Inaugurazione presso la Chiesa di San Domenico della II^ edizione del Concorso-Mostra Presepi di Natale -2010 “l’Unità dei Popoli per l’Unità d’Italia” Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con la prima edizione, l’associazione Turistico Culturale Itiner’Ars in collaborazione con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Palermo, hanno bandito a fine ottobre scorso, il II ° Concorso-Mostra di Presepi Natale – 2010 iniziativa anteprima di “Palermo apre le Porte. La scuola adotta la città” -edizione 2011. Il concorso, pubblico e gratuito, è stato rivolto alle scuole locali e pubbliche dell’infanzia, primarie e secondarie di I° grado, con l’intento di sensibilizzare i giovani al rispetto e al mantenimento delle tradizioni, per sostenere e riproporre attraverso la tradizione del Presepe, (continua…)
Per chi giunge da Palermo, la superba cattedrale sembra adagiata sui tetti delle case dell’antico borgo e l’imponente rupe che incombe alle sue spalle sono proprio il biglietto da visita della città cui ha dato il nome: Cefalù. Che derivi da greco Kephaloidion (latinizzato Cephaleodium) o dal fenicio Kefa, il nome è connesso alla caratteristica forma di TESTA del promontorio. Ai piedi della rocca la cittadina dal medioevo in poi si sviluppò attorno al suo monumento più importante, il Duomo, una delle più belle chiese Normanne di Sicilia. Però Cefalù aveva già secoli di storia alle sue spalle. Il primo nucleo urbano viene fato risalire al V secolo a.C. e tracce sono riscontrabili sia sul monte che all’interno dell’abitato. Vicino al duomo si sono trovate due interessanti strade, una ellenistica, l’altra romana del I secolo a.C.; nella chiesa di Santa Maria della Catena, la parte inferiore di una torre di fortificazione è inglobata al campanile; nei pressi di via Porpora vi è l’unica torre quasi totalmente conservata, e si trova anche una postierla. (continua…)
Isolato, solitario, miracolosamente intatto, il Tempio Dorico di Segesta era celebrato dai viaggiatori romantici per la sua posizione elevata su uno dei colli del Monte Barbaro. Visibile da lontano, in piena armonia con la natura tra agavi e spinosi cespugli, sulla collina che ne accentua la grandiosità, il nostro sguardo spazia senza elementi di disturbo: era l’immagine perfetta dell’ideale greco inseguito dai viaggiatori dell’Ottocento che si lanciavano nell’avventura del GRAND TOUR, per ammirare le vestigia del passato. Gli studiosi discutono ancora sulla funzione del tempio e sul perché appaia incompleto; unico edificio a struttura aperta conosciuto nel mondo antico. È certo che venne costruito alla fine del V secolo a.C., da un abile architetto ateniese, esempio aulico e purissimo di stile dorico per un tempio che sottolineo in stile greco. Gioco sottile di parole il mio, che lascia intendere una delle ipotesi avanzate. (continua…)
Lungo la via Roma si apre, a un certo punto, Piazza San Domenico con l’omonima chiesa, conosciuta un tempo come Piano Imperiale e in seguito trasformata. Durante le grandi opere di rifacimento Barocche della piazza e della chiesa a cominciare dal 1640, l’impianto che noi oggi siamo abituati a vedere è frutto del grosso stravolgimento, che con il taglio di via Roma nell’ottocento, cambiò nella versione odierna la piazza che da spazio chiuso si trovo in piazza di passaggio, con conseguente e inevitabile aumento di traffico automobilistico pressi il monumento. (continua…)