Articoli su: cultura

Foto di Carretti siciliani

By Gallito
Carretto siciliano

Carretto siciliano

Foto di carretti siciliani

Il carretto siciliano è un simbolo dell’artigianato dell’isola. Il carretto ha perduto da molto tempo la sua originaria funzione di carro agricolo, per diventare un’icona della cultura del suo popolo, esuberante e vanitoso come pochi altri. I primi esemplari risalirebbero al ’700, prima di allora non vi erano strade in condizione tale da consentire il trasporto su carri. Ciò che colpisce l’attenzione guardando un carretto non è certo la sua funzione logistica, ma le sue decorazioni, che bravi artigiani fecero ispirandosi alle vicende più disparate: paladini di Carlo Magno nell’atto di sconfiggere draghi e ogni genere di terribile nemico, eventi miracolosi, momenti di vita familiare, fatti di cronaca che avevano particolarmente colpito la fantasia popolare.

Un articolo di questo sito che parla del carretto siciliano in modo più approfondito lo trovi cliccando qui.
In questo post ho inserito uno slideshow con foto sul carretto siciliano fatto grazie alla condivisione di immagini tra la gente più diversa, dai sicilani ai turisti nordici che saranno rimasti meravigliati dalla singolare esplosione di colori e di fantasia della cultura siciliana che si rispecchia nelle decorazioni dei suoi antichi carretti.

MIRIAM LEONE, da Catania ormai nel cuore di tutti gli italiani

By Raisi

miriam-leoneOrmai lanciata nell’olimpo delle dive del piccolo schermo, Miriam Leone, Catanese DOC, in questo anno ne ha fatta di strada e adesso si appresta a conquistare la prima serata su Rai Uno con lo show Ciak… si canta!, insieme al comico Pino Insegno. Nata il 14 Aprile 1985, ha vissuto ad Acireale dove passa la sua infanzia e adolescenza. Frequenta il liceo Classico “Gulli e Pennisi” dove si è diplomata, pensate, insieme a Fausto Raciti (altra storia tutt’altro che allegra). Nel febbraio 2008 è stata eletta reginetta dell’ splendido Carnevale delle sua Acireale e a breve conquisterà anche la fascia di Miss Prima dell’Anno 2008, titolo acquisito durante il programma di Carlo Conti, L’anno che verrà. Dopo l’eliminazione e il ripescaggio la sua bellezza ma ancor di più la sua trascinante simpatia, il grande carattere e una buona dose di cultura conquista gli italiani che sul podio di Salsomaggiore la incoronano Miss Italia 2008. Dal 1 giugno 2009 conduce, su Rai Uno, Uno Mattina Estate, in coppia con Arnaldo Colasanti, istituendo una sorta di primato: non era mai successo, infatti, che una Miss Italia, nell’anno della sua elezione e in possesso del titolo, venisse chiamata alla conduzione di un programma così impegnativo di Rai Uno per la durata di tre mesi. (continua…)

Carmen Consoli omaggia Rosa Balisteri

By Raisi

Carmen Consoli all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco canta “ROSA CANTA E CUNTA” cover di Rosa Balistreri – settembre 2008

Made in Sicily premiati da SLOW FOOD

By Raisi

logo_slow_foodSlow Food è il movimento per la tutela e il diritto al piacere.
Slow Food promuove, comunica e studia la cultura del cibo in tutti i suoi aspetti.
La sua mission è:
• EDUCARE al gusto, all’alimentazione, alle scienze gastronomiche.
• SALVAGUARDARE la biodiversità e le produzioni alimentari tradizionali ad essa collegate: le culture del cibo che rispettano gli ecosistemi, il piacere del cibo e la qualità della vita per gli uomini.
• PROMUOVERE un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione, creando una rete virtuosa di relazioni internazionali e una maggior condivisione di saperi.
La filosofia di Slow Food parte dalla riscoperta del piacere attraverso la cultura materiale. Il piacere è quello alimentare, dotto, sensibile, condiviso e responsabile. Dire piacere alimentare significa ricercare le produzioni lente, ricche di tradizione e in armonia con gli ecosistemi; significa difendere i saperi lenti, che scompaiono insieme alle culture del cibo; significa lavorare per la sostenibilità delle produzioni alimentari e quindi per la salute della Terra e la felicità delle persone.
Vi presentiamo le eccellenze siciliane messe in evidenza da questa importante associazione:

ape neraApe nera siculaIn tutta la regione – Un’ape scurissima, quasi nera, che ha popolato per
millenni la Sicilia ma che si trova in questo momento a forte rischio di estinzione. E’ molto
produttiva, lavora anche a temperature elevate, quando le altre api si bloccano e sopporta bene
gli sbalzi di temperatura.

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SUTERA – unica Bandiera Arancione di Sicilia

By Raisi

suteraDal 2002 Sutera, pittoresco borgo medievale in provincia di Caltanissetta, è una delle 162 località insignite della Bandiera Arancione, il marchio di qualità assegnato dal Touring Club Italiano nella’ambito del progetto Sviluppo Italia. L’iniziativa intende valorizzare i centri minori dell’entroterra che promuovono il turismo nel rispetto dell’ambiente e di chi ci abita. Situata nella valle del fiume Platani, in un suggestivo contesto paesaggistico, Sutera si è contraddistinta per la tipicità del territorio, la bellezza dei suoi antichi quartieri e la sua storia, segnata dal passaggio di Greci, Romani, Bizantini, Mussulmani Normanni. (continua…)

Ciprì e Maresco – cinema attonito e grottesco

By Raisi

ArtN23_VE2004_Italiani_ciprì&maresco“Corpi umani che diventano rovine” queste le visioni di Daniele CiprìFranco Maresco – scoperti  da Enrico Ghezzi e inseriti all’interno del programma televisivo Blob, in onda su Rai3, si presentano come una variante delle teorie del Trash del momento, comparendo con i loro sketch grotteschi e crudi.
Il  loro lavoro, sotto una visione di insieme, apre una finestra verso un mondo artistico, un mondo sub-umano, un mondo a parte, un mondo trascurato, dimenticato, fatto di segni, fatto di brutti, di sporchi e cattivi. Cipri e Maresco non sanno si ripetere all’infinito sempre la stessa cosa: divorare-digerire-espellere. I selvaggi, unicamente uomini, che popolano i film dei due palermitani, portano alle estreme conseguenze quel corteggiamento della morte che è cosi radicata alla cultura isolana e incarnano quella “pena di vivere” che un grande scrittore siciliano come Pirandello (continua…)

Cefalu’, all’ombra del Duomo – Mappa e foto

By Raisi

Cefalu04(js)Per chi giunge da Palermo, la superba cattedrale sembra adagiata sui tetti delle case dell’antico borgo e l’imponente rupe che incombe alle sue spalle sono proprio il biglietto da visita della città cui ha dato il nome: Cefalù. Che derivi da greco Kephaloidion (latinizzato Cephaleodium) o dal fenicio Kefa, il nome è connesso alla caratteristica forma di TESTA del promontorio. Ai piedi della rocca la cittadina dal medioevo in poi si sviluppò attorno al suo monumento più importante, il Duomo, una delle più belle chiese Normanne di Sicilia. Però Cefalù aveva già secoli di storia alle sue spalle. Il primo nucleo urbano viene fato risalire al V secolo a.C. e tracce sono riscontrabili sia sul monte che all’interno dell’abitato. Vicino al duomo si sono trovate due interessanti strade, una ellenistica, l’altra romana del I secolo a.C.; nella chiesa di Santa Maria della Catena, la parte inferiore di una torre di fortificazione è inglobata al campanile; nei pressi di via Porpora vi è l’unica torre quasi totalmente conservata, e si trova anche una postierla. (continua…)

Dolcetti e scherzetti – A Palermo camminando in città

By Raisi

33972” Il gusto del trekking: dolcetti e scherzetti camminando in città” è il titolo che quest’anno contraddistingue la sesta giornata nazionale del “Trekking Urbano” , un’iniziativa promossa dal Comune di Siena per valorizzare i monumenti meno conosciuti di tutta Italia. L’ assessorato  comunale al turismo di Palermo aderisce il 31 ottobre 2009, per il secondo anno consecutivo a questo evento e con un proprio percorso dal titolo : ” I suq: i colori, i sapori della storia” che è anche anche un Viaggio nel gusto alla scoperta dell’evoluzione gastronomica palermitana.

Il percorso prevede soprattutto la valorizzazione della Vucciria raccontata attraverso il linguaggio dell’arte. Il momento culturale, sarà costituito infatti dalla proiezione di  sei video relativi a Palermo e ai vicoli della Vucciria proiettati dalla terrazza dell’ artista Momò Calascibetta a Piazza Caracciolo verso il Palazzo della Ragioneria. (continua…)

Antonino Zichichi – ad Erice L’Università del Terzo Millennio

By Raisi

zichichiAntonino Zichichi racconta il connubio indissolubile tra Sicilia e Scienza: la Sicilia è la terra che ha dato al mondo un gigante del pensiero scientifico, tecnologico e matematico: Archimede. Fu il grande Siracusano, e non Eistein, a inventare il primo esperimento di pensiero: « Datemi un punto d’appoggio e solleverò il mondo ». Archimede scoprì perché una nave non affonda e dimostro che il numero di granelli di sabbia non è infinito come insegnavano i pitagorici. Quel calcolo lo portò a scoprire i numeri esponenziali. Poi venne quel barbaro-guerriero romano che lo uccise, causando un disastro che avrebbe bloccato per quasi duemila anni il progresso delle nostre conoscenze sulle Leggi Fondamentali della Natura. E infatti, da Archimede a Galileo Galilei c’è il vuoto assoluto nel progresso scientifico e tecnologico. L’ansia del sapere, che ebbe in Sicilia , con Archimede, un esempio tra i più grandi, trova una continuità di pensiero nel Centro Ettore Majorana a Erice. (continua…)

Gesualdo Bufalino, un aforista straordinario

By Ciccio

Gesualdo_Bufalino“Non voglio esibirmi perché in tutto quel che scrivo sospetto una sorte di interminabile, falsificato pettegolezzo su me stesso”

Siciliano di Comiso in provincia di Ragusa, figlio di un fabbro amante della lettura, fin da ragazzo attratto dalla letteratura, trascorreva buona parte del suo tempo nella biblioteca del padre.

Uomo schivo e riservato, di cultura ampia e raffinata, raggiunse la notorietà ad età avanzata (61 anni) con la pubblicazione del romanzo “Diceria dell’untore” con il quale vinse il premio Campiello.

La pubblicazione del libro fu incoraggata dal già famoso Leonardo Sciascia, con cui strinse una forte amicizia, e dall’editore Sellerio.

Da siciliano amava esprimersi con frasi concise e taglienti che fondando su una cultura ampia e approfondita unita al gusto di ironizzare anche su sè stesso ne fecero un aforista di rara efficacia. (continua…)

CENTO SICILIE visione di Gesualdo Bufalino

By Raisi

bufalino-3Dicono gli atlanti che la Sicilia è un’isola e sarà vero, gli atlanti sono libri d’onore. Si avrebbe però voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto d’isola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto è dispari, mischiato cangiante, come nel più ibrido dei continenti. Vero è che le Sicilie sono tante, non finiremo mai di contarle. Vi è la Sicilia verde del carrubo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava. Vi è la Sicilia “babba”, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia “sperta”, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode. Vi è la Sicilia pigra, una frenetica; una che si estenua nell’angoscia della roba, una che recita la vita come un copione di carnevale; una infine, che si sporge da un crinale di vento in un accesso di abbagliato delirio…
Tante Sicilie, perché? Perché la Sicilia ha avuto la sorte di trovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, fra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e la canicole della passione. (continua…)

San Vito lo Capo – Caribe Siciliano

By Raisi

Luce che ti avvolge e ancor di più ti abbaglia. Tre chilometri di spiaggia fine e bianchissima, delimitata ai lati da una costa che si alza e si frange in calette di ghiaia sassosa ed angoli romanticamente di roccia selvaggia. Il mare semplicemente a San Vito lo Capo resta protagonista dell’abitato con il  turchese tropicale delle sue acque cristalline, indescrivibilmente trasparenti (solo le foto riescono ad aiutarmi dove le parole non arrivano), caraibico scenario in terra siciliana; e la sabbia che dolcemente degrada verso il largo, passerelle in legno, torrette di avvistamento, con assistenti bagnanti che garantiscono una nuotata sicura. (continua…)

COUS COUS FEST. A San Vito lo Capo evento imperdibile

By Raisi

couscous4Il Cous Cous Fest è l’occasione più ghiotta per scoprire San Vito lo Capo e la sua zona attraverso un piatto storico. Il couscous, importato in Sicilia durante l’occupazione araba, è rimasto principalmente nel trapanese, dove viene preparato con il pesce in una zuppa a cui partecipano zafferano, cannella, noce moscata, cipolla, aglio, alloro e prezzemolo. Il Fest – giunto quest’anno alla dodicesima edizione, che si svolgerà dal 22 al 27 Settembre 2009 – è un’occasione di scambio culturale tra i paesi del Mediterraneo. L’appuntamento sottolinea ogni anno l’importanza del dialogo tra i popoli della regione. (continua…)

KAYAK da Mare. A Trapani un nuovo modo per vivere il mare

By Raisi

Vers2Noi siciliani, nella nostra natura di isolani, siamo legati a doppia mandata con tutto quello che il mondo del grande blu, del mare, ci offre. Il mare che ci divide ma nello stesso tempo ci unisce e ci rende confinanti con tutti i popoli che al mare sono legati. Il mare che si ha reso forti, il mare che ha temprato le nostre anime, il mare che in Sicilia non si sa dove inizia, non si sa dove finisce.
Il mare che per tutti i siciliani è una passione senza rivali e di passione per il mare, e perdonatemi se l’ho ripetuto così tante volte, voglio parlare; in particolare un modo di vivere il mare che miei amici trapanesi, vogliono far conoscere e diffondere anche ad altri che come loro vogliono accostarsi in maniera sportiva alla vita sul pelo d’acqua. Propongono il mare visto da un Kayak, antico mezzo di trasporto  dei popoli Inuit, e per questo hanno creato il Gruppo Polisportivo Dilettantistico  “Azzurro Sea Kayak”, allo scopo di diffondere la cultura sportiva del kayak da mare, intesa come mezzo ecologicamente valido ad esprimere il proprio amore per le meravigliose distese blu del nostro pianeta. (continua…)

Il pedaggio per entrare all’Università di Palermo

By Gallito

Primum vivere, deinde filosofare

Il Consiglio di amministrazione dell’Università di Palermo ha deliberato il pagamento di un pedaggio per l’accesso motorizzato alla cittadella universitaria di viale delle Scienze.
Il tema non sarebbe in sintonia con lo spirito di questo blog se lo qualificassimo semplicemente come un fatto di cronaca.

La questione merita invece un insieme di riflessioni di fondo.
L’Università adotta il provvedimento per dare un po’ di ossigeno alle sue casse esangui. Il beneficio per l’Università è indiretto in quanto il gestore avrebbe l’onere di assicurare dei servizi fino ad oggi a carico del bilancio universitario. Tra questi servizi la navetta che collega le zone estreme della cittadella universitaria.
Il provvedimento colpirebbe anche gli studenti i quali immediatamente insorgono. “Non è corretto, essi sostengono, che gli studenti debbano pagare per l’incapacità degli amministratori dell’Università di fare quadrare i loro conti”.
Tra gli studenti e l’amministrazione universitaria, chi ha ragione e chi ha torto?
La nostra tesi provocatoria è che le ragioni e i torti stiano da entrambe le parti. (continua…)

Lavoro in Sicilia: investire su intelligenza e creatività

By Gallito

Una bella lezione

In occasione dell’apertura del millesimo negozio monomarca della Geox a Taormina, il fondatore Mario Moretti Polegato ha rilasciato una lunga intervista al giornalista Nino Sunseri del Giornale di Sicilia pubblicata nel numero di lunedì 7 settembre 2009.
Abbiamo letto questa intervista con vero piacere anche perché essa contiene molti dei concetti che abbiamo già espresso in questo blog tutte le volte che abbiamo trattato il tema del lavoro e dello sviluppo della Sicilia. Le parole di Moretti Polegato sono, in più rispetto alle nostre, valorizzate dai risultati ottenuti dall’imprenditore trevigiano che in soli 14 anni ha creato un’azienda che nel settore è la prima in Italia e la seconda al mondo.
Sostiene il Polegato che il primo fattore per il successo di un’impresa è l’idea che la sostiene. Ed aggiunge, facendo riferimento ai suoi collaboratori siciliani tra i quali cita espressamente la ragazza trapanese Eleonora Salamanca, che i siciliani sono ben capaci di produrre idee.
La barriera numero uno da abbattere è la sfiducia e la rassegnazione, una sorta di male sottile che porta il siciliano a ritenere che ci sia un destino ineluttabile che ha deciso il suo presente e ipotecato il suo futuro. (continua…)

Introduzione del dialetto nelle scuole: un fatto di “fondamentale importanza” per la competitività nazionale

By Gallito

Al nord d’Italia vive una numerosa popolazione di meridionali emigrati: professionisti, manager, imprenditori e tanta brava gente comune che per necessità lavorative è stata costretta a spostarsi. Tra questi ci sono anche molti insegnanti, che indipendentemente dalla preparazione culturale e tecnologica potrebbero essere discriminati a causa di forti e imperdonabili lacune in materia di dialetto padano.

Ora non è chiaro un punto. Il senatore Umberto Bossi rifiuta senza condizioni il contributo culturale che può venire dagli insegnanti meridionali, o sarebbe anche disposto ad accettarli, posta l’evidente condizione di una loro completa conversione alle radici storico-culturali nordiche, dopo essersi ben ripuliti dalle loro ignobili radici fenicie, greche, romane, arabe, normanne, spagnole, francesi.. che di certo per nulla potrebbero arricchire quelle celtiche dalle quali ha avuto origine la perfetta razza padana?

Insomma un professore siciliano che parla il dialetto varesotto, potrebbe andare bene? Bossi ci faccia sapere.

La manifestazione di chiusura nei confronti dello “straniero” per affermare una propria identità è caratteristica di una cultura sociale nella sostanza provinciale e dominata dalla paura di perdere i propri valori, che evidentemente non sono abbastanza forti.

Ora aspettiamo con ansia le prossime illuminate proposte della Lega Nord.

Il mito nei luoghi del mito

By LaMusashi

Segesta2009-1Sebbene non sia stato risparmiato dalle sempre crescenti difficoltà con cui sono ogni giorno costretti a scontrarsi gli operatori culturali, sempre più penalizzati da tagli, incertezze e ritardi negli stanziamenti dei contributi pubblici, che impediscono di programmare e promuovere gli eventi con quell’anticipo e quella tranquillità indispensabili a farli conoscere e a renderli allettanti tanto al pubblico quanto ai potenziali sponsor, l’edizione 2009 del Calatafimi-Segesta Festival propone un fittissimo cartellone di spettacoli per complessivi 23 appuntamenti che si protrarranno fino al 23 agosto.

Il cartellone presentato dal direttore artistico Enrico Stassi punta principalmente sulle suggestioni della letteratura e del teatro classico e dei suoi personaggi, con copioni e testi provenienti da Aristofane, Seneca, Petronio, Virgilio, Plauto, Euripide e Omero. Scelte in linea con “il dialogo e l’affinità con lo “spirito” dei luoghi”, che consente al pubblico – italiano e straniero – di godere in Sicilia di ciò che in altri luoghi geografici non potrebbe avere: il dramma antico in un teatro altrettanto antico.

Herculesfurens

Altri spettacoli danno invece spazio alla Sicilia e alla sua cultura popolare con gli spettacoli: Paladini di Francia (3 agosto), Ciaula, Bata e la Luna elaborazione da Pirandello di e con Gigi Borruso (6 agosto, in occasione dell’Anno Mondiale dell’Astronomia), Minnazza di Fabio Grossi con Leo Gullotta (8 agosto), lo spettacolo di canti popolari Antichi Suoni (9 agosto), e Primeluci della compagnia Ditirammu (10 agosto).
Ancora all’Anno Mondiale dell’Astronomia sarà dedicata la serata del 19 agosto con Il sistema del mondo. Copernico/Galileo/Il Satellite

Due appuntamenti musicali chiuderanno il Festival, il 22 agosto con il concerto di Fiorella Mannoia IN MOVIMENTO, e il 23 agosto con Luna Reverse, spettacolo-concerto di Luigi Cinque che includerà anche una “intervista impossibile” alla regina Didone (Glatea Ranzi) realizzata da Nanni Balestrini.

Il cartellone completo del Calatafimi-Segesta Festival è disponibile sul sito dedicato alla manifestazione
Informazioni 0924.951534 – 0924.950012.

Marcella Musacchia

Lavoro in Sicilia e una politica per lo sviluppo fondata sulle idee

By Ciccio

Mentri u mericu sturia, u malatu sinni va

Abbiamo scelto questo titolo che in italiano si traduce in “Mentre il medico studia, il malato muore“, perchè, da qualche mese aprendo i quotidiani locali siamo bombardati da 2 tipologie di notizie.

Da una parte tante imprese, tra cui anche la Fiat che dichiarano forfait, le città sporche all’inverosimile, i servizi sociali abbandonati a se stessi e dall’altra il dibattito politico se sia preferibile “un partito del Sud” o se “ci voglia più Sud nei partiti”.

In altre parole mentre il cittadino vive disagi gravi, in molti casi legati alla stessa sopravvivenza, la classe politica piuttosto che provare a risolvere anche un solo problema si gingilla su temi di così dotta rilevanza. Essa appare assolutamente schizofrenica.

Ciò che fa rabbia è che la Sicilia è ricca di risorse naturali e umane che potrebbero cambiarle il volto.

Basterebbe poco e in ciò la politica dovrebbe avere una parte rilevante. Questo poco è la creazione di una cultura che abbia in considerazione i valori della competenza e del merito, che non consideri i giovani “handicappati mentali” e sappia incoraggiare l’espressione della loro capacità.

Vogliamo finirla con il piangerci addosso invocando sempre la marginalità geografica e la povertà del nostro tessuto economico che non consente gli investimenti necessari per favorire il decollo dell’economia?

Ragioniamo su questo dato. Le due più grandi imprese nate negli ultimi anni, Microsoft e Google, sono state costituite con risorse finanziarie pari grossomodo a 3 mesi di stipendio di un assessare della Regione Siciliana.

Il primo fattore per la creazione della ricchezza infatti sono le idee.

Tradizioni di Artigianato Siciliano: Sfilato siciliano, tipo di ricamo detto anche “il 500″

By Annalisa

Sfilato sicilianoCome la trama di una storia lo sfilato siciliano racconta di un tempo passato, quando le nostre nonne ancora fanciulle praticavano l’arte del ricamo. In ogni casa si trovavano aghi, fili e telai, in ogni famiglia le donne si tramandavano la cultura del ricamo; così alla sera quando l’aria diventava più fresca ci si riuniva in cortile o davanti la porta di casa per sfilare e tessere in compagnia di altre donne, delle vicine, forse piuttosto per chiacchierare del più e del meno, di quello o di quell’altra, di notizie che non si trovavano nei quotidiani, ma nella bocca della gente. Tra una parola e l’altra si decoravano tende, copriletti e servizi da tavola per la propria casa, ma soprattutto per la dote della figlia che prima o poi avrebbe dovuto maritarsi.

Da ogni telaio veniva fuori una rete d’intrecci che, giorno per giorno, si definivano sempre di più, fino a mostrarne il disegno nella sua completezza: puttini, vasi fiorati e ornamenti barocchi. sfilato11

Oggi quest’arte non è più diffusa come un tempo, sono poche le donne che ancora la praticano, forse perché la nostra società va verso un mondo che tende alla globalizzazione, forse perché il cortile non è più un luogo di chiacchera; ma basta vedere una di queste opere per percepirne il valore artistico e storico, basta uno sguardo per cogliere la pregiata armonia del disegno e la minuziosità del lavoro.

Sfilato sicliano2

Bisogna allora recuperare questa pratica per far conoscere il patrimonio di una storia che è parte della Sicilia di oggi, parte dell’artigianato che vive nei vicoli di paese e nelle borgate cittadine, in cui possiamo ancora ritrovare il particolare, elemento essenziale della storia del mondo. (continua…)