Noi che…ragazzini degli anni ottanta cantavamo ARIA di Marcella Bella, e non capivamo il perché le nostre nonne, con rosario alla mano, ci dicevano: STI RAGAZZI D’AVANNO NUN HANNU RUSSURU NTE FACCI?, SU SEMPRI CHIU’ VASTASI E SVERGOGNATI.
AHHH…povera nonna, solo oggi comprendo che intonando ingenuamente “Spero solo che non bussi un uomo adesso / mi comporterei come non vorrei / la mia mente è chiara, ma a volte è più forte il sesso / la mia gatta è ancora lì, non parla ma dice sì…”, come potevi sentirti.
Tempo che fù. La cosa che più mi lascia sgomento e pensare alla gatta che comprendendo tutto dice di si !!!! Lascio a voi altri commenti, nel frattempo godiamoci la canzone, della nostra beniamina catanese Marcella; da uno stralcio di SuperFlash.
Il servizio di Striscia la notizia che trovate nel video racconta di un dipendente del Comune di Palermo che fa servizio presso la barca privata del sindaco della città Diego Cammarata. Il servizio è della giornalista Stefania Petyx la quale si scaglia con veemente garbo contro il povero sindaco.
Perché scandalizzarsi tanto se oltretutto la barca accudita da un dipendente del Comune viene offerta a noleggio, rigorosamente in nero, facendo così risparmiare l’IVA a coloro che la prendono in affitto?
Che male c’è se un sindaco che si sacrifica per la sua città con risultati davvero eccellenti e che sono davanti agli occhi di tutti si risarcisca in qualche maniera arrangiandosi a questo modo?
Se la stessa cosa la facesse un qualsiasi altro cittadino incorrerebbe in una serie di reati tra i quali il peculato e l’evasione fiscale, reati che non ci sentiamo di imputare ad un sindaco il cui impegno e abnegazione rende orgogliosa l’intera città. (continua…)
Il mercato della Vucciria di Palemo venne immortalato nel 1974 in un celebre dipinto di Renato Guttuso, oggi conservato a Palazzo Steri.
La Vucciria è un noto mercato storico di Palermo insieme aBallarò, Il Capo e il Mercato delle Pulci. “Vuccirìa” in siciliano significa “Confusione”. Ed ancora oggi, la confusione delle voci che si accavallano e delle grida dei venditori (le abbanniati) è uno degli elementi che, maggiormente, caratterizza questo mercato palermitano.
Ancora oggi sono numerosi nel mercato i banchi del pesce, che viene continuamente mantenuto umido. Per questo in città si dice che: “i balati ra Vucciria ‘un s’asciucanu mai”
“Il pavimento della Vucciria non si asciuga mai”
Allo stesso modo di una promessa o di un avvenimento che non si realizzerà mai si dice che avverrà “quannu e balati ra Vucciria s’asciucanu” (quando il pavimento della Vucciria s’asciugherà).
La Vucciria si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo le via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all’interno del mandamento Castellammare. (continua…)
Meravigliosa canzone d’amore cantata da Franco Battiato insieme a Carmen Consoli. “Tutto l’universo obbedisce all’amore” è un brano che fa parte di Fleurs2, l’ultimo disco del cantautore siciliano uscito nel novembre 2008.
Rara la vita in due… fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata… consistenti o no,
bisogna muoversi… come ospiti… pieni di premure
con delicata attenzione… per non disturbare
ed è in certi sguardi che… si vede l’infinito
Stridono le auto… come bisonti infuriati,
le strade sono praterie…
accanto a grattacieli assolati,
come possiamo… tenere nascosta… la nostra intesa
ed è in certi sguardi… che s’intravede l’infinito
Tutto… l’universo… obbedisce… all’amore,
come… puoi tenere… nascosto… un amore.
ed è così… che ci trattiene… nelle sue catene,
tutto… l’universo… obbedisce… all’amore
Come possiamo… tenere nascosta… la nostra intesa
ed è in certi sguardi… che si nasconde l’infinito
Tutto… l’universo… obbedisce… all’amore
come… puoi tenere… nascosto… un amore,
ed è così… che ci trattiene… nelle sue catene
tutto… l’universo… obbedisce all’amore…
“Cuccuruccucu Paloma” è in origine un’hit messicana interpretata da Caetano Veloso e sta nel repertorio delle orchestre di tutto il mondo. E’ anche un momento magico del film di Pedro Almodovar “Parla con lei” e parla della storia dell’uomo che morì d’amore (e la sua anima si trasformò in una farfalla).
Battiato ne riprende il motivo nel suo “Cururuccucu” con un testo fatto di un un mix di citazioni tratte da altre canzoni. In questo video una sua interpretazione live in un vecchio tour del 1997.
Le serenate all’ istituto magistrale
nell’ ora di ginnastica o di religione
per carnevale suonavo sopra i carri in maschera
avevo già la Luna e Urano nel Leone (continua…)
La canzone parla della volontà di non farsi risucchiare dalle mode del momento. Il testo della canzone è un mix di sette, mode, pensieri e altro.
Il ritornello è entrato nella testa di tutti e sottolinea questa interpretazione… “Cerco un centro di gravità permanente, che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente” ovvero “voglio un punto di vista stabile, voglio vedere la vita in un solo modo senza cambiare spesso idea.”
“Battiato esprime il desiderio, impossibile, di avere delle idee solide, forti, stabili, in base alle quali esprimere dei giudizi coerenti e costanti nel tempo riguardo alle cose che accadono nel mondo e alle persone con cui ha a che fare, così come sulla gente in generale. Il baricentro sta ad indicare un punto di equilibrio interiore che gli potrebbe permettere di non cambiare idea di continuo. E’ una canzone di grande attualità, perché rispecchia la difficoltà dell’uomo moderno di credere in qualsiasi ideologia.”
Ecco una interpretazione sul palco del cantautore siciliano in un tour del 1997.
In questo pezzo c’è la forza espressiva di Battiato…musica come pura evocazione, anche per pochi secondi. Un viaggio nello spazio e nel tempo al ritmo di culture e generi musicali diversi.
Quando il ritmo passa al valzer, è come se si aprissero davanti agli occhi le porte del salone da ballo della reggia viennese.
In questo articolo proponiamo una sua interpretazione live nell’Imboscata Tour del 1997.
Voglio vederti Danzare (F. Battiato. L’Imboscata Tour, 1997) Video Live su Youtube
Testo di Franco Battiato “Voglio vederti danzare”
Voglio vederti danzare
come le zingare del deserto
con candelabri in testa
o come le balinesi nei giorni di festa.
Voglio vederti danzare
come i Dervisches Tourners
che girano sulle spine dorsali
o al suono di cavigliere del Katakali.
E gira tutt’intorno la stanza
mentre si danza, danza
e gira tutt’intorno la stanza
mentre si danza. (continua…)
La Cura è una delle canzoni più belle e apprezzate di Franco Battiato, un brano entrato a pieno diritto nella storia della musica, non solo italiana.
Parla dell’amore e dell’istinto di proteggere la persona amata dalle avversità della vita (“dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo”). L’amore e il senso di protezione superano di gran lunga i difetti e gli sbagli che inevitabilmente caratterizzano ogni essere umano.
93 year old cook and great grandmother, Clara, recounts her childhood during the Great Depression as she prepares meals from the era. Learn how to make simple yet delicious dishes while listening to stories from the Great Depression.
Tra le ricette delle simpatica nonnetta americana che ha vissuto la povertà della grande depressione economica, non poteva mancare la cucina siciliana con dei biscotti ai fichi.
Al di là della deliziosità delle ricette vanno i nostri complimenti a chi ha ideato e realizzato il progetto per promuovere un prodotto editoriale (dvd con le ricette della nonna) usando un mezzo innovativo come il web.
Un video che racconta con una sequenza di immagini la Magna Grecia, l’antica civiltà nata e sviluppatasi nel Sud d’Italia e in Sicilia. Si trattò di una grande colonizzazione iniziata intorno al 735 prima della nascita di Cristo da parte di pionieri greci.
Alcune delle colonie formarono nuove colonie, con il risultato che i greci finirono per dominare tutto il Sud Italia.
Le città furono in costante lotta tra loro per l’egemonia nelle regioni colonizzate. Indebolite inoltre dagli attacchi di nemici esterni finirono nel tempo una dopo l’altra sotto la dominazione romana.
Siracusa (la città di Archimede) fu l’ultima colonia greca a cadere sotto la dominazione di Roma nel 212 aC. I Romani appreso dai Greci la scrittura e la cultura greca e la diffusero poi in tutta Europa.
Le principali città d’Italia fondate dai coloni greci furono:
Kimi, Poseidonia, Neapoli, Elea, Metapontion, Taranto, kallipolis, Iraklion, Siris, Thourioi, Skylittion, Kavlonia, Ipponion, Epizefyrioi Iokroi, Croton, Syvaris e Rigion nel sud Italia.
Siracusa, Akrai, Kasmenai, Kamarina, Gela, Akragantas, Selinountas, Segesta, Imera, Panormos, Zanglis, Naxos, Messina, Catania, Apollonia, Tavromenion e Megara Evlaia in Sicilia. (continua…)
Basta appena un fugace pretesto,
per spogliarli del loro delirio particolare
Nella loro ossessione devastante.
Le sue parole scatenanti sono: Giustizia e Giudici,
a sentirle, la sua trasformazione è immediata.
Il sorriso gli si muta in un ghigno,
dalla faccia gli casca la maschera variopinta, e sotto,
appare una tavola di Cesare Lombroso
Seconda Poesia
Onde ridurre ulteriormente le spese
il Ministro della Giustizia ordina che
solo per lui, la prescrizione sia preventiva e pregressa
ancor prima che i processi siano prefissati a ruolo
e pertanto i PMi che li iscrivessero
nel registro degli indagati siano pregiudizialmente
mandati in proscrizione
per favore, attenti agli errori di stampa (continua…)
Un classico della cucina siciliana interpretato con estro e fantasia da Francesco. Melanzane, pomodori e mozzarella in un secondo dal successo assicurato.
Ingredienti per 12 persone
6 melanzane lunghe medio grandi, 500 g di salsa di pomodoro, 120 g. di parmigiano grattuggiato, basilico
Preparazione
Tagliate le melanzane a fette, cospargetele di sale e fatele spurgare per almeno 1 ora. Asciugatele e mettetele a friggere in olio abbondante in una padella preriscaldata a fiamma media. Completata la frittura disponetene un primo strato in una teglia del diametro di circa 20 cm, versate un pò di salsa di pomodoro e distribuitela uniformemente; spruzzate abbondante parmigiano grattugiato e qualche foglia di basilico. Ripetete l’operazione fino a esaurire le melanzane. Mettete in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.