In questo post trovi una mappa con alcune tra le più interessanti località da visitare nella provincia di Agrigento.
Sulla mappa
- Agrigento
- Canicattì
- Casteltermini
- Favara
- Licata
- Naro
- Palma di Montechiaro
- Porto Empedocle
- Ribera
- Sambuca di Sicilia
- Sciacca
- Siculiana
Cliccando su un marker puoi ottenere informazioni di dettaglio sulla località .
Puoi zoomare la mappa e trascinare l’icona dell’omino in alto a sinistra sulla zona di tuo interesse per una visita virtuale con Google street view.
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Case colorate che sembrano avvolgersi su se stesse e rotolare verso l’acqua, per formare un tutt’uno con il porto e le barche ammassate contro il molo. Sciacca, vista dal mare, sembra una grande costruzione in Lego fatta da un bambino creativo. Non priva di un’intrigante armonia cromatica, questa cittadina in provincia di Agrigento affaccia a mezzogiorno a guardare l’Africa, non nasconde le sue radici arabeggianti. Più che il singolo monumento, più che le spiagge vicine, è proprio tutta la città nel suo insieme a incantare. Il brulicare di vita peschereccia (la sua flotta è seconda solo a quella di Mazara del Vallo) e di attività connesse soprattutto al pesce azzurro, (continua…)
I vini di questa DOC appartengono la centro della Siciclia, alla parte più interna dove le Madonie sembrano vegliare dall’alto gli appezzamenti di vigneto che coprono le zone collinari. Un area che comprende 14 comuni tra le provincie di Palermo, Caltanissetta ed Agrigento, dove la superficie coltivata a vite inscritta all’albo del DOC supera i 350 ettari per una produzione di oltre 5000 ettolitri di vino. Oltre ad avere un territorio molto esteso, Contea di Sclafani abbonda anche nel numero delle tipologie ammesse al disciplinare: ben 21 tra bianchi, rosati, rossi, varietali autoctoni, nazionali ed internazionali. Ma non è tutto, perchè molte tipologie possono avere la variante Dolce, Vendemmia tardiva, Spumante, Novello, Riserva. Sul piano ampelografico, i vitigni base che danno origine alle tiplogie normali
sono il Catarratto, l’Inzolia e il Grecanico per i bianchi; il Nero d’Avola, il Perricone e il Merello Mascalese per i rossi e rosati. Tra le varietà internazionali, così come per gli autoctoni che possono dar vita alla DOC con specificazione di vitigno (in presenza dell’85% delle uve corrispettive), sono Chardonnay, Sauvignon blanc, Pinot nero, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah. Date le condizioni ambientali, per una volta il disciplinare non prevede un tetto massimo di altitudine alle coltivazioni bensì minimo: i vigneti devono avere giaciture ed esposizioni adatti, a esclusione di quelli ubicati a un altezza inferiore a 300 m e su terreni argillosi. Impossibile descrivere le schede organoletiche di così tanti vini, ci si limiterà all’interessantissimo Contea di Sclafani Rosso, nel quale in genere prevale il Nero d’Avola con aggiunta di Cabernet Sauvignon. (continua…)
Un piccolo promemoria sui luoghi più belli e affascinanti della città di Palermo e della Sicilia Occidentale, anche se qualche piccolo appunto sull’oriente dell’isola non manca. Nel riproporvelo, ringraziamo Giorgio Cannizaro per questo semplice ma prezioso elenco.
Partendo da Menfi in direzione bivio Misilbesi, percorrendo la strada provinciale per circa 2 chilometri, fino ad arrivare nei pressi del vallone San Vincenzo, zona sottoposta a vincolo paesaggistico per le sue bellezze naturali e per la presenza di una ricca fauna e flora spontanea, dove si possono osservare gli arbusti tipici della macchia mediterranea: il terebinto, l’erica, il ginestrone, la fillirea. Interessante anche la presenza di specie vegetali della macchia bassa quali diverse qualità di orchidee selvatiche, la Ruta, l’Asfodelo, il Giaggiolo selvatico, l’Anemone dei fiorai, il Croco, l’Asparago pungente ed altre specie di minor pregio. Ripercorrere la provinciale in direzione Misilbesi, seguendo le indicazioni lago Arancio – Sambuca di Sicilia ed immettersi sulla strada consortile indicata dalla segnaletica, fino a raggiungere il lago, meta di numerose specie di uccelli migratori. (continua…)
Domina paesaggi ventosi non distogliendo mai lo sguardo al mare. Caltabellotta, fiera dalla sua rupe, veglia sulla valle del Platani, e come un presepe rimane adagiata sui monti Sicani. Da Sciacca distante una ventina di chilometri percorrendo la provinciale 76, si giunge al borgo che domina tre colli: il Monte San Pellegrino, il Monte Castello e il Monte Gogà la. Un’atmosfera di pace regala il piccolo paese, e vagando per le sue strade, tra scorci d’incanto, insediamenti preistorici testimoniano l’antichità del sito; secondo gli studiosi da queste parti fu fondata la cittadina greca di Triocala di cui fu vescovo San Pellegrino che liberò il territorio dalla presenza in un drago. (continua…)