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Sutera – Unica Bandiera Arancione di Sicilia

suteraDal 2002 Sutera, pittoresco borgo medievale in provincia di Caltanissetta, è una delle 162 località insignite della Bandiera Arancione, il marchio di qualità assegnato dal Touring Club Italiano nella’ambito del progetto Sviluppo Italia. L’iniziativa intende valorizzare i centri minori dell’entroterra che promuovono il turismo nel rispetto dell’ambiente e di chi ci abita. Situata nella valle del fiume Platani, in un suggestivo contesto paesaggistico, Sutera si è contraddistinta per la tipicità del territorio, la bellezza dei suoi antichi quartieri e la sua storia, segnata dal passaggio di Greci, Romani, Bizantini, Mussulmani Normanni. Continue Reading

La leggenda dei Giganti rivoltosi schiacciati sotto l’Etna

etna_eruzioneAll’Etna sono collegate numerose leggende, tra queste c’è anche la leggenda dei giganti schiacciati sotto il peso del vulcano. Secondo la mitologia i giganti si ribellarono a Zeus e tentarono la scalata al monte Olimpo per detronizzarlo. La loro rivolta non ebbe successo e Zeus punì la loro insubordinazione facendoli schiacciare dall’enorme mole dell’Etna.

La leggenda sulla nascita della Sicilia coinvolge un complesso di fatti mitologici che trattano di lotte tra dei e giganti, tema di cui abbiamo già parlato nell’articolo sull’origine della Sicilia. Le storie dei giganti sconfitti da Zeus continuarono a ispirare versi di poeti celebri di ogni epoca. Il gigante si chiamava Tifeo per Pindaro e Ovidio, Encelado per Virgilio, tanto che Ariosto nell’Orlando Furioso canta “là dove calca la montagna etnea al fulminato Encelado le spalle.”

La leggenda era coerente con la rilevazione che loro malgrado gli antichi sicelioti facevano dei movimenti sismici che interessavano la zona, attribuiti ai rivolgimenti a agli sforzi dei giganti che cercavano di scrollarsi di dosso il peso della mole etnea. In questo come in molti altri casi il mito dà una spiegazione a fenomeni naturali che meravigliavano gli uomini antichi ma dei quali non riuscivano a trovare una spiegazione scientifica.

Ne è passato di tempo da allora, oggi ci sentiamo così sicuri dei nostri mezzi tecnologici che siamo pronti a costruire un ponte a unica campata di 3.300 metri sopra la testa di giganti così irrequieti. Anche se il progresso ha liberato l’umanità da molte paure, l’uomo non ha mai smesso di creare storie fantastiche e leggende per dare una spiegazione a ciò che non comprende.

Leggende di Sicilia. I cani del dio Adrano

“Chi ti pozzano manciari li cani!” E’ un’imprecazione siciliana, che si rivolge contro un malfattore per augurargli di venire sbranato da cani inferociti. Ebbene questo “augurio” affonda le radici nel mito e in particolare nel culto del dio Adrano. Come ci raccontano alcuni storici, sulle pendici dell’Etna, nei pressi dell’odierna Paternò, sorgeva un tempio con all’interno una statua che raffigurava il dio armato con una lancia, simbolo della potenza del vulcano.
Al tempio di Adrano, situato nei pressi del laghetto Naftia, accorreva una gran folla di fedeli, proveniente da ogni parte dell’isola.

La leggenda racconta che a custodire il tempio ci fossero numerosi cirnechi, cani da caccia tipici dell’Etna di origine egizia. La razza derivava dallo sciacallo sacro al dio Anubis. Questi cani erano così intelligenti da distinguere i buoni visitatori dai cattivi. Si mostravano accoglienti nei confronti dei fedeli accorsi al tempio con doni da offrire al dio, ma aggressivi e spietati nei confronti di chi si avvicinava al luogo di culto con l’intenzione di compiere razzie.

I cani del dio Adrano si avventavano contro gli spergiuri e i ladri intenzionati a fare bottino e li sbravanavo senza pietà. Da allora si augura la stessa sorte a tutti gli imbroglioni e malfattori.

CASTELMOLA, dalla sue terrazze visione in CinemaScope

notte

1Affacciatevi dal belvedere  di piazza Sant’Antonio, un moto di intesa vertigine mista ad euforia vi assalirà, simile ad un volo di uccello avvertirete che il vostro sguardo corre lontano e spazia dallo Stretto, all’Aspromonte Calabro, all’Etna, più il là Catania fino ai monti di Siracusa. Tutto solo da un piccolo paesino, Castelmola, che sorge alle spalle di Taormina sulla cima del monte Mola per l’appunto e dall’alto dei suoi 500 metri sul livello del mare sembra di poter planare sospinti dai dolci venti che solo la ammaliante calura estiva siciliana sa dare o di galleggiare quando le nuvole avvolgono le case trasformando tutto l’intorno della materia dei sogni. Castelmola è il paese dei panorami, il villaggio felice del buon ritiro, lontana ma non troppo dalla mondana e affollata Taormina. Continue Reading

TAORMINA e il suo TEATRO

taormina-teatroLa Tauromenion dei Greci, la Tabermin o Almoezia degli Arabi, la Taurominium dei Normanni e la Tavormina degli Spagnoli e Borboni. Tutte esistite, tutte esistono ancora oggi in Taormina, nella sua struttura urbanistica, dove ogni nuovo invasore per secoli la assedia, la distrugge e ricostruisce ogni edificio meglio di prima, aggiungendo qualcosa di bello ed attraente.
Il Monte Tauro interrompe la continuità del litorale tra Messina e Catania e appare come una terrazza naturale, protetta alle spalle dalla rocca di Castelmola e di fronte il mare azzurro. Tutto a Taormina induce all’amore, per essere questo un luogo di struggente bellezza, da qualunque parte ci s’affacci  o si contempla. Vigile e onnipresente la osserva compiaciuta, come la più bella delle sue figlie, l’Etna. Continue Reading