Una brillante soluzione al problema dei servizi inefficienti a Palermo
Riportiamo uno stralcio dell’intervista rilasciata dall’Assessore al Bilancio del Comune di Palermo al quotidiano Giornale di Sicilia in edicola l’8 luglio 2010.
In grassetto le domande del giornalista che si firma Gi.Ma., in carattere normale le risposte dell’Assessore.
Un breve commento, alla fine dell’intervista.
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Perché i servizi pubblici sono la vera palla al piede di città come Palermo?
Viviamo un momento in cui nessuno è contento. L’utente paga e vorrebbe servizi migliori altrimenti si sente derubato, il politico non riesce più a mediare i bisogni della gente, gli imprenditori chiedono più efficienza.
Allora?
Va cambiato questo sistema. Siccome con ci sono più i soldi, o meglio ce ne sono sempre di meno, bisogna ottimizzare gli impieghi. La competizione, per esempio, aumenta l’offerta, abbassa i costi e migliora la qualità del prodotto offerto.
E la scelta?
Appartiene al cittadino. Quando l’amministrazione affida un servizio, l’utente finale si deve per forza accollare quello che gli propinano. La prospettiva va ribaltata. L’azienda deve presentare diverse opzioni e dovrà essere il cittadino a decidere.
Può fare un esempio?
Un’azienda di trasporti può fare un piano che preveda più corse in periferia e niente servizio di notte; oppure sopprimere alcune corse a vantaggio di altri percorsi urbani. L’amministrazione prende atto delle proposte e alla fine però deve sottoporle per la decisione finale al giudizio dei cittadini. Che devono decidere senza mediazioni. La scelta, appunto, come esercizio di democrazia.
E in che modo si può attuare tutto ciò?
Il referendum, ad esempio.
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Abbiamo provato ad immaginare per un momento la vita di un cittadino amministrata con il modello proposto dall’Assessore. Il cittadino sarebbe chiamato a votare su quesiti referendari del tipo:
- preferite che la spazzatura venga ritirata con maggiore frequenza nel centro della città o nelle zone di periferia?
- è meglio che venga finanziato il tempo pieno scolastico, oppure che venga rinnovato l’arredamento delle aule?
- manteniamo l’assistenza agli anziani, oppure ai diversamente abili?
L’Assessore si è mai chiesto come mai in altri Paesi dove addirittura si pagano meno tasse che da noi, le città sono pulite, i deboli protetti e la scuola supportata in ogni sua esigenza? La democrazia rappresentativa, che è il modello per il quale egli riveste i panni di assessore, è nata proprio dalla necessità del cittadino di delegare quelle funzioni tipiche di una società complessa che nessuno sarebbe in grado di seguire individualmente.
Il politico, egli dice, non riesce più a mediare i bisogni della gente. Ebbene, siccome la funzione del politico è proprio questa, un tale politico è manifestamente inadeguato e quindi farebbe bene a dedicarsi ad altro.










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