Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato Spallanzani scriveva “Panarea sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.
Sulla piccina delle Eolie oggi l’atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati è la meno estesa dell’arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l’unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e Dattilo.
Piazza Pretoria, delimitata tra ilPalazzo Pretorio, la Chiesa di Santa Caterina Palazzo Bonocore, oltre che dalla Via Maqueda, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Giuseppe dei Teatini. Al centro della piazza, l’imponente fontana di Francesco Camilliani. La piazza è conosciuta anche come “Piazza della Vergogna” con riferimento alla nudità dei soggetti immortalati dalle sculture della fontana.
A pochi passi, la piazza ottagonale che rappresenta il centro della città , piazza Vigliena, o Quattro canti raffigurante, le quattro stagioni, le quattro sante patrone del capoluogo, e i quattro re spagnoli di Palermo.
Piazza Indipendenza, collocata alle spalle del Palazzo reale, poco oltre Porta Nuova, presenta al centro un ampio giardino di pini e palme.
Di fronte palazzo Steri l’ampia Piazza Marina, ridefinita da Giovan Battista Basile nel 1863 e dominata da due imponenti tropicali ficus magnolioides. Tra le piante, busti marmorei dedicati a eroi come Giuseppe Garibaldi e Joe Petrosino, ucciso in questa piazza nel 1909.
Tra la chiesa di San Domenico e la via Roma (Palermo) si apre piazza San Domenico, con al centro di essa la Colonna dell’Immacolata, del 1726. Tutt’intorno alla colonna, proprio nel centro esatto della piazza, vi è una formazione circolare di statue marmoree raffiguranti alcuni tra i più grandi cardinali del passato della città . (continua…)
Tra le isole Eolie Salina è la seconda per estensione; attualmente conta circa 2300 abitanti. Tre sono i comuni: Santa Marina, Malfa e Leni. L’isola si trova a Nord- Ovest di Lipari da cui è separata da un canale. E’ formata da sei antichi vulcani e possiede il rilievo più alto dell’arcipelago: il monte “Fossa delle Felci” di 961 metri. Il “Monte dei Porri“, alto 860 metri conserva la tipica forma conica.
L’attuale nome deriva da un laghetto, che si trova nella frazione di Lingua del Comune di S. Marina di Salina, dal quale anticamente si estraeva il sale.
Sono stati ritrovati resti di insediamenti risalenti all’età del bronzo. Nei secoli passati vi sono state alternanze di periodi di totale abbandono ed altri di forte presenza umana. Nei pressi di SantaMarina sono stati ritrovati reperti che testimoniano di un notevole insediamento attorno al IV secolo a.C., mentre durante il VII secolo d.C., Salina fu una delle isole dell’arcipelago più popolate, essendo i vulcani di Lipari ancora in attività.
Durante le invasioni arabe fu abbandonata finché, attorno al XVII secolo tornò a ripopolarsi. Salina è l’isola più fertile delle Eolie perchè ricca d’acqua; si coltivano sopratutto uve pregiate da cui si ricava la “Malvasia delle Lipari“, un vino di sapore dolce e dal profumo inimitabile. Il cappero, una volta pianta selvaggia ma oggi coltivata intensamente, produce frutti aromatici che raccolti e conservati sotto sale vengono esportati in tutto il mondo. (continua…)
Lipari è l’isola più grande dell’arcipelago delle Eolie. Ha circa 10.000 abitanti che nel periodo estivo aumentano notevolmente sia per la presenza dei turisti stanziali che di quelli di passaggio.
Si estende per 37,6 Kmq; anticamente era conosciuta come “Lipara” che in Greco antico significa grasso e quindi per estensione ricco e fertile. L’isola si trova al centro dell’arcipelago tra Vulcano a sud e Salina a nord ed è equidistante dalle altre isole.
Come tutte le isole dell’arcipelago ha un’origine vulcanica e si notano parecchi crateri estinti. La massima altitudine è di mt 602.
Il centro abitato ha un asse principale conosciuto con il nome di “Corso” ed in esso si trovano tantissimi negozi, il lungomare è chiamato Marina Lunga ed è una fraziome di Lipari centro.
Il Castello che sovrasta il centro abitato è di origine greca con aggiunte successive in epoca medioevale e spagnola. La cattedrale, di origine normanna, è stata rimaneggiata nei secoli successive e la facciata attuale è in stile baroccheggiante. (continua…)
Forse la prima parola che ci viene in mente pensando a Lampedusa è lontana, io aggiungerei meravigliosamente lontana. Ultimo lembo d’Europa, anche se per diritto Lampedusa spetterebbe geologicamente al continente africano. La luce, che già dal primo mattino acceca, il vento, il sole, i colori dell’acqua, i profumi che qui si respirano danno quella piacevole sensazione di stordimento e ci comunicano che mamma Africa è li, basta un salto, appena 113 chilometri di distanza dalla Tunisia. (continua…)
Assolata e sonnecchiante, Trapani è una città che sorprende, dove lo Scirocco profuma di sale e rilassa i sensi. Scorci pittoreschi, vie nobili e spiaggie molto frequentate animano la vita di questa piccola provincia. Fondata da Erice come approdo portuale, ancora oggi è la sua più importante caratteristica. Tutto a Trapani sa di mare, la sua economia ruota attorno al cantiere navale, alla pesca, alla lavorazione del tonno e un tempo anche del corallo. Una città tutta da scoprire e il modo migliore è a piedi. Via Garibaldi e Via Vittorio Emanuele sono le arterie principali e cuore del centro storico. La vita pulsa attorno la Cattedrale di San Lorenzo, la chiesa del Purgatorio, la chiesa del Collegio dei Gesuiti, ma ancora il pittoresco mercato del pesce, la Torre di Ligny, innumerevoli palazzi Nobiliari di diverse epoche. Nella parte moderna è collocato il Santuario dell’Annunziata dove è custodita la statua trecentesca della Madonna di Trapani. Nell’adiacente ex convento ha sede il Museo Regionale Conte Agostino Pepoli che possiede un splendida collezione. Trapani saprà incantarvi gia al primo respiro. (continua…)
A un uomo che dovesse passare un solo giorno in Sicilia e chiedesse: “Cosa bisogna vedere?”, risponderei senza esitare “Taormina”. È solamente un paesaggio, ma un paesaggio che possiede tutto quel che sulla terra serve per sedurre gli occhi, la fantasia, la mente. Il villaggio è sospeso su una larga montagna, come fosse rotolato dalla cima. Pur possedendo bei resti del passato ci limitiamo a traversarlo, per vedere il teatro greco e assistere al tramonto. Quello di Taormina è così superbamente posto che non può esistere nel mondo intero un altro luogo a esso assimilabile. Una volta entrati nel muro di cinta, si visita la scena, la sola che sia pervenuta fino a noi in buono stato, si salgono le gradinate, franate e ricoperte d’erba, un tempo destinate al pubblico, (continua…)
Come un satellite che ha smarrito la sua orbita e vaga isolato, questa è Alicudi. Un cono perfetto, un frammento vulcanico sul mar Tirreno, che dispensa bellezza ed invita ad abbandonarsi alla sua indole flemmatica. Per raccontare i profumi, le atmosfere, i colori di questo tondo immerso in un mare incontaminato, non vi basterebbe una vita. Ogni cosa ad Alicudi ci comunica che non è un isola per tutti, non è un isola per il turismo di massa. Solo un albergo, una farmacia, due negozi di alimentari, un bar, la spiaggetta sul porto e un delizioso paesino di case bianche che si inerpica su ampie terrazze. (continua…)
“La donna incinta” così i pescatori di Salina la vedono dall’altopiano di Pollara. Phenicusa o Phenicodes la chiamarono i greci cioè: isola delle felci, di cui la vetta più alta, non a caso, Monte Fossa delle Felci ne è ricca. Ma Filicudi incanta sempre chi vi arriva, in primavera con i colori sgargianti dei suoi fiori, in estate con il suo mare che dal cristallo passa al verde smeraldo, al turchese ed al blu cobalto, in autunno per i suoi panorami che dalla Vetta o da Capo Graziano sembra che ti voglia abbracciare e il blu del suo cielo ti chiede di volare ed infine l’inverno con i suoi venti che, come la Berte cantava, ti agitano l’anima, e nello stesso tempo ti parlano, ti portano a riflettere, a sognare e a spaziare con la fantasia, ma sicuramente quello che in tutte le stagioni non manca è il silenzio e l’estraneazione che nell’isola, anche nei mesi di luglio ed agosto, più frequentati dai vacanzieri, si può sempre trovare. Arrivati al porto una sola strada lunga 7 chilometri collega il principale attracco dell’isola sul versante di levante a Valdichiesa nell’entroterra e a Pecorini a Mare sulla costa di ponente, dove è presente il secondo approdo. (continua…)
Segesta, è l’antica città che sorge sul monte Bàrbaro, nel comune di Calatafimi-Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da Castellammare del Golfo.
Di origine preistorica, antecedente alla colonizzazione fenicia e greca Segesta fu abitata da un popolo misterioso, gli Elimi, che vi costruirono templi e un bellissimo teatro.
La storia di Segesta è stata caratterizzata da una lunga contesa con la città di Selinunte per il controllo dei territori di confine, marcati dal fiume Mazaro.
Fino alla dominazione romana, Segesta fu una città ricca e prosperosa e i suoi commerci passavano attraverso il porto di Castellammare, diventato allora uno scalo di grande importanza. Le devastazioni di Vandali e Saraceni misero fine ad un periodo di lento declino.
Dell’antica città oggi è rimasto ben poco. Miracolosamente intatto è rimasto il tempio, antico 2400 anni. In stile dorico, il tempio di Segesta ha una base di 61,15 per 26,25 metri, con trentasei cononne sul peristilio, sormontate da trabeazione. Rimane il mistero sulla funzione che ebbe il tempio per gli Elimi, dal momento che sembra un’opera non completa, visto che è l’unico edificio a struttura aperta conosciuto del mondo antico. (continua…)
Guardando il centro storico di Catania dal satellite da Google Earth si nota che le vie del centro formano una figura densa di significato. Si tratta di una coincidenza o di un progetto degli antichi costruttori di Catania?
Un altro esempio di “voyerismo satellitare” che Google Earth ha scatenato ormai da un pò, ma che fortunatamente non punta l’attenzione su misteriosi avvistamenti non meglio indentificati.
Quest’anno sono 50 anni che la piccola isola di Ustica, sul tirreno a 57km a nord di Palermo, si è imposta come capitale dei sub del mediterraneo. Risale al 1959 la prima Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee, che unisce una serie di manifestazioni sportive, scientifiche, culturali ed archeologiche, tutte legate al mondo sommerso. Ogni anno è sempre un successo, sia per la partecipazione dei più noti specialisti del settore che di estimatori. E’ sulla scia di questo successo che viene fondata nel 1984 l’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee e nel 1986 istituita la Riserva Marina di Ustica, la prima del nostro paese. Ma Ustica è anche semplicemente turismo in tutte le forme che si vuole immaginare ma che abbia sempre come comune denominatore il mare. (continua…)
La Provincia di Palermo occupa una porzione notevole del settore nord-occidentale della Sicilia: dal capoluogo, che sorge ad ovest rispetto al resto della provincia, il territorio palermitano si spinge fino a Pollina, ultimo comune costiero prima del confine con la provincia di Messina; considerevole è l’estensione nella Sicilia interna, con il complesso montuoso delle Madonie.
La divisione altimetrica vede prevalere il territorio collinare e quello montuoso: retrostanti alle strette piane costiere, tra cui celebre è la Conca d’Oro dove sorge Palermo, si aprono ampie zone montagnose, sia ad est che ad ovest, con numerose cime che superano i mille metri d’altitudine, e tante località di montagna o d’alta collina.
Catania è una delle poche città in Italia ad offrire paesaggi tanto diversi concentrati in un solo sito. Sorge sulla costa orientale dell’isola, ai piedi del vulcano Etna (il più alto d’Europa) e a metà strada tra le città di Messina e Siracusa. Il suo territorio comprende anche una vasta fetta della piana di Catania e tutto il Calatino. La piana di Catania (‘a Chiana) è una tra le più estese aree coltivate della Sicilia e la sua zona più vicina al mare costituisce l’oasi del Simeto, riserva regionale di circa 2.000 ettari istituita nel 1984. L’Oasi del Simeto prende nome dal fiume Simeto, il più importante dell’isola, che sfocia a sud della città. Catania si affaccia sul mar Ionio con il golfo che prende il suo nome.
Inoltre intorno al vulcano sorge un’altra famosa area naturale protetta, quella del Parco dell’Etna.
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La zona di Palermo era in origine un’ampia pianura tagliata da molti fiumi e torrenti ed ampie zone paludose adesso bonificate, circondata da alte montagne le cui cime sono a volte ricoperte dalla neve durante l’inverno.
La pianura di Palermo si affaccia sul Mar Tirreno, ed insieme ai monti alle sue spalle forma la Conca d’Oro. La disposizione del comune segue la linea di costa, in questo modo si ha una lunga estensione costiera ma relativamente poca penetrazione nell’entroterra. I fiumi che esistevano sono andati scomparendo (ma buona parte di essi scorre ancora sotto terra). Inoltre il comune non è ancora arrivato ad un livello di saturazione antropica elevato come in altre città italiane.
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