Articoli su: personaggi

Lamento per il Sud di Salvatore Quasimodo

By Gallito

Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968), ormai stabilitosi a Milano, ricorda la sua cara Sicilia. Sono anni in cui l’antica “questione meridionale”, mai risolta, si ripropone con urgenza.

Quasimodo premio Nobel per la letteratura, vive una condizione comune a tutti gli emigranti: egli sente un legame profondo con la sua terra d’origine ma sa che ritornare a viverci vorrebbe dire fare i conti con la disonestà e la miseria.

Lamento per il Sud

La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve…
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie. (continua…)

Cercasi sosia di Garibaldi

By Gallito

Martedì 25 maggio casting al Nuovo Montevergini di Palermo

E´ un prologo originale e dal sapore nazionalpopolare quello che apre le manifestazioni di “Garibaldi a Palermo”, progetto ideato da Philippe Daverio e sostenuto dal Comune di Palermo, per raccontare, ricordare, interpretare l´Eroe dei due Mondi in occasione del 150° anniversario dello sbarco in Sicilia.
Se pensate di assomigliare proprio a Giuseppe Garibaldi, fatevi avanti. Appuntamento  domani, martedì 25 maggio alle ore 18,  al Nuovo Montevergini con “Garibaldi e il suo doppio”.
Philippe Daverio, a mo´ di casting, cerca il sosia di Garibaldi, che assomigli al generale biondo, «con gli occhi azzurri, tendenti al viola, di media statura, ben costrutto, con larghe spalle e petto quadrato» come vuole una celebre descrizione, o, secondo una iconografia più realistica, con gli occhi castani e piuttosto basso. Il  novello Eroe dei due Mondi selezionato tra i palermitani, con tanto di camicia rossa, accompagnerà il critico d´arte in giro, nel corso della manifestazione che, da giovedì 27 a domenica 30 maggio, si dipanerà in tre appuntamenti-eventi.

Frammenti poetici di Stesicoro di Imera. Il poeta ordinatore di cori

By Gallito

Poeta lirico del VII-VI secolo a.C. contemporaneo di Saffo e Alceo. Il suo vero nome è Tisia, Stesicoro è il sopranome che gli fu assegnato e che vuol dire ordinatore di cori.

E’ considerato da molti il padre della poesia corale. Visse quasi tutta la sua lunga vita a Imera, forse la sua città natale ed è una delle più importanti figure della lirica greca; gli ultimi anni di vita li trascorse, pare, a Catania in esilio.

La sua attività poetica fu accompagnata da un forte impegno sociale e politico.

Secondo una leggenda tramandata da Aristotele, Stesicoro si trovava a Imera quando i suoi concittadini pensarono di affidare la difesa della propria città a Falaride, tiranno di Agrigento; per illustrare i pericoli di quella scelta, Stesicoro raccontò di un cavallo che, per mettersi al sicuro contro il cervo, suo tradizionale nemico, invocò l’aiuto dell’uomo; l’uomo lo protesse dal cervo, ma alla fine lo addomesticò e ne divenne padrone.

Della sua vastissima produzione di 26 libri, nella raccolta alessandrina ci sono rimasti solo pochi frammenti.

A ME NON DA QUIETE

Poi che raramente la Musa
allieta soltanto, ma rievoca
ogni cosa distrutta:
a me non dà quiete il dolce
sonante flauto dalle molte voci
quando comincia soavissimi canti.
(Trad. di Salvatore Quasimodo, Mondadori, 1965)

(continua…)

Ignazio Buttitta e il dialetto

By Gallito

Per Ignazio Buttitta un popolo conserva la propria anima e la propria ricchezza finchè usa il suo dialetto. Nessuna oppressione e ingiustizia può privarlo della sua libertà. Questo concetto è espresso dal poeta in questi versi

Un populu
mittilo a catina
spugghiatilu
attuppatici a vucca
è ancora libiru.
Livatici u travagghiu
u passaportu
a tavola unni mancia
u lettu unni dormi, è ancora riccu.
Un populu
diventa poviru e servu
quannu ci arrobanu a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri.
Diventa poviru e servu,
quannu i paroli non figghianu paroli
e si manciano tra d’iddi.
Un popolo
mettetelo in catene
spogliatelo
tappategli la bocca
è ancora libero.
Levategli il lavoro
il passaporto
la tavola dove mangia
il letto dove dorme, è ancora ricco.
Un popolo
diventa povero e servo
quando gli rubano la lingua
ereditata dai padri:
è perso per sempre.
Diventa povero e servo,
quando le parole non generano parole
e mi mangiano tra di loro.

EMPEDOCLE DI AGRIGENTO

By Gallito

EmpedocleContinuando il racconto precedente su Empedocle di Agrigento, iniziato in questo post, qui riassumo brevemente il pensiero del filosofo Empedocle e riporto alcuni dei suoi versi poetici, già molto apprezzati nell’antichità da Cicerone. Con Parmenide Empedocle ammette che l’essere, nella sua perfezione non ha nascita e morte, ma ammette anche una dinamica interna nella realtà determinata dalla lotta tra due forze cosmiche in contrapposizione: philìa a e neikos, cioè amore, unione, costruzione da un lato e odio, contesa, distruzione dall’altro. Dove predomina philìa prevale mescolanza, composizione e unione, mentre neikos agisce per rompere l’unione e portare discordia e separazione. Empedocle inoltre interpretò la realtà fisica come originata non da un solo elemento, come i filosofi che l’avevano preceduto, ma dai quattro elementi fondamentali acqua, aria, terra e fuoco. Oggi sappiamo moltissime cose in più sulla nostra realtà fisica. Sappiamo bene che il fuoco non è un elemento e che i mattoncini della fisica, gli atomi, ordinati sulla tavola periodica di Mendeleev in base alle loro proprietà interne, sono oltre cento. L’agrigentino Empedocle fu tra i primi a intuire che il mondo fisico potesse risultare dalla mescolanza di più elementi diversi, anche in questo sta la sua grandezza. (continua…)

EMPEDOCLE di Agrigento e il pensiero dei presocratici

By Gallito

EmpedocleIn questo post parlo di filosofia classica, prendendo spunto dall’agrigentino Empedocle, uno dei più grandi filosofi presocratici. Ne parlo da  appassionato di filosofia, ma anche da dilettante con nessuna pretesa di salire in cattedra. Secondo me il pensiero dei filosofi antichi è sempre  attuale e trova ancora posto nella nostra quotidianità, anche se a volte ne siamo poco consapevoli.

Se vogliamo comprendere la grandezza di Empedocle però bisogna fare qualche passo indietro nella storia della filosofia e ripercorrere la strada che portò fino a lui. Per questa ragione dedicherò più di un post all’argomento e cercherò di parlarne nel modo più semplice e leggero, citando alcuni versi dei poemi scritti dal filosofo.

Tra i principali filosofi presocratici c’è dunque il siciliano Empedocle, nato ad Agrigento intorno al 480 a.C e vissuto circa sessant’anni, stando a quanto dice Aristotele. Empedocle fù una figura complessa, non solo un filosofo, ma anche uno fisico scienzato, un mistico e scrittore di poemi. Cicerone disse sul suo conto « dicantur ei quos physikoús Graeci nominant eidem poetae, quoniam Empedocles physicus egregium poema fecerit» (siano pure detti poeti anche coloro che i greci chiamano fisici, dal momento che il fisico Empedocle scrisse un poema egregio ) ». (continua…)

ANNA VALLE, la bellezza di un’isola felice

By Raisi

Anna-Valle_shadowboxÈ una delle donne più belle del nostro Paese. Incanta con il suo sorriso e la semplicità dello sguardo. Anna Valle nata a Lentini, antica Leontinoi, una delle prime colonie greche di Sicilia, che conserva notevoli resti archeologici. Classe 1975, da questa città muove i primi passi nel mondo dello spettacolo, con il teatro classico, partecipando ad una Lisistrata di Aristofane, al teatro greco di Siracusa. Fare l’avvocato non era il suo sogno, ma si iscrive ugualmente alla facoltà di giurisprudenza di Catania, ma nel 1995 decidendo di prendere parte al concorso di bellezza più importante d’Italia, ai tribunali non restava che sognare la bellezza di Anna aggirarsi per i palazzi di giustizia. Proprio quell’anno vince la fascia di Miss Italia. Comincia per Anna Valle la carriera di modella ma soprattutto attrice, suo unico vero sogno. Già nel 1996 partecipa al cortometraggio Le due bambole rosse di Alessandro Ingargiola, passando poi a ruoli minori in pellicole come il suo film di debutto Le faremo tanto male (1998) di Pino Quartullo, con Stefania Sandrelli, Ricky Memphis, Rocco Barbaro, Nathalie Caldonazzo e Venantino Venantini.
Vuole diventare attrice, (continua…)

Citazioni di Leonardo Sciascia

By Gallito

Leonardo Sciascia (1921 – 1989), lo scrittore siciliano che descrisse i siciliani e la loro particolare condizione di “sicilitudine”, in alcune sue citazioni:

  • Ce ne ricorderemo, di questo pianeta.
  • È una cosa talmente semplice fare all’amore… È come aver sete e bere. Non c’è niente di più semplice che aver sete e bere; essere soddisfatti nel bere e nell’aver bevuto; non aver più sete. Semplicissimo. (da Todo modo)
  • Il cretino di sinistra ha una spiccata tendenza verso tutto ciò che è difficile. Crede che la difficoltà sia profondità. (citato in Sergio Ricossa, Straborghese, Editoriale Nuova, Milano 1980)
  • La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini. (da Il cavaliere e la morte)
  • Poiché nulla di sé e del mondo sa la generalità degli uomini, se la letteratura non glielo apprende. (da La strega e il capitano, Adelphi)
  • Ad un certo punto della vita non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza. (da Una storia semplice, Adelphi)

Teocrito di Siracusa, padre della poesia bucolica

By Gallito

teoTeocrito (Siracusa, 324/321 a.C. – circa 250 a.C.) è stato un poeta greco antico siceliota.

Teocrito è con ogni probabilità il maggiore poeta dell’età ellenistica, vero erede del genere bucolico creato da Stesicoro, ma anche poeta di versi amorosi e leggeri nella descrizione della società del suo tempo.

Poco sappiamo di certo sulla vita di Teocrito. Quando i biografi antichi erano a corto di notizie sulla vita di un autore, ricavavano informazioni dalle opere, ma il fatto che nelle opere di Teocrito compaiano come protagonisti pastori e contadini, non vuol dire che il poeta abbia svolto l’uno o l’altro mestiere.

Teocrito si espresse con inni, elegie, liriche, giambi, epigrammi, anche se fu famoso fin dall’antichità per la freschezza del suo genere bucolico.

I frutti

sul nostro capo ondeggiavano al rezzo soave, le piante.
Ebbre di sol le cicale strillavan nel denso fogliame, a non finire; da lungi la raganella dolente gracidava, nascosta nei fitti grovigli dei pruneti.
Lodole e cardellini trillavan, gemea la palomba, bionde ronzavan l’api, dintorno alle polle canore.
Tutto d’estate opulenta odorava, odorava d’autunno, e ne cadevano a’ piedi le pere, odorose d’intorno ruzzolavan le mele; si protendevano curve sino a terra, le rame ricolme di brune susine.

TEOCRITO DI SIRACUSA (da IDILLI)

MIRIAM LEONE, da Catania ormai nel cuore di tutti gli italiani

By Raisi

miriam-leoneOrmai lanciata nell’olimpo delle dive del piccolo schermo, Miriam Leone, Catanese DOC, in questo anno ne ha fatta di strada e adesso si appresta a conquistare la prima serata su Rai Uno con lo show Ciak… si canta!, insieme al comico Pino Insegno. Nata il 14 Aprile 1985, ha vissuto ad Acireale dove passa la sua infanzia e adolescenza. Frequenta il liceo Classico “Gulli e Pennisi” dove si è diplomata, pensate, insieme a Fausto Raciti (altra storia tutt’altro che allegra). Nel febbraio 2008 è stata eletta reginetta dell’ splendido Carnevale delle sua Acireale e a breve conquisterà anche la fascia di Miss Prima dell’Anno 2008, titolo acquisito durante il programma di Carlo Conti, L’anno che verrà. Dopo l’eliminazione e il ripescaggio la sua bellezza ma ancor di più la sua trascinante simpatia, il grande carattere e una buona dose di cultura conquista gli italiani che sul podio di Salsomaggiore la incoronano Miss Italia 2008. Dal 1 giugno 2009 conduce, su Rai Uno, Uno Mattina Estate, in coppia con Arnaldo Colasanti, istituendo una sorta di primato: non era mai successo, infatti, che una Miss Italia, nell’anno della sua elezione e in possesso del titolo, venisse chiamata alla conduzione di un programma così impegnativo di Rai Uno per la durata di tre mesi. (continua…)

Renzino Barbera, i siciliani e gli alimenti di Veronica Lario

By Ciccio

Renzino Barbera, scomparso da meno di un anno, era discendente di una famiglia di industriali palermitani che producevano e imbottigliavano olio d’oliva  fin dalla fine dell’800. La storia degli Oleifici  Barbera fin dalle origini è la storia di un’industria a conduzione familiare. Renzino, all’anagrafe Lorenzo, che apparteva alla terza generazione della storia industriale della famiglia, era un ragazzo geniale ed irrequieto; chi lo ha conosciuto aggiunge anche spigoloso. Egli venne presto in conflitto con il padre e scelse la strada a lui più congeniale, quella dell’arte. Fu poeta e cabarettista di successo, non allontanandosi però del tutto dall’azienda di famiglia, al cui sviluppo contribuì con lungimiranti scelte nel marketing e nella comunicazione. (continua…)