Amu lu silenzio, chi mi fascia lu senziu e duci s’abbannuna supra di mia cun suspiru di puisia. Amu lu silenziu chi mi grapi li vrazza… Cosi il grande poeta Ignazio Buttitta cantava come Battiato il suo silenzio. Cercarlo per noi oggi è quasi come dire una bestemmia, ascoltarlo, il silenzio, è un’utopia. La notte mentre scrivo a volte il rumore insieme ai pensieri si affollano nel silenzio e si animano, colorando il silenzio di lampi di luce. Nel silenzio mi perdo, ed il silenzio riempie la mia amina di sorrisi e di ricordi. Nel silenzio ritrovo quello che ho perso o quello che mi aspetta. Provate.
Strade parallele è una canzone d’amore che fa rivivere la sicilia, nel suono del suo dialetto e nelle immagini che evoca.
Il brano è cantato da due grandi interpreti siciliani, Franco Battiato insieme alla compianta Giuni Russo e va semplicemente ascoltato.
Duminica jurnata di sciroccu
Fora nan si pò stari
Pi ffari un pocu ‘i friscu
Mettu ‘a finestra a vanedduzza
E mi vaju a ripusari
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so putenza strogghi ‘u mo pinzeri
Ah! Ah! ‘U cori vola s’all’umbra pigghi forma e ti prisenti
nan pozzu ripusari. (continua…)
La mia visione di Sicilia è capanilisticamente legata a figure della mia terra. Nel mio cuore tra i grandi della musica, insieme a Battiato occupa un posto speciale la grande Giuni Russo.
Nome di battesimo Giuseppina Romeo nata a Palermo il 7 settembre 1951, ci ha prematuramente abbandonato per andare a cantare con i tanti angeli del cielo il 14 settembre del 2004.
La sua voce, nelle tante melodie che ci ha donato, da quelle più scanzonate e commerciali a quelle impegnate e che l’hanno portata verso scelte complesse e non sempre commercialmente condivisibili, Giuni ha sempre dato il meglio di sé, regalandoci la sua voce e la sua enorme passione per la musica.
Io la voglio per sempre ricordare proprio con la sua voce che nella colonna sonora della mia vita e della mia terra è sempre viva e presente. Nel mio peregrinare per la sicilia con innumerevili vacanzieri che accompagnavo e a cui mostravo la mia isola, la riconoscevano immediatamente tutte le volte che inserivo un cd nel lettore del pullman, riconoscevano l’eleganza e l’unicità della sua voce e la ricordavano con grande gioia e con in pizzico di malinconia. Tra Templi Greci e chiese Barocche, tra aranci e gelsomini e immensi campi di grano, tra il sole, il mare e lo scirocco…………GRAZIE GIUNI. (continua…)
Meravigliosa canzone d’amore cantata da Franco Battiato insieme a Carmen Consoli. “Tutto l’universo obbedisce all’amore” è un brano che fa parte di Fleurs2, l’ultimo disco del cantautore siciliano uscito nel novembre 2008.
Rara la vita in due… fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata… consistenti o no,
bisogna muoversi… come ospiti… pieni di premure
con delicata attenzione… per non disturbare
ed è in certi sguardi che… si vede l’infinito
Stridono le auto… come bisonti infuriati,
le strade sono praterie…
accanto a grattacieli assolati,
come possiamo… tenere nascosta… la nostra intesa
ed è in certi sguardi… che s’intravede l’infinito
Tutto… l’universo… obbedisce… all’amore,
come… puoi tenere… nascosto… un amore.
ed è così… che ci trattiene… nelle sue catene,
tutto… l’universo… obbedisce… all’amore
Come possiamo… tenere nascosta… la nostra intesa
ed è in certi sguardi… che si nasconde l’infinito
Tutto… l’universo… obbedisce… all’amore
come… puoi tenere… nascosto… un amore,
ed è così… che ci trattiene… nelle sue catene
tutto… l’universo… obbedisce all’amore…
“Cuccuruccucu Paloma” è in origine un’hit messicana interpretata da Caetano Veloso e sta nel repertorio delle orchestre di tutto il mondo. E’ anche un momento magico del film di Pedro Almodovar “Parla con lei” e parla della storia dell’uomo che morì d’amore (e la sua anima si trasformò in una farfalla).
Battiato ne riprende il motivo nel suo “Cururuccucu” con un testo fatto di un un mix di citazioni tratte da altre canzoni. In questo video una sua interpretazione live in un vecchio tour del 1997.
Le serenate all’ istituto magistrale
nell’ ora di ginnastica o di religione
per carnevale suonavo sopra i carri in maschera
avevo già la Luna e Urano nel Leone (continua…)
La canzone parla della volontà di non farsi risucchiare dalle mode del momento. Il testo della canzone è un mix di sette, mode, pensieri e altro.
Il ritornello è entrato nella testa di tutti e sottolinea questa interpretazione… “Cerco un centro di gravità permanente, che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente” ovvero “voglio un punto di vista stabile, voglio vedere la vita in un solo modo senza cambiare spesso idea.”
“Battiato esprime il desiderio, impossibile, di avere delle idee solide, forti, stabili, in base alle quali esprimere dei giudizi coerenti e costanti nel tempo riguardo alle cose che accadono nel mondo e alle persone con cui ha a che fare, così come sulla gente in generale. Il baricentro sta ad indicare un punto di equilibrio interiore che gli potrebbe permettere di non cambiare idea di continuo. E’ una canzone di grande attualità, perché rispecchia la difficoltà dell’uomo moderno di credere in qualsiasi ideologia.”
Ecco una interpretazione sul palco del cantautore siciliano in un tour del 1997.
In questo pezzo c’è la forza espressiva di Battiato…musica come pura evocazione, anche per pochi secondi. Un viaggio nello spazio e nel tempo al ritmo di culture e generi musicali diversi.
Quando il ritmo passa al valzer, è come se si aprissero davanti agli occhi le porte del salone da ballo della reggia viennese.
In questo articolo proponiamo una sua interpretazione live nell’Imboscata Tour del 1997.
Voglio vederti Danzare (F. Battiato. L’Imboscata Tour, 1997) Video Live su Youtube
Testo di Franco Battiato “Voglio vederti danzare”
Voglio vederti danzare
come le zingare del deserto
con candelabri in testa
o come le balinesi nei giorni di festa.
Voglio vederti danzare
come i Dervisches Tourners
che girano sulle spine dorsali
o al suono di cavigliere del Katakali.
E gira tutt’intorno la stanza
mentre si danza, danza
e gira tutt’intorno la stanza
mentre si danza. (continua…)
La Cura è una delle canzoni più belle e apprezzate di Franco Battiato, un brano entrato a pieno diritto nella storia della musica, non solo italiana.
Parla dell’amore e dell’istinto di proteggere la persona amata dalle avversità della vita (“dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo”). L’amore e il senso di protezione superano di gran lunga i difetti e gli sbagli che inevitabilmente caratterizzano ogni essere umano.