Nel video, realizzato da un amatore e caricato in questo canale youtube, vedete la parte finale dei giochi pirotecnici per la festa di Santa Rosalia. Il gran finale dei fuochi d’artificio è conosciuto a Palermo come la “masculiata“.
La festa è una delle più antiche e partecipate del Mediterraneo, celebre per il suo fasto in tutta Europa, raccontata dai grandi viaggiatori del ’700 e dell’800. Una festa che ricorda la morte e la rinascita di Palermo attraverso il racconto della terribile epidemia di peste del 1624, debellata per intercessione della fanciulla eremita sul Monte Pellegrino, e che le valse eterna riconoscenza da parte della città, che la scelse come patrona, dedicandole “u fistinu”, che si celebra dall’10 al 15 Luglio.
La notte del 14 luglio la festa giunge all’apice, con una solenne processione dal Palazzo dei Normanni, lungo l’antico asse viario del Cassaro fino al mare, passando attraverso Porta Felice, secondo un itinerario ideale dalla morte (la peste) alla vita (la luce dei fuochi d’artificio in riva al mare).
La processione, composta da un carro trionfale con la statua della santa, trainato da buoi, e da carri allegorici, si ferma davanti alla Cattedrale, ai quattro canti (momento in cui, tradizionalmente, il sindaco in carica depone dei fiori ai piedi della statua della Santa gridando “Viva Palermo e Santa Rosalia!“) e alla Marina, dove ha luogo un grande spettacolo pirotecnico (10.000 tubi di lancio nel 2005) accompagnato da musica sinfonica eseguita dal vivo. (continua…)
Una visita assolutamente da consigliare, per comprendere meglio l’idea di morte che i siciliani, ed in questo caso i palermitani, atavicamente si tramandano, e per capire quale concetto i nobili e il clero panormiti avevano di se stessi e del loro destino. La visita presso “le Catacombe dei Cappuccini” a Palermo, inizialmente risulta un pugno nello stomaco; non è facile trovarsi faccia a faccia con la morte, ed in questo luogo non è un eufemismo, ma poi la nostra anima viene rapita da quel mondo di volti putrefatti e spontaneamente siamo portati a riflettere sull’aldilà ma anche a sorridere della morte. In effetti assumiamo delle facce buffe da trapassati. Ridere però non è consigliabile in questo luogo, il Cimitero sotterraneo dei Cappuccini impropriamente chiamato “ Catacombe “ ancora oggi viene custodito dai frati francescani (continua…)
Il Risorgimento in Sicilia fu un fenomeno che coinvolse il popolo più che in altre parti d’Italia. La figura di Garibaldi venne mitizzata al punto che si arrivò a sostenere che vi fosse una parentela tra l’eroe e Santa Rosalia, protettrice di Palermo, che di cognome faceva Sinibaldi.
L’idillio con gli italiani-piemontesi durò molto poco. Il nuovo sistema tributario imposto ai siciliani fù durissimo tanto che il Pitrè racconta un canto popolare del tempo: “vinni lu talianu: ccù du’ mazzi di carti in manu: Sangu di cca sangu di ddà! La tassa mobili divi pagà”. Nelle casse del neonato regno d’Italia c’erano 668 milioni di lire, dei quali 443 provenivano dal sud. Insomma i fratelli piemontesi che avrebbero dovuto liberare il sud dal dominio dei Borboni per realizzare il sogno risorgimentale della nazione Italiana unita sotto un unico stato, si dimostrarono dei conquistatori come gli altri. (continua…)
La prima devozione dei palermitani è Santa Rosalia, la seconda la pasta al forno. E’ inteso che la parola pasta sottintende il formato anelletti. A Palermo infatti pasta al forno e anelletti al forno possono essere considerati sinonimi.
La pasta al forno è la pasta della domenica e degli altri giorni festivi, in particolare Pasquetta e Ferragosto che, se non ci sono motivi di forza maggiore, si trascorrono fuori casa all’aperto. In questi giorni addirittura l’immenso Parco della Favorita viene chiuso al traffico ed è consegnato a quei palermitani che non hanno una casa al mare o in campagna perché possano trascorrervi l’intera giornata mangiando fino a strafogarsi e bevendo fino a …. .
Il menu del giorno include sempre la pasta al forno.(continua…)
Un gruppo su Facebook con una lista di cosa da fare che capiscono meglio i Palermitani.. Ecco il link del gruppo http://www.facebook.com/gruppo
1. Andare in giro per i 4 mercati: Vucciria, Ballarò, Capo e Borgo Vecchio.
2. Bere una Forst ai Vini d’oro di piazza Nascè. epoi un’altra.e poi un’altra.
3. Prendere la bici e percorrere tutta via Libertà in una mattinata di sole.ma anche con la pioggia.
4. Sedersi sui gradini del Teatro Massimo.
5. Prendersi una cioccolata al Rintocco in via dell’orologio.
6. Se è domenica(ma anche se non lo è)portare il cane a Villa Trabia.
7. Studiare nella Biblioteca di Villa Trabia o alla Regionale
8. Fare l’aperitivo rinforzato al Moma.
9. Pattinare in via Libertà la domenica mattina.
10. Fare il bagno a Mondello all’alba. (continua…)