Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato Spallanzani scriveva “Panarea sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.
Sulla piccina delle Eolie oggi l’atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati è la meno estesa dell’arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l’unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e Dattilo.
Il Nero d’Avola noto anche come Calabrese o Calabrese d’Avola,è il vitigno rosso più rinomato della produzione vinicola siciliana, soprattutto quelli prodotti a Noto e Pachino.
I vini prodotti da uve di Nero d’Avola sono esportati in tutto il mondo. Presentano una buona acidità che dà loro possibilità di lungo invecchiamento, se ben conservati e se provenienti da alcune zone, soprattutto quelle dette prima, meglio ancora se provenienti da uve allevate con il tradizionale sistema detto ad “alberello” portato in Sicilia dai Greci fra il VIII e il VII secolo A.C. A dispetto del suo nome, che suggerisce la provenienza dalla Calabria, il “Calabrese” è presente quasi esclusivamente in Sicilia, in quanto deriva dall’antica Casata Calabrese originaria della zona di Modica – Avola.
Sono tipicamente vini di forte carattere, talvolta un po’ spigolosi talvolta molto eleganti. Al naso presentano vari sentori: di spezie e viole alcuni, altri di frutta a bacca rossa più o meno matura, altri ancora caratteristici profumi eterei dovuti all’alcolicità. (continua…)
Singolare storia quella di Carlo Hauner e del suo vino. La storia di un bresciano di origine boema che, dopo aver girato il mondo, nel 1962 approda, per un invito casuale a Salina. Vi rimane per sempre. A Salina Hauner, ex architetto, pittore e disigner, noto in ambito internazionale, trova ispirazione per i suoi quadri e in quell’isola per pochi, come lui ama definirla, disegnandola tra le maree e cielo, gli si rivela l’incanto dell’ambrosia degli dei, il dolcissimo vino che persino l’Abate Meli nel settecento aveva fatto sognare. La produzione però è allo stremo: la fillossera aveva ridotto i vitigni Malvasia fino a farli quasi scomparire. (continua…)
I vini di questa DOC appartengono la centro della Siciclia, alla parte più interna dove le Madonie sembrano vegliare dall’alto gli appezzamenti di vigneto che coprono le zone collinari. Un area che comprende 14 comuni tra le provincie di Palermo, Caltanissetta ed Agrigento, dove la superficie coltivata a vite inscritta all’albo del DOC supera i 350 ettari per una produzione di oltre 5000 ettolitri di vino. Oltre ad avere un territorio molto esteso, Contea di Sclafani abbonda anche nel numero delle tipologie ammesse al disciplinare: ben 21 tra bianchi, rosati, rossi, varietali autoctoni, nazionali ed internazionali. Ma non è tutto, perchè molte tipologie possono avere la variante Dolce, Vendemmia tardiva, Spumante, Novello, Riserva. Sul piano ampelografico, i vitigni base che danno origine alle tiplogie normali sono il Catarratto, l’Inzolia e il Grecanico per i bianchi; il Nero d’Avola, il Perricone e il Merello Mascalese per i rossi e rosati. Tra le varietà internazionali, così come per gli autoctoni che possono dar vita alla DOC con specificazione di vitigno (in presenza dell’85% delle uve corrispettive), sono Chardonnay, Sauvignon blanc, Pinot nero, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah. Date le condizioni ambientali, per una volta il disciplinare non prevede un tetto massimo di altitudine alle coltivazioni bensì minimo: i vigneti devono avere giaciture ed esposizioni adatti, a esclusione di quelli ubicati a un altezza inferiore a 300 m e su terreni argillosi. Impossibile descrivere le schede organoletiche di così tanti vini, ci si limiterà all’interessantissimo Contea di Sclafani Rosso, nel quale in genere prevale il Nero d’Avola con aggiunta di Cabernet Sauvignon. (continua…)
Il Trapanese è la provincia più vinicola della Sicilia, grazie alle vaste estensioni coltivate non solo a Marsala, ma anche ad Alcamo, per tacere delle altre varietà minori che pur si fregiano della DOC. Qui lo spettacolo delle vigne è notevole, sia che ricoprano per intero poggi e colline, sia che tappezzino qua e là la campagna impreziosita dalle splendide rovine di Segesta, dalle bellezze naturali della Riserva Naturale dello Zingaro o delle mille altre risorse che la Sicilia può offrire. Un vino antico – il Bianco d’Alcamo – che in questi ultimi decenni ha saputo imporsi come uno dei migliori in Italia (continua…)
Slow Food è il movimento per la tutela e il diritto al piacere.
Slow Food promuove, comunica e studia la cultura del cibo in tutti i suoi aspetti.
La sua mission è:
• EDUCARE al gusto, all’alimentazione, alle scienze gastronomiche.
• SALVAGUARDARE la biodiversità e le produzioni alimentari tradizionali ad essa collegate: le culture del cibo che rispettano gli ecosistemi, il piacere del cibo e la qualità della vita per gli uomini.
• PROMUOVERE un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione, creando una rete virtuosa di relazioni internazionali e una maggior condivisione di saperi.
La filosofia di Slow Food parte dalla riscoperta del piacere attraverso la cultura materiale. Il piacere è quello alimentare, dotto, sensibile, condiviso e responsabile. Dire piacere alimentare significa ricercare le produzioni lente, ricche di tradizione e in armonia con gli ecosistemi; significa difendere i saperi lenti, che scompaiono insieme alle culture del cibo; significa lavorare per la sostenibilità delle produzioni alimentari e quindi per la salute della Terra e la felicità delle persone.
Vi presentiamo le eccellenze siciliane messe in evidenza da questa importante associazione:
• Ape nera sicula – In tutta la regione – Un’ape scurissima, quasi nera, che ha popolato per
millenni la Sicilia ma che si trova in questo momento a forte rischio di estinzione. E’ molto
produttiva, lavora anche a temperature elevate, quando le altre api si bloccano e sopporta bene
gli sbalzi di temperatura.
“Non voglio esibirmi perché in tutto quel che scrivo sospetto una sorte di interminabile, falsificato pettegolezzo su me stesso”
Siciliano di Comiso in provincia di Ragusa, figlio di un fabbro amante della lettura, fin da ragazzo attratto dalla letteratura, trascorreva buona parte del suo tempo nella biblioteca del padre.
Uomo schivo e riservato, di cultura ampia e raffinata, raggiunse la notorietà ad età avanzata (61 anni) con la pubblicazione del romanzo “Diceria dell’untore” con il quale vinse il premio Campiello.
La pubblicazione del libro fu incoraggata dal già famoso Leonardo Sciascia, con cui strinse una forte amicizia, e dall’editore Sellerio.
Da siciliano amava esprimersi con frasi concise e taglienti che fondando su una cultura ampia e approfondita unita al gusto di ironizzare anche su sè stesso ne fecero un aforista di rara efficacia. (continua…)
In questo sito si parla spesso di economia in Sicilia e di come questa per crescere abbia bisogno innanzitutto di idee innovative.
Sul sito economiasicilia.com, leggiamo della nascita di una rete in franchising di punti vendita di prodotti enogastronomici siciliani sotto il marchio “L’Eden dei Sapori”.
L’inaugurazione è avvenuta pochi giorni fa a Castelvetrano (Trapani), e nelle prossime settimane apriranno nuove enoteche a Palermo, Cefalù (Palermo), Mistretta, Capo d’Orlando e Taormina (Messina), San Vito Lo Capo (Trapani), Sciacca (Agrigento). Entro l’anno il marchio dovrebbe uscire dalla Sicilia con l’apertura di punti vendita a Milano, Torino, Pordenone, Parma e Jesi (Ancona).
Negli scaffali dei negozi “L’Eden dei Sapori” oltre al vino si possono trovare anche liquori, olio extravergine di oliva, formaggi e salumi.”Scopo di questa ambiziosa iniziativa – spiega Francesco Bonino, uno degli imprenditori che hanno investito nel progetto – è quella di dare alle aziende associate la possibilità di potere disporre gratuitamente di uno spazio vendita presso i negozi senza alcun costo; l’unica condizione è che la fornitura dei prodotti venga fatta in “conto vendita”.
Ci auguriamo che questa iniziativa possa avere successo. La scelta del conto vendita creerà probabilmente qualche complicazione nella gestione dell’attività, ma è un modo innovativo per dare visibilità al prodotto, facendolo arrivare sugli scaffali dei punti vendita dislocati sul territorio nazionale.
Il commerciante inglese John Woodhouse nel 1773 approdò con la nave su cui viaggiava nel porto di Marsala.
Durante la sosta nella piccola cittadina della costa occidentale della Sicilia, famosa anche perché poco meno di 100 anni dopo vi sarebbe sbarcato Giuseppe Garibaldi, ebbe modo di assaggiare un vino prodotto dai contadini del luogo.
Il vino gli piacque tanto da indurlo a farlo conoscere agli inglesi. Questi ne rimasero talmente entusiasti che Woodhouse pensò bene di farci un bel businnes avviandone la produzione su larga scala.
Il dato significativo della storia è che questo vino prodotto dai contadini siciliani ebbe successo per merito di un cittadino inglese. Questi agricoltori avevano tra le mani un tesoro e non lo capirono.
Il vino Marsala è stato il primo vino DOC della storia vinicola italiana, tutelato nel suo disciplinare sin dal 1932 nientemeno che dal Parlamento che legiferava tutte le variazioni che si rendevano opportune. Per approfondire la storia di questo vino potete collegarvi al sito del Consorzio di tutela.
La cucina siciliana fa parte di una cultura gastronomica regionale complessa ed articolata, che mostra tracce e contributi di tutte le culture che si sono stabilite nell’isola nel corso della sua storia. Dalle abitudini alimentari della Magna Grecia alle prelibatezze dei “Monsù“, i cuochi francesi delle famiglie nobiliari, passando dai dolci arabi e dalle frattaglie cucinate per strada alla maniera ebraica, tutto contribuisce a rendere varia la cucina siciliana.
Nei piatti della cucina siciliana si usa esclusivamente l’olio extravergine d’oliva, sia per cucinare che per condire. Il burro è ben poco usato, la sugna viene utilizzata solo per ammorbidire l’impasto di alcuni dolci.
Gli ingredienti principali sono soprattutto vegetali o marini (pesce, e molluschi). La carne è utilizzata di rado, e per lo più in forma di frattaglie. Il pesce è tradizionalmente molto presente nelle tavole dei siciliani, servito fresco, aromatizzato con olio, aglio o con olive e capperi, pangrattato e arancia.
Il sale è soprattutto marino, e i piatti sono impreziositi dalle erbe aromatiche che crescono in abbondanza: basilico, prezzemolo, menta, alloro, origano, rosmarino, salvia, cipolle selvatiche , semi di finocchio e finocchietto selvatico, insieme a gelsomino, pinoli, uva passa, pangrattato tostato (“muddica“), scorza d’arancia, succo di limone, etc. Capperi, aglio e cipolla sono altresì spesso presenti nelle preparazioni.
Questo simpatico signore-chef americano nel suo canale youtube registrato come “TheMarsalaMan” illustra le differenze tra il marsala “domestic”, prodotto in California e quello importato dall’Italia, fatto con le uve siciliane.
Purtroppo non possiamo sentire i profumi dei due marsala che TheMarsalaMen mette a confronto, e forse la conclusione alla quale arriva è un pò affrettata.
Tuttavia il suo giudizio esalta la qualità siciliana e per questo ha tutta la nostra approvazione.
TheMarsalaMen è categorico: “quando cucinate usate solo Marsala Siciliano”
Un gruppo su Facebook con una lista di cosa da fare che capiscono meglio i Palermitani.. Ecco il link del gruppo http://www.facebook.com/gruppo
1. Andare in giro per i 4 mercati: Vucciria, Ballarò, Capo e Borgo Vecchio.
2. Bere una Forst ai Vini d’oro di piazza Nascè. epoi un’altra.e poi un’altra.
3. Prendere la bici e percorrere tutta via Libertà in una mattinata di sole.ma anche con la pioggia.
4. Sedersi sui gradini del Teatro Massimo.
5. Prendersi una cioccolata al Rintocco in via dell’orologio.
6. Se è domenica(ma anche se non lo è)portare il cane a Villa Trabia.
7. Studiare nella Biblioteca di Villa Trabia o alla Regionale
8. Fare l’aperitivo rinforzato al Moma.
9. Pattinare in via Libertà la domenica mattina.
10. Fare il bagno a Mondello all’alba. (continua…)