Quando si realizzerà il federalismo e i centri di spesa saranno più vicini e controllabili dai cittadini i conti degli enti locali torneranno in ordine e diminuiranno anche le uscite, grazie ad una razionalizzazione dei bilanci. Questo è l’inizio della favola sul federalismo che Silvio, Umberto e gli altri amano raccontare per addormentare gli elettori.
La realtà, si vede già ora, è un poco diversa. In Sicilia, come spiega oggi diffusamente La Stampa, i centri di spesa sono vicinissimi e i soldi arrivano pure copiosi dall’Unione europea: 8,5 miliardi di euro tra il 2000 e il 2008. Un bel tesoretto. Quindi per arrivare sono arrivati e sono pure stati spesi. Ma con quali effetti virtuosi sulla società siciliana?
L’elenco è chiaro quanto disarmante: 700 milioni di euro utilizzati per le rete idrica hanno portato ad un peggioramento del servizio. 300 milioni sono andati alla gestione dei rifiuti, ottenendo una raccolta differenziata del 6% (quando la legge prescrive il 35%). Altri 300 milioni di euro dovevano incrementare la produzione di energia da fonti alternative, che però si è fermata al 5% contro il 9% di media del Sud. 230 milioni spettavano al miglioramento del servizio ferroviario ma hanno interessato solo 8 chilometri di linea. (continua…)
All’inizio degli anni ’80 fui invitato ad una riunione nella quale doveva essere presentato il nuovo responsabile del Partito Comunista Italiano per l’area delle Madonie.
Come sede fu scelta la sede di un’associazione di artigiani.
L’economia del paese poggiava in prevalenza sulla coltivazione del carciofo.
L’introduzione del responsabile locale dell’associazione e gli interventi successivi ruotarono tutti attorno alla crisi che colpiva il settore. Non è detto in effetti che la crisi ci fosse davvero in quanto in Sicilia, e forse non solo in Sicilia, gli agricoltori si lamentano sempre.
La discussione andava avanti con il predestinato a rappresentare il PCI che dimostrava sempre più segni di insofferenza.
Quando per lui la misura fu colma, sbottò: “Compagni, io sono venuto per parlare di politica, non di carciofi”.
Ho voluto ricordare questo episodio perchè proprio in quel periodo cominciavano a manifestarsi con chiarezza i segni del distacco della politica dai biosgni della gente. Una vera mutazione che invertiva il processo “dai carciofi alla politica” nel processo “dalla politica ai carciofi”. La politica tendeva a diventare una categoria autonoma e indipendente dai bisogni della gente. Si spegneva la capacità di ascolto. (continua…)
(AGI) – Palermo, 8 giu. – E’ stato completato, dopo due mesi e mezzo di analisi, il dossier sullo stato di crisi dell’agricoltura siciliana – realizzato su proposta dell’assessore regionale Titti Bufardeci – utile a verificare i parametri economici fondamentali del settore. “Quelli che abbiamo raccolto sono numeri letteralmente spaventosi – commenta l’assessore alle Risorse agriole-. Da soli danno l’idea di una situazione drammatica, che rende necessaria e non piu’ rinviabile una politica straordinaria, a tutti i livelli istituzionali, che sia in grado di fronteggiare una crisi che rischia di cancellare agricoltura e zootecnia siciliana”. Nella scheda analitica realizzata dagli uffici dell’assessorato alle risorse agricole della Regione siciliana, sono raccolti i dati 2009 del reddito medio di ogni ettaro di terreno, con la comparazione rispetto al triennio precedente. Secondo le stime raccolte,la produzione cerealicola subisce una contrazione dei redditi del 38 per cento: ogni ettaro nel triennio precedente, garantiva ai produttori un reddito di 124,1 euro, a fronte dei 76,74 del 2009. Il crollo dei redditi e’ causato solo in parte della lievitazione dei costi di produzione, che passano dai 426,5 euro per ettaro del triennio precedente ai 447,8 euro del 2009. (continua…)
The Economist, prestigiosa rivista economica, ridisegna scherzosamente la cartina dell’Europa sulla base dell’andamento economico dei paesi del vecchio continente, in questi giorni finito sotto l’attacco di speculazioni finanziarie che hanno puntato a indebolirne la moneta unica.
Dietro all’unità monetaria, c’è di fatto un continente che manca di unità politica, e si presenta come un collage variegato di stati e nazioni che vengono spostati dalla posizione originaria per occuparne una più consona alla situazione attuale.
Così l’Inghilterra che attraversa una fase di difficiltà viene sposta a sud e il meridione d’italia con tutta Roma viene separato nettamente dal centro nord e trasformato in un’isola alla deriva.
Secondo The Economis il settentrione d’Italia potrebbe venire unito in una nuova alleanza tra le regioni del centro nord, degna di essere chiamata “Italia”, e idealmente gestita da un Doge a Venezia, mentre il resto d’Italia, da Roma in giù, dovrebbe essere separato e unire la Sicilia per formare un nuovo paese, chiamato ufficialmente il Regno delle Due Sicilie (ma soprannominato Bordello). Si potrebbe formare così un’unione monetaria con la Grecia, ma nessun altro.
L’associazione con la Grecia non va ovviamente presa come un complimento, visto che è attualmente la palla al piede dell’europa, avendo messo a dura prova nelle ultime settimane la stabilità dell’euro. Anche noi meridionali dobbiamo dunque ritenerci declassati dal “The Economist”. (continua…)
Puntata di EXIT FILES del 7 maggio, un’inchiesta, firmata da Claudia Di Pasquale e Teresa Paoli intitolata “Leghismo alla siciliana”, che documenta un’incredibile serie di sprechi che hanno causato il deficit finanziario accumulato negli anni dalla regione Sicilia, per capire cosa potrà accadere quando il federalismo leghista dalle parole passerà ai fatti.
Il servizio presenta una descrizione dei fatti intorno al vero nodo della politica meridionale, il lavoro e il consenso.
Un Check up della situazione economico sociale del Mezzogiorno d’Italia, dove emergono anche delle note positive da parte delle generazioni più giovani per ciò che riguarda una scolarizzazione in aumento e la capacità di reagire alle modifiche del mercato. Purtroppo si tratta della fascia di popolazione più debole e costretta all’emigrazione con il solito diploma di laurea in mano. Volersi privare di giovani brillanti vuol dire non avere alcuna voglia di interrompere l’emorragia di capitale umano fondamentale per fare risollevare il Sud.
(Teleborsa) – Roma, 21 apr – Dal Check up Mezzogiorno, curato da Confindustria in collaborazione con l’Istituto per la Promozione Industriale, e dall’ampia raccolta di grafici e tabelle – riferiti alle grandezze macroeconomiche e ai principali fenomeni (dal mercato del lavoro alla struttura produttiva; dall’internazionalizzazione all’innovazione; dalle infrastrutture all’ambiente; dal funzionamento degli strumenti agevolativi alla “qualità della vita” e al funzionamento dei servizi pubblici – emergono i contornidi una vera e propria “emergenza Sud”.
In particolare, si moltiplicano nelle regioni meridionali segnali di difficoltà decisamente più marcati rispetto a quelli riscontrabili nel resto del Paese: da una riduzione del PIL più elevata rispetto alla media nazionale (quasi mezzo punto nel biennio 2008-2009), a una più ampia caduta dell’occupazione (194mila occupati in meno al Sud nel 2009); da un divario di produttività pari al 16% rispetto al Centro Nord, al forte calo delle esportazioni (tornate al livello del 2001). È come se dieci anni di lenti e faticosi tentativi di recuperare la distanza dal resto del Paese fossero stati rapidamente cancellati. (continua…)
“La Banca del Sud non sara’ un carrozzone ma uno strumento che deve stare sul territorio dove ci sono le Pmi per fare credito”. Lo assicura il ministro dell’EconomiaGiulio Tremonti, presentando a Roma, alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro alle Attivita’ Produttive Claudio Scajola, il comitato promotore della Banca del Mezzogiorno. Concetto ribadito anche dal presidente del Consiglio, che sottolinea come “questa banca non sta in piedi con i soldi dei contribuenti e quindi non sara’ – ricorda Berlusconi – un carrozzone pubblico. La partecipazione dello Stato durera’ solo 5 anni, e ai soci garantisco che il Governo sara’ vicino per tutto quello che e’ possibile fare contro la burocrazia”. (continua…)
Volàno dell’economia persino in tempo di crisi, la pubblicità – in tutte le sue forme – rappresenta uno dei settori di punta e in continua espansione anche nel nostro territorio. Città multiculturale e globale, Catania ospiterà, nel weekend dal 5 al 7 marzo, al Centro fieristico Le Ciminiere, la quarta edizione dell’Expo della pubblicità, il Salone regionale della comunicazione, della promozione aziendale e delle soluzioni per la stampa professionale. (continua…)
Molti pensano che l’economia della Sicilia si avvicini più a quella del terzo mondo che a quella europea. Le vicende della chiusura dell’inefficiente stabilimento industriale di Termini non fanno che avvalorare questa idea molto diffusa. Eppure esistono delle eccellenze che dimostrano come il progresso e la modernità siano compatibili con questa meravigliosa terra. Secondo una classifica stilata circa un anno fà da esperti tecnologi, tra le cinque città più tecnologica del mondo c’è Catania. Prima in Europa, davanti a lei solo Dubai, Tokyo, Bangalore e Mountain View, la patria di Google, un’azienda nata 10 anni fa dall’idea di due geniali studenti squattrinati, oggi il motore di ricerca più importante che decide le regole della pubblicità in internet fatturando miliardi di dollari all’anno.
Non ve lo aspettavate, dite la verità! Nel profondo sud italico esiste un centro industriale chiamato Etna Valley, dove hanno sede aziende del calibro di Nokia, IBM, Nortel, Alcatel… ma soprattutto ST Microelectronics. Probabilmente non l’avete mai sentita nominare, ma è una delle più importanti società del mondo nella produzione di microchip. I suoi componenti sono praticamente ovunque!
Nel cuore della Sicilia, in provincia di Enna, nascerà la prima centrale a biomassa dell’Isola, che utilizza legno di eucalipto proveniente dalla regione e sarà in grado di illuminare una vasta area, con energia pulita, rinnovabile ed ecologica. La centrale sarà realizzata e collegata alla Rete Elettrica Nazionale in 25 mesi: 22 mesi per il completamento della progettazione esecutiva, l’acquisto delle apparecchiature e la costruzione, 3 mesi per la “messa a punto” dell’impianto ed i collaudi. Subito dopo sarà pronta per la produzione industriale di energia elettrica immessa nella rete nazionale. La biomassa che verrà utilizzata dalla Centrale è costituita intermente da cippato di eucalipto provenienti dai boschi di proprietà dell’Afor, Azienda Regionale Foreste Demaniali delle province di Enna e Caltanissetta. L’8 febbraio prossimo ci sarà la posa della prima pietra nella Valle del Dittaino. La progettazione e la realizzazione della Centrale è stata affidata alla IG, Infrastrutture e Gestioni SpA., società di ingegneria con sede legale a Roma, azionista di maggioranza della Sper. Tutte le operazioni di taglio, cippatura e trasporto della biomassa saranno eseguite dalla Biomasse Sicilia S.p.A. (BMS). (continua…)
Fiat con occhi a mandorla? A pochi giorni dall’incontro di Palazzo Chigi nel operai fiatquale l’ad Fiat Sergio Marchionne illustrerà il piano Fiat per l’Italia a Governo e sindacati, spunta la pista cinese. Rumors, indiscrezioni, notizie fatte filtrare ad arte. Sembra che ci siano tutti gli elementi di un ballon d’essai adatto a depistare l’attenzione di tutti sulla questione centrale della permanenza della produzione Fiat a Termini Imerese. Ieri nella cittadina del palermitano si è svolta una manifestazione a cui hanno partecipato circa 10 mila persone tra tute blu, cittadini e studenti, tutti coinvolti in un futuro incerto e certamente non roseo. Dall’altro capo del mondo il presidente cinese Yin Tongyue della Chery Automobilies, già partner della Fiat per la produzione di auto in Cina con motori italiani, ha dichiarato sorpresero che ha appreso dalla stampa di un suo interesse per lo stabilimento di Termini Imerese. Di rimbalzo in Italia il ministro per le attività produttive Claudio Scajola ha dichiarato: “Noi vogliamo far crescere la produzione di auto in Italia. Ci auguriamo di farlo con Fiat ma siamo aperti a chiunque voglia venire”. (continua…)
Italia a due velocità: il nord è l’area più ricca e il sud l’area più povera della comunità europea.
Mentre la nostra inadeguata classe dirigente si dedica ad attività che hanno a che fare con tutto tranne che con gli interessi dei cittadini, il divario socio economico tra nord e sud continua a essere sempre più marcato. Già, perchè oltre al divario economico che umilia il mezzogiorno d’Italia, rimane il fatto che in questo paese vi sono cittadini di serie a e di serie b.
Se a un giovane, non figlio di un potente, che ha investito sul suo futuro e conseguito un’alta scolarizzazione, non rimane altra possibilità che quella di emigrare per potere aspirare a una vita dignitosa, evidentemente in questo paese esiste una profonda ingiustizia sociale non dichiarata.
Secondo il governatore della banca d’Italia Mario Draghi il mezzogiorno d’Italia è tenuto sotto scacco dalla criminalità organizzata, infiltrata in buona parte delle pubbliche amministrazioni. La classe dirigente del Mezzogiorno è insomma inadeguata ad affrontarne i problemi di sviluppo. Se nonostante tutti gli aiuti al Sud, il divario con il nord non si è ridotto negli ultimi trent’anni è evidente che esiste una volontà precisa a mantenere questo stato di cose.
Non si possono immaginare dei progressi se non con l’applicazione di politiche nazionali, che passino attraverso la lotta alla criminalità. Su questo punto ogni cittadino può fare certamente molto, ognuno nel proprio piccolo, per migliorare l’ambiente in cui vive. Una società dove prevalgono valori positivi, non può che produrre giustizia e sviluppo socio economico. Ciascuno di noi dovrebbe interrogare la propria coscienza e capire cosa di ciò che può fare non ha ancora fatto, prima di puntare il dito su fattori esterni.
Offerte di lavoro in Sicilia dal motore si ricerca Careerjet
Con CareerJet puoi cercare tra migliaia di offerte in Sicilia, presenti nei principali portali di lavoro italiani. Inserisci l’area (città, regione) e il settore di tuo interesse per ottenere una lista completa delle posizioni aperte in questo momento.
Careerjet è un motore di ricerca che attinge ai principali siti di annunci di lavoro italiani. Come ogni motore di ricerca, per ottenere le informazioni desiderate va interrogato con le giuste parole chiave.
Il nostro consiglio è che le parole di ricerca siano il più possibile specifiche, procedendo dal particolare al generale qualora le informarzioni ottenute non siano sufficienti.
Purtroppo molti siciliani, dopo tanto cercare, sono costretti a sostituire il campo di ricerca “Dove” con parole come “Milano”, “Roma”, “Torino”, “Lombardia”, “Veneto”..Ma mai darsi per vinti. Buona fortuna!
Le incisioni della Grotta dell’Addaura sono uno dei più significativi esempi di arte rupestre paleo-mesolitica. La grotta è situata sul Monte Pellegrino a Palermo e il ritrovamento dei graffiti è recente ed è stato del tutto casuale. Le tre grotte che costituiscono il complesso dell’Addaura nel massiccio del Monte Pellegrino erano già state studiate dai paletnologi dato che in esse era stato ritrovato lo scheletro di un elefante nano. Fu dopo lo sbarco in Sicilia e l’arrivo a Palermo nel 1943 che gli alleati, in cerca di un sito idoneo, avevano destinato le grotte a deposito di munizioni ed esplosivi. Lo scoppio accidentale dell’arsenale a fine guerra provocò lo sgretolamento delle pareti della grotta principale e il crollo di un diaframma di roccia portando alla luce i graffiti fino ad allora coperti dalla patina del tempo. I graffiti vennero studiati accuratamente dalla professoressa Jole Bovio Marconi i cui studi furono pubblicati nel 1953. Per la prima volta compaiono figure umane, in mezzo ad una moltitudine di bovidi, cavalli selvatici e cervi, rappresentate in una specie di danza rituale, segno tangibile che in quella comunità esisteva una forma di religiosità. La scena mostra un cerchio di nove figure essenziali che sottolineano le movenze del corpo, mentre i volti sono appena abbozzati e sembrano coperti da maschere che raffigurano uccelli. (continua…)
Il 5 novembre alle 10.30 presso il Kursaal Tonnara (via Bordonaro 9, Palermo) siete tutti invitati a partecipare all’evento di lancio di un nuovo progetto: Addiopizzo Travel, il primo operatore turistico che propone turismo etico a sostegno di chi ha detto no alla mafia.
PRESENTAZIONE DI ADDIOPIZZO TRAVEL
TURISMO ETICO A SOSTEGNO DI CHI HA DETTO NO ALLA MAFIA!
Il turismo pizzo-free è lo strumento di partecipazione del viaggiatore responsabile, di colui che, pur non vivendo in Sicilia, vuole dare un contributo concreto ad un circuito di economia pulita.
Si tratta di una particolare forma di turismo etico che valorizza le imprese che hanno detto no alla mafia. I nostri ospiti soggiorneranno e consumeranno i pasti presso strutture ricettive e ristoranti che non pagano il pizzo, utilizzeranno i servizi delle ditte iscritte alla lista di Addiopizzo, visiteranno le aziende sorte su terreni confiscati alla mafia. I nostri ospiti avranno la possibilità di vivere da protagonisti un entusiasmante percorso di riconquista del territorio e di sviluppo economico nella legalità.
AddiopizzoTravel assicura loro una vacanza RIVOLUZIONARIA, facendo godere della straordinaria bellezza della Sicilia contribuendo alla lotta per lo sradicamento del fenomeno mafioso.
L’idea è semplice: anche il viaggiatore di passaggio in Sicilia può trasformarsi in un “consumatore critico Addiopizzo“.
Sulla opportunità di realizzare il Ponte sullo stretto di Messina i siciliani sono stati sempre in profondo disaccordo. Lo sono stati e lo sono indipendentemente dalla specifica militanza politica.
In modo molto schematico i favorevoli sostengono che il ponte sarebbe un’opera di attrazione straordinaria che porterebbe in Sicilia un gran numero di turisti, velocizzerebbe la mobilità tra la Sicilia e il continente, oltre ovviamente a dare una boccata di ossigeno all’economia locale per gli investimenti necessari alla sua realizzazione.
Coloro che sono contrari sostengono a loro volta che le risorse necessarie possono essere utilizzare meglio per potenziare le infrastrutture per la mobilità della Calabria e della Sicilia e per opere di riqualificazione del territorio indispensabili per arginare disastri come, ad esempio, quello di Giampilieri.
La materia è troppo complessa per liquidarla con poche battute da Bar dello sport.
Tuttavia senza sposare nè l’una tesi nè l’altra ci sembra doveroso proporre qualche elemento di riflessione generale. (continua…)
In questo sito si parla spesso di economia in Sicilia e di come questa per crescere abbia bisogno innanzitutto di idee innovative.
Sul sito economiasicilia.com, leggiamo della nascita di una rete in franchising di punti vendita di prodotti enogastronomici siciliani sotto il marchio “L’Eden dei Sapori”.
L’inaugurazione è avvenuta pochi giorni fa a Castelvetrano (Trapani), e nelle prossime settimane apriranno nuove enoteche a Palermo, Cefalù (Palermo), Mistretta, Capo d’Orlando e Taormina (Messina), San Vito Lo Capo (Trapani), Sciacca (Agrigento). Entro l’anno il marchio dovrebbe uscire dalla Sicilia con l’apertura di punti vendita a Milano, Torino, Pordenone, Parma e Jesi (Ancona).
Negli scaffali dei negozi “L’Eden dei Sapori” oltre al vino si possono trovare anche liquori, olio extravergine di oliva, formaggi e salumi.”Scopo di questa ambiziosa iniziativa – spiega Francesco Bonino, uno degli imprenditori che hanno investito nel progetto – è quella di dare alle aziende associate la possibilità di potere disporre gratuitamente di uno spazio vendita presso i negozi senza alcun costo; l’unica condizione è che la fornitura dei prodotti venga fatta in “conto vendita”.
Ci auguriamo che questa iniziativa possa avere successo. La scelta del conto vendita creerà probabilmente qualche complicazione nella gestione dell’attività, ma è un modo innovativo per dare visibilità al prodotto, facendolo arrivare sugli scaffali dei punti vendita dislocati sul territorio nazionale.
La Sicilia in Italia, la Spagna all’estero sono le mete preferite dagli italiani per l’estate 2009. Come mostra l’indagine Unioncamere-Isnart in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale del Turismo, resta stabile rispetto al 2008 il numero di nostri connazionali che trascorrera’ un periodo di ferie nel corso dei mesi estivi (circa 26 milioni).
Si conferma nei numeri la presenza italiana nelle localita’ del Belpaese. A fine stagione, infatti, gli italiani che avranno svolto una vacanza in Italia (compresi quelli che faranno vacanza anche all’estero) dovrebbero essere 18,3 milioni (18,1 nel 2008) contro solo 7,7 milioni all’estero (erano 10,4 milioni la scorsa estate). Per la vacanza estiva, gli italiani dichiarano di aver previsto una spesa media di circa 889 euro per le localita’ nazionali e di circa 1.223 euro per quelle all’estero. Si stima dunque una spesa complessiva degli italiani per l’estate 2009 di 25,7 miliardi di euro, di cui 16,3 miliardi in Italia e 9,4 miliardi all’estero. Sicilia (9,9%), Puglia (9%), Emilia Romagna (8,6%), Toscana (8,1%) e Sardegna (7,8%) le destinazioni italiane piu’ gettonate. All’estero, in cima alla classifica si pongono Spagna (1,2 milioni), Francia (985 mila) e Grecia (909 mila). (continua…)
Abbiamo scelto questo titolo che in italiano si traduce in “Mentre il medico studia, il malato muore“, perchè, da qualche mese aprendo i quotidiani locali siamo bombardati da 2 tipologie di notizie.
Da una parte tante imprese, tra cui anche la Fiat che dichiarano forfait, le città sporche all’inverosimile, i servizi sociali abbandonati a se stessi e dall’altra il dibattito politico se sia preferibile “un partito del Sud” o se “ci voglia più Sud nei partiti”.
In altre parole mentre il cittadino vive disagi gravi, in molti casi legati alla stessa sopravvivenza, la classe politica piuttosto che provare a risolvere anche un solo problema si gingilla su temi di così dotta rilevanza. Essa appare assolutamente schizofrenica.
Ciò che fa rabbia è che la Sicilia è ricca di risorse naturali e umane che potrebbero cambiarle il volto.
Basterebbe poco e in ciò la politica dovrebbe avere una parte rilevante. Questo poco è la creazione di una cultura che abbia in considerazione i valori della competenza e del merito, che non consideri i giovani “handicappati mentali” e sappia incoraggiare l’espressione della loro capacità.
Vogliamo finirla con il piangerci addosso invocando sempre la marginalità geografica e la povertà del nostro tessuto economico che non consente gli investimenti necessari per favorire il decollo dell’economia?
Ragioniamo su questo dato. Le due più grandi imprese nate negli ultimi anni, Microsoft e Google, sono state costituite con risorse finanziarie pari grossomodo a 3 mesi di stipendio di un assessare della Regione Siciliana.
Il primo fattore per la creazione della ricchezza infatti sono le idee.
Rika è il nuovo marchio di borse di Enrica Bartali
Enrica Bartali, toscana di origine, catanese d’adozione fa il suo ingresso nel mondo della “moda” con un nuovo marchio, da lei ideato, e presentato ieri nel capoluogo etneo. Assolutamente made in Sicily, il nuovo marchio si chiama Rika. “Ho cercato di coniugare l’eccellenza nella realizzazione sartoriale artigianale e la creatività nella ricerca dei materiali e nel design, e ho voluto coniugare il look vintage anni ’60 con la contemporaneità” spiega Enrica Bartali che pensa personalmente al disegno e alla realizzazione delle sue borse.
“Non è un caso che la presentazione di queste borse “Hand made in Sicily with passion” avvenga presso Individual, uno spazio dedicato all’hair dressing che fa l’occhiolino all’arte, alla moda, alla musica e al design” spiega la stilista “E’ sì un salone per capelli ma anche spazio capace di ospitare creatività”. E proprio da Individual saranno in vendita le borse “Rika”, in attesa che la stilista avvii un percorso che la porti ad esportare le sue collezioni oltre lo Stretto. “L’obiettivo è quello” asserisce senza remore. E prosegue: “I miei sono pezzi rari accuratamente progettati e realizzati a mano con la stessa passione e capacità di sognare; in cui funzionalità e pura estetica si incontrano in una rivisitazione creativa del vintage. (continua…)