arte e cultura

TAORMINA e il suo TEATRO

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taormina-teatroLa Tauromenion dei Greci, la Tabermin o Almoezia degli Arabi, la Taurominium dei Normanni e la Tavormina degli Spagnoli e Borboni. Tutte esistite, tutte esistono ancora oggi in Taormina, nella sua struttura urbanistica, dove ogni nuovo invasore per secoli la assedia, la distrugge e ricostruisce ogni edificio meglio di prima, aggiungendo qualcosa di bello ed attraente.
Il Monte Tauro interrompe la continuità del litorale tra Messina e Catania e appare come una terrazza naturale, protetta alle spalle dalla rocca di Castelmola e di fronte il mare azzurro. Tutto a Taormina induce all’amore, per essere questo un luogo di struggente bellezza, da qualunque parte ci s’affacci  o si contempla. Vigile e onnipresente la osserva compiaciuta, come la più bella delle sue figlie, l’Etna. (continua…)

Mazara del Vallo, non solo pesce

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La città si trova sulla foce  del fiume Mazaro ; questa condizione privilegiata ha consentito la realizzazione del porto canale (centro di eccellenza della pesca nel Mediterraneo) per cui  è  molto conosciuta. Gran parte della sua fortuna  è dovuta inoltre alla  posizione geografica  che  l’ha resa ponte naturale  tra Africa ed Europa avvicinando  virtualmente le due sponde separate dal mare Mediterraneo. L’economia della città si basa essenzialmente sulla presenza di una flotta di pescherecci  dedita alla pesca e su una consistente produzione ittica. Tutto ciò, oltre a rendere la città uno dei più significativi centri italiani per la pesca d’altura, ne fa anche un polo multi-etnico in cui genti e culture diverse hanno saputo trovare la via dell’integrazione.

Vanto della città è la statua bronzea del Satiro Danzante. Questa statua, impareggiabile  per la sua bellezza ,è stata recuperata nel 1998 da alcuni pescatori del luogo  che l’hanno trovata impigliata nelle reti durante una battuta di pesca nel canale di Sicilia.  Una visita alla città parte sicuramente da piazza del Repubblica: (continua…)

Mediterranean Quilt, una grande opera d’Arte collettiva

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A cura dell’Associazione Artistico Culturale Wrong Lab

Wrong Lab, un gruppo di giovani artisti, graphic designers e fotografi italiani, cerca la collaborazione di fotografi e amatori della fotografia, provenienti dai 23 paesi del Mediterraneo, per dar vita a: Mediterranean Quilt, una grande opera d’Arte collettiva.

Il progetto si propone di riunire le immagini di differenti terre e nazioni, accomunate dallo stesso mare, in un grande “Quilt” fotografico, simbolo di unione e collaborazione fra diversi popoli e culture.

Obiettivo di questa iniziativa è favorire lo scambio artistico e culturale tra questi popoli, creando un grande archivio virtuale, mostre e pubblicazioni.

L’iscrizione è gratuita ed aperta a tutti.

Per partecipare è necessario inviare 4 foto nel formato jpeg 20x20cm a 300 dpi dal tema:
- mare, (una texture del mare);
- costa, (una texture della costa – sabbia – terra – sassi – roccia – etc…);
- città (una texture della città vista dall’alto);
- persone (un ritratto frontale di una persona, anche un autoritratto).

Mediterranean Quilt si concretizzerà con una prima mostra ad Erice in Primavera 2011 in collaborazione con il Comune di Erice e il Rotaract 2110 Distretto Sicilia-Malta.

Il termine per l’invio delle foto per la prima mostra ad Erice è il 15 Aprile 2011. (continua…)

INFORME – Venerdì 15 aprile, inaugurazione della mostra

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Per ulteriori informazioni: L’Altro ArteContemporanea

091 6170009 / 347 3012222

Blog Sicilia presenta: il TURISMO IN SICILIA

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Benvenuti nella nuova pagina di Blog Sicilia, dedicata al turismo e ai viaggi, che nasce
da un’idea ancora in fase embrionale ma, ciò nonostante, molto decisa e diretta a quanti siano interessati a conoscere gli aspetti più nascosti della nostra terra: la Sicilia.
Il turismo, nella sua definizione più asettica e diffusa, è l’azione svolta da coloro che viaggiano e visitano luoghi a scopo di svago, conoscenza e istruzione.
E il turismo, inteso come viaggio organizzato e di massa, ha una data di origine certa ed un inventore ben determinato: il 5 luglio 1841, Thomas Cook, sfruttando le nuove possibilità offerte dal treno, (continua…)

I MUSICI di Caravaggio a Palermo

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Il Museo Abatellis, tramite un allestimento creato per l’ occasione, ha permesso di rendere visibile, nella città di Palermo, I Musici, un’ importante tela di Michelangelo Merisi da Caravaggio, passato alla memoria della Storia dell’Arte con il semplice nome di Caravaggio. dopo la tragica morte avvenuta a Porto Sant’ Ercole, in seguito ad una fuga sofferta da Roma che lo condusse a Malta ed in Sicilia. (continua…)

Il pellegrinaggio della parola

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Alla Piramide – 38° Parallelo si è celebrato il Rito della Luce

Migliaia di visitatori a Motta d’Affermo per l’evento organizzato da Fiumara d’Arte.

21 giugno 2010. In bianco per dare il benvenuto al nuovo giorno che arriva. Un giorno speciale, quello del 21 giugno, data del solstizio d’estate quando la luce trionfa sul buio.

Scenario del Rito della Luce sull’altura di Motta d’Affermo è la “Piramide – 38° Parallelo” di Mauro Staccioli, decima opera scultorea del parco di arte contemporanea Fiumara D’Arte.

Inaugurata all’equinozio di Primavera, la maestosa scultura in acciaio corten è stata riaperta per la celebrazione al tramonto del 20 giugno e all’alba del 21. Quasi come una sincronica apparizione delle Muse, poeti, performer, musicisti, danzatori hanno  ritualizzato un luogo già sacro per eccellenza: su un’altura che guarda il magnifico scenario delle Eolie, in fondo  gli scavi dell’antica città di Halaesa.

Un tempio “laico”, ideato dal fondatore di Fiumara d’Arte, Antonio Presti, artista e mecenate, che ha raggruppato intorno a sé, sotto la direzione artistica della scrittrice e poetessa Maria Attanasio e di Daniela Thomas, trenta poeti e venti artisti per il grande Rito della Luce. Una scelta simbolica, etica. La Piramide, dall’alto dei suoi trenta metri, che puntano verso il cielo, vuole essere un monito per l’uomo contemporaneo: elevarsi dalla mediocrità di una società che ha smarrito ogni senso di Bellezza, Armonia e Giustizia.

Tra gli ulivi secolari di contrada Belvedere migliaia di visitatori  anche loro in bianco vestiti, come tutti i performer che hanno partecipato al grande evento delle porte solstiziali, hanno sfilato in religioso silenzio, quasi fossero in pellegrinaggio. Silenzio e ascolto i momenti cardine della celebrazione:  i poeti hanno offerto il dono della parola, quella pura della poesia, sottratta ad ogni mercificazione. (continua…)

FONDAZIONE ANTONIO PRESTI – FIUMARA D’ARTE – Il Rito della Luce

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IL RITO DELLA LUCE
Motta D’Affermo, 20 giugno, ore 17:00/21:30

La Fondazione Fiumara d’Arte ha scelto il momento fortemente simbolico del solstizio d’estate per un rito di condivisione che si svolgerà dal 18 al 21 giugno 2010, nel momento in cui il sole allo zenit sarà al culmine della sua inesauribile energia.

Quando ancora parola e gesto erano intimamente connessi da una risonanza profonda, il mito rappresentava la rivelazione, attraverso la parola, e il rito ne era la trasposizione gestuale.
La Piramide , ultima opera del parco di Fiumara d’Arte,cima di una cima, è il luogo sacrale per eccellenza in cui, mito e rito, in perfetto equilibrio tra terra e cielo, tornano ad essere tutt’uno. Così, nei giorni dellaporta solstiziale, in cui l’universo riceve il massimo della potenza solare, la Piramide accoglierà, come una Grande Madre, tutti coloro che vorranno condividere lo spirito della luce universale. Al tramonto da uno spiraglio dell’imponente tetraedro cavo filtreranno, infatti, i raggi del sole, che, con il loro riverbero d’arancio, illumineranno ogni visitatore.

La bellezza del dono come valore condiviso sarà rappresentata da unasfera di luce che tutti i partecipanti si passeranno l’un l’altro.
Luce e conoscenza, verità e rivelazione sono al di là di ogni possesso e appartenenza.
E sarà proprio in quel passaggio di luce il momento più significante del rito.
La luce è compagna della verità e sorella dell’ispirazione:così come nell’antica Grecia Apollo era il dio del Sole e delle Muse., allo stesso modo il nucleo portante del Rito della Luce sarà la poesia: l’unica parola che nel mondo contemporaneo si sottrae a consumo e mercificazione, coniugando verità e libertà.
(continua…)

L’Arte contro cosa nostra

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Un periodico brasiliano, Terra Magazine, riporta la storia di Antonio Presti, un siciliano che con le sue iniziative fa dell’arte e della bellezza lo strumento di lotta contro la mafia. In seguito la traduzione italiana.

Da trent’anni Antonio Presti, un siciliano di 53 anni, ha trovato un modo originale per combattere il sistema mafioso che domina la sua isola. Per la sua lotta usa le iniziative culturali come arma principale.

Antonio spiega la sua filosofia:
“Regalo cultura e bellezza senza chiedere nulla in cambio. Fa parte della mia natura. Ma in Sicilia un comportamento di questo genere è sovversivo. Quando non chiedi nulla in cambio i porci mafiosi non possono eliminarti, i politici non possono censurarti e la Chiesa non può controllarti”.

Antonio parla mentre scende dalla magica piramide di acciaio costruita dal suo amico Mauro Stacciol in cima ad una montagna dalla quale si apre un paesaggio sensazionale con vista sul mar Tirreno e sulle isole Eolie. Racconta la sua storia con parole semplici senza entusiasmo. Con la tranquillità di chi sa che ha già vinto il campionato.

Nel 1982 Antonio Presti decise di investire la fortuna che ereditò dal padre per combattere il sistema mafioso dell’isola italiana. Inventò un modo semplice: investire nella cultura. La sua prima opera fu la Fiumara d’arte. Antonio ingaggiò artisti italiani e stranieri per realizzare sculture che ha poi donato ai Comuni della sua terra natale. (continua…)

Normanni e la Sicilia, la loro arte

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Un lascito straordinario, quello della dinastia degli Altavilla. Un epoca d’oro che ha reso la Sicilia, dopo l’epoca greca, il centro del mondo. Godiamoci il patrimoni d’arte e cultura che ci hanno donato.

CARAVAGGIO a SIRACUSA

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seppellimento_santa-luciaAncora una volta una fuga improvvisa e rocambolesca, stavolta da Malta, e la sosta a Siracusa, sono all’origine della grande e superba pala d’altere “Seppellimento di Santa Lucia”. L’animo sempre inquieto di uno dei più grandi pittori della storia, Caravaggio, accompagna tutte le opere. A Siracusa accolto con tutti gli onori, vista la fama che lo precedeva e l’amicizia degli anni romani con Mario Minniti (pittore siciliano), i letterati ed eruditi gli riservano grande attenzione e l’esperto  di antichità Vincenzo Mirabella lo accompagna a vedere i resti archeologici. Caravaggio rimane impressionato dalle Latomie, una in particolare a forma di padiglione auricolare che lui stesso chiamerà, lasciando questo nome alla storia, Orecchio di Dionisio. Di questa grotta suggestiva si ricorderà proprio per l’ambientazione del Seppellimento che il senato di Siracusa gli commissiona per la chiesa di Santa Lucia extra moenia, posta vicino alle catacombe e proprio nel luogo del sepolcro della Vergine. (continua…)

Cefalu’, all’ombra del Duomo – Mappa e foto

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Cefalu04(js)Per chi giunge da Palermo, la superba cattedrale sembra adagiata sui tetti delle case dell’antico borgo e l’imponente rupe che incombe alle sue spalle sono proprio il biglietto da visita della città cui ha dato il nome: Cefalù. Che derivi da greco Kephaloidion (latinizzato Cephaleodium) o dal fenicio Kefa, il nome è connesso alla caratteristica forma di TESTA del promontorio. Ai piedi della rocca la cittadina dal medioevo in poi si sviluppò attorno al suo monumento più importante, il Duomo, una delle più belle chiese Normanne di Sicilia. Però Cefalù aveva già secoli di storia alle sue spalle. Il primo nucleo urbano viene fato risalire al V secolo a.C. e tracce sono riscontrabili sia sul monte che all’interno dell’abitato. Vicino al duomo si sono trovate due interessanti strade, una ellenistica, l’altra romana del I secolo a.C.; nella chiesa di Santa Maria della Catena, la parte inferiore di una torre di fortificazione è inglobata al campanile; nei pressi di via Porpora vi è l’unica torre quasi totalmente conservata, e si trova anche una postierla. (continua…)

DUOMO DI SIRACUSA – storia lunga 2500 anni

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Duomo 2Quell’esuberanza talvolta eccessiva, generata dalla consapevolezza della fragilità della vita. Dove la  banalità viene bandita in una ricerca del bello, in forme contorte, distorte, che sentimentalmente tentano di prendere vita attraverso quelle architetture che qualcuno si ostina a chiamare solo Barocco. Ma la Sicilia non ammette semplificazioni e il Duomo di Siracusa è il primo a raccontare della sua unicità. Lo si osserva dal di fuori e il bianco abbacinante dilata a dismisura i confini di tutta la piazza che diventando palcoscenico invade i nostri occhi e il nostro spirito. La facciata eretta da Andrea Palma è uno struggente capolavoro del Barocco isolano. Ha due ordini di colonne staccate dal muro, con cornici movimentate e sporgenti. L’effetto complessivo è assai scenografico. Lo scultore palermitano Ignazio Marabitti ci mise del suo per abbellirla, modellando le statue marmoree dei Santi Pietro, Paolo, Lucia, Marziano, che popolano la facciata. (continua…)

La Madonna di Trapani

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Due cose ricorderò sempre della mia città natale …i tramonti infuocati sul mare che potevo osservare dalla terrazza di casa mia ed i “viaggi” alla Madonna di Trapani!

Ogni sabato mia madre aveva la devozione di recarsi al Santuario dell’Annunziata, (cosa che fanno da secoli i devoti Trapanesi) e mi costringeva a seguirla in questo breve pellegrinaggio che sconvolgeva i miei programmi pomeridiani.

Dapprima riluttante, ma in seguito consenziente, mi recavo con la mamma presso il Santuario dell’Annunziata, in via Pepoli, un po’ oltre il bivio con via Fardella.

Si narra che il Santuario fu eretto tra il 1315 ed il 1332 per volontà della Madonna stessa. Infatti in quel tempo sul piano del porto si trovava da tempo una cassa di legno, arrivata non si sa da dove, che veniva utilizzata come sedile: uno storpio che si era seduto aveva riacquistato l’uso delle gambe ed un cieco era tornato a vedere. Aperta la cassa si era scoperto che conteneva la statua marmorea di una Madonna col bambino. (continua…)

Una passeggiata per Palermo di tanti anni fa. Casa Professa

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Palermo è veramente sempre bella! Se c’e il sole tutto  splende, se piove è bella lo stesso perché l’aria acquista un nitore che rende i contorni delle cose più vivi ed evidenti.

Una mattina di un luglio caldo e polveroso di qualche anno fa ero andata con i miei figli, allora piccoli, a visitare il centro storico dove avevo vissuto da ragazza. Giravamo in macchina  attraversando molte strade: alcune strette e un po’ malconce. Raccontavo ai miei bambini storie sui luoghi che percorrevamo: via Maqueda, il Cassaro, i mercati rionali e la  loro origine.

Credo che si annoiassero un po’. Tutto sommato erano ancora piccoli ma io desideravo che imparassero  a  conoscere e ad amare la loro città. Andiamo a prendere il gelato al bar dell’università?

Siiiiiiii! Gridarono e…….. con il cono in mano ci dirigemmo verso Casa Professa. Rimasero incantati…..e timorosi per tanto fasto e bellezza, e vollero sapere tutto quello  che conoscevo della Chiesa. Raccontai loro che la Chiesa risaliva al tardo cinquecento, che per costruirla c’erano voluti moltissimi anni, che le decorazioni che tanto li colpivano erano intarsi marmorei in stile barocco opera di artisti molto importanti.

Poche notizie alla loro portata che suscitarono una serie di domande che mi trovarono impreparata.

Da allora, prima di portarli a visitare qualche chiesa o monumento, mi sono sempre  preoccupata di dare una rinfrescatina alle mie conoscenze in merito. I bambini sanno essere esigenti!

Per approfondire Casa Professa in Wikipedia: http://it.wikipedia.org/

Il Castello della Zisa a Palermo e il mistero dei suoi diavoli

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Un gioiello dell’architettura fatimida

Il Castello o anche Palazzo della Zisa oggi inteso semplicemente la Zisa, prese il nome dall’arabo al-ʿAzīza, ovvero “la splendida”.

Il Castello della Zisa è l’esempio più rappresentativo di architettura fatimida di età Normanna.

La costruzione dell’edificio fu iniziata nel 1165 da Guglielmo I detto “il Malo” e fu portata a termine dal figlio Guglielmo II detto “il Buono” intorno al 1175.

Scrive Michele Amari nella sua Storia dei musulmani in Sicilia: “Guglielmo … rivaleggiando col padre … si mosse a fabbricare tal palagio che fosse più splendido e sontuoso di que’ lasciatigli da Ruggiero. Il nuovo edifizio fu murato in brevissimo tempo con grande spesa e postogli il nome di al-ʿAzîz, che in bocche italiane diventò «la Zisa» e così diciamo fin oggi” (continua…)

l’Annunziata di Antonello da Messina

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Antonello da Messina, soprannome di Antonio di Giovanni de Antonio (Messina, 1429 o 1430 – Messina, febbraio 1479), è stato un pittore italiano. Fonde insieme la cultura luministico-atmosferica fiamminga e la cultura prospettico-monumentale italiana. Il suo viaggio a Venezia sarà decisivo per Giovanni Bellini e la successiva arte italiana. Bio su Wikipedia

nel 1476 l’Annunziata di Palermo colta nel momento in cui l’angelo se n’è appena andato (oppure nel momento dell’interrogazione), dalla sagoma quasi piramidale del manto emerge il perfetto ovale del volto della vergine, l’asse della composizione è dato dalla verticale che va dalla piega dello scollo all’angolo leggio, al contrario il lento girare della figura e il gesto della mano danno movimento alla composizione.l’opera rappresenta uno dei traguardi fondamentali della pittura rinascimentale italiana. L’assolutezza formale, lo sguardo magnetico e la mano sospesa in una dimensione astratta ne fanno un capolavoro assoluto. La tela è a Palermo,nella Galleria Nazionale della Sicilia.