Tramonti tra i più romantici sono quelli su cui si stagliano i mulini a vento e le vasche della Via del Sale. La costa che da Trapani va a Marsala in alcuni tratti assume contorni fantastici che disarmano l’anima per le forti emozioni che suscitano.Passeggiando è possibile osservare il volo dei tanti uccelli migratori che trovano casa in questo territorio e in particolare nell’habitat della Riserva dello Stagnone di Marsala dove, come in un meraviglioso palcoscenico , si mostrano ai nostri occhi sia la misteriosa isola di Mothia (culla della civiltà Fenicio-Punica di Sicilia),che i mulini a vento e le saline con i monticelli di sale che è, e sarà ( se l’uomo saprà preservarlo) l’unico protagonista del territorio costiero trapanese.
Quando l’acqua marina evapora al calore del sole resta un grumo di cristalli bianchi ed asciutti che sembrano simboleggiare, per la loro natura amara e spigolosa, la vita dura degli abitanti di questa terra. Per infinite generazioni di Siciliani della costa occidentale, il sale è stato ed è ancora motivo di vita e sopravvivenza: Infatti sulla costa che va da Trapani e Marsala, sin da tempi remoti ,i residenti hanno convogliato il mare, con l’aiuto dei mulini a vento, in basse vasche recintate di tufo . Il sole con il suo calore ha fatto il resto ,permettendo di raccogliere dal fondo delle vasche il sale e dando così inizio all’industria estrattiva che ancora oggi è fonte di vita e riccheza. (continua…)
Passati il Giorno di Ognissanti e la Festa dei Morti, la Sicilia, terra dove tradizione, religione e folklore vivono sempre insieme, a Novembre, mese di passaggio che conduce ai rigori invernali e mese in cui si effettua la svinatura, feste e sagre luculliane non mancano mai.
Festività ritenuta molto importante dai siciliani, è quella in onore di San Martino, nella cosiddetta Estate di san Martino, celebrata l’11 Novembre.
Era considerato in passato un giorno particolarmente importante perché quel giorno si facevano iniziare tutte le attività pubbliche e private di rilievo come quella dei tribunali, delle scuole, il pagamento dei fitti e delle locazioni. Insomma nessuna occasione era migliore per festeggiare l’importante ricorrenza con l’assaggio del prodotto più tipico della stagione: il vino.
Secondo un antico proverbio contadino “a San Martino ogni mustu diventa vinu“. Nel periodo di San Martino infatti, il mosto ha finito di fermentare e quindi può essere assaggiato per la prima volta, magari accompagnato a qualcuno dei piatti tradizionali dell’autunno.
La festa oggi è ancora molto sentita a Palermo tanto che per l’occasione le industrie vinicole della provincia aprono le porte delle loro cantine per far degustare il vino novello. San Martino è definito infatti, il patrono degli ubriaconi, che affollavano le varie ”taverne” della città mangiando verdure cotte come ”cardoni” (cardi), ”vruocculi” (broccoli) e uova sode. (continua…)
Giunti a Castelvetrano, subito un grande cartello marrone ne indica il nome SELINUNTE. Seguiamo le indicazioni e scopriamo meravigliosi uliveti coltivati con grande maestria dalla gente del luogo. Lavorano la Nocellara del Belice che ornai da anni si è aggiudicata un posto di grande rispetto nell’enogastronomia italiana. La visione piacevole dei campi ci conduce verso la regina caduta, che ancora oggi non smette di dispensare bellezza e sapere, Selinunte.
Parco archeologico tra i più vasti d’Europa, l’antica città sorgeva lungo una costa frastagliata e piatta, l’acropoli dominava il paesaggio e grandiosi templi davano mostra della potenza acquisita, però poco distante la minaccia incombeva; (continua…)

L’isola di Pantelleria si trova a 70 km dall’Africa ed a 85 km dalla Sicilia. Ha coste prevalentemente rocciose ed un’altura – “Montagna Grande“- che si eleva fino a 863 metri sul livello del mare. Pantelleria fa parte della provincia di Trapani con cui è collegata sia via mare che via aerea. Pantelleria infatti possiede un aeroporto che la collega all’Italia continentale con voli di linea.
Il nome Pantelleria deriva dall’arabo (Bent-el Rhia) che vuol dire figlia del vento: infatti sono numerosi i venti che soffiano durante tutto l’anno, essi rendono il clima più mite, ma tengono lontane le nuvole e quindi le piogge, provocando una forte siccità. La natura del suolo è vulcanica: le colate laviche hanno formato rocce molto caratteristiche, calette e faraglioni suggestivi che uniti alle opere dell’uomo fanno di Pantelleria un contesto unico caraterizzato da giardini strappati alle rocce con l’aiuto di muri a secco e costruzioni tipiche come i dammusi. Sono presenti sorgenti di acqua calda, molto apprezzate dai turisti, che testimoniano una latente attività vulcanica.
La storia dell’isola risale almeno a 5000 anni fa, quando veniva visitata per l’estrazione ed esportazione dell’ossidiana che era molto utilizzata per costuire utensili affilati. A Mursia sono presenti tracce di insediamenti dell’Età del bronzo e sono state messe alla luce anche tracce di fabbricati e cisterne di origine punica. I Romani occuparono l’isola e nel periodo imperiale ne fecero luogo di esilio. La storia antica più recente risale agli arabi ( 700 d.C.) che sterminarono la popolazione Cristiana e diedero all’isola il nome che ha oggi. Nel 1123 i Normanni conquistarono l’isola e nel 1311 divenne principato Aragonese fino a 1500 quando i temutissimi Turchi la conquistarono con un’azione di estrema ferocia. (continua…)
I vini di questa DOC appartengono la centro della Siciclia, alla parte più interna dove le Madonie sembrano vegliare dall’alto gli appezzamenti di vigneto che coprono le zone collinari. Un area che comprende 14 comuni tra le provincie di Palermo, Caltanissetta ed Agrigento, dove la superficie coltivata a vite inscritta all’albo del DOC supera i 350 ettari per una produzione di oltre 5000 ettolitri di vino. Oltre ad avere un territorio molto esteso, Contea di Sclafani abbonda anche nel numero delle tipologie ammesse al disciplinare: ben 21 tra bianchi, rosati, rossi, varietali autoctoni, nazionali ed internazionali. Ma non è tutto, perchè molte tipologie possono avere la variante Dolce, Vendemmia tardiva, Spumante, Novello, Riserva. Sul piano ampelografico, i vitigni base che danno origine alle tiplogie normali
sono il Catarratto, l’Inzolia e il Grecanico per i bianchi; il Nero d’Avola, il Perricone e il Merello Mascalese per i rossi e rosati. Tra le varietà internazionali, così come per gli autoctoni che possono dar vita alla DOC con specificazione di vitigno (in presenza dell’85% delle uve corrispettive), sono Chardonnay, Sauvignon blanc, Pinot nero, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah. Date le condizioni ambientali, per una volta il disciplinare non prevede un tetto massimo di altitudine alle coltivazioni bensì minimo: i vigneti devono avere giaciture ed esposizioni adatti, a esclusione di quelli ubicati a un altezza inferiore a 300 m e su terreni argillosi. Impossibile descrivere le schede organoletiche di così tanti vini, ci si limiterà all’interessantissimo Contea di Sclafani Rosso, nel quale in genere prevale il Nero d’Avola con aggiunta di Cabernet Sauvignon. (continua…)

Platone in Sicilia
Altro che “viaggi estremi”, come si direbbe oggi. Né la tratta in schiavitù, né la prigione, né il rischio della condanna a morte fermarono Platone dal ritornare in Sicilia, più precisamente a Siracusa al tempo della tirannide di Dionisio prima e di Dionisio il giovane dopo.
Il filosofo non fu mosso tanto dalla ricerca dell’avventura quanto piuttosto dai nobili sentimenti della curiosità scientifica e dell’amicizia per i quali corse consapevolmente i rischi più gravi. In qualche maniera ci ricorda Ulisse. Ma è necessaria una premessa.
Il grande filosofo ateniese pensava, o meglio s’illudeva, che potesse esistere uno Stato perfetto nel quale i cittadini fossero soddisfatti nei loro bisogni primari e nessuno si arricchisse a scapito degli altri. I duemila e passa anni successivi al tempo in cui è vissuto Platone hanno dimostrato che ancora questo Stato dev’essere inventato. Platone fondava la sua tesi sul convincimento che la corruzione dei governanti nasce dall’importanza che essi danno alle ricchezze materiali. E quindi ecco la soluzione. Assegnare le responsabilità di governo a chi attribuisce poca importanza al denaro. Queste persone esistono, egli sosteneva, e sono i filosofi. Bastava quindi che il governo fosse assegnato ai filosofi o che si trasformassero in filosofi quelli che già stavano al governo, ed ecco che il gioco era fatto. Ma Platone non si limitava a filosofare. Egli voleva anche una realizzazione concreta delle sue idee. (continua…)
Ricordo di un mondo scomparso, oggi le masserie e i bagli, vengono trasformati e riutilizzati per le moderne esigenze nell’ambito di una promozione turistica, che vuole far conoscere lo stile di vita discreto dell’ambiente rurale della Sicilia di secoli passati. Nella toponomastica, ricorrono spesso questi nomi, specialmente in alcune province; il trapanese è una di queste. Sovente i due termini, Baglio e Masseria si confondono e sovrappongono, ma nascono per fini e modalità differenti. La Masseria nasce dal termine latino massa, che nell’ambiente agricolo del basso impero e periodo bizantino, rappresenta la grande proprietà terriera, dove al suo centro era posta una villa rustica a volte lussuosa; un esempio calzante è la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina inserita del contesto della massa philosophiana. (continua…)
Domina paesaggi ventosi non distogliendo mai lo sguardo al mare. Caltabellotta, fiera dalla sua rupe, veglia sulla valle del Platani, e come un presepe rimane adagiata sui monti Sicani. Da Sciacca distante una ventina di chilometri percorrendo la provinciale 76, si giunge al borgo che domina tre colli: il Monte San Pellegrino, il Monte Castello e il Monte Gogàla. Un’atmosfera di pace regala il piccolo paese, e vagando per le sue strade, tra scorci d’incanto, insediamenti preistorici testimoniano l’antichità del sito; secondo gli studiosi da queste parti fu fondata la cittadina greca di Triocala di cui fu vescovo San Pellegrino che liberò il territorio dalla presenza in un drago. (continua…)
Massicci montuosi dal cuore di pietra, boschi, valli, paesi arroccati. Le montagna della Sicilia sono poco conosciute, ma incredibilmente belle. Come le Madonie, affacciate sul Tirreno. Un territorio di circa 40 mila ettari divenuto dal 1989 Parco Naturale Regionale dove, da tre anni, l’Engea (Ente Nazionale Guide Equastri Ambientali) organizza tour a cavallo e gastronomici. Si parte da Castellana Sicula, dove ha sede il centro equituristico, in sella a un Sanfratellano, a un Indigeno Siciliano o a un Purosangue Orientale, razze equine locali, e si sale subito alla vetta più alta, monte San Salvatore, 1912 metri. Qui ci si ferma per un bivacco: la salita è stata faticosa e un pò di riposo non guasta. (continua…)
Italia a due velocità: il nord è l’area più ricca e il sud l’area più povera della comunità europea.
Mentre la nostra inadeguata classe dirigente si dedica ad attività che hanno a che fare con tutto tranne che con gli interessi dei cittadini, il divario socio economico tra nord e sud continua a essere sempre più marcato. Già, perchè oltre al divario economico che umilia il mezzogiorno d’Italia, rimane il fatto che in questo paese vi sono cittadini di serie a e di serie b.
Se a un giovane, non figlio di un potente, che ha investito sul suo futuro e conseguito un’alta scolarizzazione, non rimane altra possibilità che quella di emigrare per potere aspirare a una vita dignitosa, evidentemente in questo paese esiste una profonda ingiustizia sociale non dichiarata.
Secondo il governatore della banca d’Italia Mario Draghi il mezzogiorno d’Italia è tenuto sotto scacco dalla criminalità organizzata, infiltrata in buona parte delle pubbliche amministrazioni. La classe dirigente del Mezzogiorno è insomma inadeguata ad affrontarne i problemi di sviluppo. Se nonostante tutti gli aiuti al Sud, il divario con il nord non si è ridotto negli ultimi trent’anni è evidente che esiste una volontà precisa a mantenere questo stato di cose.
Non si possono immaginare dei progressi se non con l’applicazione di politiche nazionali, che passino attraverso la lotta alla criminalità. Su questo punto ogni cittadino può fare certamente molto, ognuno nel proprio piccolo, per migliorare l’ambiente in cui vive. Una società dove prevalgono valori positivi, non può che produrre giustizia e sviluppo socio economico. Ciascuno di noi dovrebbe interrogare la propria coscienza e capire cosa di ciò che può fare non ha ancora fatto, prima di puntare il dito su fattori esterni.
(continua…)
Slow Food è il movimento per la tutela e il diritto al piacere.
Slow Food promuove, comunica e studia la cultura del cibo in tutti i suoi aspetti.
La sua mission è:
• EDUCARE al gusto, all’alimentazione, alle scienze gastronomiche.
• SALVAGUARDARE la biodiversità e le produzioni alimentari tradizionali ad essa collegate: le culture del cibo che rispettano gli ecosistemi, il piacere del cibo e la qualità della vita per gli uomini.
• PROMUOVERE un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione, creando una rete virtuosa di relazioni internazionali e una maggior condivisione di saperi.
La filosofia di Slow Food parte dalla riscoperta del piacere attraverso la cultura materiale. Il piacere è quello alimentare, dotto, sensibile, condiviso e responsabile. Dire piacere alimentare significa ricercare le produzioni lente, ricche di tradizione e in armonia con gli ecosistemi; significa difendere i saperi lenti, che scompaiono insieme alle culture del cibo; significa lavorare per la sostenibilità delle produzioni alimentari e quindi per la salute della Terra e la felicità delle persone.
Vi presentiamo le eccellenze siciliane messe in evidenza da questa importante associazione:
• Ape nera sicula – In tutta la regione – Un’ape scurissima, quasi nera, che ha popolato per
millenni la Sicilia ma che si trova in questo momento a forte rischio di estinzione. E’ molto
produttiva, lavora anche a temperature elevate, quando le altre api si bloccano e sopporta bene
gli sbalzi di temperatura.
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Pistacchi di Bronte, limone Interdonato, cipolla di Giarratana, Cuddrireddra di Delia, lenticchia di Ustica o ancora il mandarino tardivo di Ciaculli. Sono solo alcuni dei 28 presidi Slow food in Sicilia, circa il 15% di quelli sostenuti dall’associazione in tutta Italia, che anche quest’anno sono presenti all’appuntamento con il Salone del gusto di Torino. Un made in Sicily d’eccellenza fatto di piccole produzioni che rischiano di scomparire ma che hanno un importante ruolo nel valorizzare i territori di provenienza, recuperare i mestieri e le tecniche di lavorazione tradizionali e salvare dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta. Così la manna delle Madonne, ottenuta incidendo la corteccia dei frassini che si trovano a Castelbuono e Pollina nella provincia di Palermo, diventa la dolce ambasciatrice di una tradizione e di un paesaggio suggestivo. (continua…)
Dal 2002 Sutera, pittoresco borgo medievale in provincia di Caltanissetta, è una delle 162 località insignite della Bandiera Arancione, il marchio di qualità assegnato dal Touring Club Italiano nella’ambito del progetto Sviluppo Italia. L’iniziativa intende valorizzare i centri minori dell’entroterra che promuovono il turismo nel rispetto dell’ambiente e di chi ci abita. Situata nella valle del fiume Platani, in un suggestivo contesto paesaggistico, Sutera si è contraddistinta per la tipicità del territorio, la bellezza dei suoi antichi quartieri e la sua storia, segnata dal passaggio di Greci, Romani, Bizantini, Mussulmani Normanni. (continua…)
giovedì 5 novembre 2009
10.30 – 13.30
KURSAAL TONNARA – Vergine Maria (Palermo)
Il 5 novembre alle 10.30 presso il Kursaal Tonnara (via Bordonaro 9, Palermo) siete tutti invitati a partecipare all’evento di lancio di un nuovo progetto: Addiopizzo Travel, il primo operatore turistico che propone turismo etico a sostegno di chi ha detto no alla mafia.
PRESENTAZIONE DI ADDIOPIZZO TRAVEL
TURISMO ETICO A SOSTEGNO DI CHI HA DETTO NO ALLA MAFIA!
Il turismo pizzo-free è lo strumento di partecipazione del viaggiatore responsabile, di colui che, pur non vivendo in Sicilia, vuole dare un contributo concreto ad un circuito di economia pulita.
Si tratta di una particolare forma di turismo etico che valorizza le imprese che hanno detto no alla mafia. I nostri ospiti soggiorneranno e consumeranno i pasti presso strutture ricettive e ristoranti che non pagano il pizzo, utilizzeranno i servizi delle ditte iscritte alla lista di Addiopizzo, visiteranno le aziende sorte su terreni confiscati alla mafia. I nostri ospiti avranno la possibilità di vivere da
protagonisti un entusiasmante percorso di riconquista del territorio e di sviluppo economico nella legalità.
AddiopizzoTravel assicura loro una vacanza RIVOLUZIONARIA, facendo godere della straordinaria bellezza della Sicilia contribuendo alla lotta per lo sradicamento del fenomeno mafioso.
L’idea è semplice: anche il viaggiatore di passaggio in Sicilia può trasformarsi in un “consumatore critico Addiopizzo“.
Il Ponte di Messina rappresenta il millenario desiderio di avvicinare la Sicilia al resto d’Italia. Le origini di questo progetto si perdono nella notte dei tempi tra antiche cronache e favola. Tutti coloro che si sono trovati, nel corso della storia, tra Scilla e Cariddi luogo di miti e leggende, hanno immaginato e sognato un ponte che unisse le due rive dello stretto. Sono celebri i molteplicii tentativi dei Romani di costruire ponti di barche per l’attraversamento degli eserciti durante le guerre puniche. Persino l’imperatore Carlo Magno (il primo, dopo gli antichi romani, a sognare un Europa Unita) nel IX secolo giunto in Calabria, notando quanto le due sponde fossero vicine decise di realizzare una sequenza di ponti sul mare: Ruggero II (Re di Sicilia dal 1140) fece compiere delle esplorazioni nello Stretto per studiare le correnti e la fattibilità di un ponte tra le due rive. (continua…)
I nuovi faraoni
Sulla opportunità di realizzare il Ponte sullo stretto di Messina i siciliani sono stati sempre in profondo disaccordo. Lo sono stati e lo sono indipendentemente dalla specifica militanza politica.
In modo molto schematico i favorevoli sostengono che il ponte sarebbe un’opera di attrazione straordinaria che porterebbe in Sicilia un gran numero di turisti, velocizzerebbe la mobilità tra la Sicilia e il continente, oltre ovviamente a dare una boccata di ossigeno all’economia locale per gli investimenti necessari alla sua realizzazione.
Coloro che sono contrari sostengono a loro volta che le risorse necessarie possono essere utilizzare meglio per potenziare le infrastrutture per la mobilità della Calabria e della Sicilia e per opere di riqualificazione del territorio indispensabili per arginare disastri come, ad esempio, quello di Giampilieri.
La materia è troppo complessa per liquidarla con poche battute da Bar dello sport.
Tuttavia senza sposare nè l’una tesi nè l’altra ci sembra doveroso proporre qualche elemento di riflessione generale. (continua…)
Noi siciliani, nella nostra natura di isolani, siamo legati a doppia mandata con tutto quello che il mondo del grande blu, del mare, ci offre. Il mare che ci divide ma nello stesso tempo ci unisce e ci rende confinanti con tutti i popoli che al mare sono legati. Il mare che si ha reso forti, il mare che ha temprato le nostre anime, il mare che in Sicilia non si sa dove inizia, non si sa dove finisce.
Il mare che per tutti i siciliani è una passione senza rivali e di passione per il mare, e perdonatemi se l’ho ripetuto così tante volte, voglio parlare; in particolare un modo di vivere il mare che miei amici trapanesi, vogliono far conoscere e diffondere anche ad altri che come loro vogliono accostarsi in maniera sportiva alla vita sul pelo d’acqua. Propongono il mare visto da un Kayak, antico mezzo di trasporto dei popoli Inuit, e per questo hanno creato il Gruppo Polisportivo Dilettantistico “Azzurro Sea Kayak”, allo scopo di diffondere la cultura sportiva del kayak da mare, intesa come mezzo ecologicamente valido ad esprimere il proprio amore per le meravigliose distese blu del nostro pianeta. (continua…)

In questo sito si parla spesso di economia in Sicilia e di come questa per crescere abbia bisogno innanzitutto di idee innovative.
Sul sito economiasicilia.com, leggiamo della nascita di una rete in franchising di punti vendita di prodotti enogastronomici siciliani sotto il marchio “L’Eden dei Sapori”.
L’inaugurazione è avvenuta pochi giorni fa a Castelvetrano (Trapani), e nelle prossime settimane apriranno nuove enoteche a Palermo, Cefalù (Palermo), Mistretta, Capo d’Orlando e Taormina (Messina), San Vito Lo Capo (Trapani), Sciacca (Agrigento). Entro l’anno il marchio dovrebbe uscire dalla Sicilia con l’apertura di punti vendita a Milano, Torino, Pordenone, Parma e Jesi (Ancona).
Negli scaffali dei negozi “L’Eden dei Sapori” oltre al vino si possono trovare anche liquori, olio extravergine di oliva, formaggi e salumi.”Scopo di questa ambiziosa iniziativa – spiega Francesco Bonino, uno degli imprenditori che hanno investito nel progetto – è quella di dare alle aziende associate la possibilità di potere disporre gratuitamente di uno spazio vendita presso i negozi senza alcun costo; l’unica condizione è che la fornitura dei prodotti venga fatta in “conto vendita”.
Ci auguriamo che questa iniziativa possa avere successo. La scelta del conto vendita creerà probabilmente qualche complicazione nella gestione dell’attività, ma è un modo innovativo per dare visibilità al prodotto, facendolo arrivare sugli scaffali dei punti vendita dislocati sul territorio nazionale.
Questo brano è tratto dal libro “Fra arcobaleno e granito” che l’autore ci ha consentito gentilmente di pubblicare. Il periodo è quello degli anni 40, il luogo è Sambuca di Sicilia un piccolo paese in provincia di Agrigento ed il tema alcune tipologie di personaggi che nei piccoli centri sono molto più frequenti di quanto non si creda.
“Tutte le estati andavo, con i miei familiari, a Sambuca, ove ci fermavamo per circa due mesi. Ho avuto, quindi, la possibilità di conoscere meglio il mio paese d’origine, i suoi abitanti e le loro vicende pubbliche e private.
Vi erano dei personaggi molto strani e originali, per certi versi quasi pirandelliani.
Ve n’era uno che faceva di professione l’invitato: si era procurato un abito blu da cerimonia e, con questo, si presentava a tutte le feste, a tutti i banchetti, dai matrimoni alle cresime, dai battesimi alle prime comunioni, e così mangiava a sbafo tutti i giorni. Ve n’era un altro che diceva di essere fratello della regina d’Inghilterra: di giorno andava a lavorare in campagna, ma la sera si metteva un mantello pieno di medaglie e raccontava come si era generata questa parentela. (continua…)
Rocky, ultimo rampollo di una famiglia di “meusari”, cioé di preparatori di pane con la milza, sostiene con enfasi che il fast food è stato inventato a Palermo. Rocky ha perfettamente ragione e lo dimostra la varietà di proposte culinarie che potrete verificare andando in una “friggitoria”, cioé in uno dei tanti chioschetti dove si confezionano cibi semplici, in qualche misura poveri, ma ricchi di gusto ed estro creativo. Nulla a che vedere con hamburgers, hot dogs e panini di Mc Donald.
Un timido accenno per il lancio di questo prodotto al di fuori del territorio cittadino è rappresentato dal recente confezionamento di panelle e crocché in buste sottovuoto in grado di resistere alcuni giorni prima di essere consumate. Mangiate direttamente in friggitoria sono tutta un’altra cosa! (continua…)