Carciofi del mercato del Capo di Palermo, ispiratori di versi – Foto

By
Carciofi del mercato del capo di Palermo

Carciofi del mercato del capo di Palermo

Può capitare che passeggiando per un mercato, in questo caso si trattava del mercato del Capo di Palermo, l’occhio cada su un mazzo di fiori di carciofo, coperti dalle tipiche foglie carnose di colore verde violaceo culminate da spuntoni, che è buona norma maneggiare con cura.

I carciofi sono protagonisti di moltissimi piatti, non solo siciliani. Carciofi alla romana, caponata di carciofi, carciofi alla brace, paste con crema di carciofi. E sono buonissimi.

Oltre alla loro bontà, madre natura li ha dotati di una forma davvero insolita. Un cuore tenero protetto da un’armatura acuminata.

Al carciofo dedicò un’ode il poeta cileno Pablo Neruda, che immaginiamo, stette molto ad osservarli affascinato prima di mangiarseli.


Ode al carciofo

Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all’asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci,
infiorescenze commoventi rizomi; (continua…)

Arcobaleno al foro italico di #Palermo – Foto

By

Le tempeste a Palermo non sono molto frequenti, ma la natura sa farsi perdonare per il momentaneo disturbo arrecato.

Arcobaleno al foro italico di Palermo

Arcobaleno al foro italico di Palermo (continua…)