Se chiedete indicazioni per arrivare a Calamosche incontrerete qualche difficoltà.Per gli abitanti del luogo infatti questa caletta, incastonata tra Vendicari e Noto, si chiama “Funni Musca“. Si percorre la provinciale Pachino-Noto e al km.6 circa si svolta in una strada non asfaltata che passa su una vecchia linea ferrata; poco dopo si arriva davanti ad un cancello della Forestale.
Seguendo le indicazioni si raggiunge un’area di parcheggio protetto dove lasciare l’auto e proseguire con una piacevole passeggiata di circa 1 Km fino alla spiaggia: luogo incantevole tra i resti archeologici di Eloro e l’Oasi Faunistica di Vendicari. (continua…)
Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968), ormai stabilitosi a Milano, ricorda la sua cara Sicilia. Sono anni in cui l’antica “questione meridionale”, mai risolta, si ripropone con urgenza.
Quasimodo premio Nobel per la letteratura, vive una condizione comune a tutti gli emigranti: egli sente un legame profondo con la sua terra d’origine ma sa che ritornare a viverci vorrebbe dire fare i conti con la disonestà e la miseria.
Lamento per il Sud
La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve…
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie. (continua…)
Erice è la meta ideale per le gite pomeridiane dei trapanesi che, dopo una mattinata al mare, vogliono godersi un pomeriggio fresco e rilassante.
Erice è anche la residenza estiva di una numerosa schiera di affezionati che vi si reca in vacanza, andando ad abitare le sue case caratteristiche, per i cortili fioriti e per l’architettura medievale.
I cortili, che sono dei patii privati in cui si svolgeva la vita di una volta, permettevano di vivere all’aperto senza essere visti dalla strada. Oggi invece gli abitanti preferiscono rinunziare alla privacy e tenere gli accessi aperti per mostrare a tutti la bellezza delle scalette e dei muretti in pietra viva ornati di piante rampicanti e vasi di fiori variopinti. (continua…)
(Copyright della foto: Martin Liebermann / zeitspuren)
Partiti dal porto di Trapani, volgiamo lo sguardo verso l’ultima delle Isole Egadi, la più lontana, la più selvaggia. Ad accoglierci a Marettimo una natura dirompente e selvaggia, una montagna dai fianchi scoscesi che sorge dal mare. Mettendovi piede subito ci si rende conto di trovarsi in un luogo veramente particolare, carico di fascino che il turismo non è riuscito a scalfire. Dal porto alla piazza del paese la strada non è molta e li trovare un appartamentino in affitto non è difficile, basta chiedere un pò in giro, la gente è cordiale ed ospitale. Qui le lancette sembrano essersi fermate; nessuna automobile in giro, per l’unico vigile urbano in servizio sull’isola poche preoccupazioni! (continua…)
Forse la prima parola che ci viene in mente pensando a Lampedusa è lontana, io aggiungerei meravigliosamente lontana. Ultimo lembo d’Europa, anche se per diritto Lampedusa spetterebbe geologicamente al continente africano. La luce, che già dal primo mattino acceca, il vento, il sole, i colori dell’acqua, i profumi che qui si respirano danno quella piacevole sensazione di stordimento e ci comunicano che mamma Africa è li, basta un salto, appena 113 chilometri di distanza dalla Tunisia. (continua…)
The Economist, prestigiosa rivista economica, ridisegna scherzosamente la cartina dell’Europa sulla base dell’andamento economico dei paesi del vecchio continente, in questi giorni finito sotto l’attacco di speculazioni finanziarie che hanno puntato a indebolirne la moneta unica.
Dietro all’unità monetaria, c’è di fatto un continente che manca di unità politica, e si presenta come un collage variegato di stati e nazioni che vengono spostati dalla posizione originaria per occuparne una più consona alla situazione attuale.
Così l’Inghilterra che attraversa una fase di difficiltà viene sposta a sud e il meridione d’italia con tutta Roma viene separato nettamente dal centro nord e trasformato in un’isola alla deriva.
Secondo The Economis il settentrione d’Italia potrebbe venire unito in una nuova alleanza tra le regioni del centro nord, degna di essere chiamata “Italia”, e idealmente gestita da un Doge a Venezia, mentre il resto d’Italia, da Roma in giù, dovrebbe essere separato e unire la Sicilia per formare un nuovo paese, chiamato ufficialmente il Regno delle Due Sicilie (ma soprannominato Bordello). Si potrebbe formare così un’unione monetaria con la Grecia, ma nessun altro.
L’associazione con la Grecia non va ovviamente presa come un complimento, visto che è attualmente la palla al piede dell’europa, avendo messo a dura prova nelle ultime settimane la stabilità dell’euro. Anche noi meridionali dobbiamo dunque ritenerci declassati dal “The Economist”. (continua…)
Partire è sempre una gioia. La scoperta del nuovo ci entusiasma, ci spinge alla conoscenza di posti sempre più approfondita, ma spesso l’ottimizzazione del tempo è quello che ci manca, allora ecco un valido aiuto, il primo di una lunga serie che verranno realizzati, che vi torneranno utili. Un itinerario di quattro giorni da passare nelle province di Siracusa e Ragusa, per vedere i punti di interesse maggiore, ed avere una primo assaggio per poi tornare ed approfondire i luoghi. (continua…)
Un Check up della situazione economico sociale del Mezzogiorno d’Italia, dove emergono anche delle note positive da parte delle generazioni più giovani per ciò che riguarda una scolarizzazione in aumento e la capacità di reagire alle modifiche del mercato. Purtroppo si tratta della fascia di popolazione più debole e costretta all’emigrazione con il solito diploma di laurea in mano. Volersi privare di giovani brillanti vuol dire non avere alcuna voglia di interrompere l’emorragia di capitale umano fondamentale per fare risollevare il Sud.
(Teleborsa) – Roma, 21 apr – Dal Check up Mezzogiorno, curato da Confindustria in collaborazione con l’Istituto per la Promozione Industriale, e dall’ampia raccolta di grafici e tabelle – riferiti alle grandezze macroeconomiche e ai principali fenomeni (dal mercato del lavoro alla struttura produttiva; dall’internazionalizzazione all’innovazione; dalle infrastrutture all’ambiente; dal funzionamento degli strumenti agevolativi alla “qualità della vita” e al funzionamento dei servizi pubblici – emergono i contornidi una vera e propria “emergenza Sud”.
In particolare, si moltiplicano nelle regioni meridionali segnali di difficoltà decisamente più marcati rispetto a quelli riscontrabili nel resto del Paese: da una riduzione del PIL più elevata rispetto alla media nazionale (quasi mezzo punto nel biennio 2008-2009), a una più ampia caduta dell’occupazione (194mila occupati in meno al Sud nel 2009); da un divario di produttività pari al 16% rispetto al Centro Nord, al forte calo delle esportazioni (tornate al livello del 2001). È come se dieci anni di lenti e faticosi tentativi di recuperare la distanza dal resto del Paese fossero stati rapidamente cancellati. (continua…)
In questi ultimi tempi, non è chiaro se per gioco o sul serio si ipotizza di fare amministrare le città del Sud da sindaci del Nord, in particolare da sindaci provenienti dal partito della Lega Nord. Se ciò bastasse per cambiare la qualità economico-sociale di città come Napoli o Palermo, io che sono del Sud direi immediatamente “che siano i benvenuti”! Soltanto che le cose non sono purtroppo così semplici.
Nel maggio del 1982 il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, dopo l’omicidio del segretario regionale del PCI Pio La Torre, fu nominato Prefetto di Palermo con l’incarico di combattere lo strapotere mafioso. Dopo appena quattro mesi fu vittima di un attentato in cui perse la vita insieme alla moglie. Dalla Chiesa, che aveva sconfitto le Brigate Rosse, contro la mafia resistette solo il tempo necessario che questa gli “prendesse le misure”.
Questo richiamo alla storia recente non serve a teorizzare che il Sud è irredimibile, ma che il suo processo di redenzione è molto ma molto più complicato di quanto non si pensi.
Il problema meridionale è di portata così grande che la prima condizione per affrontarlo con un minimo di serietà sarebbe il recupero di una classe politica minimamente decente. Cosa che oggi non è e non sembra neppure profilarsi all’orizzonte. Possiamo confidare nel Federalismo fiscale, se si farà. (continua…)
Sicuramente utilizzato ed apprezzato fin dall’epoca greca, il suo uso viene notevolmente incrementato in Sicilia con l’arrivo dei Normanni. Gli uomini del nord sicuramente avvezzi ad un tipo di cucina più sostanziosa, introdussero abitudini alimentari più ricche di proteine animali ed insaccati, soprattutto di suino. Cominciando dalla provincia di Enna, un centro rinomato è Nicosia. Le specialità locali sono la salsiccia e il supprissato di Nicosia, un salame straordinario, insaccato con carni sceltissime, legate ben strette con spago e pressate con stecche di legno e messi ad asciugare. La stagionatura avviene all’interno di appositi recipienti, il tutto coperto di cenere per alcuni mesi. Ne viene fuori un prodotto delizioso. Da non dimenticare anche il budello origanato, cioè l’intestino grasso del maiale insaporito con origano e sale e stagionato per 35 mesi. Andando un po’ più a sud-est, sull’altipiano Ibleo, Chiaramonte Gulfi, rimane imbattibile per le salsicce e i salami da consumare crudi e stagionati. Invece le Madonie e i Nebrodi, sulla costa tirrenica, hanno conservato delle tradizioni, nell’uso alimentare e nella lavorazione di salumi che non può essere tralasciata. (continua…)
Coldiretti tiene a battesimo la prima filiera olivicola italiana firmata da produttori siciliani. E proprio la Sicilia si aggiudica la maglia rosa per la produzione di olio extra vergine di oliva. Secondo uno studio dell’Unaprol, reso noto durante la conferenza stampa della Coldiretti alla Camera di Commercio, l’olivo nella regione copre il 14% della superficie agricola utilizzata nazionale e il 17% della superficie olivicola del mezzogiorno. Percentuale positiva anche per quel che riguarda il numero delle aziende presenti: 196.000, vale a dire il 16% del totale delle aziende dello Stivale e il 22% di quelle del sud Italia. (continua…)
“La Banca del Sud non sara’ un carrozzone ma uno strumento che deve stare sul territorio dove ci sono le Pmi per fare credito”. Lo assicura il ministro dell’EconomiaGiulio Tremonti, presentando a Roma, alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro alle Attivita’ Produttive Claudio Scajola, il comitato promotore della Banca del Mezzogiorno. Concetto ribadito anche dal presidente del Consiglio, che sottolinea come “questa banca non sta in piedi con i soldi dei contribuenti e quindi non sara’ – ricorda Berlusconi – un carrozzone pubblico. La partecipazione dello Stato durera’ solo 5 anni, e ai soci garantisco che il Governo sara’ vicino per tutto quello che e’ possibile fare contro la burocrazia”. (continua…)
La Sicilia, come il resto del sud italia, si sgretola e frane e smottamenti interessano tutto il terrirorio dell’isola da est a ovest. Questo scenario catastrofico, è dovuto non a eventi straordinari ma alle pioggie, quest’anno particolarmente abbondanti, che hanno stressato un territorio abusato. Questo fenomeno verrà probabilmente accentuato nei prossimi anni dai mutamenti climatici, dunque oggi per la Sicilia la pioggia determina uno stato di emergenza.
Sono tuttavia preoccupato del fatto che da qualche mese non si parli più del ponte sullo stretto di Messina. E’ come se nell’ambiente che conta fosse girata una circolare dove tutti sono stati richiamati a una disciplina più consona al momento di emergenza che stiamo attraversando. Come dire, sta morendo della gente, il pericolo non è ancora scampato, quindi per un pò mettiamo un freno alla solita propaganda faraonica e torniamo alla propaganda ordinaria. (continua…)
Nasce il 21 marzo 2010, all’equinozio di primavera, la Piramide-38° parallelo, opera che arricchisce il parco scultoreo più grande d’Europa: Fiumara d’arte. Ideata da Antonio Presti, la maestosa scultura è stata realizzata dall’artista Mauro Staccioli.
Nel primo giorno di una nuova stagione, che invita al risveglio e alla rinascita, verrà celebrato un grande rito. Una scelta simbolica per evocare e invocare quel tempo sacro e universale che la Piramide rappresenta: le ore di luce e di buio sono uguali, metafora del delicato equilibrio di forze opposte e contrarie.
La sede del Palazzo comunale di Motta D’Affermo ospiterà la presentazione ufficiale del progetto alle ore 11 del 19 marzo 2010. La nuova opera del parco di sculture dei Nebrodi è stata realizzata in collaborazione con il comune di Motta d’Affermo, guidata dal Sindaco Sebastiano Adamo, e con il contributo dell’assessorato regionale ai beni culturali nell’ambito del POR Sicilia 2000/2006, oltre ai fondi della legge su Fiumara d’Arte e al dono della Fondazione Fiumara d’Arte nella persona di Antonio Presti.
“Questo nuovo interesse e rispetto da parte dei comuni del territorio nei confronti del Parco di Fiumara, fa sperare ad un futuro di condivisione soprattutto per garantire e tutelare questo grande patrimonio artistico/culturale” sottolinea Antonio Presti. (continua…)
Volàno dell’economia persino in tempo di crisi, la pubblicità – in tutte le sue forme – rappresenta uno dei settori di punta e in continua espansione anche nel nostro territorio. Città multiculturale e globale, Catania ospiterà, nel weekend dal 5 al 7 marzo, al Centro fieristico Le Ciminiere, la quarta edizione dell’Expo della pubblicità, il Salone regionale della comunicazione, della promozione aziendale e delle soluzioni per la stampa professionale. (continua…)
Case colorate che sembrano avvolgersi su se stesse e rotolare verso l’acqua, per formare un tutt’uno con il porto e le barche ammassate contro il molo. Sciacca, vista dal mare, sembra una grande costruzione in Lego fatta da un bambino creativo. Non priva di un’intrigante armonia cromatica, questa cittadina in provincia di Agrigento affaccia a mezzogiorno a guardare l’Africa, non nasconde le sue radici arabeggianti. Più che il singolo monumento, più che le spiagge vicine, è proprio tutta la città nel suo insieme a incantare. Il brulicare di vita peschereccia (la sua flotta è seconda solo a quella di Mazara del Vallo) e di attività connesse soprattutto al pesce azzurro, (continua…)
Molti pensano che l’economia della Sicilia si avvicini più a quella del terzo mondo che a quella europea. Le vicende della chiusura dell’inefficiente stabilimento industriale di Termini non fanno che avvalorare questa idea molto diffusa. Eppure esistono delle eccellenze che dimostrano come il progresso e la modernità siano compatibili con questa meravigliosa terra. Secondo una classifica stilata circa un anno fà da esperti tecnologi, tra le cinque città più tecnologica del mondo c’è Catania. Prima in Europa, davanti a lei solo Dubai, Tokyo, Bangalore e Mountain View, la patria di Google, un’azienda nata 10 anni fa dall’idea di due geniali studenti squattrinati, oggi il motore di ricerca più importante che decide le regole della pubblicità in internet fatturando miliardi di dollari all’anno.
Non ve lo aspettavate, dite la verità! Nel profondo sud italico esiste un centro industriale chiamato Etna Valley, dove hanno sede aziende del calibro di Nokia, IBM, Nortel, Alcatel… ma soprattutto ST Microelectronics. Probabilmente non l’avete mai sentita nominare, ma è una delle più importanti società del mondo nella produzione di microchip. I suoi componenti sono praticamente ovunque!
Italia a due velocità: il nord è l’area più ricca e il sud l’area più povera della comunità europea.
Mentre la nostra inadeguata classe dirigente si dedica ad attività che hanno a che fare con tutto tranne che con gli interessi dei cittadini, il divario socio economico tra nord e sud continua a essere sempre più marcato. Già, perchè oltre al divario economico che umilia il mezzogiorno d’Italia, rimane il fatto che in questo paese vi sono cittadini di serie a e di serie b.
Se a un giovane, non figlio di un potente, che ha investito sul suo futuro e conseguito un’alta scolarizzazione, non rimane altra possibilità che quella di emigrare per potere aspirare a una vita dignitosa, evidentemente in questo paese esiste una profonda ingiustizia sociale non dichiarata.
Secondo il governatore della banca d’Italia Mario Draghi il mezzogiorno d’Italia è tenuto sotto scacco dalla criminalità organizzata, infiltrata in buona parte delle pubbliche amministrazioni. La classe dirigente del Mezzogiorno è insomma inadeguata ad affrontarne i problemi di sviluppo. Se nonostante tutti gli aiuti al Sud, il divario con il nord non si è ridotto negli ultimi trent’anni è evidente che esiste una volontà precisa a mantenere questo stato di cose.
Non si possono immaginare dei progressi se non con l’applicazione di politiche nazionali, che passino attraverso la lotta alla criminalità. Su questo punto ogni cittadino può fare certamente molto, ognuno nel proprio piccolo, per migliorare l’ambiente in cui vive. Una società dove prevalgono valori positivi, non può che produrre giustizia e sviluppo socio economico. Ciascuno di noi dovrebbe interrogare la propria coscienza e capire cosa di ciò che può fare non ha ancora fatto, prima di puntare il dito su fattori esterni.
Banalmente si potrebbe dire che il tratto di costa compreso tra Capo Bianco (Cattolica Eraclea) e Borgo Bonsignore (Ribera) è uno dei più belli dell’Agrigentino. Difficile descrivere la straordinaria suggestione di questi luoghi, la quiete dei sentieri animati soltanto dal canto degli uccelli, dal frinire dei grilli, dal repentino guizzo di piccoli animali e insetti tra le foglie, dal ritmico mormorio della risacca marina. La visita alla splendida Riserva Naturale Foce del Fiume Platani, gestita dal Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali, è sicuramente un’esperienza indimenticabile. (continua…)
Il Risorgimento in Sicilia fu un fenomeno che coinvolse il popolo più che in altre parti d’Italia. La figura di Garibaldi venne mitizzata al punto che si arrivò a sostenere che vi fosse una parentela tra l’eroe e Santa Rosalia, protettrice di Palermo, che di cognome faceva Sinibaldi.
L’idillio con gli italiani-piemontesi durò molto poco. Il nuovo sistema tributario imposto ai siciliani fù durissimo tanto che il Pitrè racconta un canto popolare del tempo: “vinni lu talianu: ccù du’ mazzi di carti in manu: Sangu di cca sangu di ddà! La tassa mobili divi pagà”. Nelle casse del neonato regno d’Italia c’erano 668 milioni di lire, dei quali 443 provenivano dal sud. Insomma i fratelli piemontesi che avrebbero dovuto liberare il sud dal dominio dei Borboni per realizzare il sogno risorgimentale della nazione Italiana unita sotto un unico stato, si dimostrarono dei conquistatori come gli altri. (continua…)