Il Barocco Siciliano maturò in seguito al fiorire di interventi di ricostruzione succeduti al devastante terremoto che investì il Val di Noto nel 1693. Prima di questa data lo stile Barocco aveva stentato ad affermarsi nell’isola condizionato dall’architettura autoctona e da un’architettura classicista tardorinascimentale solo da poco affermatasi nell’isola. Nella seconda metà del Seicento tuttavia, la conoscenza diretta o indiretta dei grandi architetti barocchi di Roma fece maturare esperienze pienamente barocche. In seguito al sisma, gli architetti locali (molti dei quali educati a Roma) oltre ad altri progettisti ed artisti venuti da fuori, trovarono un’abbondanza di opportunità per dar vita ad un sofisticato stile Barocco allo stesso tempo popolare e colto, fortemente caratterizzato e radicato nel territorio. Nel penultimo decennio del XVIII secolo lo stile finì poi con l’essere rimpiazzato dalle nuove mode che proponevano il neoclassicismo.
L’era Barocca della Sicilia, adorna e riccamente decorata, rifletteva perfettamente la storia sociale del paese al tempo, e venne a simboleggiare il canto del cigno della sua nobiltà, lasciando sull’isola un marchio di identità architettonica destinato a durare fino al XXI secolo. (continua…)
Pantelleria si trova a 85 chilometri dalla Sicilia e a 70 dall’Africa. Il suo nome deriva dall’arabo e vuol dire “La figlia del vento“.
Sul suo territorio di origine vulcanica sono tuttora presenti molti fenomeni di vulcanesimo secondario, prevalentemente acque calde e fumi. L’ultima eruzione è avvenuta, nel 1891, sul pendio nord-occidentale, nella parte sommersa.
Pantelleria è un’isola incredibile, selvaggia ed esclusiva al tempo stesso, capace di colpire il cuore e i sensi dei suoi visitatori, che spesso sentono il bisogno di tornare.
Guardando questo video possiamo fare una passeggiata per Pantelleria, con le sue coste laviche, i suoi dammusi e i suoi celebri capperi e tanto altro.
La Provincia di Palermo occupa una porzione notevole del settore nord-occidentale della Sicilia: dal capoluogo, che sorge ad ovest rispetto al resto della provincia, il territorio palermitano si spinge fino a Pollina, ultimo comune costiero prima del confine con la provincia di Messina; considerevole è l’estensione nella Sicilia interna, con il complesso montuoso delle Madonie.
La divisione altimetrica vede prevalere il territorio collinare e quello montuoso: retrostanti alle strette piane costiere, tra cui celebre è la Conca d’Oro dove sorge Palermo, si aprono ampie zone montagnose, sia ad est che ad ovest, con numerose cime che superano i mille metri d’altitudine, e tante località di montagna o d’alta collina.
Catania è una delle poche città in Italia ad offrire paesaggi tanto diversi concentrati in un solo sito. Sorge sulla costa orientale dell’isola, ai piedi del vulcano Etna (il più alto d’Europa) e a metà strada tra le città di Messina e Siracusa. Il suo territorio comprende anche una vasta fetta della piana di Catania e tutto il Calatino. La piana di Catania (‘a Chiana) è una tra le più estese aree coltivate della Sicilia e la sua zona più vicina al mare costituisce l’oasi del Simeto, riserva regionale di circa 2.000 ettari istituita nel 1984. L’Oasi del Simeto prende nome dal fiume Simeto, il più importante dell’isola, che sfocia a sud della città. Catania si affaccia sul mar Ionio con il golfo che prende il suo nome.
Inoltre intorno al vulcano sorge un’altra famosa area naturale protetta, quella del Parco dell’Etna.
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La storia della Sicilia è stata influenzata dai tanti ospiti che sono passati sul suo suolo. Grazie alla sua posizione geografica, proprio al centro del mar Mediterraneo, la Sicilia ha avuto un ruolo di una certa importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del mare nostrum.
Fu parte delle colonie della Magna Grecia e di Cartagine e cercò di diventare regno indipendente con Ducezio ed Euno (che si autoproclamarono re dei Siculi rispettivamente nel V e nel II secolo a.C.). Dal 405 a.C. fino alla conquista romana fu dominata dai sovrani siracusani. La Sicilia ha patito in molti frangenti una forte subalternità politico-militare. I sovrani siracusani sono spesso riusciti ad imporre la propria supremazia nel contesto mediterraneo. Dionisio I, preso il potere, regnò su tutto il territorio della Sicilia fino a Solunto estendendone l’influenza fino al golfo di Taranto e al territorio etrusco (Pyrgi, Cerveteri, isola d’Elba). Conquistata dai romani, divenne la prima provincia romana dell’impero come Sicilia. Con la lex Rupilia gli fu riconosciuta la diversa nazionalità ed una sorta di costituzione diversa da quella dei romani. (continua…)