Articoli su: isola

Il mito della fonte Aretusa di Siracusa

By Gallito

La fonte Aretusa di Siracusa

La leggenda racconta che Alfeo, figlio del dio Oceano, spiando la ninfa Aretusa mentre faceva il bagno nuda, se ne innamorò perdutamente. Ma Aretusa non ricambiava il suo sentimento, anzi rifuggiva da lui, finché stanca delle sue insistenze chiese aiuto ad Artemide. La Dea la avvolse in una spessa nube sciogliendo la giovane in una fonte sul lido di Ortigia.

Alfeo allora chiese aiuto a Zeus, che, commosso dal suo profondo dolore,  lo trasformò in un fiume che nascendo dalla Grecia e percorrendo tutto il Mar Ionio si univa all’amata fonte. La povera Aretusa nemmeno così potè liberarsi dell’indesiderato, insistente innamorato.

Una antica testimonianza della bellezza della fonte Aretusa, ce la dà Cicerone:
« Nella parte estrema di quest’isola vi è una fonte di acqua dolce il cui nome è Aretusa, di incredibile ampiezza, pienissima di pesci, il cui flusso sarebbe tutto sommerso se non fosse separato dal mare da un massiccio muro in pietra. » Cicerone

Il Carretto Siciliano, vanità popolare

By Raisi

Carretto_04Nato come strumento di lavoro, per trasportare merci e persone, la storia del carretto siciliano è strettamente connessa a quella dell’economia dell’isola. Il suo era talmente esteso che solo nella città di Palermo se ne contavano cinquemila. E ciò a riprova che i più famosi carradori e pittori dei centri minori furono a scuola nelle botteghe artigiane di Palermo e Catania. Nell’ottocento i collegamenti tra i centri urbanizzati e la campagna erano quasi esclusivamente assicurati dai carrettieri. Ma le bellissime e sontuose carrozze barocche dei nobili, presto attirarono l’attenzione del popolo, e chi possedeva un carrettino capì, vuoi anche per emulazione, che decorare il proprio mezzo poteva essere anche un espediente, per chi faceva l’ambulante, di attirare clientela.  Per non dimenticare delle gite domenicali; la scampagnata, ancora oggi in voga, impone  il carrettino come  protagonista; quindi lo si ripuliva per bene, lo si rendeva confortevole per mogli e figli e via verso il mare o la campagna. (continua…)

Sicilia Occidentale, un piccolo promemoria

By Raisi

Un piccolo promemoria sui luoghi più belli e affascinanti della città di Palermo e della Sicilia Occidentale, anche se qualche piccolo appunto sull’oriente dell’isola non manca.  Nel riproporvelo, ringraziamo Giorgio Cannizaro per questo semplice ma prezioso elenco.

Made in Sicily premiati da SLOW FOOD

By Raisi

logo_slow_foodSlow Food è il movimento per la tutela e il diritto al piacere.
Slow Food promuove, comunica e studia la cultura del cibo in tutti i suoi aspetti.
La sua mission è:
• EDUCARE al gusto, all’alimentazione, alle scienze gastronomiche.
• SALVAGUARDARE la biodiversità e le produzioni alimentari tradizionali ad essa collegate: le culture del cibo che rispettano gli ecosistemi, il piacere del cibo e la qualità della vita per gli uomini.
• PROMUOVERE un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione, creando una rete virtuosa di relazioni internazionali e una maggior condivisione di saperi.
La filosofia di Slow Food parte dalla riscoperta del piacere attraverso la cultura materiale. Il piacere è quello alimentare, dotto, sensibile, condiviso e responsabile. Dire piacere alimentare significa ricercare le produzioni lente, ricche di tradizione e in armonia con gli ecosistemi; significa difendere i saperi lenti, che scompaiono insieme alle culture del cibo; significa lavorare per la sostenibilità delle produzioni alimentari e quindi per la salute della Terra e la felicità delle persone.
Vi presentiamo le eccellenze siciliane messe in evidenza da questa importante associazione:

ape neraApe nera siculaIn tutta la regione – Un’ape scurissima, quasi nera, che ha popolato per
millenni la Sicilia ma che si trova in questo momento a forte rischio di estinzione. E’ molto
produttiva, lavora anche a temperature elevate, quando le altre api si bloccano e sopporta bene
gli sbalzi di temperatura.

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Sicilia e Slow Food – eccellenze dell’agroalimentare

By Raisi

linome InterdonatoPistacchi di Bronte, limone Interdonato, cipolla di Giarratana, Cuddrireddra di Delia, lenticchia di Ustica o ancora il mandarino tardivo di Ciaculli. Sono solo alcuni dei 28 presidi Slow food in Sicilia, circa il 15% di quelli sostenuti dall’associazione in tutta Italia, che anche quest’anno sono presenti all’appuntamento con il Salone del gusto di Torino. Un made in Sicily d’eccellenza fatto di piccole produzioni che rischiano di scomparire ma che hanno un importante ruolo nel valorizzare i territori di provenienza, recuperare i mestieri  e le tecniche di lavorazione tradizionali e salvare dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta. Così la manna delle Madonne, ottenuta incidendo la corteccia dei frassini che si trovano a Castelbuono e Pollina nella provincia di Palermo, diventa la dolce ambasciatrice di una tradizione e di un paesaggio suggestivo. (continua…)

Storia della Sicilia raccontata in cento secondi

By Gallito

Storia della Sicilia in cento secondi

La Siclia ha una lunghissima storia alle spalle, e questo si sa. Ma la novità è che con buona volontà e tanto lavoro la si può raccontare in 100 secondi. E’ quello che ha fatto tureturillo nel suo canale youtube con questo video ” che vi proponiamo.
Attenzione però, l’autore consiglia di non battere le palpebre mentre si guarda il video: c’è il rischio di perdersi un intero secolo.

Trascrizione di Storia della Sicilia in 100 secondi

180 milioni di anni fa l’oceano Tetide spezza la Pangea
tra i blocchi corallini emergono Madonie Nebrodi Peloritani ed Erei
fa caldo
flora, fauna ed elefanti nani
dalle eruzioni sottomarine si forma il vulcano Etna
poi 5000 anni fa a Stentinello la prima civiltà neolitica
i sicani vengono sopraffatti dai siculi
Pantalica è la necropoli per tutti i morti (continua…)

ALICUDI – L’isola dove andare per ritrovare se stessi

By Raisi

IMG_0763Come un satellite che ha smarrito la sua orbita e vaga isolato, questa è Alicudi. Un cono perfetto, un frammento vulcanico sul mar Tirreno, che dispensa bellezza ed invita ad abbandonarsi alla sua indole flemmatica. Per raccontare i profumi, le atmosfere, i colori di questo tondo immerso in un mare incontaminato, non vi basterebbe una vita. Ogni cosa ad Alicudi ci comunica che non è un isola per tutti, non è un isola per il turismo di massa. Solo un albergo, una farmacia, due negozi di alimentari, un bar, la spiaggetta sul porto e un delizioso paesino di case bianche che si inerpica su ampie terrazze. (continua…)

Cubbaita o giuggiulena

By Raisi

cubbaitaRicorda lontanamente un torrone, ma era una festa quando a casa si spandeva l’odore dello  zucchero e miele che fondevano sui fornelli e la mia mamma intenta a mescolare. Infine una cascata di sesamo nella pentola, due girate e via! Scaravoltare l’intero composto sul ripiano di marmo, spianare e poi prima che si raffreddi totalmente, tagliare il tutto in pezzi romboidali. Era una delle tante gioie di bambino. Parlo della Cubbaita o Giuggiulena – il nome varia tra oriente e occidente dell’isola -, dolce tipico della tradizione natalizia, ma che viene preparato anche per la Festa dei Morti. (continua…)

PROFUMO DI ARANCE

By Raisi

arancia001È tempo che la Sicilia doni il suo frutto più dolce, il suo frutto più caldo, il suo frutto più gioioso. Siano bionde o rosse, dolci o amare, invernali o tardive, solo le ARANCE, imbibite di tramonti,  sanno rendere festanti le nostre case. Un mito Sumero, vecchio di cinque millenni, narra: il giardino primordiale è un albero da frutto chiuso in un recinto. A realizzarlo fu la dea Ishtar, signora dei cieli e della terra, stella del mattino e della sera, con l’albero che aveva raccolto lungo le sponde dell’Eufrate. La pianta sacra sarà coltivata, irrigata e difesa da un muro di pietre contro gli attacchi del vento del deserto, dal morso del bestiame, dai furti e dagli sguardi indiscreti degli uomini fino a quando non porterà a maturazione i frutti. L’albero è simbolo della vita e il giardino lo è del grembo.
I giardini Sumeri come archetipi si sono evoluti, ma come non ricordare “u jardinu” che numerosi ancora oggi fanno bella mostra sull’isola di Pantelleria. Torri di pietra simili a nuraghi, conservano dietro una porta, un solo albero di agrumi, spesso un arancio. (continua…)

La leggenda di Colapesce

By Gallito

colapesce

La leggenda di Colapesce è un racconto dalle molte varianti di cui alcune risalgono al 1300. La leggenda narra di un certo Nicola con il diminutivo di “Cola” di Messina, figlio di un pescatore, soprannominato Colapesce per la sua abilità di muoversi in acqua. Quando tornò dalle sue numerose immersioni in mare raccontò le meraviglie che vide, e addirittura una volta portò un tesoro.
La sua fama arrivò al re di Sicilia ed imperatore Federico II che decise di metterlo alla prova. Il re e la sua corte si recarono pertanto al largo a bordo di un’imbarcazione. Per prima cosa buttò in acqua una coppa, e subito Colapesce la recuperò. Il re gettò allora la sua corona in un luogo più profondo, e Colapesce riuscì nuovamente nell’impresa. Per la terza volta il re mise alla prova Cola gettando un anello in un posto ancora più profondo, ma passò il tempo e Colaspesce non riemerse più. (continua…)

La Sicilia e l’unità d’Italia

By Gallito

Il  Risorgimento in Sicilia fu un fenomeno che coinvolse il popolo più che in altre parti d’Italia. La figura di Garibaldi venne mitizzata al punto che si arrivò a sostenere che vi fosse una parentela tra l’eroe e Santa Rosalia, protettrice di Palermo, che di cognome faceva Sinibaldi.

L’idillio con gli italiani-piemontesi durò molto poco. Il nuovo sistema tributario imposto ai siciliani fù durissimo tanto che il Pitrè racconta un canto popolare del tempo: “vinni lu talianu: ccù du’ mazzi di carti in manu: Sangu di cca sangu di ddà! La tassa mobili divi pagà”. Nelle casse del neonato regno d’Italia c’erano 668 milioni di lire, dei quali 443 provenivano dal sud. Insomma i fratelli piemontesi che avrebbero dovuto liberare il sud dal dominio dei Borboni per realizzare il sogno risorgimentale della nazione Italiana unita sotto un unico stato, si dimostrarono dei conquistatori come gli altri. (continua…)

CENTO SICILIE visione di Gesualdo Bufalino

By Raisi

bufalino-3Dicono gli atlanti che la Sicilia è un’isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d’onore. Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto d’isola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto è dispari, mischiato cangiante, come nel più ibrido dei continenti. Vero è che le Sicilie sono tante, non finiremo mai di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrubo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava. Vi è la Sicilia “babba”, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia “sperta”, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è la Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio…
Tante Sicilie, perché? Perché la Sicilia ha avuto la sorte di trovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, fra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e la canicole della passione. (continua…)

CASTELVETRANO e il PANE NERO

By Raisi

paneAntico e prezioso, il Pane Nero di Castelvetrano è capace di sedurre i più raffinati gourmet per tutte le sue qualità sopraffine e per il suo inconfondibile aroma di mandorla tostata. Aroma di Sicilia. Il pane nero nasce da un lembo della costa occidentale dell’isola che si tuffa nel mare africano, come lo chiamava Pirandello, sempre baciata dal sole, in cui i colori, i profumi sono inebrianti e dove i Greci della vicina Selinunte ne forgiarono il carattere e le tradizioni. Forse furono proprio loro ad introdurre le due coltivazioni di grano: la russulidda, biondo e autoctono, e la tumminia, una varietà di frumento locale a ciclo breve dai chicchi scuri che conferisce al pane il colore bruno e l’inconfondibile nota dolce in bocca. (continua…)

KAYAK da Mare. A Trapani un nuovo modo per vivere il mare

By Raisi

Vers2Noi siciliani, nella nostra natura di isolani, siamo legati a doppia mandata con tutto quello che il mondo del grande blu, del mare, ci offre. Il mare che ci divide ma nello stesso tempo ci unisce e ci rende confinanti con tutti i popoli che al mare sono legati. Il mare che si ha reso forti, il mare che ha temprato le nostre anime, il mare che in Sicilia non si sa dove inizia, non si sa dove finisce.
Il mare che per tutti i siciliani è una passione senza rivali e di passione per il mare, e perdonatemi se l’ho ripetuto così tante volte, voglio parlare; in particolare un modo di vivere il mare che miei amici trapanesi, vogliono far conoscere e diffondere anche ad altri che come loro vogliono accostarsi in maniera sportiva alla vita sul pelo d’acqua. Propongono il mare visto da un Kayak, antico mezzo di trasporto  dei popoli Inuit, e per questo hanno creato il Gruppo Polisportivo Dilettantistico  “Azzurro Sea Kayak”, allo scopo di diffondere la cultura sportiva del kayak da mare, intesa come mezzo ecologicamente valido ad esprimere il proprio amore per le meravigliose distese blu del nostro pianeta. (continua…)

Giuni Russo – La Sicilia – La sua Figura.

By Raisi

giuniLa mia visione di Sicilia è capanilisticamente legata a figure della mia terra. Nel mio cuore tra i grandi della musica,  insieme a Battiato occupa un posto speciale la grande Giuni Russo.
Nome di battesimo Giuseppina Romeo nata a Palermo il 7 settembre 1951, ci ha prematuramente abbandonato per andare a cantare con i tanti angeli del cielo il 14 settembre del 2004.
La sua voce, nelle tante melodie che ci ha donato, da quelle più scanzonate e commerciali a quelle impegnate e che l’hanno portata verso scelte complesse e non sempre commercialmente condivisibili, Giuni ha sempre dato il meglio di sé, regalandoci la sua voce e la sua enorme passione per la musica.
Io la voglio per sempre ricordare proprio con la sua voce che nella colonna sonora della mia vita e della mia terra è sempre viva e presente. Nel mio peregrinare per la sicilia con innumerevili vacanzieri che accompagnavo e a cui mostravo la mia isola, la riconoscevano immediatamente tutte le volte che inserivo un cd nel lettore del pullman, riconoscevano l’eleganza e l’unicità della sua voce e la ricordavano con grande gioia e con in pizzico di malinconia. Tra Templi Greci e chiese Barocche, tra aranci e gelsomini e immensi campi di grano, tra il sole, il mare e lo scirocco…………GRAZIE GIUNI. (continua…)

Galleria di Foto di Ustica e del suo mare

By Gallito

Ustica - Lo scoglio del medico

Ustica si trova nel Mar Tirreno a circa 67 km a nord-ovest di Palermo ed è rinomata per la sua area marina protetta, la prima riserva marina protetta italiana istituita nel 1986.

La flora e la fauna marina di Ustica assomigliano per alcuni versi a quella tropicale, e ciò rende l’isola una meta ambita per gli appassionati di immersioni. Sono presenti coralli, rose di mare e una variopinta vegetazione. La fauna marina è composta principalmente da aragoste, cernie, dentici, saraghi, orate, sgombri, barracuda, pesci pappagallo, pesci balestra e spugne. Puoi trovare altre informazioni sull’isola cliccando qui.

In questo articolo vi presentiamo una galleria fotografica di Ustica, messe a disposizione da gente comune su Flickr. Rilassatevi qualche minuto fate partire lo slideshow e immergetevi nei colori di Ustica. Non sarà come esserci stati, ma rende in qualche modo l’idea. (continua…)

Il viaggio fantastico del Principe di Paternò

By Ciccio

Questo brano è tratto dal libro “Fra arcobaleno e granito” che l’autore ci ha consentito gentilmente di pubblicare. Il tema mi ha colpito in modo particolare perché mi ha ricordato la quantità di fantasia e creatività che i ragazzi dell’immediato dopoguerra riuscivano a mettere in ogni loro attività.

“Prima dei diciotto anni non avevo mai viaggiato fuori della Sicilia, ma, con la mia fervida fantasia, spesso viaggiavo alla maniera del Principe di Paternò. Questi era un nobile palermitano dell’Ottocento che, essendosi gravemente ammalato, aveva chiesto alla Madonna la grazia di farlo guarire e, per questo, aveva fatto il voto di recarsi a piedi da Palermo fino a Gerusalemme. (continua…)

ENCELADO, mito di nascita della Sicilia.

By Raisi
SELINUNTE METOPA TEMPIO E

SELINUNTE METOPA TEMPIO E

C’era un tempo in cui gli uomini non abitavano ancora la terra e gli Dei dell’Olimpo furono sfidati per la supremazia del mondo. I Giganti, nati da Gea (la Terra) fecondata dal sangue di Urano precipitato al suolo quando il figlio Crono evirò il padre, ingaggiarono una battaglia furibonda. Aizzati dalla madre misero tre montagne una sopra l’altra per raggiungere l’Olimpo. Tutti i Giganti stavano prendendo il sopravvento sugli dei, solo Zeus, Poseidon, Athena e Artemide resistevano agli attacchi fino a quando in loro soccorso arrivo un semi dio, Eracle, figlio di Zeus e di una mortale, che con la sua forza prodigiosa riuscì a dare il colpo di grazia ai ribelli, ribaltando la situazione, sconfitti i giganti furono relegati nelle profondità del sottosuolo.
Ma dell’avvincente Gigantomachia noi voliamo raccontare dello scontro tra la dea Athena ed il gigante Encelado.
Costui era terribile, altissimo, con lunghi capelli inanellati e lunga barba e coda di serpente a coprire i piedi. Stava per raggiungere la vetta della dimora celeste, ma la dea Athena, indossata la sua armatura, lei dea di giustizia, temperanza e sapienza, scaglia la dea Nike (vittoria) al suo servizio contro il gigante, Encelado tentò di fuggire così la dea brandisce lo scudo della giustizia, che tante volte nella raffigurazioni viene appoggiato alla gamba sinistra della dea, e lo scaglia contro il gigante. (continua…)

FILICUDI, isola delle Felci. Vista da terra

By Raisi

IMG_0794“La donna incinta” così i pescatori di Salina la vedono dall’altopiano di Pollara. Phenicusa o Phenicodes la chiamarono i greci cioè: isola delle felci, di cui la vetta più alta, non a caso, Monte Fossa delle Felci ne è ricca. Ma Filicudi incanta sempre chi vi arriva, in primavera con i colori sgargianti dei suoi fiori, in estate con il suo mare che dal cristallo passa al verde smeraldo, al turchese ed al blu cobalto, in autunno per i suoi panorami che dalla Vetta o da Capo Graziano sembra che ti voglia abbracciare e il blu del suo cielo ti chiede di volare ed infine l’inverno con i suoi venti che, come la Berte cantava, ti agitano l’anima, e nello stesso tempo ti parlano, ti portano a riflettere, a sognare e a spaziare con la fantasia, ma sicuramente quello che in tutte le stagioni non manca è il silenzio e l’estraneazione che nell’isola, anche nei mesi di luglio ed agosto, più frequentati dai vacanzieri, si può sempre trovare. Arrivati al porto una sola strada lunga 7 chilometri collega il principale attracco dell’isola sul versante di levante a Valdichiesa nell’entroterra e a Pecorini a Mare sulla costa di ponente, dove è presente il secondo approdo. (continua…)

La Sicilia del GRAND TOUR.

By Raisi

05Partì dagli inizi del 1700 questa moda che si diffonde in tutta Europa la pratica del Grand Tour, cioè il viaggio istruttivo che ogni giovane, ma anche chi era meno giovane, intraprendeva per completare il proprio grado di istruzione e formazione  umanistica. Dopo aver letto i classici dell’antichità, come Omero, Esiodo, Virgilio etc… combinando opere di Architettura e della nascente Archeologia, insieme a trattati naturalistici, i nostri viaggiatori trovarono soddisfatte tutte le loro richieste di sapere visivo in Sicilia, contribuendo loro stessi a crearne il Mito.
Non tutti attraversavano l’isola con lo stesso spirito, chi ricerca lo spettacolo della natura, altri romanticamente cercano una terra selvaggia e inesplorata, altri ancora i frammenti di un lontano passato che l’archeologia appena nata cominciava dare i primi passi. (continua…)