Affascinanti viuzze che si dispiegano in un dedalo inestricabile, dove ogni porta è una bottega, dove ogni porta offre mercanzia esposta. Scendere le poche scale che si trovano dietro la fontana dell’Amenano in piazza Duomo a Catania, e subito vieni catapultato in un grandioso spettacolo da circo, con tanto di acrobati della verdura fresca e giocolieri del pesce. Tutto questo, e le parole non bastano, è la Pescheria, in siciliano “a Pischiria”. In piazza Pardo, cuore pulsante del mercato etneo, tutto è a portata di mano, in mirabili scenografie; carni fresche, polli, tacchini, agnelli, maiali, spezie di svariato tipo, ortaggi, verdure, ed anche lo struzzo. (continua…)
I principali mercati storici di Palermo sono il Ballarò, Il Capo e la Vucciria. Anche se ormai marginali, la Vucciria ormai non esiste quasi più, resistono ancora alle logiche di mercato della grande distribuzione, facendo di Palermo una città atipica rispetto ad altre città europee dove i piccoli esercizi sono stati quasi del tutto sostituiti dai centri commerciali.
Per i mercati storici tra tavole di marmo con pescespada in bella mostra e cassette di prodotti ortofrutticoli di ogni genere si sentono le abbanniate (l’attu d’annunziari lu bannu) le grida cioè dei venditori, che sfidandosi a colpi di decibel, fanno a gara per attirare l’attenzione dei passanti sui propri banchi.
Allegro, vitale, caleidoscopio di colori e voci urlanti. Descrivere Ballarò non è facile, bisogna viverlo, e se si viene a Palermo farsi fagocitare è d’obbligo. Solo così si riesce a comprendere una parte dell’anima della città. Situato nel cuore dell’Albergheria, nei pressi della stazione centrale, si allarga dal Corso Tukory fino a Casa Professa, con un uso di origine araba di inondare la strada di mercanzia: le innumerevoli cassette di legno contengono frutta, verdura, carne, pesce, spezie e tanto altro, merce che viene continuamente abbanniata (in siciliano gridata) in cantilene dalle cadenze orientali, per lodare la buona qualità del prodotto. La gente si accalca in un groviglio di braccia che si tendono verso i banchi stracolmi e di gambe che si affrettano negli acquisti, il tutto risulta un crogiuolo dal sapore di tanti secoli addietro. (continua…)
Il mercato della Vucciria di Palemo venne immortalato nel 1974 in un celebre dipinto di Renato Guttuso, oggi conservato a Palazzo Steri.
La Vucciria è un noto mercato storico di Palermo insieme aBallarò, Il Capo e il Mercato delle Pulci. “Vuccirìa” in siciliano significa “Confusione”. Ed ancora oggi, la confusione delle voci che si accavallano e delle grida dei venditori (le abbanniati) è uno degli elementi che, maggiormente, caratterizza questo mercato palermitano.
Ancora oggi sono numerosi nel mercato i banchi del pesce, che viene continuamente mantenuto umido. Per questo in città si dice che: “i balati ra Vucciria ‘un s’asciucanu mai”
“Il pavimento della Vucciria non si asciuga mai”
Allo stesso modo di una promessa o di un avvenimento che non si realizzerà mai si dice che avverrà “quannu e balati ra Vucciria s’asciucanu” (quando il pavimento della Vucciria s’asciugherà).
La Vucciria si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo le via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all’interno del mandamento Castellammare. (continua…)