Affacciatevi dal belvedere di piazza Sant’Antonio, un moto di intesa vertigine mista ad euforia vi assalirà, simile ad un volo di uccello avvertirete che il vostro sguardo corre lontano e spazia dallo Stretto, all’Aspromonte Calabro, all’Etna, più il là Catania fino ai monti di Siracusa. Tutto solo da un piccolo paesino, Castelmola, che sorge alle spalle di Taormina sulla cima del monte Mola per l’appunto e dall’alto dei suoi 500 metri sul livello del mare sembra di poter planare sospinti dai dolci venti che solo la ammaliante calura estiva siciliana sa dare o di galleggiare quando le nuvole avvolgono le case trasformando tutto l’intorno della materia dei sogni. Castelmola è il paese dei panorami, il villaggio felice del buon ritiro, lontana ma non troppo dalla mondana e affollata Taormina. (continua…)
La Tauromenion dei Greci, la Tabermin o Almoezia degli Arabi, la Taurominium dei Normanni e la Tavormina degli Spagnoli e Borboni. Tutte esistite, tutte esistono ancora oggi in Taormina, nella sua struttura urbanistica, dove ogni nuovo invasore per secoli la assedia, la distrugge e ricostruisce ogni edificio meglio di prima, aggiungendo qualcosa di bello ed attraente.
Il Monte Taurointerrompe la continuità del litorale tra Messina e Catania e appare come una terrazza naturale, protetta alle spalle dalla rocca di Castelmola e di fronte il mare azzurro. Tutto a Taormina induce all’amore, per essere questo un luogo di struggente bellezza, da qualunque parte ci s’affacci o si contempla. Vigile e onnipresente la osserva compiaciuta, come la più bella delle sue figlie, l’Etna. (continua…)
Il Cous Cous Fest è l’occasione più ghiotta per scoprire San Vito lo Capo e la sua zona attraverso un piatto storico. Il couscous, importato in Sicilia durante l’occupazione araba, è rimasto principalmente nel trapanese, dove viene preparato con il pesce in una zuppa a cui partecipano zafferano, cannella, noce moscata, cipolla, aglio, alloro e prezzemolo. Il Fest – giunto quest’anno alla dodicesima edizione, che si svolgerà dal 22 al 27 Settembre 2009 – è un’occasione di scambio culturale tra i paesi del Mediterraneo. L’appuntamento sottolinea ogni anno l’importanza del dialogo tra i popoli della regione. (continua…)
Oggi voglio proporre l’esperienza e le impressioni dello scrittore francese A. Dry che nel 1903 varcando la soglia del piccola cappella che Re Ruggero II volle edificare e consacrare alla onnipotenza di Dio, ma al Dio non solo dei cristiani, perdonate questo mio sottile pensiero, e che nel 1143 dona al mondo intero. Desidero che siamo per adesso altri a parlare, forse oggi non mi sento ancora pronto, o forse a volte i siciliani sono troppo abituati a convivere con tanta bellezza, che servono le parole e gli occhi degli altri per farci comprendere che quello che viviamo giornalmente non sono solo semplici opere d’arte ma uno scrigno inesauribile di esperienze, vita e amore che accompagna le nostre anime a sperare in quel Dio signore e creatore di tutte le cose. (continua…)
Il Barocco Siciliano maturò in seguito al fiorire di interventi di ricostruzione succeduti al devastante terremoto che investì il Val di Noto nel 1693. Prima di questa data lo stile Barocco aveva stentato ad affermarsi nell’isola condizionato dall’architettura autoctona e da un’architettura classicista tardorinascimentale solo da poco affermatasi nell’isola. Nella seconda metà del Seicento tuttavia, la conoscenza diretta o indiretta dei grandi architetti barocchi di Roma fece maturare esperienze pienamente barocche. In seguito al sisma, gli architetti locali (molti dei quali educati a Roma) oltre ad altri progettisti ed artisti venuti da fuori, trovarono un’abbondanza di opportunità per dar vita ad un sofisticato stile Barocco allo stesso tempo popolare e colto, fortemente caratterizzato e radicato nel territorio. Nel penultimo decennio del XVIII secolo lo stile finì poi con l’essere rimpiazzato dalle nuove mode che proponevano il neoclassicismo.
L’era Barocca della Sicilia, adorna e riccamente decorata, rifletteva perfettamente la storia sociale del paese al tempo, e venne a simboleggiare il canto del cigno della sua nobiltà, lasciando sull’isola un marchio di identità architettonica destinato a durare fino al XXI secolo. (continua…)
Sebbene non sia stato risparmiato dalle sempre crescenti difficoltà con cui sono ogni giorno costretti a scontrarsi gli operatori culturali, sempre più penalizzati da tagli, incertezze e ritardi negli stanziamenti dei contributi pubblici, che impediscono di programmare e promuovere gli eventi con quell’anticipo e quella tranquillità indispensabili a farli conoscere e a renderli allettanti tanto al pubblico quanto ai potenziali sponsor, l’edizione 2009 del Calatafimi-Segesta Festival propone un fittissimo cartellone di spettacoli per complessivi 23 appuntamenti che si protrarranno fino al 23 agosto.
Il cartellone presentato dal direttore artistico Enrico Stassi punta principalmente sulle suggestioni della letteratura e del teatro classico e dei suoi personaggi, con copioni e testi provenienti da Aristofane, Seneca, Petronio, Virgilio, Plauto, Euripide e Omero. Scelte in linea con “il dialogo e l’affinità con lo “spirito” dei luoghi”, che consente al pubblico – italiano e straniero – di godere in Sicilia di ciò che in altri luoghi geografici non potrebbe avere: il dramma antico in un teatro altrettanto antico.
Altri spettacoli danno invece spazio alla Sicilia e alla sua cultura popolare con gli spettacoli: Paladini di Francia (3 agosto), Ciaula, Bata e la Luna elaborazione da Pirandello di e con Gigi Borruso (6 agosto, in occasione dell’Anno Mondiale dell’Astronomia), Minnazza di Fabio Grossi con Leo Gullotta (8 agosto), lo spettacolo di canti popolari Antichi Suoni (9 agosto), e Primeluci della compagnia Ditirammu (10 agosto).
Ancora all’Anno Mondiale dell’Astronomia sarà dedicata la serata del 19 agosto con Il sistema del mondo. Copernico/Galileo/Il Satellite
Due appuntamenti musicali chiuderanno il Festival, il 22 agosto con il concerto di Fiorella Mannoia IN MOVIMENTO, e il 23 agosto con Luna Reverse,spettacolo-concerto di Luigi Cinque che includerà anche una “intervista impossibile” alla regina Didone (Glatea Ranzi) realizzata da Nanni Balestrini.
Il cartellone completo del Calatafimi-Segesta Festival è disponibile sul sito dedicato alla manifestazione
Informazioni 0924.951534 – 0924.950012.
Palermo è veramente sempre bella! Se c’e il sole tutto splende, se piove è bella lo stesso perché l’aria acquista un nitore che rende i contorni delle cose più vivi ed evidenti.
Una mattina di un luglio caldo e polveroso di qualche anno fa ero andata con i miei figli, allora piccoli, a visitare il centro storico dove avevo vissuto da ragazza. Giravamo in macchina attraversando molte strade: alcune strette e un po’ malconce. Raccontavo ai miei bambini storie sui luoghi che percorrevamo: via Maqueda, il Cassaro, i mercati rionali e la loro origine.
Credo che si annoiassero un po’. Tutto sommato erano ancora piccoli ma io desideravo che imparassero a conoscere e ad amare la loro città. Andiamo a prendere il gelato al bar dell’università?
Siiiiiiii! Gridarono e…….. con il cono in mano ci dirigemmo verso Casa Professa. Rimasero incantati…..e timorosi per tanto fasto e bellezza, e vollero sapere tutto quello che conoscevo della Chiesa. Raccontai loro che la Chiesa risaliva al tardo cinquecento, che per costruirla c’erano voluti moltissimi anni, che le decorazioni che tanto li colpivano erano intarsi marmorei in stile barocco opera di artisti molto importanti.
Poche notizie alla loro portata che suscitarono una serie di domande che mi trovarono impreparata.
Da allora, prima di portarli a visitare qualche chiesa o monumento, mi sono sempre preoccupata di dare una rinfrescatina alle mie conoscenze in merito. I bambini sanno essere esigenti!
Quest’anno sono 50 anni che la piccola isola di Ustica, sul tirreno a 57km a nord di Palermo, si è imposta come capitale dei sub del mediterraneo. Risale al 1959 la prima Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee, che unisce una serie di manifestazioni sportive, scientifiche, culturali ed archeologiche, tutte legate al mondo sommerso. Ogni anno è sempre un successo, sia per la partecipazione dei più noti specialisti del settore che di estimatori. E’ sulla scia di questo successo che viene fondata nel 1984 l’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee e nel 1986 istituita la Riserva Marina di Ustica, la prima del nostro paese. Ma Ustica è anche semplicemente turismo in tutte le forme che si vuole immaginare ma che abbia sempre come comune denominatore il mare. (continua…)
Nato a Palermo da una famiglia di industriali dell’olio (nei supermercati si può acquistare l’olio Barbera), spirito estroso e ribelle, ha trovato la sua realizzazione soprattutto nella poesia. E’ deceduto ottantaseienne nella sua casa di Taormina alla fine di maggio di quest’anno.
Esprimeva la sua filosofia di vita con la frase: “Mi sono imposto di svegliarmi ogni giorno come se stessi nascendo e di addormentarmi ogni notte come se stessi morendo. In questo modo ho vissuto molto di più di qualsiasi altra persona”.
La sua poesia ha saputo cogliere i tratti più significativi dello spiritualità siciliana, soprattutto quella delle classi più umili che egli, benché provenisse da una famiglia ricca, rappresentò come se avesse vissuto direttamente le loro stesse esperienze. Basta rileggere le poesie sui salinari di Trapani o sui minatori del Nisseno.
Fu anche cabarettista di successo, ma a noi piace ricordarlo per le composizioni poetiche.
In questa poesia dedicata al “1 Maggio”, fa rivivere la festa ricorrendo ad una bella metafora che identifica il lavoro con le mani callose dei lavoratori. (continua…)
Il mondo piange la scomparsa di Micheal Jackson. In questo video aveva annunciato la sua ultima performance a Londra che avrebbe dovuto svolgersi in luglio.
Canale youtube con le indimenticabili hit musicali e coreografie di Micheal Jackson: http://www.youtube.com/michaeljackson
Nei mesi di aprile e maggio scorsi, Rai1 ha mandato in onda il talent show “Ti lascio una canzone”, protagonisti bambini e ragazzini, maschi e femmine, di ogni regione d’Italia. Provenienti dalla Sicilia 5 su 39 partecipanti: Piero Barone di Naro, Ignazio Boschetto di Marsala, Viola Cristina di Caltagirone, Luigi Fronte di Ragusa e Mario Scuccess di Vittoria.
Dopo appena un mese dalla conclusione della trasmissione, sempre Rai 1 ha mandato in onda “Miss Italia nel mondo” per selezionare la più bella tra le ragazze italiane che vivono all’estero. Per questa occasione ha incluso nel cast sette tra i ragazzi che avevano partecipato al talent show; tra questi sette c’erano tutti e cinque i ragazzi siciliani, a riprova che la loro partecipazione a “Ti lascio una canzone” era stata motivata dalle loro effettive qualità piuttosto che da opportunità geo-politiche.
Questo dato lo riferiamo non per sciovinismo, quanto piuttosto perché esso dovrebbe fare riflettere e molto i governanti della regione i quali sanno considerare risorse locali soltanto le poltrone da spartirsi; e l’esempio offerto in questi ultimi mesi è tra i peggiori se non il peggiore dell’intera storia politica dell’isola. (continua…)
Vincenzo Salvatore Carmelo Francesco Bellini (Catania, 3 novembre 1801 – Puteaux, 23 settembre 1835) è stato un compositore italiano, tra i più celebri operisti dell’Ottocento.
Dotato di una prodigiosa vena melodica, Bellini dedicò la sua breve vita alla composizione. Il suo talento nel cesellare melodie della più limpida bellezza, conserva ancora oggi un’aura di magia, mentre la sua personalità artistica si lascia difficilmente inquadrare entro le categorie storiografiche.
Legato ad una concezione musicale antica, basata sul primato del canto, sia esso vocale o strumentale, il siciliano Bellini portò prima a Milano e poi a Parigi un’eco di quella cultura mediterranea che l’Europa romantica aveva idealizzato nel mito della classicità. Il giovane Wagner ne fu tanto abbagliato da ambientare proprio in Sicilia la sua seconda opera, Il divieto d’amare, additando la chiarezza del canto belliniano a modello per gli operisti tedeschi e tentando di seguirlo a sua volta.
In questi video la scena finale della Norma. La sacerdotessa Norma, figlia del capo dei Druidi Oroveso, è stata l’amante segreta del proconsole Pollione dal quale ha avuto due figli. Quando Pollione decide di abbandonarla per la sacerdotessa Adalgisa, accecata dal dolore tenta di vendicarsi, ma infine decide di sacrificare sè stessa, e lasciare che Pollione e Adalgisa crescano insieme i suoi due figli. Pollione resta colpito dalla grandezza di Norma e decide di morire insieme a lei.
Città policentrica Palazzolo Acreide, nell’entroterra Siracusano, che si è modellata nel tempo attorno a due fuochi, intorno alla chiesa di S. Paolo ed intorno alla chiesa di S. Sebastiano, restando periferica ma non indifferente l’antica Akcrai, della cui commovente bellezza facciamo voto di parlarne in altro momento.
E’ il terremoto del 1693 che, distruggendo più di 40 città della Sicilia sud orientale con un numero non calcolato di vittime, determina una nuova distribuzione urbanistica. Il nucleo aristocratico e dell’alto clero intorno alla chiesa di S. Sebastiano, il martire ucciso dalle frecce, in cui era anche venerata la Madonna Odigitria, antica ed unica patrona della paese e la nascente borghesia agricola con i ceti popolari attorno alla chiesa di S. Paolo, posta, per ovvi motivi, più in basso della precedente ma il cui culto molto antico del santo finalmente dopo anni potè avere la sua collocazione.
Ancora oggi tra Sampaulisie i Sammastianisi ‘è una profonda rivalità ma tutto viene messo a tacere dal modo in cui le due fazioni in gioioso spiritodi competizione, cercano di superare la parte avversa nell’unico modo oggi ammissibile, organizzare la festa più bella. (continua…)
Uno stralcio dell’intervista di Vincenzo Mollica a Lucio Dalla dove il cantautore bolognese parla della sua canzone “Siciliano” e del suo rapporto con la Sicilia e i siciliani, estratto dal sito del giornalista (http://www.mollica.rai.it/)
“Da centinaia di anni, artisti, poeti e pittori vanno in Sicilia, per trovare una forma di rigenerazione ideale dello spirito, per assaporare profumi di tutti i tipi e vivere a contatto con una civiltà che non si capisce bene quando è cominciata e non si sa quando finirà: basti pensare a Ghoete, a Federico II, agli inizi della poetica in Italia, a Empedocle, ai Greci, ai Fenici, agli arabi… Io ho avuto il privilegio di vivere lì per dieci anni, in estate (un po’ lì e un po’ nelle isole Tremiti), così mi è venuta l’ispirazione di raccontare la felicità estrema che si prova arrivando in questa terra che rappresenta una realtà storica, credo irripetibile al mondo”
…
“Di loro mi piace molto l’educazione, la civiltà, il fatto che, anche a livello popolare, abbiano dei modi molto gentili, come le arance e i profumi che ci sono lì. Poi hanno questo senso di racchiudere la storia, una storia che riguarda anche il nord dell’Europa, perché la Sicilia è stata una capitale o un riferimento per molti popoli. Quindi questa canzone rappresenta la voglia di sentirsi siciliani, per tutti coloro che amano quei luoghi. Trovo estremamente comunicativa la Sicilia, e tutti i siciliani in giro per il mondo trasmettono un po’ dei profumi della loro terra.”
Davvero un grande regalo di Lucio Dalla a tutti i siciliani. Il video della canzone.
La storia della Sicilia è stata influenzata dai tanti ospiti che sono passati sul suo suolo. Grazie alla sua posizione geografica, proprio al centro del mar Mediterraneo, la Sicilia ha avuto un ruolo di una certa importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del mare nostrum.
Fu parte delle colonie della Magna Grecia e di Cartagine e cercò di diventare regno indipendente con Ducezio ed Euno (che si autoproclamarono re dei Siculi rispettivamente nel V e nel II secolo a.C.). Dal 405 a.C. fino alla conquista romana fu dominata dai sovrani siracusani. La Sicilia ha patito in molti frangenti una forte subalternità politico-militare. I sovrani siracusani sono spesso riusciti ad imporre la propria supremazia nel contesto mediterraneo. Dionisio I, preso il potere, regnò su tutto il territorio della Sicilia fino a Solunto estendendone l’influenza fino al golfo di Taranto e al territorio etrusco (Pyrgi, Cerveteri, isola d’Elba). Conquistata dai romani, divenne la prima provincia romana dell’impero come Sicilia. Con la lex Rupilia gli fu riconosciuta la diversa nazionalità ed una sorta di costituzione diversa da quella dei romani. (continua…)