Ustica, paradiso non solo dei sub
Ustica è un’isola molto conosciuta sopratutto per la riserva marina, istituita nel 1982 ,che ne fa un vero paradiso sia per i sub che dei semplici amanti del mare incontaminato.
L’isola è di origine vulcanica ed ancora sono visibili antichi crateri ormai modificati dal mare che li ha trasformati in calette. Le coste sono frastagliate e ricche di grotte, anfratti, discese a mare molto ripide e scoscese ma ci sono anche comode calette per chi vuole un mare più accessibile.
L’isola è a 36 miglia a nord-nordovest di Palermo, e nelle giornate più serene è possibile vederne all’orizzonte il profilo caretteristico a tartaruga.
La riserva nacque dall’esigenza di salvaguardare un habitat marino molto bello ed incontaminato che ancora oggi è il fiore all’occhiello del mare Tirreno. Il fondale che circonda l’isola è molto tormentato con caverne lunghe e tortuose e secche improvvise che ospitano una varietà estrema di pesci e crostacei; sono presenti anche alghe rarissime tra cui la Laminaria. Ustica va scoperta abitandoci e vivendone il mare, unico nel suo genere. I pesci della riserva si fanno avvicinare e toccare dall’uomo.
Il turismo è la risorsa principale degli abitanti, ma anche la pesca e sopratutto l’agricoltura sono molto praticate. I terreni, di natura vulcanica sono molto fertili e pertanto consentono di produrre prodotti dalle caratteristiche inconfondibili: famose sono le lenticchie piccole e molto saporite.
L’isola, essendo di natura vulcanica, è prevalentemente formata da rocce laviche e tufi; famose sono le grotte e tra di esse le più visitate sono la grotta azzurra e la grotta segreta o verde, chiamate così dai riflessi che assume il mare al loro interno. Le coste sono caratterizzate anche da faraglioni: tra i più conosciuti lo scoglio colombaro in cui si è formata per l’erosione marina una piccola piscina naturale.
Scavi effettuati hanno portato alla luce tracce di vita risalenti al 1500 a.C. Due sono i villaggi scoperti di cui uno risalirebbe al terzo secolo a.C. Sulla collina della Falconiera è venuta alla luce una necropoli del IV secolo a.C.
Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani transitarono ed abitarono l’isola e da un racconto di Diodoro Siculo sappiamo che ben 6000 Cartaginesi furono abbandonati nell’isola dai loro capi a cui si erano ribellati e lì vi morirono di stenti. I naviganti da lontano potevano vederne biancheggiare le ossa, da quì il nome Osteodes (ossario) il nome Ustica.
Anche Plinio racconta che l’isola era abitata e sono state trovate numerose tracce del periodo romano. La storia più recente dell’isola racconta che fu abbandonata nel XIV secolo, periodo delle incursioni dei pirati saraceni. L’isola, essendo priva di difese e di acque sorgive, stentò ad essere riabitata. I Borboni finalmente fortificarono l’isola nel 1763 e dopo varie vicissitudini Ustica venne ripopolata.
L’isola di Ustica oggi è meta di turismo di tutti i tipi. Esistono molte strutture ricettive e negli ultimi decenni sono state costruite molte case di vacanza utilizzate sopratutto nel periodo estivo. Anche i diportisti fanno tappa nell’isola e ne esplorano le coste ed i fondali.
Ustica si raggiunge con l’aliscafo e con la nave da Palermo ed è spesso luogo di incontri internazionali degli amanti del mare e della pesca subacquea.
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