Articoli su: governo

Politica e creatività. In Sicilia Lombardo inventa il governo dei competenti

By Gallito

Se non ci fossero di mezzo 5 milioni di siciliani a subirne le conseguenze, quest’ultima trovata del Governo dei competenti su cui la politica siciliana dibatte animatamente da qualche settimana, ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate. Il Presidente Raffaele Lombardo, eletto con un plebiscito, in poco meno di due anni ha cambiato non si sa più quanti governi. La maggioranza che lo ha eletto si è sfaldata il giorno dopo del voto e Lombardo ne ha composte una dopo l’altra secondo necessità e disponibilità. Le disponibilità a fare da stampella sono state facili trovarle perché, si sa, l’uomo è capace di proporre una lettura nobile anche delle più grandi ignobiltà. Così Lombardo è riuscito a rompere tutto: il Pdl si è diviso in due tronconi e quel poco di PD che ancora si trova in Sicilia si è diviso in tre. Nei partiti minori forti fibrillazioni.

Questa idea del Governo dei competenti ci sembra una specie di auting, cioè la dichiarazione esplicita da parte di chi ha governato fino ad oggi di non avere le competenze per farlo. Che Lombardo e soci fossero pressapochisti e incompetenti lo sapevamo già, ora abbiamo anche una conferma da parte loro! (continua…)

Arrivano i governanti leghisti anche al Sud?

By Gallito

In questi ultimi tempi, non è chiaro se per gioco o sul serio si ipotizza di fare amministrare le città del Sud da sindaci del Nord, in particolare da sindaci provenienti dal partito della Lega Nord. Se ciò bastasse per cambiare la qualità economico-sociale di città come Napoli o Palermo, io che sono del Sud direi immediatamente “che siano i benvenuti”! Soltanto che le cose non sono purtroppo così semplici.

Nel maggio del 1982 il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, dopo l’omicidio del segretario regionale del PCI Pio La Torre, fu nominato Prefetto di Palermo con l’incarico di combattere lo strapotere mafioso. Dopo appena quattro mesi fu vittima di un attentato in cui perse la vita insieme alla moglie. Dalla Chiesa, che aveva sconfitto le Brigate Rosse, contro la mafia resistette solo il tempo necessario che questa gli “prendesse le misure”.

Questo richiamo alla storia recente non serve a teorizzare che il Sud è irredimibile, ma che il suo processo di redenzione è molto ma molto più complicato di quanto non si pensi.

Il problema meridionale è di portata così grande che la prima condizione per affrontarlo con un minimo di serietà sarebbe il recupero di una classe politica minimamente decente. Cosa che oggi non è e non sembra neppure profilarsi all’orizzonte. Possiamo confidare nel Federalismo fiscale, se si farà. (continua…)

Le targhe alterne e la straordinaria creatività dei governanti di Palermo

By Gallito

palermo teatro massimoLa fantasia al potere

Edoardo Bennato canta che  “Chi è normale non ha molta fantasia”. Egli forse non lo sa, ma questo pensiero proietta i governanti della città di Palermo nell’empireo degli uomini di fantasia sconfinata. Risolto il problema della spazzatura nel senso che la città ne è inondata, ma i cittadini si stanno abituando e quindi basterà attendere qualche giorno ancora perchè il problema possa considerarsi risolto, adesso questi solerti governanti si trovano di fronte alla questione delle polveri sottili che obbligano ad un intervento sul traffico automobilistico. Così ogni giorno un’ipotesi nuova. Targhe alterne senza eccezione alcuna dalle 8 del mattino fino alle 20 della sera. No, meglio escludere dalle restrizioni le  auto Euro 4. Altro ripensamento: non dalle 8, ma dalle 9 del mattino con pausa pranzo dalle 13 alle 15. Un’altra ipotesi ancora: iniziamo il 15 marzo e non il primo marzo, vediamo che succede e poi si vedrà. Ogni giorno i quotidiani locali riportano l’ultima novità. La bella città di Palermo, tra le più ricche di storia al mondo, meritava tali governanti? La città di certo no, ma i cittadini si, visto che sono stati proprio loro a eleggerli.

Le Figaro: «Dipendenti pubblici in Sicilia? Che felicità»

By Gallito

lombardo_raffaele1Il report fatto dal quotidiano francesce “Le Figaro” nei primi giorni di questo mese sull’incremento di alcuni incomprensibili privilegi di cui gode l’amministrazione di una regione afflitta da frane, povertà e emigrazione.

Il quotidiano francese: «Stipendi aumentati del 38% mentre il governo aveva imposto la crescita zero»
MILANO – «Stipendi record, boom degli effettivi, balletto di dirigenti a spese del contribuente: la regione siciliana ha uno strano modo di interpretare la crisi nella gestione dei propri funzionari»: lo si legge in un commento in prima pagina del quotidiano francese Le Figaro a proposito della notizia lanciata dal Corriere della Sera del 30 gennaio sui compensi record percepiti dai lavoratori pubblici nell’isola. «Fra il 2004 e il 2008, secondo l’ultimo rapporto della Corte dei Conti – racconta il giornale francese – gli stipendi sono aumentati del 38% mentre il governo aveva imposto la crescita zero nelle remunerazioni del settore pubblico. Questi stipendi raggiungono in media 42,756 euro all’anno, cioè più del 40% di quello che guadagna un dipendente di ministero».

LE ACCUSE – Dopo aver illustrato l’aumento degli effettivi nella Regione, Le Figaro scrive che «nel corso del solo 2009, l’attuale governatore Raffaele Lombardo ha proceduto a due ondate successive di assunzioni di una ventina di dirigenti, pagati ognuno 150.000 euro l’anno, senza contare la macchina di servizio con autista. Tuttavia è al suo predecessore Salvatore Cuffaro, oggi accusato di connivenza con la mafia, che va soprattutto la censura dei magistrati. Gli ci sono voluti otto anni per far applicare la riforma che adegua le pensioni ai versamenti e non agli stipendi. Per sua fortuna, la Sicilia, regione a statuto autonomo, non deve rendere conti a Roma».

Fonte: (corriere della sera)

Che dire? I politici a tutte le latitudini tendono a aumentare i propri privilegi e interpretano il proprio ruolo di amministratori come quello di gestori di clientele, visto che la cittadinanza accetta questo stato di cose e preferisce farsi sistemare da un politico invece di investire sulle proprie competenze e capacità.
Per il fatto di essere riusciti a finire sotto l’osservazione scandalizzata di un quotidiano straniero a causa di politiche così dissonanti dal contesto economico globale, bisognerebbe fare ai nostri amministratori dei complimenti speciali.

Per Mario Draghi la criminalità infiltrata nelle Pubbliche Amministrazioni impedisce lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia

By Gallito

Italia a due velocità: il nord è l’area più ricca e il sud l’area più povera della comunità europea.

Mentre la nostra inadeguata classe dirigente si dedica ad attività che hanno a che fare con tutto tranne che con gli interessi dei cittadini, il divario socio economico tra nord e sud continua a essere sempre più marcato. Già, perchè oltre al divario economico che umilia il mezzogiorno d’Italia, rimane il fatto che in questo paese vi sono cittadini di serie a e di serie b.

Se a un giovane, non figlio di un potente, che ha investito sul suo futuro e conseguito un’alta scolarizzazione, non rimane altra possibilità che quella di emigrare per potere aspirare a una vita dignitosa, evidentemente in questo paese esiste una profonda ingiustizia sociale non dichiarata.

Secondo il governatore della banca d’Italia Mario Draghi il mezzogiorno d’Italia è tenuto sotto scacco dalla criminalità organizzata, infiltrata in buona parte delle pubbliche amministrazioni. La classe dirigente del Mezzogiorno è insomma inadeguata ad affrontarne i problemi di sviluppo. Se nonostante tutti gli aiuti al Sud, il divario con il nord non si è ridotto negli ultimi trent’anni è evidente che esiste una volontà precisa a mantenere questo stato di cose.

Non si possono immaginare dei progressi se non con l’applicazione di politiche nazionali, che passino attraverso la lotta alla criminalità. Su questo punto ogni cittadino può fare certamente molto, ognuno nel proprio piccolo, per migliorare l’ambiente in cui vive. Una società dove prevalgono valori positivi, non può che produrre giustizia e sviluppo socio economico. Ciascuno di noi dovrebbe interrogare la propria coscienza e capire cosa di ciò che può fare non ha ancora fatto, prima di puntare il dito su fattori esterni.

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La lotta contro la sentenza europea sul crocifisso nelle scuole

By Ciccio

crocifissoOggi e per sempre

Secondo la Corte di Giustizia Europea il crocifisso va tolto dalle aule scolastiche in quanto sarebbe un fattore limitante delle facoltà educative dei gentitori nei confronti dei figli. Più della sentenza sono state interessanti le reazioni: quelle che ci sono state e quelle che sono mancate. In Italia infattii ha sede il Vaticano che, a quanto sembra, ha ancora influenza sulle determinazioni di voto dei cittadini; sia questa influenza elevata o modesta, considerato che pochi voti determinano la vittoria o la sconfitta, è saggio non prenderla sottogamba.

In questa vicenda, mentre il Vaticano si è preso del tempo prima di pronunciarsi, il Governo con il ministro della scuola in testa ha alzato le barricate. Subito è stato annunciato un ricorso contro la sentenza (ci penserà il solito Ghedini?) a questo attentato alla confessionalità dello Stato. Anche dal PD ci saremmo attesi una posizione meno pilatesca. Come sono lontani i tempi del cattolicissimo Oscar Luigi Scalfaro il quale distingueva con assoluta chiarezza la Chiesa dallo Stato e da Presidente della Repubbblica si esimeva di baciare la mano del Pontefice!

Ma forse inconsciamente si vuole che fin da bambini ci abituiamo ad avere sempre presente la sorte che ci toccherà da adulti. La crocifissione.

C’è anche da dire che il voto unanime della Corte di Giustizia europea di Strasburgo è stata una vera manna dal cielo per il dibattito politico che, esaurita l’attualità del caso Marrazzo, si trovava senza temi di peso con i quali confrontarsi nei TG e nei programmi di approfondimento.

C’è da ritenere che ai più strenui difensori del mantenimento del crocifisso nelle aule scolastiche, freghi poco o nulla se il crocifisso c’è o non c’è.

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PONTE di MESSINA. Storia vecchia di secoli

By Raisi

stretto_messinaIl Ponte di Messina rappresenta il millenario desiderio di avvicinare la Sicilia al resto d’Italia. Le origini di questo progetto si perdono nella notte dei tempi tra antiche cronache e favola. Tutti coloro che si sono trovati, nel corso della storia, tra Scilla e Cariddi luogo di miti e leggende, hanno immaginato e sognato un ponte che unisse le due rive dello stretto. Sono celebri i molteplicii tentativi dei Romani di costruire ponti di barche per l’attraversamento degli eserciti durante le guerre puniche. Persino l’imperatore Carlo Magno (il primo, dopo gli antichi romani, a sognare un Europa Unita) nel IX secolo giunto in Calabria, notando quanto le due sponde fossero vicine decise di realizzare una sequenza di ponti sul mare: Ruggero II (Re di Sicilia dal 1140) fece compiere delle esplorazioni nello Stretto per studiare le correnti e la fattibilità di un ponte tra le due rive. (continua…)

La catastrofe di Giampilieri, il consenso elettorale e gli artifici contabili

By Ciccio

GiampilieriSperando nella bontà di Dio

Tra le notizie che ci hanno dato in occasione di questa ennesima calamità c’è quella che la Regione Sicilia aveva stanziato 11 milioni di euro per interventi di consolidamento dell’area a monte di Giampilieri. Di questi 11 milioni fino ad oggi ne sarebbe stato spesi soltanto uno.

Verrebbe da gridare all’inefficienza di una macchina amministrativa incapace di eseguire lavori urgenti in un’area che solo 2 anni fa aveva dimostrato di essere quanto mai fragile. (continua…)

SICILIA e la Malarazza

By Raisi

Parole che volano, spero, alle orecchie dei miei conterranei. Non siamo stanchi di subire, di farci trattare come terzo mondo, di lasciar pensare di noi come gente che non lavora e che elude appena possibile le maglie della giustizia. Non siamo stanchi di lasciar  pensare che in Sicilia non si pagano le tasse e che veniamo campati dal Nord. Non siamo stanchi della solita mala politica che ancora oggi fa versare Palermo sotto cumuli di immondizia, Catania priva di regole e servizi, Messina con gente che vive ancora in baracche del 1908, con ferrovie che non esistono, con la rete stradale e autostradale che è colma di buche e non mi va più di continuare perchè la cosa è veramente una sofferenza senza fine.
Il dramma si acuisce sempre di più nel vedere che la mia terra, la terra dei mie avi Fenici, Greci, Arabi, Normanni, Svevi etc… si stia disfacendo sotto i colpi di una politica sorda che non comprende che preservare il nostro patrimonio culturale, ambientale, agricolo e marino deve essere il punto fondamentale dell’agenda di chiunque voglia occuparsi del governo della Sicilia.
Ma come Carmen Consoli ci insegna:
il SERVO (siamo tutti noi siciliani delusi) un giorno si rivolge a CRISTO in CROCE e gli dice:“Cristo il mio Padrone (chiamiamola politica?) mi stapazza,  mi tratta come un SERVO, si piglia tutto con la sua MANAZZA, distruggila tu sta MALARAZZA.
E Cristo dalla Croce gli risponde: “ Tu ti lamenti !!! di chi ti lamenti ? Pighia lu bastuni e tira fora li denti !!!”

In piazza con un veliero di legno per chiedere le dimissioni del sindaco Cammarata

By Gallito

Un migliaio di palermitani ieri hanno chiesto le dimissioni del sindaco Cammarata portando davanti alla sede del Comune un veliero di legno lungo più di un metro e mezzo. Ma cosa volevano questi palermitani?Lui la sua verità l’ha già detta. Il primo cittadino di Palermo era totalmente all’oscuro che il custode della sua barca si assentasse dal lavoro, e aggiunge che l’iniziativa di darla in affitto era certamente del collaboratore e lui non ne sapeva proprio niente. Che quindi la si finisca di gettare discredito su di lui che tanto bene amministra una città che negli ultimi tempi balza all’onore della cronaca perchè in dissesto finanziario e sommersa prima dalla spazzatura, poi dall’acqua e ora anche dal fango.
Ma volendo credere alla verità della sua giustificazione, l’ipotetica sincerità del sindaco apre però un altro problema. Se è sincero, è anche uno sprovveduto. Se invece fosse tutto vero ciò che è emerso dal servizio di Striscia la Notizia allora pensa che i suoi concittadini siano dei polli. A questo punto sarebbe bene che riempia gli scatoloni con i suoi effetti personali e torni ad occuparsi dei fatti propri e solo di quelli.

Finanziamento pubblico e sviluppo della Sicilia

By Gallito

Dal Vangelo secondo Matteo

“Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos”, cioé: “Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino”.

Così dice Gesù ai suoi discepoli dopo il discorso della montagna intendendo che le cose di valore, materiali o no, non vanno sprecate e quindi bisogna evitare di darle a chi non è in grado di farne buon uso.

Quattro miliardi e mezzo di euro è l’ammontare del finanziamento che ha preso la via della Sicilia.

Dobbiamo allora esultare? Non è la prima volta che la Sicilia beneficia di ingenti finanziamenti finalizzati a sostenerne lo  sviluppo economico e sociale. (continua…)

Storie di fantasia e creatività siciliana al governo regionale

By Gallito

La Sicilia in quanto Regione a Statuto speciale, ha il diritto di avere leggi speciali.
Ad esempio un dipendente può andare in pensione con 25 anni di contribuzione se di sesso maschile e con 20 anni se è di sesso femminile con prole. La condizione che fa scattare questo privilegio è “molto umana” direbbe Fantozzi. Basta avere un parente da dovere accudire. E se questo parente non lo si ha c’è un modo per procurarselo. Ci si fa adottare come ha fatto una giovane dipendente della Regione la quale non avendo i genitori naturali, né un marito, né un figlio nella impossibilità di badare a sé stessi, si è fatta adottare da una signora ultranovantenne bisognosa di cure e di affetto.
D’altronde un genitore, naturale o adottivo che sia, è pur sempre un genitore ammettono gli stessi avvocati della Regione.
Così in appena sei anni, sempre per accudire un parente malato, l’amministrazione regionale siciliana ha autorizzato circa mille baby pensionamenti.
Una Regione come la Sicilia dove governanti e governati hanno tali doti di fantasia ed inventiva non potrà mai subire alcun declino.

Munnizza a Palermo. Storia vecchia

By Raisi

Si può proprio dire: i palermitani nulla imparano dalla storia!

La sempiterna morsa della MUNNIZZA non è affatto una novità per la città: appunto il problema in questi giorni riemerge più che mai, sia olfattivamente, sia visivamente. Certo è notoriamente diffuso pensare per i miei concittadini a cassonetti e cestini solamente come optional decorativi stradali!  A cosa è riconducibile tutto ciò? Alla grascia dei palermitani? O, come diciano noialtri,  ” il pesce fete sempre dalla testa” e quindi ai loro amministratori? La verità si trova sempre nel mezzo.

Solo un caso risulta documentabile sulla annosa vicenda dei rifiuti in cui i nostri governanti abbiano veramente tentato di risolvere il problema della spazzatura per le vie.

(continua…)

Teatro Massimo di Palermo e “la frase enigmatica”

By Raisi

Parlando con la gente di Palermo tutti conoscono il Teatro Massimo.

Sanno dove è ubicato e financo chi lo ha fatto costruire. Non della storia del monumento intendiamo trattare ma di un enigma.

Chiediamo sempre ai palermitani se sono a conoscenza di una frase che è scolpita sul frontone del teatro. Senza indugio molti ce la recitano: “L’ARTE RINNOVA I POPOLI E NE RIVELA LA VITA. VANO DELLE SCENE IL DILETTO OVE NON MIRI A PREPARAR L’AVVENIRE“.

Bene siamo contenti ma… chiediamo ancora. Chi l’ha scritta ?

E’ qui che nasce l’enigna. Ne abbiamo sentite di cotte e di crude. (continua…)

Cenni di Storia della Sicilia

By Gallito

La storia della Sicilia è stata influenzata dai tanti ospiti che sono passati sul suo suolo. Grazie alla sua posizione geografica, proprio al centro del mar Mediterraneo, la Sicilia ha avuto un ruolo di una certa importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del mare nostrum.

Fu parte delle colonie della Magna Grecia e di Cartagine e cercò di diventare regno indipendente con Ducezio ed Euno (che si autoproclamarono re dei Siculi rispettivamente nel V e nel II secolo a.C.). Dal 405 a.C. fino alla conquista romana fu dominata dai sovrani siracusani. La Sicilia ha patito in molti frangenti una forte subalternità politico-militare. I sovrani siracusani sono spesso riusciti ad imporre la propria supremazia nel contesto mediterraneo. Dionisio I, preso il potere, regnò su tutto il territorio della Sicilia fino a Solunto estendendone l’influenza fino al golfo di Taranto e al territorio etrusco (Pyrgi, Cerveteri, isola d’Elba). Conquistata dai romani, divenne la prima provincia romana dell’impero come Sicilia. Con la lex Rupilia gli fu riconosciuta la diversa nazionalità ed una sorta di costituzione diversa da quella dei romani. (continua…)