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Bamminiddari tradizione di natale in Sicilia

gesu_bambinoCon i piedi e le mani per aria, addormentato su un cuscino, seduto con il cuore rosso in mano, sdraiato in mezzo a ghirlande di fiori e frutta, nudo o vestito con abiti ricchissimi, di seta e ricami, tra oro e coralli, molto spesso dentro campane di vetro ma il luogo dove tutti noi lo vogliamo sempre vedere è all’interno della mangiatoia tra Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello. Ecco un presepe dove naturalmente Gesuzzu Bamminu cioè il Bambinello Gesù è il cardine attorno al quale ruota tutto un mondo agro pastorale che per la prima volta San Francesco D’Assisi realizzò nel 1223. In Sicilia il piccolo Gesù fin dal medioevo era spesso in cera, eseguito con il gusto per i più minuti particolari, la cui produzione si è andata perdendo nel tempo, rappresentano oggi dei veri e propri pezzi da collezione. Custodi di quest’arte sopraffina i cosiddetti “Bamminiddari” e “Ceraiuli“. La tradizione di lavorare la cera – la ceroplastica, parte dal medioevo ed era particolarmente diffusa in Sicilia, da Palermo a Trapani e nella regione Iblea. Attività esercitata prevalentemente nei conventi e nei monasteri, dalla seconda metà del ‘600 divenne una vera e propria arte eseguita da artigiani conosciuti e richiesti in tutta Europa. Continue Reading

Ortigia e la fonte Aretusa secondo Virgilio

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Giace de la Sicania al golfo avanti

un’isoletta che a Plemmirio ondoso

è posta incontro, e dagli antichi è detta

per nome Ortigia. 

A quest’isola è fama

che per vie sotto al mare il greco Alfeo

vien da Dòride intatto, infin d’Arcadia

per bocca d’Aretusa a mescolarsi

con l’onde di Sicilia.

(Publio Virgilio Marone)

Virgilio si riferisce al mito della ninfa Aretusa. La ninfa al seguito di Artemide, fu vista in Grecia dal giovane Alfeo che si innamorò perdutamente di lei. Ma IMG_3352Aretusa non ricambiava il suo sentimento, anzi rifuggiva da lui, finché stanca delle sue insistenze chiese aiuto ad Artemide. La Dea la avvolse in una spessa nube sciogliendo la giovane in una fonte sul lido di Ortigia.

Alfeo allora chiese aiuto agli Dei, che lo trasformarono in un fiume che nascendo dalla Grecia e percorrendo tutto il Mar Ionio si unì all’amata fonte.

Ancora oggi il mito rivive nell’isola di Ortigia grazie alla cosiddetta Fonte Aretusa, uno specchio di acqua che sfocia nel Porto Grande di Siracusa. Nello specchio d’acqua della Fonte Aretusa e lungo le rive del fiume Ciane  sono presenti gli unici papireti selvatici di tutta l’Europa. Il papiro cresce spontaneo solo in Egitto.

Dolce di Santa Lucia – la Cuccìa

cuccia La leggenda vuole che i palermitani (esiste la stessa storia ambientata a Siracusa nel 1646 ), nel corso di una tremenda carestia che li stava decimando, nel giorno di Santa Lucia, 13 dicembre di un lontano e non precisato anno, videro arrivare in porto un vascello pieno di grano, che fu immediatamente distribuito alla popolazione. Era tanta la fame che tormentava la città che il popolo non perdette tempo a macinare il grano per confezionare pane e pasta ma bolli il cereale e lo mangiò così come usciva dalla pentola. Negli anni successivi i palermitani festeggiarono questo insperato salvataggio consumando il 13 dicembre un piatto di grano cotto. Continue Reading

A Siracusa gli occhi sono solo per Santa Lucia

Lucia 1È dal 1204 che Siracusa aspetta il ritorno della sua Santa; In quella data il corpo di Lucia  venne trafugato  dai Bizantini ( in fuga per l’arrivo dei mussulmani)  e condotto a Costantinopoli. Secoli dopo ,indetta da Papa Innocenzo III la quarta crociata, i veneziani ,che componevano la spedizione, invece di raggiungere la terra santa preferirono assediare e depredare la capitale Bizantina, portando innumerevoli tesori nella città dei dogi  e tra questi vi erano  le sacre reliquie di Lucia.
Custodite nella chiesa di Geremia e Lucia a Venezia, ancora oggi i cittadini fratelli di Archimede chiedono a gran voce il suo ritorno, ma fatta eccezione  per qualche piccola reliquia, chi di dovere non ha ancora esaudito la giusta richiesta dei siracusani, che desiderano ardentemente di  ricondurre le spoglie della loro patrona  nell’originale sepolcro che si trova in  un tempietto barocco di forma ottagonale costruito nel 1629.
Ugualmente a Siracusa, il 13 dicembre, giorno del suo martirio, vengono indette grandi celebrazioni. Tutto il popolo partecipa ed aspetta con fervore l’uscita, dalla meravigliosa cattedrale, del simulacro argenteo di Lucia, che portato a spalla da 60 fedeli viene condotto attraverso le vie della città, proprio nel luogo del suo sepolcro, ove rimane per otto giorni esposto alla venerazione dei devoti. Continue Reading

DUOMO DI SIRACUSA – storia lunga 2500 anni

Duomo 2Il duomo di Siracusa richiama alla mente quell’esuberanza talvolta eccessiva, generata dalla consapevolezza della fragilità della vita, dove la banalità viene bandita in nome della ricerca del bello, in forme contorte, distorte, che sentimentalmente tentano di prendere vita attraverso quelle architetture che qualcuno si ostina a chiamare semplicemente Barocco.

La Sicilia non ammette semplificazioni e il Duomo di Siracusa è il primo a raccontare della sua unicità. Lo si osserva dal di fuori e il bianco abbacinante dilata a dismisura i confini di tutta la piazza, che diventando palcoscenico, invade i nostri occhi e il nostro spirito. La facciata eretta da Andrea Palma è uno struggente capolavoro del Barocco isolano. Ha due ordini di colonne staccate dal muro, con cornici movimentate e sporgenti. L’effetto complessivo è assai scenografico. Lo scultore palermitano Ignazio Marabitti ci mise del suo per abbellirla, modellando le statue marmoree dei Santi Pietro, Paolo, Lucia, Marziano, che popolano la facciata. Continue Reading