Articoli su: erice

Erice, perla siciliana

By Memory

Erice è la meta ideale per le gite pomeridiane dei trapanesi che, dopo una mattinata al mare, vogliono godersi un pomeriggio fresco e rilassante.

Erice è anche la residenza estiva di una numerosa schiera di affezionati che vi si reca in vacanza, andando ad abitare le sue case caratteristiche, per i cortili fioriti e per l’architettura medievale.

I cortili, che sono dei patii privati in cui si svolgeva la vita di una volta, permettevano di vivere all’aperto senza essere visti dalla strada. Oggi invece gli abitanti preferiscono rinunziare alla privacy e tenere gli accessi aperti per mostrare a tutti la bellezza delle scalette e dei muretti in pietra viva ornati di piante rampicanti e vasi di fiori variopinti. (continua…)

Storia di Erice

By Gallito

Secondo Tucidide, fu fondata dagli esuli troiani, che fuggendo nel Mar Mediterraneo avrebbero trovato il posto ideale per insediarvisi; sempre secondo la leggenda, i Troiani avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi. Fu contesa dai Siracusani e Cartaginesi sino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C.

Virgilio la cita nell’Eneide, con Enea che la tocca due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi in suo onore. Virgilio nel canto V racconta che in un’epoca ancora più remota vi campeggia Ercole stesso nella famosa lotta col gigante Erice, precisamente nel luogo dove poi si sfidarono al cesto il giovane e presuntuoso Darete e l’anziano Entello.

In antico, insieme a Segesta, che parrebbe di fondazione coeva, era la città più importante degli Elimi, in particolare era il centro in cui si celebravano i riti religiosi.

Durante la prima guerra punica, il generale cartaginese Amilcare ne dispose la fortificazione, e di qui difese Lilibeo. In seguito trasferì parte degli ericini per la fondazione di Drepanon, l’odierna Trapani. (continua…)

Made in Sicily premiati da SLOW FOOD

By Raisi

logo_slow_foodSlow Food è il movimento per la tutela e il diritto al piacere.
Slow Food promuove, comunica e studia la cultura del cibo in tutti i suoi aspetti.
La sua mission è:
• EDUCARE al gusto, all’alimentazione, alle scienze gastronomiche.
• SALVAGUARDARE la biodiversità e le produzioni alimentari tradizionali ad essa collegate: le culture del cibo che rispettano gli ecosistemi, il piacere del cibo e la qualità della vita per gli uomini.
• PROMUOVERE un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione, creando una rete virtuosa di relazioni internazionali e una maggior condivisione di saperi.
La filosofia di Slow Food parte dalla riscoperta del piacere attraverso la cultura materiale. Il piacere è quello alimentare, dotto, sensibile, condiviso e responsabile. Dire piacere alimentare significa ricercare le produzioni lente, ricche di tradizione e in armonia con gli ecosistemi; significa difendere i saperi lenti, che scompaiono insieme alle culture del cibo; significa lavorare per la sostenibilità delle produzioni alimentari e quindi per la salute della Terra e la felicità delle persone.
Vi presentiamo le eccellenze siciliane messe in evidenza da questa importante associazione:

ape neraApe nera siculaIn tutta la regione – Un’ape scurissima, quasi nera, che ha popolato per
millenni la Sicilia ma che si trova in questo momento a forte rischio di estinzione. E’ molto
produttiva, lavora anche a temperature elevate, quando le altre api si bloccano e sopporta bene
gli sbalzi di temperatura.

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Sicilia e Slow Food – eccellenze dell’agroalimentare

By Raisi

linome InterdonatoPistacchi di Bronte, limone Interdonato, cipolla di Giarratana, Cuddrireddra di Delia, lenticchia di Ustica o ancora il mandarino tardivo di Ciaculli. Sono solo alcuni dei 28 presidi Slow food in Sicilia, circa il 15% di quelli sostenuti dall’associazione in tutta Italia, che anche quest’anno sono presenti all’appuntamento con il Salone del gusto di Torino. Un made in Sicily d’eccellenza fatto di piccole produzioni che rischiano di scomparire ma che hanno un importante ruolo nel valorizzare i territori di provenienza, recuperare i mestieri  e le tecniche di lavorazione tradizionali e salvare dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta. Così la manna delle Madonne, ottenuta incidendo la corteccia dei frassini che si trovano a Castelbuono e Pollina nella provincia di Palermo, diventa la dolce ambasciatrice di una tradizione e di un paesaggio suggestivo. (continua…)

Antonino Zichichi – ad Erice L’Università del Terzo Millennio

By Raisi

zichichiAntonino Zichichi racconta il connubio indissolubile tra Sicilia e Scienza: la Sicilia è la terra che ha dato al mondo un gigante del pensiero scientifico, tecnologico e matematico: Archimede. Fu il grande Siracusano, e non Eistein, a inventare il primo esperimento di pensiero: « Datemi un punto d’appoggio e solleverò il mondo ». Archimede scoprì perché una nave non affonda e dimostro che il numero di granelli di sabbia non è infinito come insegnavano i pitagorici. Quel calcolo lo portò a scoprire i numeri esponenziali. Poi venne quel barbaro-guerriero romano che lo uccise, causando un disastro che avrebbe bloccato per quasi duemila anni il progresso delle nostre conoscenze sulle Leggi Fondamentali della Natura. E infatti, da Archimede a Galileo Galilei c’è il vuoto assoluto nel progresso scientifico e tecnologico. L’ansia del sapere, che ebbe in Sicilia , con Archimede, un esempio tra i più grandi, trova una continuità di pensiero nel Centro Ettore Majorana a Erice. (continua…)

Tempio di SEGESTA – intatta suggestione

By Raisi

3779267584_0129a7a420Isolato, solitario, miracolosamente intatto, il Tempio Dorico di Segesta era celebrato dai viaggiatori romantici per la sua posizione elevata su uno dei colli del Monte Barbaro. Visibile da lontano, in piena armonia con la natura tra agavi e spinosi cespugli, sulla collina che ne accentua la grandiosità,  il nostro sguardo spazia senza elementi di disturbo: era l’immagine perfetta dell’ideale greco inseguito dai viaggiatori dell’Ottocento che si lanciavano nell’avventura del GRAND TOUR, per ammirare le vestigia del passato. Gli studiosi discutono ancora sulla funzione del tempio e sul perché appaia incompleto; unico edificio a struttura aperta conosciuto nel mondo antico. È certo che venne costruito alla fine del V secolo a.C., da un abile architetto ateniese,  esempio aulico e purissimo di stile dorico per un tempio che sottolineo in stile greco. Gioco sottile di parole il mio, che lascia intendere una delle ipotesi avanzate. (continua…)

Il Ponte sullo stretto di Messina sarebbe una priorità?

By Ciccio

pontestretto2I nuovi faraoni

Sulla opportunità di realizzare il Ponte sullo stretto di Messina i siciliani sono stati sempre in profondo disaccordo. Lo sono stati e lo sono indipendentemente dalla specifica militanza politica.

In modo molto schematico i favorevoli sostengono che il ponte sarebbe un’opera di attrazione straordinaria che porterebbe in Sicilia un gran numero di turisti, velocizzerebbe la mobilità tra la Sicilia e il continente, oltre ovviamente a dare una boccata di ossigeno all’economia locale per gli investimenti necessari alla sua realizzazione.

Coloro che sono contrari sostengono a loro volta che le risorse necessarie possono essere utilizzare meglio per potenziare le infrastrutture per la mobilità della Calabria e della Sicilia e per opere di riqualificazione del territorio indispensabili per arginare disastri come, ad esempio, quello di Giampilieri.

La materia è troppo complessa per liquidarla con poche battute da Bar dello sport.

Tuttavia senza sposare nè l’una tesi nè l’altra ci sembra doveroso proporre qualche elemento di riflessione generale. (continua…)

San Vito lo Capo – Caribe Siciliano

By Raisi

Luce che ti avvolge e ancor di più ti abbaglia. Tre chilometri di spiaggia fine e bianchissima, delimitata ai lati da una costa che si alza e si frange in calette di ghiaia sassosa ed angoli romanticamente di roccia selvaggia. Il mare semplicemente a San Vito lo Capo resta protagonista dell’abitato con il  turchese tropicale delle sue acque cristalline, indescrivibilmente trasparenti (solo le foto riescono ad aiutarmi dove le parole non arrivano), caraibico scenario in terra siciliana; e la sabbia che dolcemente degrada verso il largo, passerelle in legno, torrette di avvistamento, con assistenti bagnanti che garantiscono una nuotata sicura. (continua…)

ENCELADO, mito di nascita della Sicilia.

By Raisi
SELINUNTE METOPA TEMPIO E

SELINUNTE METOPA TEMPIO E

C’era un tempo in cui gli uomini non abitavano ancora la terra e gli Dei dell’Olimpo furono sfidati per la supremazia del mondo. I Giganti, nati da Gea (la Terra) fecondata dal sangue di Urano precipitato al suolo quando il figlio Crono evirò il padre, ingaggiarono una battaglia furibonda. Aizzati dalla madre misero tre montagne una sopra l’altra per raggiungere l’Olimpo. Tutti i Giganti stavano prendendo il sopravvento sugli dei, solo Zeus, Poseidon, Athena e Artemide resistevano agli attacchi fino a quando in loro soccorso arrivo un semi dio, Eracle, figlio di Zeus e di una mortale, che con la sua forza prodigiosa riuscì a dare il colpo di grazia ai ribelli, ribaltando la situazione, sconfitti i giganti furono relegati nelle profondità del sottosuolo.
Ma dell’avvincente Gigantomachia noi voliamo raccontare dello scontro tra la dea Athena ed il gigante Encelado.
Costui era terribile, altissimo, con lunghi capelli inanellati e lunga barba e coda di serpente a coprire i piedi. Stava per raggiungere la vetta della dimora celeste, ma la dea Athena, indossata la sua armatura, lei dea di giustizia, temperanza e sapienza, scaglia la dea Nike (vittoria) al suo servizio contro il gigante, Encelado tentò di fuggire così la dea brandisce lo scudo della giustizia, che tante volte nella raffigurazioni viene appoggiato alla gamba sinistra della dea, e lo scaglia contro il gigante. (continua…)