Articoli su: gattopardo

Lampedusa, preludio d’Africa

By Raisi

lampedusa2Forse la prima parola che ci viene in mente pensando a Lampedusa è lontana, io aggiungerei meravigliosamente lontana. Ultimo lembo d’Europa, anche se per diritto Lampedusa spetterebbe geologicamente al continente africano. La luce, che già dal primo mattino acceca, il vento, il sole, i colori dell’acqua, i profumi che qui si respirano danno quella piacevole sensazione di stordimento e ci comunicano che mamma Africa è li, basta un salto, appena 113 chilometri di distanza dalla Tunisia. (continua…)

IL GATTOPARDO -Visconti 1963- La Sicilia non vuole cambiare

By Gallito

In questo video una delle scene principali del Gattopardo di Visconti, dove il protagonista parla della natura della Sicilia e dei suoi abitanti. L’aspirazione individuale a crescere e migliorarsi può essere soddisfatta solo trasferendosi in altri luoghi, in un altro ambiente. La storia millenaria dell’isola racconta di grandi civiltà, ma queste vennero tutte da fuori facendo dell’isola un’eterna colonia. Secondo il principe di Salina il problema è nella natura di chi vive nell’isola. “I siciliani non vorrano mai migliorare, perchè si credono perfetti. La vanità in loro è più forte della miseria”.
Purtroppo i siciliani non sono perfetti, ed è facile rendersene conto quando si vive a contatto con gente di altri posti.
Molte cose sono cambiate dai tempi dei gattopardi e ormai il mondo è diventato piccolo. L’isolamento geografico non può più essere un alibi in una realtà liquida dove l’economia digitale ha un ruolo sempre più importante. Esistono molti casi di imprese nate dal nulla e che si sono affermate con la forza di idee innovative e ovviamente di tanto lavoro. Bisogna comunque ricordare che uno dei poli tecnologici più importanti del mondo è alle pendici dell’Etna e che moltissima gente preparata è costretta a emigrare per arricchire l’economia del nord e di altri paesi.
Io credo che le risorse per migliorarsi esistano e che trincerarsi ancora dietro al fatalismo sarebbe solo un segno di ostinata stupidità. Le nuove generazioni siciliane saranno in grado di interpretare il proprio tempo meglio di chi li ha preceduti?

Storia della Sicilia raccontata in cento secondi

By Gallito

Storia della Sicilia in cento secondi

La Siclia ha una lunghissima storia alle spalle, e questo si sa. Ma la novità è che con buona volontà e tanto lavoro la si può raccontare in 100 secondi. E’ quello che ha fatto tureturillo nel suo canale youtube con questo video ” che vi proponiamo.
Attenzione però, l’autore consiglia di non battere le palpebre mentre si guarda il video: c’è il rischio di perdersi un intero secolo.

Trascrizione di Storia della Sicilia in 100 secondi

180 milioni di anni fa l’oceano Tetide spezza la Pangea
tra i blocchi corallini emergono Madonie Nebrodi Peloritani ed Erei
fa caldo
flora, fauna ed elefanti nani
dalle eruzioni sottomarine si forma il vulcano Etna
poi 5000 anni fa a Stentinello la prima civiltà neolitica
i sicani vengono sopraffatti dai siculi
Pantalica è la necropoli per tutti i morti (continua…)

LA CARROZZA D’ORO, il gioiello dei Gattopardi, nello scalone del Palazzo dei Normanni di Palermo

By Raisi

carrozzaSi paga il biglietto di ingresso per il Palazzo dei Normanni. Ma subito entrando dall’unico accesso consentito a noi che non siamo deputati regionali, percorrendo soltanto pochi gradini, la nostra attenzione viene subito rapita da una meravigliosa carrozza barocca posizionata e avvolta dal grande scalone d’onore d’accesso ai piani di rappresentanza del palazzo  e che poche guide locali della città degnano di almeno di due parole.
La vettura che merita l’appellativo di “Carrozza d’Oro” apparteneva al Principe di Butera.
Il nobile aveva una vera passione per questo mezzo e ne possedeva parecchie; quando però si trasferì a Napoli con l’intera famiglia alcune le portò con sé, altre ne lasciò presso le scuderie del palazzo palermitano. Fra queste la Carrozza d’Oro. (continua…)

Castello di Donnafugata. Castello d’incanto

By Raisi

La dimora di Donnafugata, impropriamente definita “castello”, fu, nella volontà e per decisione dei suoi realizzatori, una splendida casa di villeggiatura. Caratterizzato da un’architettura eclettica è il risultato della successione e della sovrapposizione di interventi voluti dai diversi proprietari. Agli inizi del XIX secolo Don Francesco Maria Arezzo, barone di Donnafugata cominciò ad accrescere il patrimonio abitativo all’interno del feudo.
Ecco come prese corpo il sontuoso edificio che nel sogno del figlio Corrado, figlio di Francesco Maria, nato a Ragusa Ibla nel 1824, uomo di grande prestigio che seppe interpretare in modo esaltante il ruolo che la società e la storia gli assegnavano: politico, poeta, letterato, collezionista d’arte, imprenditore coraggioso e creativo (si direbbe “un attento innovatore”), si materializzò nell’edificio come ancora sopravvive. (continua…)