“Appena lasciamo la nave non possiamo fare a meno di stupirci del movimento e della gaiezza di questa città di duecentocinquantamila abitanti, piena di negozi e di rumore, meno convulsa di Napoli e tuttavia non meno piena di vita… La pianta di Palermo è assai singolare. La città, adagiata al centro di un vasto anfiteatro di montagne nude, di un grigio bluastro qua e là venato di rosso, è divisa in quattro parti da due grandi strade diritte che si incrociano nel mezzo. Da questo quadrivio, in fondo a tre di quei lunghi corridoi di case, si scorgono le montagne, mentre al termine del quarto si intravede la macchia azzurro intenso del mare, che pare vicinissimo, come se la città vi fosse caduta dentro”.
Guy de Maupassant
La macchia celeste che si riesce a vedere nel centro della foto è il mare. Come riferisce Guy de Maupassant nei suoi appunti di viaggio, sembra che l’orizzonte sia sopra il tetto delle case e che la città sia caduta dentro al mare. Chiaramente si tratta di un effetto ottico dovuto alla pendenza del Cassaro, uno dei due principali assi viari del centro storico di Palermo. (continua…)
La Palermo dei primi anni del secolo scorso rivive nei Ricordi di un viaggio in Sicilia di Edmondo De Amicis. Ecco come il celebre autore di Cuore descrisse il capoluogo siciliano:
“E’ tutto uno spettacolo di violenti contrasti questa stupenda e strana città dei Vespri e di S. Rosalia. Alzando gli occhi in mezzo alla vegetazione magnifica che vi circonda nei giardini e nei parchi cittadini, dove si incrociano i viali fiancheggiati di oleandri e di rose, e s’affollano le palme, i platani, gli eucalipti, le più preziose specie di tutte le flore, vedete un anfiteatro di montagne rocciose e nude, di aspetto terribile, che par che guardino biecamente e minacciano tutta quella pompa ridente della natura… V’è prodigalità e magnificenza in tutto ciò che colpisce gli occhi e può dar l’immagine di una città prospera e potente, ma all’apparenza non corrisponde la realtà. Il popolo è povero e vive con una frugalità anacoretica. Un’apparenza di splendore dà alla città la passione del lusso, ch’è universale, e il fatto che Palermo attira con la sua bellezza e la forza centripeta delle sue tradizioni i siciliani danarosi d’ogni parte dell’isola… e una numerosissima colonia straniera, specialmente inglese”.
Solo stupore davanti a tanta magnificenza, unito ad un incontrollabile senso di vertigine assalì Reinhold Wurth, magnate tedesco col cuore d’artista, che nel 2000, entrando all’interno di questa gemma dell’architettura normanna di sicilia, che è la Cappella Palatina, rimase senza fiato confermando le parole di Guy de Maupassant: “La più bella che esista al mondo, il più incredibile gioiello religioso che sia stato immaginato dall’animo umano ed eseguito da mano d’artista”. Quella di Wurth è la storia di un innamoramento e quando nel settembre del 2002 sentì, dai media di tutto il mondo, dei danni che la Cappella aveva subito in seguito al terremoto, non esitò e nel 2003 s’impegnò a pagare i costosi lavori di restauro. Da un anno i lavori si sono conclusi ed è meraviglioso vederla attraverso gli occhi dei turisti che conduco; vederli tutti con le teste per aria, smarriti davanti a tanto tanto splendore, e sentire dalle loro voci che mai avevano visto una chiesa di tale bellezza. Da palermitano riconosco la malia che ogni giorno si ripete per tutti quelli che visitano la Cappella Palatina e sento il dovere di ringraziare colui che ha reso possibile questa magia regalandola al mondo. Da BlogSicilia.eu grazie Reinhold Wurth. (continua…)
Patrick Brydone nacque nella Scozia meridionale (e più precisamente nel Berwickshire), da Robert e Elizabeth Dysart. Il padre era un reverendo, ministro della chiesa scozzese, così come il nonno materno. Studiò all’Università di St Andrews fino a 18 anni, quando decise di interrompere gli studi pur non essendosi diplomato. Fuori dall’ambito universitario, si dedicò allo studio dell’elettricità seguendo l’esempio di Benjamin Franklin.
Nel 1763, Brydone si spostò in Francia. Lì, iniziò a lavorare come travelling tutor: avrebbe viaggiato in Europa, accompagnando in qualità di tutore dei ricchi giovani britannici. Nel 1764, si trasferì quindi in Svizzera e si stabilì a Losanna.
Alcuni appunti di Brydone del suo viaggio in Sicilia.
«Appena giunti a Palermo fummo stupiti di sentirci interpellare in inglese da alcuni giovani della nobiltà, ma la nostra sorpresa crebbe ancora quando scoprimmo che conoscevano benissimo molti dei nostri più celebri poeti e filosofi.
Abbiamo trovato in parecchie librerie opere di Milton, shakespeare, Dryden, Pope, Bacon, Bolingbroke, e non in traduzione ma nelle migliori edizioni originali.
La nostra lingua è ora talmente in voga che è considerata un importante complemento ad ogni educazione raffinata.
Molti nobili conoscono un po’ d’inglese e alcuni lo parlano addirittura correntemente benché non siano mai stati fuori dalla loro isola »
Patrick Brydone – A Tour through Sicily and Malta, London, 1773
Partì dagli inizi del 1700 questa moda che si diffonde in tutta Europa la pratica del Grand Tour, cioè il viaggio istruttivo che ogni giovane, ma anche chi era meno giovane, intraprendeva per completare il proprio grado di istruzione e formazione umanistica. Dopo aver letto i classici dell’antichità, come Omero, Esiodo, Virgilio etc… combinando opere di Architettura e della nascente Archeologia, insieme a trattati naturalistici, i nostri viaggiatori trovarono soddisfatte tutte le loro richieste di sapere visivo in Sicilia, contribuendo loro stessi a crearne il Mito.
Non tutti attraversavano l’isola con lo stesso spirito, chi ricerca lo spettacolo della natura, altri romanticamente cercano una terra selvaggia e inesplorata, altri ancora i frammenti di un lontano passato che l’archeologia appena nata cominciava dare i primi passi. (continua…)
Una delle più grandi passioni degli italiani è viaggiare. Lo spirito dell’avventura spesso accompagna il viaggiatore, ma la paura di incorrere in esperienze negative ed imprevisti non ci lasciavano altra scelta qualche anno fa che rivolgerci ad agenzie di viaggi, che grazie alla loro esperienza avrebbero dovuto assicurarci spostamenti e soggiorni tranquilli.
Poi è arrivato internet ad accorciare anche in questo settore la catena di vendita. Ci sono un gran numero di portali che elencano strutture turistiche che operano in Sicilia. (continua…)