
Monumenti puliti e in ordine, treni in orario. E fra Calabria e Sicilia campeggia, come nei sogni del premier Berlusconi, un ponte sullo Stretto. È il Belpaese finto di Minitalia, il parco tematico di Capriate, che si estende su 200mila metri quadrati, e riproduce paesaggi, città, monumenti, una rete ferroviaria della nostra penisola..e naturalmente ciò che vedete nella foto, il ponte sullo stretto di Messina. (continua…)
All’Etna sono collegate numerose leggende, tra queste c’è anche la leggenda dei giganti schiacciati sotto il peso del vulcano. Secondo la mitologia i giganti si ribellarono a Zeus e tentarono la scalata al monte Olimpo per detronizzarlo. La loro rivolta non ebbe successo e Zeus punì la loro insubordinazione facendoli schiacciare dall’enorme mole dell’Etna.
La leggenda sulla nascita della Sicilia coinvolge un complesso di fatti mitologici che trattano di lotte tra dei e giganti, tema di cui abbiamo già parlato nell’articolo sull’origine della Sicilia. Le storie dei giganti sconfitti da Zeus continuarono a ispirare versi di poeti celebri di ogni epoca. Il gigante si chiamava Tifeo per Ovidio, Encelado per Virgilio, tanto che Ariosto nell’Orlando Furioso canta “là dove calca la montagna etnea al fulminato Encelado le spalle.”
La leggenda era coerente con la rilevazione che loro malgrado gli antichi sicelioti facevano dei movimenti sismici che interessavano la zona, attribuiti ai rivolgimenti a agli sforzi dei giganti che cercavano di scrollarsi di dosso il peso della mole etnea. In questo come in molti altri casi il mito dà una spiegazione a fenomeni naturali che meravigliavano gli uomini antichi ma dei quali non riuscivano a trovare una spiegazione scientifica.
Ne è passato di tempo da allora, oggi ci sentiamo così sicuri dei nostri mezzi tecnologici che siamo “pronti” a costruire un ponte a unica campata di 3.300 metri sopra la testa di giganti così irrequieti. Anche se il progresso ha liberato l’umanità da molte paure, l’uomo non ha mai smesso di creare storie fantastiche e leggende per dare una spiegazione a ciò che non comprende.
La Regione Calabria ufficializza il proprio “no” al ponte sullo Stretto. Ad annunciarlo con poche, secche parole il presidente Agazio Loiero. “La decisione -comunica Loiero- è stata presa dalla Giunta durante la riunione di del 14 dicembre”. Punto. Nessun’altra dichiarazione per spiegare le ragioni di un gesto così clamoroso, che crea una frattura insanabile con la Regione Sicilia, visto che il presidente Raffaele Lombardo è sempre stato invece uno strenuo difensore del ponte tanto da arrivare, lui catanese doc, ad organizzare personalmente in passato una manifestazione pro ponte a Messina. Durante la riunione della Giunta guidata da Loiero si è parlato anche della realizzazione dell’infrastruttura, che dovrebbe costare 6 miliardi e 300 milioni di euro. La decisione finale è stata quella di cedere la propria quota azionaria della società Ponte sullo Stretto (il 12,25 per cento) e di ritirare dal consiglio di amministrazione Rodolfo De Dominicis, che fino ad oggi ha rappresentato l’amministrazione regionale calabrese. (continua…)