Articoli su: scuola

La lotta contro la sentenza europea sul crocifisso nelle scuole

By Ciccio

crocifissoOggi e per sempre

Secondo la Corte di Giustizia Europea il crocifisso va tolto dalle aule scolastiche in quanto sarebbe un fattore limitante delle facoltà educative dei gentitori nei confronti dei figli. Più della sentenza sono state interessanti le reazioni: quelle che ci sono state e quelle che sono mancate. In Italia infattii ha sede il Vaticano che, a quanto sembra, ha ancora influenza sulle determinazioni di voto dei cittadini; sia questa influenza elevata o modesta, considerato che pochi voti determinano la vittoria o la sconfitta, è saggio non prenderla sottogamba.

In questa vicenda, mentre il Vaticano si è preso del tempo prima di pronunciarsi, il Governo con il ministro della scuola in testa ha alzato le barricate. Subito è stato annunciato un ricorso contro la sentenza (ci penserà il solito Ghedini?) a questo attentato alla confessionalità dello Stato. Anche dal PD ci saremmo attesi una posizione meno pilatesca. Come sono lontani i tempi del cattolicissimo Oscar Luigi Scalfaro il quale distingueva con assoluta chiarezza la Chiesa dallo Stato e da Presidente della Repubbblica si esimeva di baciare la mano del Pontefice!

Ma forse inconsciamente si vuole che fin da bambini ci abituiamo ad avere sempre presente la sorte che ci toccherà da adulti. La crocifissione.

C’è anche da dire che il voto unanime della Corte di Giustizia europea di Strasburgo è stata una vera manna dal cielo per il dibattito politico che, esaurita l’attualità del caso Marrazzo, si trovava senza temi di peso con i quali confrontarsi nei TG e nei programmi di approfondimento.

C’è da ritenere che ai più strenui difensori del mantenimento del crocifisso nelle aule scolastiche, freghi poco o nulla se il crocifisso c’è o non c’è.

(continua…)

Storia della Sicilia raccontata in cento secondi

By Gallito

Storia della Sicilia in cento secondi

La Siclia ha una lunghissima storia alle spalle, e questo si sa. Ma la novità è che con buona volontà e tanto lavoro la si può raccontare in 100 secondi. E’ quello che ha fatto tureturillo nel suo canale youtube con questo video ” che vi proponiamo.
Attenzione però, l’autore consiglia di non battere le palpebre mentre si guarda il video: c’è il rischio di perdersi un intero secolo.

Trascrizione di Storia della Sicilia in 100 secondi

180 milioni di anni fa l’oceano Tetide spezza la Pangea
tra i blocchi corallini emergono Madonie Nebrodi Peloritani ed Erei
fa caldo
flora, fauna ed elefanti nani
dalle eruzioni sottomarine si forma il vulcano Etna
poi 5000 anni fa a Stentinello la prima civiltà neolitica
i sicani vengono sopraffatti dai siculi
Pantalica è la necropoli per tutti i morti (continua…)

La Sicilia e il drammatico problema dell’istruzione

By Gallito

insegnante2Un problema antico

Lo stato comatoso del sistema formativo accomuna l’intera Italia. Solo qualche giorno addietro è stata diffusa la graduatoria delle migliori 400 università del mondo. Il primo ateneo italiano che figura nella classifica è quello di Bologna al posto 174, il secondo Roma La Sapienza oltre il 200° posto. Entro la posizione 400 si trovano ancora 3 o 4 atenei italiani, tra i quali nessuno è siciliano.

In un settore come quello della valutazione della qualità degli atenei le classifiche sono sempre opinabili e non vanno prese come oro colato. La materia tuttavia non può essere neppure trattata con superficialità ribaltando sui criteri a base delle elaborazioni, i soli motivi di questi giudizi poco gratificanti. (continua…)

Introduzione del dialetto nelle scuole: un fatto di “fondamentale importanza” per la competitività nazionale

By Gallito

Al nord d’Italia vive una numerosa popolazione di meridionali emigrati: professionisti, manager, imprenditori e tanta brava gente comune che per necessità lavorative è stata costretta a spostarsi. Tra questi ci sono anche molti insegnanti, che indipendentemente dalla preparazione culturale e tecnologica potrebbero essere discriminati a causa di forti e imperdonabili lacune in materia di dialetto padano.

Ora non è chiaro un punto. Il senatore Umberto Bossi rifiuta senza condizioni il contributo culturale che può venire dagli insegnanti meridionali, o sarebbe anche disposto ad accettarli, posta l’evidente condizione di una loro completa conversione alle radici storico-culturali nordiche, dopo essersi ben ripuliti dalle loro ignobili radici fenicie, greche, romane, arabe, normanne, spagnole, francesi.. che di certo per nulla potrebbero arricchire quelle celtiche dalle quali ha avuto origine la perfetta razza padana?

Insomma un professore siciliano che parla il dialetto varesotto, potrebbe andare bene? Bossi ci faccia sapere.

La manifestazione di chiusura nei confronti dello “straniero” per affermare una propria identità è caratteristica di una cultura sociale nella sostanza provinciale e dominata dalla paura di perdere i propri valori, che evidentemente non sono abbastanza forti.

Ora aspettiamo con ansia le prossime illuminate proposte della Lega Nord.