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Teatro Massimo di Palermo e “la frase enigmatica”

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Parlando con la gente di Palermo tutti conoscono il Teatro Massimo.

Sanno dove è ubicato e financo chi lo ha fatto costruire. Non della storia del monumento intendiamo trattare ma di un enigma.

Chiediamo sempre ai palermitani se sono a conoscenza di una frase che è scolpita sul frontone del teatro. Senza indugio molti ce la recitano: “L’ARTE RINNOVA I POPOLI E NE RIVELA LA VITA. VANO DELLE SCENE IL DILETTO OVE NON MIRI A PREPARAR L’AVVENIRE“.

Bene siamo contenti ma… chiediamo ancora. Chi l’ha scritta ?

E’ qui che nasce l’enigna. Ne abbiamo sentite di cotte e di crude.

Pirandello risulta il più gettonato, poi Verga, Giuseppe Verdi (a cui invece è dedicata la piazza), qualcuno ha risposto Camilleri, che pur avendo una certa età non crediamo possibile che fosse presente all’epoca.

Altri la attribuiscono all’ultimo costruttore, Ernesto Basile oppure un Anonimo. Ma!!! L’arcano rimane.

Ci viene in soccorso Rosario La Duca che sciolse il rompicapo in un articolo del 29 aprile 1976. (continua…)

CASTELMOLA, dalla sue terrazze visione in CinemaScope

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notte

1Affacciatevi dal belvedere  di piazza Sant’Antonio, un moto di intesa vertigine mista ad euforia vi assalirà, simile ad un volo di uccello avvertirete che il vostro sguardo corre lontano e spazia dallo Stretto, all’Aspromonte Calabro, all’Etna, più il là Catania fino ai monti di Siracusa. Tutto solo da un piccolo paesino, Castelmola, che sorge alle spalle di Taormina sulla cima del monte Mola per l’appunto e dall’alto dei suoi 500 metri sul livello del mare sembra di poter planare sospinti dai dolci venti che solo la ammaliante calura estiva siciliana sa dare o di galleggiare quando le nuvole avvolgono le case trasformando tutto l’intorno della materia dei sogni. Castelmola è il paese dei panorami, il villaggio felice del buon ritiro, lontana ma non troppo dalla mondana e affollata Taormina. (continua…)

Matteo Bonello e la sua Spada inchiodata sul portone del Palazzo Arcivescovile di Palermo

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7479659Sul piano della Cattedrale di Palermo si trova anche il Palazzo Arcivescovile. Posiamo il nostro sguardo sul portale principale e precisamente osserviamo l’anta destra del portone: a circa tre metri di altezza, si trova l’elsa di una spada. E’ quanto rimane dell’arma con cui Matteo Bonello, signore di Caccamo, uccise il primo ministro del Re Guglielmo I, Maione di Bari.Come mai l’arcivescovo sentì il bisogno di inchiodare la spada di Bonello sulla porta del suo palazzo?

Facciamo un salto indietro nella storia: Guglielmo I, tutto preso dai suoi piaceri dell’harem e della tavola, regnava con lo sfarzo e il distacco di un sovrano orientale; il governo effettivo era nelle mani del pugliese ammiraglio Maione, che doveva fronteggiare la pericolosa irrequietezza dei nobili e dell’alto clero. (continua…)

Catania e il suo Elefante – tra realtà e mistero

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3414046264_3500bb7de8Quando si dice che il vero catanese è di marca Elefante! Nella città etnea, il suo simbolo viene ripetuto molte volte e giustamente il popolo ne va fiero. U Liotru, questo è il nome con cui amorevolmente la gente di Catania chiama il suo Elefante, da bella mostra di sè nella splendida piazza duomo, straordinariamente inserito da Giovan Battista Vaccarini nella fontana che porta il suo nome. Ma spulciando su internet mi imbatto in un curioso video, al limite tra realtà e mistero, ve lo ripropongo così anche voi darete la vostra opinione. Una cosa so di certo, che molto spesso gli antichi davano molto più peso ai simboli, di quanto noi oggi facciamo. Guardate: (continua…)

Marettimo, isola dei Pirati

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Marettimo Panorama
(Copyright della foto: Martin Liebermann / zeitspuren)
Partiti dal porto di Trapani, volgiamo lo sguardo verso l’ultima delle Isole Egadi, la più lontana, la più selvaggia. Ad accoglierci a Marettimo una natura dirompente e selvaggia, una montagna dai fianchi scoscesi che sorge dal mare. Mettendovi piede subito ci si rende conto di trovarsi in un luogo veramente particolare, carico di fascino che il turismo non è riuscito a scalfire. Dal porto alla piazza del paese la strada non è molta e li trovare un appartamentino in affitto non è difficile, basta chiedere un pò in giro, la gente è cordiale ed ospitale. Qui le lancette sembrano essersi fermate; nessuna automobile in giro, per l’unico vigile urbano in servizio sull’isola poche preoccupazioni! (continua…)

SCIACCA, abbracciata al mare africano

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sciacca2Case colorate che sembrano avvolgersi su se stesse e rotolare verso l’acqua, per formare un tutt’uno con il porto e le barche ammassate contro il molo. Sciacca, vista dal mare, sembra una grande costruzione in Lego fatta da un bambino creativo. Non priva di un’intrigante armonia cromatica, questa cittadina in provincia di Agrigento affaccia a mezzogiorno a guardare l’Africa, non nasconde le sue radici arabeggianti. Più che il singolo monumento, più che le spiagge vicine, è proprio tutta la città nel suo insieme a incantare. Il brulicare di vita peschereccia (la sua flotta è seconda solo a quella di Mazara del Vallo) e di attività connesse soprattutto al pesce azzurro, (continua…)

Renzino Barbera, i siciliani e gli alimenti di Veronica Lario

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Renzino Barbera, scomparso da meno di un anno, era discendente di una famiglia di industriali palermitani che producevano e imbottigliavano olio d’oliva  fin dalla fine dell’800. La storia degli Oleifici  Barbera fin dalle origini è la storia di un’industria a conduzione familiare. Renzino, all’anagrafe Lorenzo, che apparteva alla terza generazione della storia industriale della famiglia, era un ragazzo geniale ed irrequieto; chi lo ha conosciuto aggiunge anche spigoloso. Egli venne presto in conflitto con il padre e scelse la strada a lui più congeniale, quella dell’arte. Fu poeta e cabarettista di successo, non allontanandosi però del tutto dall’azienda di famiglia, al cui sviluppo contribuì con lungimiranti scelte nel marketing e nella comunicazione. (continua…)

Sant’Agata, dal 3 al 5 febbraio festa e devozione a Catania

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sant'agataA proteggere l’isola dalla furia rovinosa del suo splendido vulcano, l’Etna, fermando le sue lave che tutto ingoiano, per secoli si è frapposta Sant’Agata, che vigila e preserva Catania e tutti i paesi ad essa vicina. Ma non solo, Agata si fa carico e protegge i suoi fedeli anche da terremoti, pestilenze, inondazioni, o più semplicemente il seno di quelle donne che in lei trovano consolazione.  Tutti i catanesi dal 3 al 5 di febbraio mostrano una venerazione ed una fede straordinaria ed incrollabile verso la loro santa patrona, ed a lei tributano una festa che trova una enorme partecipazione popolare e una grande devozione. Sono giorni da non perdere se si ci trova a passare per la città etnea, per partecipare ad un evento sacro tra i più belli della Sicilia. Secondo la Passio sanctae Agatae, Agata apparteneva ad una nobile famiglia catanese, di lei si innamora il proconsole Quinziano, a quei tempi prefetto in Sicilia. La giovane donna rifiuta le lusinghe del togato e ne scatena le ire. (continua…)

SAVOCA, sette facce

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Savoca 4Se mi chiedeste un solo motivo, uno solo per andare a Savoca, risponderei senza esitare: per le granite della signorina Maria. Ma sarebbe riduttivo. Del resto il noto appellativo “Savoca, sette facce”, riferito alla grande varietà di paesaggi e scenari che si pongono davanti al visitatore, un senso lo dovrà avere. Lasciata la Statale 114, all’altezza di Santa Teresa Riva, si prende a risalire a destra, la valletta del T. Porto Salvo, fra agrumeti in direzione Savoca che si raggiunge dopo 4,5 chilometri. Il Bar Vitelli, a piazza Fossia, è la prima cosa che vi accoglie quando arrivate in paese. Oltre a gustare la famosa granita, che nei giorni di calura estiva soddisfa corpo e palato, al solo gusto di limone, vi troverete dopo qualche istante immersi nel fascinoso mondo del cinema. Qui, infatti, Francis Ford Coppola girò alcune scene del suo primo Padrino. (continua…)

Petrosino tra Bagli, Masserie e Torri. Itinerario Trapanese

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Baglio WoodhauseRicordo di un mondo scomparso, oggi le masserie e i bagli, vengono trasformati e riutilizzati per le moderne esigenze nell’ambito di una promozione turistica, che vuole far conoscere lo stile di vita discreto dell’ambiente rurale della Sicilia di secoli passati. Nella toponomastica, ricorrono spesso questi nomi, specialmente in alcune province; il trapanese è una di queste. Sovente i due termini, Baglio e Masseria si confondono e sovrappongono, ma nascono per fini e modalità differenti. La Masseria nasce dal termine latino massa, che nell’ambiente agricolo del basso impero e periodo bizantino, rappresenta la grande proprietà terriera, dove al suo centro era posta una villa rustica a volte lussuosa; un esempio calzante è la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina inserita del contesto della massa philosophiana. (continua…)

Santa Lucia delle quaglie

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Santa-Lucia-GLa festa RE QUAGGHIE si svolge la prima domenica di maggio, a mezzogiorno in punto, con il simulacro di Santa Lucia che viene esposto ai fedeli nel centro di piazza Duomo e viene condotto nella Badia di Santa Lucia, sulla stessa piazza, finita di restaurare quest’anno, dove resta per una settimana, e prima di raggiungere la chiesetta attigua alla cattedrale, vengono liberate delle colombe (quagghie in siracusano) come segno di ringraziamento. Ricordiamo che da quest’anno all’interno della stessa chiesa è stata posta la magnifica tela del Caravaggio, Il Seppellimento di Santa Lucia. La domenica successiva, il fercolo viene portato in giro per il centro storico, soprattutto verso il lungomare dove accadde il miracolo. Questa grande festa cittadina fu istituita nel 1646 in seguito ad un evento prodigioso attribuito all’intercessione di Santa Lucia: in quell’anno la città era stata colpita da una grave e drammatica carestia e si temeva per la sopravvivenza della popolazione. Il vescovo di Siracusa del tempo promosse pubbliche preghiere nel duomo della città per implorare un miracolo dalla patrona Lucia. Il 13 maggio il popolo orante era attorno al simulacro-reliquiario argenteo della Santa, realizzato pochi anni prima, quando una colomba bianca entrò nel tempio e si posò sul soglio episcopale, attirando l’attenzione di tutti. In quel momento giunse una notizia sorprendente: un bastimento carico di grano era entrato nel porto di Siracusa e poteva finalmente sfamare la cittadinanza. (continua…)

SUTERA – unica Bandiera Arancione di Sicilia

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suteraDal 2002 Sutera, pittoresco borgo medievale in provincia di Caltanissetta, è una delle 162 località insignite della Bandiera Arancione, il marchio di qualità assegnato dal Touring Club Italiano nella’ambito del progetto Sviluppo Italia. L’iniziativa intende valorizzare i centri minori dell’entroterra che promuovono il turismo nel rispetto dell’ambiente e di chi ci abita. Situata nella valle del fiume Platani, in un suggestivo contesto paesaggistico, Sutera si è contraddistinta per la tipicità del territorio, la bellezza dei suoi antichi quartieri e la sua storia, segnata dal passaggio di Greci, Romani, Bizantini, Mussulmani Normanni. (continua…)

CARAVAGGIO a SIRACUSA

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seppellimento_santa-luciaAncora una volta una fuga improvvisa e rocambolesca, stavolta da Malta, e la sosta a Siracusa, sono all’origine della grande e superba pala d’altere “Seppellimento di Santa Lucia”. L’animo sempre inquieto di uno dei più grandi pittori della storia, Caravaggio, accompagna tutte le opere. A Siracusa accolto con tutti gli onori, vista la fama che lo precedeva e l’amicizia degli anni romani con Mario Minniti (pittore siciliano), i letterati ed eruditi gli riservano grande attenzione e l’esperto  di antichità Vincenzo Mirabella lo accompagna a vedere i resti archeologici. Caravaggio rimane impressionato dalle Latomie, una in particolare a forma di padiglione auricolare che lui stesso chiamerà, lasciando questo nome alla storia, Orecchio di Dionisio. Di questa grotta suggestiva si ricorderà proprio per l’ambientazione del Seppellimento che il senato di Siracusa gli commissiona per la chiesa di Santa Lucia extra moenia, posta vicino alle catacombe e proprio nel luogo del sepolcro della Vergine. (continua…)

VIZZINI – nei luoghi di Verga

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vizzini_la_chiesa_madreIl pittoresco intreccio medievale di strade e vicoli che caratterizzano Vizzini, in provincia di Catania e situato in zona collinare (600m), venne in parte mantenuto anche dopo il terribile terremoto del 1693, poiché perfettamente si adattava alla morfologia del luogo: il paese è, infatti, situato sul declivio di due colli contigui, in prossimità delle sorgenti del fiume Dirillo, a pochi chilometri da Grammichele. Le ricostruzioni in stile barocco si sono innestate sul preesistente tessuto architettonico. Di grande suggestione il centro storico: cuore cittadino è piazza Umberto I, sede di Palazzo Verga e del Palazzo Municipale. A fianco parte la Salita Marineo, una scalinata ornata da maioliche con motivi geometrici e floreali. In cima, la chiesa Madre, intitolata a San Gregorio Magno, in stile gotico-catalano, che nella navata sinistra ospita una cappella tardobarocca con un pregevole soffitto ligneo progettato da Natale Bonaiuto, architetto e scultore siracusano. (continua…)

Dolcetti e scherzetti – A Palermo camminando in città

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33972” Il gusto del trekking: dolcetti e scherzetti camminando in città” è il titolo che quest’anno contraddistingue la sesta giornata nazionale del “Trekking Urbano” , un’iniziativa promossa dal Comune di Siena per valorizzare i monumenti meno conosciuti di tutta Italia. L’ assessorato  comunale al turismo di Palermo aderisce il 31 ottobre 2009, per il secondo anno consecutivo a questo evento e con un proprio percorso dal titolo : ” I suq: i colori, i sapori della storia” che è anche anche un Viaggio nel gusto alla scoperta dell’evoluzione gastronomica palermitana.

Il percorso prevede soprattutto la valorizzazione della Vucciria raccontata attraverso il linguaggio dell’arte. Il momento culturale, sarà costituito infatti dalla proiezione di  sei video relativi a Palermo e ai vicoli della Vucciria proiettati dalla terrazza dell’ artista Momò Calascibetta a Piazza Caracciolo verso il Palazzo della Ragioneria. (continua…)

DUOMO DI SIRACUSA – storia lunga 2500 anni

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Duomo 2Quell’esuberanza talvolta eccessiva, generata dalla consapevolezza della fragilità della vita. Dove la  banalità viene bandita in una ricerca del bello, in forme contorte, distorte, che sentimentalmente tentano di prendere vita attraverso quelle architetture che qualcuno si ostina a chiamare solo Barocco. Ma la Sicilia non ammette semplificazioni e il Duomo di Siracusa è il primo a raccontare della sua unicità. Lo si osserva dal di fuori e il bianco abbacinante dilata a dismisura i confini di tutta la piazza che diventando palcoscenico invade i nostri occhi e il nostro spirito. La facciata eretta da Andrea Palma è uno struggente capolavoro del Barocco isolano. Ha due ordini di colonne staccate dal muro, con cornici movimentate e sporgenti. L’effetto complessivo è assai scenografico. Lo scultore palermitano Ignazio Marabitti ci mise del suo per abbellirla, modellando le statue marmoree dei Santi Pietro, Paolo, Lucia, Marziano, che popolano la facciata. (continua…)

In piazza con un veliero di legno per chiedere le dimissioni del sindaco Cammarata

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Un migliaio di palermitani ieri hanno chiesto le dimissioni del sindaco Cammarata portando davanti alla sede del Comune un veliero di legno lungo più di un metro e mezzo. Ma cosa volevano questi palermitani?Lui la sua verità l’ha già detta. Il primo cittadino di Palermo era totalmente all’oscuro che il custode della sua barca si assentasse dal lavoro, e aggiunge che l’iniziativa di darla in affitto era certamente del collaboratore e lui non ne sapeva proprio niente. Che quindi la si finisca di gettare discredito su di lui che tanto bene amministra una città che negli ultimi tempi balza all’onore della cronaca perchè in dissesto finanziario e sommersa prima dalla spazzatura, poi dall’acqua e ora anche dal fango.
Ma volendo credere alla verità della sua giustificazione, l’ipotetica sincerità del sindaco apre però un altro problema. Se è sincero, è anche uno sprovveduto. Se invece fosse tutto vero ciò che è emerso dal servizio di Striscia la Notizia allora pensa che i suoi concittadini siano dei polli. A questo punto sarebbe bene che riempia gli scatoloni con i suoi effetti personali e torni ad occuparsi dei fatti propri e solo di quelli.

Chiesa di San Domenico, Pantheon dei Grandi di Palermo

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15686831Lungo la via Roma si apre, a un certo punto, Piazza San Domenico con l’omonima chiesa, conosciuta un tempo come Piano Imperiale e in seguito trasformata. Durante le grandi opere di rifacimento Barocche della piazza e della chiesa a cominciare dal 1640, l’impianto che noi oggi siamo abituati a vedere è frutto del grosso stravolgimento, che con il taglio di via Roma nell’ottocento, cambiò nella versione odierna la piazza che da spazio chiuso si trovo in piazza di passaggio, con conseguente e inevitabile aumento di traffico automobilistico pressi il monumento. (continua…)

La Villa Romana del Casale a Piazza Armerina

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villa 5“Ci sono luoghi per la storia, dove il tempo ha segnato la sua voce, la verità il suo enigma, nel cuore del mediterraneo, a Piazza Armerina nella dolce valle del casale, maestranze, ispirate scrissero, con la pietra, il testamento di tutta l’umanità classica mentre il vento del tempo, seppelliva le sue spoglie, apparì sulle tessere dei mosaici un racconto musivo, che aveva cucito l’eco di infiniti giorni per comporre le sembianze di memoria e cantare ai posteri, di Ulisse, di Ambrosia, della caccia e della vendemmia, dei giganti e quello dell’Impero di Roma, senza dimenticare mai il destino umano, che nelle sue opere più significative rimane un mistero….” cosi lessi in una prefazione di Iside Castagnoli sulla Villa Romano-Imperiale detta del Casale.
Io aggiungo per sdrammatizzare, che la villa per numero di ambienti, comfort e lusso, nulla avrebbe oggi da invidiare alle ville di Beverly Hills. Più di 3500 metri quadri di superficie mosaicata con più di 60 ambienti, dove le stanze di rappresentanza e gli appartamenti privati dei signori della casa presentano tappeti musivi policromi figurati di eccezionale fattura ma anche le stanze meno importanti e di pertinenza della servitù presentano mosaici, in questo caso geometrici ma non meno pregiati. Dalla fattura e dalla finezza dei disegni gli archeologi sono concordi nell’attribuire a maestranze africane la realizzazione, ma sicuramente la mente e il committente di tali meraviglie certamente doveva appartenere all’alta aristocrazia colta e raffinata dell’Impero Romano. (continua…)

Itinerario Sicilia Sud-Orientale. Ragusa Ibla-Donnafugata-Puntasecca

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IMG_02934° giorno Ragusa Ibla – Castello di Donnafugata – Punta Secca:

La più meridionale delle province italiane se ne sta appollaiata dolcemente sui Monti Iblei. Città divisa in due: il nucleo di maggiore interesse,  vero centro storico, è la collina di Ibla, fondata e abitata fin dal tempo dei Siculi ma che il terremoto de 1693 rase interamente al suolo. Venne ricostruita dalla cittadinanza che contava, sullo stesso impianto urbanistico medievale, apportando delle sostanziali modifiche di gusto barocco. Tocco sopraffino quello di Rosario Gagliardi che nella maestosità di Piazza Duomo con appunto il Duomo di San Giorgio raggiunge vette di incredibile maestria ed eleganza nel rendere  tutto l’insieme uno dei massimi esempi del barocco siciliano.

Ma l’intera collina offre angoli di grande effetto, la Chiesa di San Giuseppe, di San Domenico e San Giacomo, Palazzo Arezzo e Palazzo La Rocca, il Circolo di Conversazione e verso la parte bassa  il superbo portale gotico di San Giorgio, superstite del terremoto; figlio dello stesso, invece,  il delizioso Giardino Ibleo. Perdetevi anche nelle golose granite che i bar sapranno servirvi e non mancate di assaggiare i formaggi locali che tanta eco stanno avendo nel mondo. (continua…)