Tramonti tra i più romantici sono quelli su cui si stagliano i mulini a vento e le vasche della Via del Sale. La costa che da Trapani va a Marsala in alcuni tratti assume contorni fantastici che disarmano l’anima per le forti emozioni che suscitano.Passeggiando è possibile osservare il volo dei tanti uccelli migratori che trovano casa in questo territorio e in particolare nell’habitat della Riserva dello Stagnone di Marsala dove, come in un meraviglioso palcoscenico , si mostrano ai nostri occhi sia la misteriosa isola di Mothia (culla della civiltà Fenicio-Punica di Sicilia),che i mulini a vento e le saline con i monticelli di sale che è, e sarà ( se l’uomo saprà preservarlo) l’unico protagonista del territorio costiero trapanese. (continua…)
Pistacchi di Bronte, limone Interdonato, cipolla di Giarratana, Cuddrireddra di Delia, lenticchia di Ustica o ancora il mandarino tardivo di Ciaculli. Sono solo alcuni dei 28 presidi Slow food in Sicilia, circa il 15% di quelli sostenuti dall’associazione in tutta Italia, che anche quest’anno sono presenti all’appuntamento con il Salone del gusto di Torino. Un made in Sicily d’eccellenza fatto di piccole produzioni che rischiano di scomparire ma che hanno un importante ruolo nel valorizzare i territori di provenienza, recuperare i mestieri e le tecniche di lavorazione tradizionali e salvare dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta. Così la manna delle Madonne, ottenuta incidendo la corteccia dei frassini che si trovano a Castelbuono e Pollina nella provincia di Palermo, diventa la dolce ambasciatrice di una tradizione e di un paesaggio suggestivo. (continua…)
A Palermo è femmina come sostiene lo storico di enogastronomia palermitano Gaetano Basile che fa derivare il nome dal frutto, di cui richiama forma e colore. A Catania è maschio e danno una forma rotonda ma con una punta, un po’ per emulare il loro grandioso vulcano. Di sicuro dovunque si vuole gustare stiamo parlando di una tra le specialità della cucina siciliana più famose. L’Arancina/o sembra essere stato importato dagli arabi che erano soliti mangiare riso e zafferano condito con erbe e carne, durante i pasti. L’invenzione della panatura nella tradizione viene spesso fatto risalire alla corte di Federico II, quando si cercava un modo per recare con sé la pietanza in viaggi e battute di caccia. La panatura croccante, infatti, assicurava un’ottima conservazione del riso e del condimento, oltre ad una migliore trasportabilità. Oggi vogliamo darne una versione non canonica ma che stupirà i palati più curiosi. Dal luogo simbolo del pistacchio in Sicilia come in tutta Italia, a Bronte si deve attribuire questa straordinaria variante dell’arancina/o. (continua…)
La dolceria siciliana ha 2 simboli: la cassata ed i cannoli. Entrambi di preparazione lunga e laboriosa, ma entrambi squisiti. Ecco come preparare i cannoli.
La ricetta originale prevede: 200 gr. farina, 20 grammi di strutto da mescolare all’impasto, 30 grammi di zucchero, marsala secco in quantità necessaria a consentire l’impasto.
Fare riposare l’impasto modellato a palla ed avvolto in un panno per circa trenta minuti prima di stenderlo in sfoglia sottile, farne dei cerchi di 10 centimetri di diametro e avvolgerli su rotoli di canna (canna vera tagliata a pezzi; per questo si chiamano cannoli) sovrapponendo i lembi estremi. (continua…)
Il commerciante inglese John Woodhouse nel 1773 approdò con la nave su cui viaggiava nel porto di Marsala.
Durante la sosta nella piccola cittadina della costa occidentale della Sicilia, famosa anche perché poco meno di 100 anni dopo vi sarebbe sbarcato Giuseppe Garibaldi, ebbe modo di assaggiare un vino prodotto dai contadini del luogo.
Il vino gli piacque tanto da indurlo a farlo conoscere agli inglesi. Questi ne rimasero talmente entusiasti che Woodhouse pensò bene di farci un bel businnes avviandone la produzione su larga scala.
Il dato significativo della storia è che questo vino prodotto dai contadini siciliani ebbe successo per merito di un cittadino inglese. Questi agricoltori avevano tra le mani un tesoro e non lo capirono.
Il vino Marsala è stato il primo vino DOC della storia vinicola italiana, tutelato nel suo disciplinare sin dal 1932 nientemeno che dal Parlamento che legiferava tutte le variazioni che si rendevano opportune. Per approfondire la storia di questo vino potete collegarvi al sito del Consorzio di tutela.
Questo simpatico signore-chef americano nel suo canale youtube registrato come “TheMarsalaMan” illustra le differenze tra il marsala “domestic”, prodotto in California e quello importato dall’Italia, fatto con le uve siciliane.
Purtroppo non possiamo sentire i profumi dei due marsala che TheMarsalaMen mette a confronto, e forse la conclusione alla quale arriva è un pò affrettata.
Tuttavia il suo giudizio esalta la qualità siciliana e per questo ha tutta la nostra approvazione.
TheMarsalaMen è categorico: “quando cucinate usate solo Marsala Siciliano”