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Cose da vedere in Sicilia

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La Sicilia è famosa nel mondo per le sue bellezze naturalistiche e monumentali, ma anche per le sue prelibatezze enogastronomiche. Un’isola che potete visitare in ogni periodo dell’anno , che sempre vi sorprenderà con i suoi colori, con la sua storia e i suoi itinerari unici.

In questo sito cerchiamo semplicemente di valorizzare le bellezze della Sicilia, nel tentativo di lasciare un’emozione al lettore, di infondere la curiosità di venire a visitarla di persona.

Abbiamo preparato alcune mappe interattive, nelle quali intendiamo raccogliere alcune delle mete turistiche che vi consigliamo di visitare. Eccone una.

Se vuoi visualizzare la mappa in una pagina più grande clicca qui.

La spiaggia di Tindari

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La spiaggia di tindari è famosa per la spettacolare zona sabbiosa che si estende ai piedi del promontorio sul quale si trova il santuario della miracolosa Madonna Nera.

Dal belvedere lo sguardo abbraccia un vasto panorama sul golfo di Patti fino a Capo Milazzo. Le correnti marine hanno modellato una lunga striscia di sabbia che racchiude tre laghi salati nei quali si può fare il bagno o avventurarsi in canoa.

Alla base del promontorio si trova una zona sabbiosa con una serie di piccoli specchi d’acqua, la cui conformazione si modifica in seguito ai movimenti della sabbia, spinta dalle mareggiate. La spiaggia è conosciuta con il nome di Marinello o “il mare secco” e vi sono legate diverse leggende.

Secondo una di esse la spiaggia si sarebbe formata miracolosamente in seguito alla caduta di una bimba dalla terrazza del santuario, ritrovata poi sana e salva sulla spiaggia appena creatasi per il ritiro del mare. La madre della bambina, una pellegrina giunta da lontano, in seguito al miracolo, si sarebbe ricreduta sulla vera natura miracolosa della scultura, della quale aveva dubitato a causa dell’incarnato scuro della Vergine.

La spiaggia di Tindari prese forma di una donna, la Madonna (parte di sabbia in alto a sinistra), che regge tra le mani la piccola (parte di sabbia verso la costa).

TAORMINA e il suo TEATRO

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taormina-teatroLa Tauromenion dei Greci, la Tabermin o Almoezia degli Arabi, la Taurominium dei Normanni e la Tavormina degli Spagnoli e Borboni. Tutte esistite, tutte esistono ancora oggi in Taormina, nella sua struttura urbanistica, dove ogni nuovo invasore per secoli la assedia, la distrugge e ricostruisce ogni edificio meglio di prima, aggiungendo qualcosa di bello ed attraente.
Il Monte Tauro interrompe la continuità del litorale tra Messina e Catania e appare come una terrazza naturale, protetta alle spalle dalla rocca di Castelmola e di fronte il mare azzurro. Tutto a Taormina induce all’amore, per essere questo un luogo di struggente bellezza, da qualunque parte ci s’affacci  o si contempla. Vigile e onnipresente la osserva compiaciuta, come la più bella delle sue figlie, l’Etna. (continua…)

CALAMOSCHE Silenzio che si fa spiaggia

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Se chiedete indicazioni per arrivare a Calamosche incontrerete qualche difficoltà.Per gli abitanti del luogo infatti questa caletta, incastonata tra Vendicari e Noto, si chiama “Funni Musca“. Si percorre la provinciale Pachino-Noto e al km.6 circa si svolta in una  strada non asfaltata  che passa su una vecchia  linea ferrata; poco dopo si arriva  davanti ad un cancello della Forestale.

Seguendo le indicazioni  si   raggiunge  un’area  di parcheggio protetto  dove lasciare l’auto e proseguire con  una piacevole passeggiata  di circa 1 Km  fino alla spiaggia: luogo incantevole tra i resti archeologici di Eloro e l’Oasi Faunistica di Vendicari. (continua…)

Panarea, l’isola delle Eolie piccola e mondana

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Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato Spallanzani scriveva “Panarea sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.

Sulla piccina delle Eolie oggi l’atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono  lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati  è la meno estesa dell’arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l’unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e Dattilo.

(continua…)

Ustica, paradiso non solo dei sub

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Ustica è un’isola molto conosciuta sopratutto per la riserva marina, istituita nel 1982 ,che ne fa un vero paradiso sia per i sub  che dei semplici amanti del mare incontaminato.

L’isola è di origine vulcanica ed ancora sono visibili antichi crateri ormai modificati dal mare che li ha trasformati in calette. Le coste sono frastagliate e ricche di grotte, anfratti, discese a mare molto ripide e scoscese ma ci sono anche comode calette per chi vuole un mare più accessibile.

L’isola è a 36 miglia a nord-nordovest di Palermo, e nelle giornate più serene è possibile vederne all’orizzonte il profilo caretteristico a tartaruga.

La riserva nacque dall’esigenza di salvaguardare un habitat marino molto bello ed incontaminato che ancora oggi è il fiore all’occhiello del mare Tirreno. Il fondale che circonda l’isola è molto tormentato con caverne lunghe e tortuose e secche improvvise che ospitano una varietà estrema di pesci e crostacei; sono presenti anche alghe rarissime tra cui la Laminaria. Ustica va scoperta abitandoci e vivendone il mare, unico nel suo genere. I pesci della riserva si fanno avvicinare e toccare dall’uomo. (continua…)

L’ISOLA BELLA di TAORMINA

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L’Isola Bella di Taormina

L’Isola Bella è il famosissimo e suggestivo isolotto, ricoperto da una rigogliosa vegetazione, che si trova a pochi metri dalla spiaggia di Taormina. Una sottile striscia di sabbia la collega alla terra ferma e pertanto  la si può  raggiunge  agevolmente a piedi percorrendo  questa  bretella naturale che affiora e scompare secondo i capricci delle correnti  e delle maree.

L’isolotto venne donato nel 1806 da Ferdinando I di Borbone a Pancrazio Ciprioti sindaco di Taormina. Fu acquistata nel 1890 da Lady Florence Trevelyan, nipote della Regina Vittoria e moglie del filantropo sindaco di Taormina prof. Salvatore Cacciola che la valorizzò costruendovi una pittoresca casetta e piantumandovi rare essenze pregiate; poi andò in eredità all’unico nipote maschio avv.Cesare Acrosso.

Nel 1954 fu acquistata dai fratelli Busurgi, che vi realizzarono una splendida residenza con una minuscola piscina camuffata fra rocce e piantagioni.

Nel 1984, su sollecitazione del Comune di Taormina, l’Assessorato regionale dei Beni Culturali dichiarò l’Isola Bella un monumento d’interesse storico artistico di particolare pregio in quanto: “esempio isolato di unicum come valore naturalistico, storico e culturale”, sottoponendola a vincoli di tutela. Il decreto considerava l’isola come un “monumento naturale”.

Nel 1990 l’isola fu messa all’asta e acquistata dall’Assessorato dei Beni Culturali. Nel 1998 fu istituita riserva naturale, gestita dal WWF e di recente passata in gestione alla Provincia di Messina.

Pantelleria, la figlia del vento

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L’isola di Pantelleria si trova a 70 km dall’Africa ed a 85 km dalla Sicilia. Ha coste prevalentemente rocciose ed un’altura – “Montagna Grande“- che si eleva fino a 863 metri sul livello del mare. Pantelleria fa parte della provincia di Trapani con cui è collegata sia via mare che via aerea. Pantelleria infatti possiede un aeroporto che la collega all’Italia continentale con voli di linea.

Il nome Pantelleria deriva dall’arabo (Bent-el Rhia) che vuol dire figlia del vento: infatti sono numerosi i venti che soffiano durante tutto l’anno, essi rendono il clima più mite, ma tengono lontane le nuvole e quindi le piogge, provocando una forte siccità. La natura del suolo è vulcanica: le colate laviche hanno formato rocce molto caratteristiche, calette e faraglioni suggestivi che uniti alle opere dell’uomo fanno di Pantelleria un contesto unico caraterizzato da giardini strappati alle rocce con l’aiuto di muri a secco e costruzioni tipiche come i dammusi. Sono presenti sorgenti di acqua calda, molto apprezzate dai turisti, che testimoniano una latente attività vulcanica.

La storia dell’isola risale almeno a 5000 anni fa, quando veniva visitata per l’estrazione ed esportazione dell’ossidiana che era molto utilizzata per costuire utensili affilati. A Mursia sono presenti tracce di insediamenti dell’Età del bronzo e sono state messe alla luce anche tracce di fabbricati e cisterne di origine punica. I Romani occuparono l’isola e nel periodo imperiale ne fecero luogo di esilio. La storia antica più recente risale agli arabi ( 700 d.C.) che sterminarono la popolazione Cristiana e diedero all’isola il nome che ha oggi. Nel 1123 i Normanni conquistarono l’isola e nel 1311 divenne principato Aragonese fino a 1500 quando i temutissimi Turchi la conquistarono con un’azione di estrema ferocia. (continua…)

L’Isola di Favignana, la grande farfalla dell’arcipelago delle Egadi

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Favignana è la più grande tra le isole dell’arcipelago delle Egadi.

Vicinissima alle coste della Sicilia, dista pochi minuti di aliscafo dal porto di Trapani.

Il nome Favignana deriva da “favonio” un ponentino che rende gradevole il soggiorno nell’isola che in tempi ancora più lontani veniva chiamata per la sua forma “Aegusa” (farfalla) .

Il territorio si presenta spoglio per i ripetuti disboscamenti di cui è stata vittima nei secoli ed è caratterizzato dalla presenza di cave di tufo ora dismesse, ma un tempo molto rinomate, in cui sono stati impiantati caratteristici giardinetti noti come ipogei.

L’isola è stata sempre abitata, come testimoniato da tracce risalenti al periodo preestorico, fenicio e paleocristiano.

I Normanni durante la loro dominazione dotarono l’isoladi un villaggio e di fortificazioni: Forte di San Giacomo, che si trova inglobato nel carcere, e quello di Santa Caterina sul monte omonimo. (continua…)

Stromboli – Video di un’eruzione

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Stromboli è una piccola isola nel Mar Tirreno, al largo della costa nord della Sicilia ed è uno dei tre vulcani attivi in Italia. Il nome Stromboli deriva quindi del greco antico, (Strongulē Στρογγύλη, che vuol dire rotondo) nome che fu dato in antichitià a causa della sua forma tondeggiante. La parola greca è entrata nel dialetto siciliano anche con altri significati. Ad esempio la “strummula” è la trottola, il giocattolo tanto amato dai bambini di un tempo. Stromboli è una delle otto isole Eolie, e si trova a nord dell’arcipelago Siciliano. La vetta dell’isola si trova 924 m sul livello del mare, più di 2.000m al di sopra del fondale marino.

L’isola ha una popolazione compresa tra 400 e 750 di abitanti. Il vulcano ha eruttato molte volte, ed è costantemente attivo con eruzioni minori, spesso visibile da molti punti dell’isola e dal mare circostante. Ci sono tre crateri attivi a picco. Una caratteristica significativa geologica del vulcano è la Sciara del Fuoco, una grande depressione a ferro di cavallo generata negli ultimi 13 mila anni da diversi crolli sul lato nord occidentale del cono.

Continua a leggere su Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Stromboli.

Eruzione di Stromboli

Stromboli (september 2008) from Oscar on Vimeo.

Isola di Vulcano

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L’isola di Vulcano fa parte dell’arcipelago delle Eolie. La mitologia greca narra che su questa isola si trovassero le fucine di Efesto, dio del fuoco e fabbro i cui aiutanti erano nientemeno che i terribili Ciclopi . Per i Romani Efesto era “Vulcano” da qui il nome dell’isola e del termine vulcano.

Nel suo territorio sono presenti tre formazioni vulcaniche: a nord la penisola di Vulcanello, a sud il massiccio del monte Aria ed al centro il Gran Cratere detto anche Cono di Vulcano. L’isola è frequentemente meta di turisti, affascinati dalla bellezza dei luoghi.

Vulcanello è una penisola che comprende la famosa spiaggia detta delle “sabbie nere“, molto suggestiva sopratutto per il contrasto cromatico con il cielo ed il mare di color turchese e la vegetazione fiorente. I crateri non sono attivi ma continua un’attività vulcanica sottomarina.

L’ultima eruzione è avvenuta nel 1888 – 1890, ma frequenti sono i segnali che comprovano una vitalità latente: ancora oggi si possono osservare alcuni fenomeni come fumarole, getti di vapore sia sulla cresta che sottomarini e la presenza di fanghi sulfurei.

A nord numerose fumarole continuano ad emettere acido borico, cloruro di ammonio, zolfo, che alimentano un complesso industriale per la produzione di zolfo. Le sorgenti termali che affiorano sulla spiaggia sono costituite da ampie fosse contenenti fanghi caldi in cui i turisti si immergono per fruire delle loro rinomate proprietà estetiche e terapeutiche .

Oggi il turismo è di gran lunga la fonte di reddito più consistente, affiancata all’attività principale dei residenti che consiste nella coltivazione dei vigneti.

Isola di Salina

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Tra le isole Eolie Salina è la seconda per estensione; attualmente conta circa 2300 abitanti. Tre sono i comuni: Santa Marina, Malfa e Leni. L’isola si trova a Nord- Ovest di Lipari da cui è separata da un canale. E’ formata da sei antichi vulcani e possiede il rilievo più alto dell’arcipelago: il monte “Fossa delle Felci” di 961 metri. Il “Monte dei Porri“, alto 860 metri conserva la tipica forma conica.

L’attuale nome deriva da un laghetto, che si trova nella frazione di Lingua del Comune di S. Marina di Salina, dal quale anticamente si estraeva il sale.

Sono stati ritrovati resti di insediamenti risalenti all’età del bronzo. Nei secoli passati vi sono state alternanze di periodi di totale abbandono ed altri di forte presenza umana. Nei pressi di Santa Marina sono stati ritrovati reperti che testimoniano di un notevole insediamento attorno al IV secolo a.C., mentre durante il VII secolo d.C., Salina fu una delle isole dell’arcipelago più popolate, essendo i vulcani di Lipari ancora in attività.

Durante le invasioni arabe fu abbandonata finché, attorno al XVII secolo tornò a ripopolarsi. Salina è l’isola più fertile delle Eolie perchè ricca d’acqua; si coltivano sopratutto uve pregiate da cui si ricava la “Malvasia delle Lipari“, un vino di sapore dolce e dal profumo inimitabile. Il cappero, una volta pianta selvaggia ma oggi coltivata intensamente, produce frutti aromatici che raccolti e conservati sotto sale vengono esportati in tutto il mondo. (continua…)

Isola di Lipari

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Lipari è l’isola più grande dell’arcipelago delle Eolie. Ha circa 10.000 abitanti che nel periodo estivo aumentano notevolmente sia per la presenza dei turisti stanziali che di quelli di passaggio.

Si estende per 37,6 Kmq; anticamente era conosciuta come  “Lipara” che in Greco antico significa grasso e quindi per estensione ricco e fertile. L’isola si trova al centro dell’arcipelago tra Vulcano a sud e Salina a nord ed è equidistante dalle altre isole.

Come tutte le isole dell’arcipelago ha un’origine vulcanica e si notano parecchi crateri estinti. La massima altitudine è di mt 602.
Il centro abitato ha un asse principale conosciuto con il nome di “Corso” ed in esso si trovano tantissimi negozi, il lungomare è chiamato Marina Lunga ed è una fraziome di Lipari centro.

Il Castello che sovrasta il centro abitato è di origine greca con aggiunte successive in epoca medioevale e spagnola. La cattedrale, di origine normanna, è stata rimaneggiata nei secoli successive e la facciata attuale è in stile baroccheggiante. (continua…)

Passeggiata lungo il sentiero costiero della Riserva dello Zingaro – Mappa e Foto

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La costa della riserva naturale dello Zingaro è uno dei pochissimi tratti di costa della Sicilia non contaminata dalla presenza di una strada litoranea.

La Riserva si estende nella parte Occidentale del Golfo di Castellammare, nella penisola di San Vito Lo Capo che si affaccia sul Tirreno tra Castellammare del Golfo e Trapani.

Il territorio ricade per gran parte nel comune di San Vito Lo Capo e in misura minore nel comune di Castellammare; si estende lungo 7 km di costa.

La costa è formata da calcareniti quaternarie e da rilievi calcarei del Mesozoico di natura dolomitica, con falesie che da un’altezza massima di 913 m (Monte Speziale) degradano ripidamente verso il mare, intercalate da numerose calette.

Vi sono tre percorsi che attraversano la riserva dello Zingaro. Dei tre quello più battuto dai turisti è il sentiero costiero che collega l’ingresso di Scopello (Ingresso Sud) a quello di San Vito Lo Capo (Ingresso Nord).

Subito dopo l’ingresso si attraversa la galleria, frutto dell’antico progetto di costruzione di una strada litoranea, e dopo un centinaio di metri si incontra una prima deviazione che conduce ad un’area attrezzata per picnic. Dopo un breve cammino si incontra il Centro visitatori, sede di un piccolo Museo Naturalistico, subito dopo il quale una deviazione conduce alle calette di Punta Capreria, due incantevoli spiaggette di ciottoli incastonate fra le rocce. (continua…)

Marettimo, isola dei Pirati

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Marettimo Panorama
(Copyright della foto: Martin Liebermann / zeitspuren)
Partiti dal porto di Trapani, volgiamo lo sguardo verso l’ultima delle Isole Egadi, la più lontana, la più selvaggia. Ad accoglierci a Marettimo una natura dirompente e selvaggia, una montagna dai fianchi scoscesi che sorge dal mare. Mettendovi piede subito ci si rende conto di trovarsi in un luogo veramente particolare, carico di fascino che il turismo non è riuscito a scalfire. Dal porto alla piazza del paese la strada non è molta e li trovare un appartamentino in affitto non è difficile, basta chiedere un pò in giro, la gente è cordiale ed ospitale. Qui le lancette sembrano essersi fermate; nessuna automobile in giro, per l’unico vigile urbano in servizio sull’isola poche preoccupazioni! (continua…)

Lampedusa, preludio d’Africa

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lampedusa2Forse la prima parola che ci viene in mente pensando a Lampedusa è lontana, io aggiungerei meravigliosamente lontana. Ultimo lembo d’Europa, anche se per diritto Lampedusa spetterebbe geologicamente al continente africano. La luce, che già dal primo mattino acceca, il vento, il sole, i colori dell’acqua, i profumi che qui si respirano danno quella piacevole sensazione di stordimento e ci comunicano che mamma Africa è li, basta un salto, appena 113 chilometri di distanza dalla Tunisia. (continua…)

Linosa, dove lo stupore è di casa – Mappa

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Lontana, recondita, dirompente per bellezza, così appare Linosa, a chi ha la fortuna di approdare sulle sue coste. Un lembo di terra straordinario, a cui il buon Dio ha regalato tutte le tinte più forti del creato. Si perché qui il blu del mare non è semplice blu, il verde, il nero, non sono semplici colori, ma bagliori che risplendono attraverso un sole accecante. Le coste sinuose dell’isola dispiegate tra crateri spenti, viti, capperi e fichi d’india, si specchiano in acque cristalline. Appena 11 km di perimetro, ci si impiega 2 ore per girarla, una vita per comprenderla. Il primo bagno indimenticabile bisogna farlo a Cala Pozzolana di Ponente, a circa cinquecento metri dall’abitato. (continua…)

SCIACCA, abbracciata al mare africano

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sciacca2Case colorate che sembrano avvolgersi su se stesse e rotolare verso l’acqua, per formare un tutt’uno con il porto e le barche ammassate contro il molo. Sciacca, vista dal mare, sembra una grande costruzione in Lego fatta da un bambino creativo. Non priva di un’intrigante armonia cromatica, questa cittadina in provincia di Agrigento affaccia a mezzogiorno a guardare l’Africa, non nasconde le sue radici arabeggianti. Più che il singolo monumento, più che le spiagge vicine, è proprio tutta la città nel suo insieme a incantare. Il brulicare di vita peschereccia (la sua flotta è seconda solo a quella di Mazara del Vallo) e di attività connesse soprattutto al pesce azzurro, (continua…)

ALICUDI – L’isola dove andare per ritrovare se stessi

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IMG_0763Come un satellite che ha smarrito la sua orbita e vaga isolato, questa è Alicudi. Un cono perfetto, un frammento vulcanico sul mar Tirreno, che dispensa bellezza ed invita ad abbandonarsi alla sua indole flemmatica. Per raccontare i profumi, le atmosfere, i colori di questo tondo immerso in un mare incontaminato, non vi basterebbe una vita. Ogni cosa ad Alicudi ci comunica che non è un isola per tutti, non è un isola per il turismo di massa. Solo un albergo, una farmacia, due negozi di alimentari, un bar, la spiaggetta sul porto e un delizioso paesino di case bianche che si inerpica su ampie terrazze. (continua…)

Cefalu’, all’ombra del Duomo – Mappa e foto

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Cefalu04(js)Per chi giunge da Palermo, la superba cattedrale sembra adagiata sui tetti delle case dell’antico borgo e l’imponente rupe che incombe alle sue spalle sono proprio il biglietto da visita della città cui ha dato il nome: Cefalù. Che derivi da greco Kephaloidion (latinizzato Cephaleodium) o dal fenicio Kefa, il nome è connesso alla caratteristica forma di TESTA del promontorio. Ai piedi della rocca la cittadina dal medioevo in poi si sviluppò attorno al suo monumento più importante, il Duomo, una delle più belle chiese Normanne di Sicilia. Però Cefalù aveva già secoli di storia alle sue spalle. Il primo nucleo urbano viene fato risalire al V secolo a.C. e tracce sono riscontrabili sia sul monte che all’interno dell’abitato. Vicino al duomo si sono trovate due interessanti strade, una ellenistica, l’altra romana del I secolo a.C.; nella chiesa di Santa Maria della Catena, la parte inferiore di una torre di fortificazione è inglobata al campanile; nei pressi di via Porpora vi è l’unica torre quasi totalmente conservata, e si trova anche una postierla. (continua…)