Articoli su: cucina

Involtini di carne alla siciliana

By Gallito

Lo spiedino nasce come piatto di cucina povera. Il video di Cucina Italiana vi insegna la tecnica di preparazione di questo secondo piatto tipico della cucina siciliana. Seguite con attenzione la tecnica di preparazione e sbizzarritevi sugli ingredienti. Gli involtini alla siciliana sono un piatto pensato e realizzato per ottenere un piatto a base di carne, utilizzandone poca. E come sempre la ricerca dell’economia in cucina porta a risultati eccellenti sotto il profilo del gusto.
Gli ingredienti e la cottura possono essere variati. Con riguardo al riempimento si usa realizzare un impasto di pane e formaggio grattuggiato, qualche pezzettino di salame o mortadella e aromi amalgamando il tutto con qualche goccia di olio extravergine di oliva. Si possono ipotizzare anche riempimenti più economici a base di verdure.
Per ciò che concerne la cottura, questa può essere realizzata anche alla brace non molto calda per evitare che la parte esterna vada bruciata oppure al forno.
Molte macellerie siciliane provvedono a preparare gli spiedini e fornirli già pronti alla clientela.
Infine le quantità: la quantità preparata nel video è abbondante per una persona e scarsa per due persone. Regolatevi considerando 1 spiedino di 4 bocconcini ciascuno per ogni commensale. (continua…)

Il maiale, re dei salumi siciliani

By Raisi

Sicuramente utilizzato ed apprezzato fin dall’epoca greca, il suo uso viene notevolmente incrementato in Sicilia con l’arrivo dei Normanni. Gli uomini del nord sicuramente avvezzi ad un tipo di cucina più sostanziosa, introdussero abitudini alimentari più ricche di proteine animali ed insaccati, soprattutto di suino. Cominciando dalla provincia di Enna, un centro rinomato è Nicosia. Le specialità locali sono la salsiccia e il supprissato di Nicosia, un salame straordinario, insaccato con carni sceltissime, legate ben strette con spago e pressate con stecche di legno e messi ad asciugare. La stagionatura avviene all’interno di appositi recipienti, il tutto coperto di cenere per alcuni mesi. Ne viene fuori un prodotto delizioso. Da non dimenticare anche il budello origanato, cioè l’intestino grasso del maiale insaporito con origano e sale e stagionato per 35 mesi. Andando un po’ più a sud-est, sull’altipiano Ibleo, Chiaramonte Gulfi, rimane imbattibile per le salsicce e i salami da consumare crudi e stagionati. Invece le Madonie e i Nebrodi, sulla costa tirrenica, hanno conservato delle tradizioni, nell’uso alimentare e nella lavorazione di salumi che non può essere tralasciata. (continua…)

Olio Siciliano in pole position, Coldiretti certifica la filiera

By Raisi

Coldiretti tiene a battesimo la prima filiera olivicola italiana firmata da produttori siciliani. E proprio la Sicilia si aggiudica la maglia rosa per la produzione di olio extra vergine di oliva. Secondo uno studio dell’Unaprol, reso noto durante la conferenza stampa della Coldiretti alla Camera di Commercio, l’olivo nella regione copre il 14% della superficie agricola utilizzata nazionale e il 17% della superficie olivicola del mezzogiorno. Percentuale positiva anche per quel che riguarda il numero delle aziende presenti: 196.000, vale a dire il 16% del totale delle aziende dello Stivale e il 22% di quelle del sud Italia. (continua…)

SFINCIUNI, italianizzato Sfincione, delizia in moto Ape

By Raisi

Fincione 1U Sfinciuni, alcuni storpiano anche in spinciuni, ma se vogliamo proprio italianizzarlo diventa sfincione. Cibo da strada tipico di Palermo, ma diffuso con diverse varianti in tutta la Sicilia occidentale. L’invenzione pare si debba attribuire alle suore del monastero di San Vito di Palermo, che racconti narrano di come le monache usavano farcirlo, per renderlo più appetitoso e sostanzioso, con polpa di maiale e salsiccia. Nell’agrigentino, invece, si prepara con le patate, pomodoro, olive nere, cipolle e pecorino. A Trapani la ricetta è più simile a quella della capitale isolana; solo farina di frumento per la pasta, mentre per il condimento, cipolle affettate finemente e fatte appassire a fuoco lento in padella con acqua, poi si aggiunge pomodoro fresco, acciughe, caciocavallo e cotto per 40 minuti. A Palermo invece, (continua…)