Articoli su: barocco

Mazara del Vallo, non solo pesce

By Raisi

La città si trova sulla foce  del fiume Mazaro ; questa condizione privilegiata ha consentito la realizzazione del porto canale (centro di eccellenza della pesca nel Mediterraneo) per cui  è  molto conosciuta. Gran parte della sua fortuna  è dovuta inoltre alla  posizione geografica  che  l’ha resa ponte naturale  tra Africa ed Europa avvicinando  virtualmente le due sponde separate dal mare Mediterraneo. L’economia della città si basa essenzialmente sulla presenza di una flotta di pescherecci  dedita alla pesca e su una consistente produzione ittica. Tutto ciò, oltre a rendere la città uno dei più significativi centri italiani per la pesca d’altura, ne fa anche un polo multi-etnico in cui genti e culture diverse hanno saputo trovare la via dell’integrazione.

Vanto della città è la statua bronzea del Satiro Danzante. Questa statua, impareggiabile  per la sua bellezza ,è stata recuperata nel 1998 da alcuni pescatori del luogo  che l’hanno trovata impigliata nelle reti durante una battuta di pesca nel canale di Sicilia.  Una visita alla città parte sicuramente da piazza del Repubblica: (continua…)

A Siracusa gli occhi sono solo per Santa Lucia

By Raisi

Lucia 1È dal 1204 che Siracusa aspetta il ritorno della sua Santa; In quella data il corpo di Lucia  venne trafugato  dai Bizantini ( in fuga per l’arrivo dei mussulmani)  e condotto a Costantinopoli. Secoli dopo ,indetta da Papa Innocenzo III la quarta crociata, i veneziani ,che componevano la spedizione, invece di raggiungere la terra santa preferirono assediare e depredare la capitale Bizantina, portando innumerevoli tesori nella città dei dogi  e tra questi vi erano  le sacre reliquie di Lucia.
Custodite nella chiesa di Geremia e Lucia a Venezia, ancora oggi i cittadini fratelli di Archimede chiedono a gran voce il suo ritorno, ma fatta eccezione  per qualche piccola reliquia, chi di dovere non ha ancora esaudito la giusta richiesta dei siracusani, che desiderano ardentemente di  ricondurre le spoglie della loro patrona  nell’originale sepolcro che si trova in  un tempietto barocco di forma ottagonale costruito nel 1629.
Ugualmente a Siracusa, il 13 dicembre, giorno del suo martirio, vengono indette grandi celebrazioni. Tutto il popolo partecipa ed aspetta con fervore l’uscita, dalla meravigliosa cattedrale, del simulacro argenteo di Lucia, che portato a spalla da 60 fedeli viene condotto attraverso le vie della città, proprio nel luogo del suo sepolcro, ove rimane per otto giorni esposto alla venerazione dei devoti. (continua…)

Grande Cretto – Burri – Gibellina

By Raisi

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Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 un violento sisma, di magnitudo 6.0 Richter e con effetti all’epicentro del IX° Mercalli, colpisce una vasta area della Sicilia occidentale compresa tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Tra i quattordici centri colpiti alcuni risultano completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago…, troppe voci, tutte in una notte, si alzarono verso il cielo, ma le cronache dei fatti dell’Abruzzo ci possono dare un chiaro esempio di quello che è successo quella notte. Il sindaco di Gibellina di allora, Ludovico Corrao, oltre a chiedere per i suoi cittadini tutto quello che necessitavano, chiamò a raccolta Pietro Consagra, Carlo Accardi, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Vittorio Gregotti e tanti altri…, chiamò a raccolta L’ARTE per combattere il senso di morte che si respirava nella sua città. Sicuramente bene Ludovico Corrao aveva imparato la lezione dalla storia, di come un medesimo cataclisma nel 1693 mortifico la Val di Noto, e  di come dalle ceneri di città, risorse attraverso l’arte la vita in quel Tardo-Barocco dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Fu chiamato anche Alberto Burri, ma solo lui non volle che la sua opera fosse realizzata nella nuova città che si andava definendo. (continua…)

VIZZINI – nei luoghi di Verga

By Raisi

vizzini_la_chiesa_madreIl pittoresco intreccio medievale di strade e vicoli che caratterizzano Vizzini, in provincia di Catania e situato in zona collinare (600m), venne in parte mantenuto anche dopo il terribile terremoto del 1693, poiché perfettamente si adattava alla morfologia del luogo: il paese è, infatti, situato sul declivio di due colli contigui, in prossimità delle sorgenti del fiume Dirillo, a pochi chilometri da Grammichele. Le ricostruzioni in stile barocco si sono innestate sul preesistente tessuto architettonico. Di grande suggestione il centro storico: cuore cittadino è piazza Umberto I, sede di Palazzo Verga e del Palazzo Municipale. A fianco parte la Salita Marineo, una scalinata ornata da maioliche con motivi geometrici e floreali. In cima, la chiesa Madre, intitolata a San Gregorio Magno, in stile gotico-catalano, che nella navata sinistra ospita una cappella tardobarocca con un pregevole soffitto ligneo progettato da Natale Bonaiuto, architetto e scultore siracusano. (continua…)

DUOMO DI SIRACUSA – storia lunga 2500 anni

By Raisi

Duomo 2Quell’esuberanza talvolta eccessiva, generata dalla consapevolezza della fragilità della vita. Dove la  banalità viene bandita in una ricerca del bello, in forme contorte, distorte, che sentimentalmente tentano di prendere vita attraverso quelle architetture che qualcuno si ostina a chiamare solo Barocco. Ma la Sicilia non ammette semplificazioni e il Duomo di Siracusa è il primo a raccontare della sua unicità. Lo si osserva dal di fuori e il bianco abbacinante dilata a dismisura i confini di tutta la piazza che diventando palcoscenico invade i nostri occhi e il nostro spirito. La facciata eretta da Andrea Palma è uno struggente capolavoro del Barocco isolano. Ha due ordini di colonne staccate dal muro, con cornici movimentate e sporgenti. L’effetto complessivo è assai scenografico. Lo scultore palermitano Ignazio Marabitti ci mise del suo per abbellirla, modellando le statue marmoree dei Santi Pietro, Paolo, Lucia, Marziano, che popolano la facciata. (continua…)

Il Ponte sullo stretto di Messina sarebbe una priorità?

By Ciccio

pontestretto2I nuovi faraoni

Sulla opportunità di realizzare il Ponte sullo stretto di Messina i siciliani sono stati sempre in profondo disaccordo. Lo sono stati e lo sono indipendentemente dalla specifica militanza politica.

In modo molto schematico i favorevoli sostengono che il ponte sarebbe un’opera di attrazione straordinaria che porterebbe in Sicilia un gran numero di turisti, velocizzerebbe la mobilità tra la Sicilia e il continente, oltre ovviamente a dare una boccata di ossigeno all’economia locale per gli investimenti necessari alla sua realizzazione.

Coloro che sono contrari sostengono a loro volta che le risorse necessarie possono essere utilizzare meglio per potenziare le infrastrutture per la mobilità della Calabria e della Sicilia e per opere di riqualificazione del territorio indispensabili per arginare disastri come, ad esempio, quello di Giampilieri.

La materia è troppo complessa per liquidarla con poche battute da Bar dello sport.

Tuttavia senza sposare nè l’una tesi nè l’altra ci sembra doveroso proporre qualche elemento di riflessione generale. (continua…)

Chiesa di San Domenico, Pantheon dei Grandi di Palermo

By Raisi

15686831Lungo la via Roma si apre, a un certo punto, Piazza San Domenico con l’omonima chiesa, conosciuta un tempo come Piano Imperiale e in seguito trasformata. Durante le grandi opere di rifacimento Barocche della piazza e della chiesa a cominciare dal 1640, l’impianto che noi oggi siamo abituati a vedere è frutto del grosso stravolgimento, che con il taglio di via Roma nell’ottocento, cambiò nella versione odierna la piazza che da spazio chiuso si trovo in piazza di passaggio, con conseguente e inevitabile aumento di traffico automobilistico pressi il monumento. (continua…)

Itinerario Sicilia Sud-Orientale. Ragusa Ibla-Donnafugata-Puntasecca

By Raisi

IMG_02934° giorno Ragusa Ibla – Castello di Donnafugata – Punta Secca:

La più meridionale delle province italiane se ne sta appollaiata dolcemente sui Monti Iblei. Città divisa in due: il nucleo di maggiore interesse,  vero centro storico, è la collina di Ibla, fondata e abitata fin dal tempo dei Siculi ma che il terremoto de 1693 rase interamente al suolo. Venne ricostruita dalla cittadinanza che contava, sullo stesso impianto urbanistico medievale, apportando delle sostanziali modifiche di gusto barocco. Tocco sopraffino quello di Rosario Gagliardi che nella maestosità di Piazza Duomo con appunto il Duomo di San Giorgio raggiunge vette di incredibile maestria ed eleganza nel rendere  tutto l’insieme uno dei massimi esempi del barocco siciliano.

Ma l’intera collina offre angoli di grande effetto, la Chiesa di San Giuseppe, di San Domenico e San Giacomo, Palazzo Arezzo e Palazzo La Rocca, il Circolo di Conversazione e verso la parte bassa  il superbo portale gotico di San Giorgio, superstite del terremoto; figlio dello stesso, invece,  il delizioso Giardino Ibleo. Perdetevi anche nelle golose granite che i bar sapranno servirvi e non mancate di assaggiare i formaggi locali che tanta eco stanno avendo nel mondo. (continua…)

Itinerario Sicilia Sud-Orientale. Modica – Scicli terza tappa.

By Raisi

Un giorno tra Modica e Scicli

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Come una melagrana spaccata, così Gesualdo Bufalino descriveva Modica. All’interno di uno profondo vallone, divisa ancora oggi tra parte Bassa, adagiata sul letto di un torrente prosciugato, e una Alta, aggrappata sui pendii di un ripido sperone.  La bella cittadina, un tempo ricchissima contea, offre grandi suggestioni. Dappertutto sorgono chiese e palazzi barocchi, sempre patrimonio dell’umanità Unesco. Su tutti, dai suoi 250 gradini partendo da corso Umberto, sovrasta il magnifico Duomo di San Giorgio, ma degna di nota a Modica alta anche San Giovanni Evangelista. Nella Bassa, il Duomo di San Pietro e Santa Maria di Betlemme. Notevoli anche il Castello dei Conti, il Teatro Garibaldi sulla cui volta uno splendido affresco di Guccione. Edifici nobili che hanno fatto la storia della cittadina, sul corso Palazzo Tedeschi, Palazzo Tomasi-Rosso in corso Crispi, Palazzo Mercedari in via Mercè ed altri. Importante prima di lasciare la città rendere omaggio al più illustre dei modicani, il poeta Salvatore Quasimodo premio nobel per la letteratura nel 1959, che in Via Posterla ha la sua casa-museo e assaggiare l’impareggiabile cioccolata, che non ha niente di eguagliabile in Italia. (continua…)

Itirerario Sicilia Sud-Orientale. Palazzolo – Noto seconda tappa

By Raisi

Noto Cattedrale 3

Un giorno tra Palazzolo Acreide e Noto

A circa 40 chilometri da Siracusa, Palazzolo Acreide, piccola gemma dei monti Iblei. Integro il suo tessuto urbano tardo barocco, Tra le superbe chiese di San Sebastiano e San Paolo, a cui la popolazione tributa grandi onori in feste multicolore con gli immancabili inzareddi (strisce di carta colorate che inseriti all’interno di rudimentali cannoncini, vengono sparati al momento dell’uscita del Santo). Diversi palazzi barocchi di grande effetto non mancano ma sicuramente tappa imperdibile sono gli scavi archeologici della colonia greca di Acrai. Sulla parte più alta dell’abitato il sito è di grande suggestione. Acrai fu chiamata la sentinella di Siracusa, è da lei stessa fondata. (continua…)

Itinerario Sicilia sud-orientale. 4 giorni tra Siracusa e Ragusa

By Raisi

Partire è sempre una gioia. La scoperta del nuovo ci entusiasma, ci spinge alla conoscenza di posti sempre più approfondita, ma spesso l’ottimizzazione del tempo è quello che ci manca, allora ecco un valido aiuto, il primo di una lunga serie che verranno realizzati, che vi torneranno utili. Un itinerario di quattro giorni da passare nelle province di Siracusa e Ragusa, per vedere i punti di interesse maggiore, ed avere una primo assaggio per poi tornare ed approfondire i luoghi. I nostri vogliono essere degli input, è così ve li proponiamo:itinerario mappa (continua…)

Il Barocco Siciliano

By Gallito

Il Barocco Siciliano maturò in seguito al fiorire di interventi di ricostruzione succeduti al devastante terremoto che investì il Val di Noto nel 1693. Prima di questa data lo stile Barocco aveva stentato ad affermarsi nell’isola condizionato dall’architettura autoctona e da un’architettura classicista tardorinascimentale solo da poco affermatasi nell’isola. Nella seconda metà del Seicento tuttavia, la conoscenza diretta o indiretta dei grandi architetti barocchi di Roma fece maturare esperienze pienamente barocche. In seguito al sisma, gli architetti locali (molti dei quali educati a Roma) oltre ad altri progettisti ed artisti venuti da fuori, trovarono un’abbondanza di opportunità per dar vita ad un sofisticato stile Barocco allo stesso tempo popolare e colto, fortemente caratterizzato e radicato nel territorio. Nel penultimo decennio del XVIII secolo lo stile finì poi con l’essere rimpiazzato dalle nuove mode che proponevano il neoclassicismo.

L’era Barocca della Sicilia, adorna e riccamente decorata, rifletteva perfettamente la storia sociale del paese al tempo, e venne a simboleggiare il canto del cigno della sua nobiltà, lasciando sull’isola un marchio di identità architettonica destinato a durare fino al XXI secolo. (continua…)

Una passeggiata per Palermo di tanti anni fa. Casa Professa

By Memory

Palermo è veramente sempre bella! Se c’e il sole tutto  splende, se piove è bella lo stesso perché l’aria acquista un nitore che rende i contorni delle cose più vivi ed evidenti.

Una mattina di un luglio caldo e polveroso di qualche anno fa ero andata con i miei figli, allora piccoli, a visitare il centro storico dove avevo vissuto da ragazza. Giravamo in macchina  attraversando molte strade: alcune strette e un po’ malconce. Raccontavo ai miei bambini storie sui luoghi che percorrevamo: via Maqueda, il Cassaro, i mercati rionali e la  loro origine.

Credo che si annoiassero un po’. Tutto sommato erano ancora piccoli ma io desideravo che imparassero  a  conoscere e ad amare la loro città. Andiamo a prendere il gelato al bar dell’università?

Siiiiiiii! Gridarono e…….. con il cono in mano ci dirigemmo verso Casa Professa. Rimasero incantati…..e timorosi per tanto fasto e bellezza, e vollero sapere tutto quello  che conoscevo della Chiesa. Raccontai loro che la Chiesa risaliva al tardo cinquecento, che per costruirla c’erano voluti moltissimi anni, che le decorazioni che tanto li colpivano erano intarsi marmorei in stile barocco opera di artisti molto importanti.

Poche notizie alla loro portata che suscitarono una serie di domande che mi trovarono impreparata.

Da allora, prima di portarli a visitare qualche chiesa o monumento, mi sono sempre  preoccupata di dare una rinfrescatina alle mie conoscenze in merito. I bambini sanno essere esigenti!

Per approfondire Casa Professa in Wikipedia: http://it.wikipedia.org/