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INIZIATIVA IN ADESIONE ALLA “Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile” – 18 al 24 novembre 2013

INIZIATIVA IN ADESIONE ALLA “Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile” promossa dalla Commissione nazionale UNESCO che si svolgerà dal 18 al 24 novembre 2013 .
Le associazioni culturali:” Itiner’ars”, “La Palermo dei Misteri”, “Castello di Maredolce”, “Art Mundi” e “Rodoarte ONLUS abbiamo creato un programma di iniziative ed eventi pubblici con lo scopo di diffondere valori, conoscenze e stili di vita orientati al rispetto del bene comune e delle risorse del pianeta.
L’iniziativa strutturata è racchiusa nel Progetto intitolato:
“Natura ed Artificio nel Paesaggio costruito,
tra genialità e fervore creativo.”

L’attenzione è stata rivolta al Paesaggio costruito inteso come luogo naturale dell’ambiente in ogni caso modificato dall’uomo, talvolta con l’ingegno e la creatività, che diventa paesaggio urbano o rurale, naturale o artefatto e spesso tanto fortemente da connotare inequivocabilmente un territorio. . Allora tocca a noi tutti riscoprirne la Bellezza; essa va ricercata attentamente anche se non sempre è visibile, non sempre reale, non sempre immediata, va preservata e tutelata, va goduta in maniera consapevole e durevole, va riscoperta, condivisa e potenziata, va sopratutto affidata alle generazioni future. Ricerchiamo dunque la Bellezza del Paesaggio nel Paesaggio della Bellezza, rintracciando posti dove l’antico si fonde con l’attuale, riscoprendo manufatti dove lo stile si identifica con il territorio, ritrovando luoghi vissuti dove poter respirare ancora profumi, colori e suoni della tradizione e della Cultura Mediterranea. Continue Reading

La politica siciliana e la storia dei carciofi

All’inizio degli anni ’80 fui invitato ad una riunione nella quale doveva essere presentato il nuovo responsabile del Partito Comunista Italiano per l’area delle Madonie.

Come sede fu scelta la sede di un’associazione di artigiani.

L’economia del paese poggiava in prevalenza sulla coltivazione del carciofo.

L’introduzione del responsabile locale dell’associazione e gli interventi successivi ruotarono tutti attorno alla crisi che colpiva il settore. Non è detto in effetti che la crisi ci fosse davvero in quanto in Sicilia, e forse non solo in Sicilia, gli agricoltori si lamentano sempre.

La discussione andava avanti con il predestinato a rappresentare il PCI che dimostrava sempre più segni di insofferenza.

Quando per lui la misura fu colma, sbottò: “Compagni, io sono venuto per parlare di politica, non di carciofi”.

Ho voluto ricordare questo episodio perchè proprio in quel periodo cominciavano a manifestarsi con chiarezza i segni del distacco della politica dai biosgni della gente. Una vera mutazione che invertiva il processo “dai carciofi alla politica” nel processo “dalla politica ai carciofi”. La politica tendeva a diventare una categoria autonoma e indipendente dai bisogni della gente. Si spegneva la capacità di ascolto. Continue Reading

Agricoltura. Crollo dei redditi in Sicilia

(AGI) – Palermo, 8 giu. – E’ stato completato, dopo due mesi e mezzo di analisi, il dossier sullo stato di crisi dell’agricoltura siciliana – realizzato su proposta dell’assessore regionale Titti Bufardeci – utile a verificare i parametri economici fondamentali del settore. “Quelli che abbiamo raccolto sono numeri letteralmente spaventosi – commenta l’assessore alle Risorse agriole-. Da soli danno l’idea di una situazione drammatica, che rende necessaria e non piu’ rinviabile una politica straordinaria, a tutti i livelli istituzionali, che sia in grado di fronteggiare una crisi che rischia di cancellare agricoltura e zootecnia siciliana”. Nella scheda analitica realizzata dagli uffici dell’assessorato alle risorse agricole della Regione siciliana, sono raccolti i dati 2009 del reddito medio di ogni ettaro di terreno, con la comparazione rispetto al triennio precedente. Secondo le stime raccolte,la produzione cerealicola subisce una contrazione dei redditi del 38 per cento: ogni ettaro nel triennio precedente, garantiva ai produttori un reddito di 124,1 euro, a fronte dei 76,74 del 2009. Il crollo dei redditi e’ causato solo in parte della lievitazione dei costi di produzione, che passano dai 426,5 euro per ettaro del triennio precedente ai 447,8 euro del 2009. Continue Reading

“The Economist” declassa il meridione a “Bordello”

The Economist, prestigiosa rivista economica, ridisegna scherzosamente la cartina dell’Europa sulla base dell’andamento economico dei paesi del vecchio continente, in questi giorni finito sotto l’attacco di speculazioni finanziarie che hanno puntato a indebolirne la moneta unica.

Dietro all’unità monetaria, c’è di fatto un continente che manca di unità politica, e si presenta come un collage variegato di stati e nazioni che vengono spostati dalla posizione originaria per occuparne una più consona alla situazione attuale.

Così l’Inghilterra che attraversa una fase di difficiltà viene sposta a sud e il meridione d’italia con tutta Roma viene separato nettamente dal centro nord e trasformato in un’isola alla deriva.

Secondo The Economis il settentrione d’Italia potrebbe venire unito in una nuova alleanza tra le regioni del centro nord, degna di essere chiamata “Italia”, e idealmente gestita da un Doge a Venezia, mentre il resto d’Italia, da Roma in giù, dovrebbe essere separato e unire la Sicilia per formare un nuovo paese, chiamato ufficialmente il Regno delle Due Sicilie (ma soprannominato Bordello). Si potrebbe formare così un’unione monetaria con la Grecia, ma nessun altro.

L’associazione con la Grecia non va ovviamente presa come un complimento, visto che è attualmente la palla al piede dell’europa, avendo messo a dura prova nelle ultime settimane la stabilità dell’euro. Anche noi meridionali dobbiamo dunque ritenerci declassati dal “The Economist”. Continue Reading

Economia: Check up sul Mezzogiorno

Un Check up della situazione economico sociale del Mezzogiorno d’Italia, dove emergono anche delle note positive da parte delle generazioni più giovani per ciò che riguarda una scolarizzazione in aumento e la capacità di reagire alle modifiche del mercato. Purtroppo si tratta della fascia di popolazione più debole e costretta all’emigrazione con il solito diploma di laurea in mano. Volersi privare di giovani brillanti vuol dire non avere alcuna voglia di interrompere l’emorragia di capitale umano fondamentale per fare risollevare il Sud.

(Teleborsa) – Roma, 21 apr – Dal Check up Mezzogiorno, curato da Confindustria in collaborazione con l’Istituto per la Promozione Industriale, e dall’ampia raccolta di grafici e tabelle – riferiti alle grandezze macroeconomiche e ai principali fenomeni (dal mercato del lavoro alla struttura produttiva; dall’internazionalizzazione all’innovazione; dalle infrastrutture all’ambiente; dal funzionamento degli strumenti agevolativi alla “qualità della vita” e al funzionamento dei servizi pubblici – emergono i contornidi una vera e propria “emergenza Sud”.
In particolare, si moltiplicano nelle regioni meridionali segnali di difficoltà decisamente più marcati rispetto a quelli riscontrabili nel resto del Paese: da una riduzione del PIL più elevata rispetto alla media nazionale (quasi mezzo punto nel biennio 2008-2009), a una più ampia caduta dell’occupazione (194mila occupati in meno al Sud nel 2009); da un divario di produttività pari al 16% rispetto al Centro Nord, al forte calo delle esportazioni (tornate al livello del 2001). È come se dieci anni di lenti e faticosi tentativi di recuperare la distanza dal resto del Paese fossero stati rapidamente cancellati. Continue Reading