Articoli su: agrigento

Provincia di Agrigento – Luoghi da visitare – Mappa

By Gallito

sciaccaIn questo post trovi una mappa con alcune tra le più interessanti località da visitare nella provincia di Agrigento.

Sulla mappa

  1. Agrigento
  2. Canicattì
  3. Casteltermini
  4. Favara
  5. Licata
  6. Naro
  7. Palma di Montechiaro
  8. Porto Empedocle
  9. Ribera
  10. Sambuca di Sicilia
  11. Sciacca
  12. Siculiana

Cliccando su un marker puoi ottenere informazioni di dettaglio sulla località.

Puoi zoomare la mappa e trascinare l’icona dell’omino in alto a sinistra sulla zona di tuo interesse per una visita virtuale con Google street view.

(continua…)

SELINUNTE – gloria e disfatta

By Raisi

3526089538_2046c1f0d8Giunti a Castelvetrano, subito un grande cartello marrone ne indica il nome SELINUNTE. Seguiamo le indicazioni e scopriamo meravigliosi uliveti coltivati con grande maestria dalla gente del luogo. Lavorano la Nocellara del Belice che ornai da anni si è aggiudicata un posto di grande rispetto nell’enogastronomia italiana. La visione piacevole dei campi ci conduce verso la regina caduta, che ancora oggi non smette di dispensare bellezza e sapere, Selinunte.
Parco archeologico tra i più vasti d’Europa, l’antica città sorgeva lungo una costa frastagliata e piatta, l’acropoli dominava il paesaggio e grandiosi templi davano mostra della potenza acquisita, però poco distante la minaccia incombeva; (continua…)

Grande Cretto – Burri – Gibellina

By Raisi

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Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 un violento sisma, di magnitudo 6.0 Richter e con effetti all’epicentro del IX° Mercalli, colpisce una vasta area della Sicilia occidentale compresa tra le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Tra i quattordici centri colpiti alcuni risultano completamente distrutti: Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago…, troppe voci, tutte in una notte, si alzarono verso il cielo, ma le cronache dei fatti dell’Abruzzo ci possono dare un chiaro esempio di quello che è successo quella notte. Il sindaco di Gibellina di allora, Ludovico Corrao, oltre a chiedere per i suoi cittadini tutto quello che necessitavano, chiamò a raccolta Pietro Consagra, Carlo Accardi, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Vittorio Gregotti e tanti altri…, chiamò a raccolta L’ARTE per combattere il senso di morte che si respirava nella sua città. Sicuramente bene Ludovico Corrao aveva imparato la lezione dalla storia, di come un medesimo cataclisma nel 1693 mortifico la Val di Noto, e  di come dalle ceneri di città, risorse attraverso l’arte la vita in quel Tardo-Barocco dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Fu chiamato anche Alberto Burri, ma solo lui non volle che la sua opera fosse realizzata nella nuova città che si andava definendo. (continua…)

Mappa dei più famosi siti archeologici siciliani

By Gallito

In fondo a questo post trovi una mappa con i più famosi siti archeologici della Sicilia risalenti al periodo classico: Segesta, Selinunte, Agrigento, Taormina, Imera, Solunto, Heraclea Minoa, Siracusa, Piazza Armerina, Morgantina. L’elenco dei siti in questo articolo è incompleto e cita soltanto i più famosi.

I siti vengono presentati su una mappa interattiva che spero possa essere utile per chi decida di organizzare un percorso di qualche giorno in Sicilia. E’ possibile zoomare la mappa e usare in box “cerca nella mappa” per trovare attività di interesse in una zona specifica (ristoranti, hotel, camping etc). Cliccando sulle icone presenti sulla mapppa puoi visualizzare i dettagli sul sito, leggere degli articoli di approfondimento e calcolare il percorso per raggiungerlo dal punto in cui ti trovi. Per approfondire l’argomento sui siti archeologici della Sicilia clicca qui.

Segesta è una città storica non più abitata, fondata dagli Elimi e situata nella parte nord-occidentale della Sicilia. La vecchia città sorge sul monte Bàrbaro, nel comune di Calatafimi-Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da Castellammare del Golfo.
Di particolare bellezza sono il tempio, in stile dorico, e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina.

Selinunte (greco Selinos, latino Selinus) era una antica città greca sulla costa sud-occidentale della Sicilia. Nel sito archeologico sono presenti quattro templi (templi: “D”, “C”, “A”, “O”) intorno all’acropoli e altri 3 templi (templi: “G”, “F”, “E”) su una collina più interna insieme ad altre costruzioni secondarie. Il solo tempio E (il cosiddetto tempio di Era) è stato ricostruito.

| Tempio di Segesta

Taormina è uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della Sicilia; per il suo incantevole paesaggio naturale, le bellezze marine e i suoi monumenti storici. Taormina è sede di uno splendido teatro risalente all’epoca classica.

Agrigento. La Valle dei Templi di Agrigento è un sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia, ubicato ad Agrigento, in Sicilia. Dal 1997 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell’umanità, redatta dall’UNESCO. È considerata un’ambita meta turistica, oltre alla più elevata fonte di turismo per l’intera città di Agrigento e una delle principali di tutta la Sicilia. Il parco della Valle dei Templi è considerato il parco archeologico più grande del mondo (ca. 1300 ettari).

Siracusa. All’interno del parco archeologico dell’antica colonia greca di Siracusa vi è il celebre “Teatro Greco” (V secolo a.c.), il più grande teatro della Sicilia ed uno dei maggiori dell’intero mondo greco, che meravigliosamente posizionato, sfrutta al meglio la scenografia naturale dell’ambiente che lo circonda. (continua…)

EMPEDOCLE DI AGRIGENTO

By Gallito

EmpedocleContinuando il racconto precedente su Empedocle di Agrigento, iniziato in questo post, qui riassumo brevemente il pensiero del filosofo Empedocle e riporto alcuni dei suoi versi poetici, già molto apprezzati nell’antichità da Cicerone. Con Parmenide Empedocle ammette che l’essere, nella sua perfezione non ha nascita e morte, ma ammette anche una dinamica interna nella realtà determinata dalla lotta tra due forze cosmiche in contrapposizione: philìa a e neikos, cioè amore, unione, costruzione da un lato e odio, contesa, distruzione dall’altro. Dove predomina philìa prevale mescolanza, composizione e unione, mentre neikos agisce per rompere l’unione e portare discordia e separazione. Empedocle inoltre interpretò la realtà fisica come originata non da un solo elemento, come i filosofi che l’avevano preceduto, ma dai quattro elementi fondamentali acqua, aria, terra e fuoco. Oggi sappiamo moltissime cose in più sulla nostra realtà fisica. Sappiamo bene che il fuoco non è un elemento e che i mattoncini della fisica, gli atomi, ordinati sulla tavola periodica di Mendeleev in base alle loro proprietà interne, sono oltre cento. L’agrigentino Empedocle fu tra i primi a intuire che il mondo fisico potesse risultare dalla mescolanza di più elementi diversi, anche in questo sta la sua grandezza. (continua…)

EMPEDOCLE di Agrigento e il pensiero dei presocratici

By Gallito

EmpedocleIn questo post parlo di filosofia classica, prendendo spunto dall’agrigentino Empedocle, uno dei più grandi filosofi presocratici. Ne parlo da  appassionato di filosofia, ma anche da dilettante con nessuna pretesa di salire in cattedra. Secondo me il pensiero dei filosofi antichi è sempre  attuale e trova ancora posto nella nostra quotidianità, anche se a volte ne siamo poco consapevoli.

Se vogliamo comprendere la grandezza di Empedocle però bisogna fare qualche passo indietro nella storia della filosofia e ripercorrere la strada che portò fino a lui. Per questa ragione dedicherò più di un post all’argomento e cercherò di parlarne nel modo più semplice e leggero, citando alcuni versi dei poemi scritti dal filosofo.

Tra i principali filosofi presocratici c’è dunque il siciliano Empedocle, nato ad Agrigento intorno al 480 a.C e vissuto circa sessant’anni, stando a quanto dice Aristotele. Empedocle fù una figura complessa, non solo un filosofo, ma anche uno fisico scienzato, un mistico e scrittore di poemi. Cicerone disse sul suo conto « dicantur ei quos physikoús Graeci nominant eidem poetae, quoniam Empedocles physicus egregium poema fecerit» (siano pure detti poeti anche coloro che i greci chiamano fisici, dal momento che il fisico Empedocle scrisse un poema egregio ) ». (continua…)

SFINCIUNI, italianizzato Sfincione, delizia in moto Ape

By Raisi

Fincione 1U Sfinciuni, alcuni storpiano anche in spinciuni, ma se vogliamo proprio italianizzarlo diventa sfincione. Cibo da strada tipico di Palermo, ma diffuso con diverse varianti in tutta la Sicilia occidentale. L’invenzione pare si debba attribuire alle suore del monastero di San Vito di Palermo, che racconti narrano di come le monache usavano farcirlo, per renderlo più appetitoso e sostanzioso, con polpa di maiale e salsiccia. Nell’agrigentino, invece, si prepara con le patate, pomodoro, olive nere, cipolle e pecorino. A Trapani la ricetta è più simile a quella della capitale isolana; solo farina di frumento per la pasta, mentre per il condimento, cipolle affettate finemente e fatte appassire a fuoco lento in padella con acqua, poi si aggiunge pomodoro fresco, acciughe, caciocavallo e cotto per 40 minuti. A Palermo invece, (continua…)

SCIACCA, abbracciata al mare africano

By Raisi

sciacca2Case colorate che sembrano avvolgersi su se stesse e rotolare verso l’acqua, per formare un tutt’uno con il porto e le barche ammassate contro il molo. Sciacca, vista dal mare, sembra una grande costruzione in Lego fatta da un bambino creativo. Non priva di un’intrigante armonia cromatica, questa cittadina in provincia di Agrigento affaccia a mezzogiorno a guardare l’Africa, non nasconde le sue radici arabeggianti. Più che il singolo monumento, più che le spiagge vicine, è proprio tutta la città nel suo insieme a incantare. Il brulicare di vita peschereccia (la sua flotta è seconda solo a quella di Mazara del Vallo) e di attività connesse soprattutto al pesce azzurro, (continua…)

Made in Sicily premiati da SLOW FOOD

By Raisi

logo_slow_foodSlow Food è il movimento per la tutela e il diritto al piacere.
Slow Food promuove, comunica e studia la cultura del cibo in tutti i suoi aspetti.
La sua mission è:
• EDUCARE al gusto, all’alimentazione, alle scienze gastronomiche.
• SALVAGUARDARE la biodiversità e le produzioni alimentari tradizionali ad essa collegate: le culture del cibo che rispettano gli ecosistemi, il piacere del cibo e la qualità della vita per gli uomini.
• PROMUOVERE un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione, creando una rete virtuosa di relazioni internazionali e una maggior condivisione di saperi.
La filosofia di Slow Food parte dalla riscoperta del piacere attraverso la cultura materiale. Il piacere è quello alimentare, dotto, sensibile, condiviso e responsabile. Dire piacere alimentare significa ricercare le produzioni lente, ricche di tradizione e in armonia con gli ecosistemi; significa difendere i saperi lenti, che scompaiono insieme alle culture del cibo; significa lavorare per la sostenibilità delle produzioni alimentari e quindi per la salute della Terra e la felicità delle persone.
Vi presentiamo le eccellenze siciliane messe in evidenza da questa importante associazione:

ape neraApe nera siculaIn tutta la regione – Un’ape scurissima, quasi nera, che ha popolato per
millenni la Sicilia ma che si trova in questo momento a forte rischio di estinzione. E’ molto
produttiva, lavora anche a temperature elevate, quando le altre api si bloccano e sopporta bene
gli sbalzi di temperatura.

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Sicilia e Slow Food – eccellenze dell’agroalimentare

By Raisi

linome InterdonatoPistacchi di Bronte, limone Interdonato, cipolla di Giarratana, Cuddrireddra di Delia, lenticchia di Ustica o ancora il mandarino tardivo di Ciaculli. Sono solo alcuni dei 28 presidi Slow food in Sicilia, circa il 15% di quelli sostenuti dall’associazione in tutta Italia, che anche quest’anno sono presenti all’appuntamento con il Salone del gusto di Torino. Un made in Sicily d’eccellenza fatto di piccole produzioni che rischiano di scomparire ma che hanno un importante ruolo nel valorizzare i territori di provenienza, recuperare i mestieri  e le tecniche di lavorazione tradizionali e salvare dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta. Così la manna delle Madonne, ottenuta incidendo la corteccia dei frassini che si trovano a Castelbuono e Pollina nella provincia di Palermo, diventa la dolce ambasciatrice di una tradizione e di un paesaggio suggestivo. (continua…)

SUTERA – unica Bandiera Arancione di Sicilia

By Raisi

suteraDal 2002 Sutera, pittoresco borgo medievale in provincia di Caltanissetta, è una delle 162 località insignite della Bandiera Arancione, il marchio di qualità assegnato dal Touring Club Italiano nella’ambito del progetto Sviluppo Italia. L’iniziativa intende valorizzare i centri minori dell’entroterra che promuovono il turismo nel rispetto dell’ambiente e di chi ci abita. Situata nella valle del fiume Platani, in un suggestivo contesto paesaggistico, Sutera si è contraddistinta per la tipicità del territorio, la bellezza dei suoi antichi quartieri e la sua storia, segnata dal passaggio di Greci, Romani, Bizantini, Mussulmani Normanni. (continua…)

FOCE del Fiume PLATANI – Riserva Naturale dell’Agrigentino tra natura e leggende

By Raisi

Beach_at_Foce_del_fiume_Platani,_province_of_Agrigento_(Sicily)

Banalmente si potrebbe dire che il tratto di costa compreso tra Capo Bianco (Cattolica Eraclea) e Borgo Bonsignore (Ribera) è uno dei più belli dell’Agrigentino. Difficile descrivere la straordinaria suggestione di questi luoghi, la quiete dei sentieri animati soltanto dal canto degli uccelli, dal frinire dei grilli, dal repentino guizzo di piccoli animali e insetti tra le foglie, dal ritmico mormorio della risacca marina. La visita alla splendida Riserva Naturale Foce del Fiume Platani, gestita dal Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali, è sicuramente un’esperienza indimenticabile. (continua…)

Il Ponte sullo stretto di Messina sarebbe una priorità?

By Ciccio

pontestretto2I nuovi faraoni

Sulla opportunità di realizzare il Ponte sullo stretto di Messina i siciliani sono stati sempre in profondo disaccordo. Lo sono stati e lo sono indipendentemente dalla specifica militanza politica.

In modo molto schematico i favorevoli sostengono che il ponte sarebbe un’opera di attrazione straordinaria che porterebbe in Sicilia un gran numero di turisti, velocizzerebbe la mobilità tra la Sicilia e il continente, oltre ovviamente a dare una boccata di ossigeno all’economia locale per gli investimenti necessari alla sua realizzazione.

Coloro che sono contrari sostengono a loro volta che le risorse necessarie possono essere utilizzare meglio per potenziare le infrastrutture per la mobilità della Calabria e della Sicilia e per opere di riqualificazione del territorio indispensabili per arginare disastri come, ad esempio, quello di Giampilieri.

La materia è troppo complessa per liquidarla con poche battute da Bar dello sport.

Tuttavia senza sposare nè l’una tesi nè l’altra ci sembra doveroso proporre qualche elemento di riflessione generale. (continua…)

Strano fenomeno vulcanico siciliano: le MACALUBE di ARAGONA

By Raisi

799px-Vulcanelli_di_Macalube_near_Aragona_Sicily_1Chissà se all’epoca degli Arabi, cui si deve la particolare denominazione : “maclubi = rovescio, vomito, cosa inversa”, posando il loro sguardo sulla circolare landa cinerea dalla quale si elevano coni di fango del tutto simili a piccoli vulcanelli, non vi abbiano al fine visto un’immagine riflessa della luna. Incastonata in un peculiare contesto faunistico, tipico di quell’entroterra siciliano che con l’alternarsi delle stagioni muta d’aspetto e di colori mantenendo però sempre intatto il suo incredibile fascino. Situata 4 km a SO di Aragona e 15 km a N di Agrigento la Collina delle Macalube appare infatti agli occhi del suo visitatore perfettamente somigliante ad un suggestivo paesaggio lunare. (continua…)

La Scala dei Turchi

By Raisi

Il nome evoca miti e leggende passate. Narra di pirati Saraceni che ormeggiando le loro navi in acque limpide e tranquille, si inerpicavano per i suoi candidi gradoni. Con vesti sgargianti correvano, razziavano e con ricchi bottini, sempre dai dolci pendii, scappavano.

Come allora anche adesso l’incanto lascia senza fiato chi giunge in questo tratto di costa siciliana.

Tra Agrigento ed Eraclea, anche loro dal favoloso passato greco, in località Realmonte si trova protesa sul mare l’incredibile Scala dei Turchi.

Le parole non sono sufficienti; descrivere l’incanto impalpabile della sua visione, profumi di acque pure e piante aromatiche, la dolce sensazione di stendersi con la schiena sulle pannose rocce. No, non basta dirlo, bisogna andare e vedere; scoprire per credere e rimanere folgorati di come il mare, il vento, le piogge e la natura intera di ere geologiche hanno restituito tale meraviglia.

L’impalpabile materiale con cui è fatta viene chiamata Marna, roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa avente un caratteristico colore bianco puro.

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“L’Eden dei Sapori”, enogastronomia siciliana in vendita grazie ad una rete di negozi in franchising

By Gallito

In questo sito si parla spesso di economia in Sicilia e di come questa per crescere abbia bisogno innanzitutto di idee innovative.

Sul sito economiasicilia.com, leggiamo della nascita di una rete in franchising di punti vendita di prodotti enogastronomici siciliani sotto il marchio “L’Eden dei Sapori”.

L’inaugurazione è avvenuta pochi giorni fa a Castelvetrano (Trapani), e nelle prossime settimane apriranno nuove enoteche a Palermo, Cefalù (Palermo), Mistretta, Capo d’Orlando e Taormina (Messina), San Vito Lo Capo (Trapani), Sciacca (Agrigento). Entro l’anno il marchio dovrebbe uscire dalla Sicilia con l’apertura di punti vendita a Milano, Torino, Pordenone, Parma e Jesi (Ancona).

Negli scaffali dei negozi “L’Eden dei Sapori” oltre al vino si possono trovare anche liquori, olio extravergine di oliva, formaggi e salumi.”Scopo di questa ambiziosa iniziativa – spiega Francesco Bonino, uno degli imprenditori che hanno investito nel progetto – è quella di dare alle aziende associate la possibilità di potere disporre gratuitamente di uno spazio vendita presso i negozi senza alcun costo; l’unica condizione è che la fornitura dei prodotti venga fatta in “conto vendita”.

Ci auguriamo che questa iniziativa possa avere successo. La scelta del conto vendita creerà probabilmente qualche complicazione nella gestione dell’attività, ma è un modo innovativo per dare visibilità al prodotto, facendolo arrivare sugli scaffali dei punti vendita dislocati sul territorio nazionale.

Bizzarria e originalità di “tipi” siciliani

By Ciccio

Uomo_sicilianoQuesto brano è tratto dal libro “Fra arcobaleno e granito” che l’autore ci ha consentito gentilmente di pubblicare. Il periodo è quello degli anni 40, il luogo è Sambuca di Sicilia un piccolo paese in provincia di Agrigento ed il tema alcune tipologie di personaggi che nei piccoli centri sono molto più frequenti di quanto non si creda.

“Tutte le estati andavo, con i miei familiari, a Sambuca, ove ci fermavamo per circa due mesi. Ho avuto, quindi, la possibilità di conoscere meglio il mio paese d’origine, i suoi abitanti e le loro vicende pubbliche e private.
Vi erano dei personaggi molto strani e originali, per certi versi quasi pirandelliani.
Ve n’era uno che faceva di professione l’invitato: si era procurato un abito blu da cerimonia e, con questo, si presentava a tutte le feste, a tutti i banchetti, dai matrimoni alle cresime, dai battesimi alle prime comunioni, e così mangiava a sbafo tutti i giorni. Ve n’era un altro che diceva di essere fratello della regina d’Inghilterra: di giorno andava a lavorare in campagna, ma la sera si metteva un mantello pieno di medaglie e raccontava come si era generata questa parentela. (continua…)

Il Cunsulo o Cunsolu, un rito di pietà e di amore

By Ciccio

Veduta di Sambuca di Sicilia

Questo brano è tratto dal libro “Fra arcobaleno e granito” che l’autore ci ha consentito gentilmente di pubblicare. Il periodo è quello degli anni 40, il luogo è Sambuca di Sicilia un piccolo paese in provincia di Agrigento ed il tema è la ritualità che accompagna il trapasso tra la vita e la morte che da evento tragico diventa momento di intensa aggregazione sociale.

“A Sambuca stavo quasi sempre per la strada: giocavo a calcio, nel ruolo di portiere, con altri bambini, che mi chiamavano “Giacinta” (Giacinto era il nome di mio fratello) e mi beccavo qualche pallonata in piena faccia; inoltre andavo sempre ai funerali, anzi assistevo a tutti i riti funebri, da principio alla fine.
Appena sentivo suonare le campane a morto, mi recavo subito in casa del defunto, ove si svolgeva, in primo luogo, una scena, a dir poco, allucinante: le donne di casa si affrettavano a pulire tutte le stanze e, alla fine, aprivano il balcone della strada principale e gridavano, a piena voce, “Culonna!…”; era una scena da tragedia greca in cui il dolore veniva trattenuto fino al compimento del lavoro e, in questo modo, veniva differito. (continua…)

La Valle dei Templi di Agrigento. Patrimonio dell’umanita’

By Gallito

La Valle dei Templi è un sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia, ubicato nei pressi di Agrigento, in Sicilia. Dal 1997 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell’umanità, redatta dall’UNESCO.

La Valle dei Templi è considerata un’ambita meta turistica, oltre alla più elevata fonte di turismo per l’intera città di Agrigento e una delle principali di tutta la Sicilia.

Mappa della Valle dei Templi

La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben sette templi in stile dorico: le loro denominazioni e relative identificazioni, tranne quella dell’Olympeion, si presumono essere pure speculazioni umanistiche, che sono però rimaste nell’uso comune.

Il Tempio di Hera Lacinia, dedicato all’omonima dea greca, fu costruito nel V secolo a.C. e incendiato nel 406 dai cartaginesi. Era il tempio in cui di solito si celebravano le nozze.

Il Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un’iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio, costruito anch’esso nel V secolo. Attualmente è con ogni probabilità quello meglio conservato. Fu trasformato in tempio sacro nel VI secolo d.C.

Il Tempio di Eracle, il più antico, era dedicato alla venerazione del dio Eracle (o Ercole), uno dei più rispettati dagli abitanti dell’antica Akragas. Distrutto da un terremoto, è oggi formato da appena otto colonne.

Il Tempio di Zeus Olimpico (Giove), edificato per onorare l’omonimo dio dopo la vittoria del 480 a.C. sui cartaginesi, è caratterizzato dalla presenza dei cosiddetti telamoni, statue di notevoli dimensioni con sembianze umane.

Il Tempio dei Dioscuri (o di Castore e Polluce) fu costruito per onorare i due gemelli figli di Sparta e Giove. Restano appena quattro colonne. È il simbolo della città di Agrigento.

Il Tempio di Vulcano, anch’esso risalente al V secolo, che si pensa essere una delle costruzione più imponenti della valle, è però uno dei templi più danneggiati dal tempo e dai fenomeni naturali.

Il Tempio di Esculapio, costruito lontano dalle mura delle città, era luogo di pellegrinaggio dei malati in ricerca di guarigione.

La valle dei Templi inoltre ospita la tomba di Terone, un monumento di tufo di notevoli dimensioni a forma di piramide, che si pensa eretto per ricordare i caduti della Seconda guerra punica.

Video sulla valle dei Templi

(continua…)

Cenni di Storia della Sicilia

By Gallito

La storia della Sicilia è stata influenzata dai tanti ospiti che sono passati sul suo suolo. Grazie alla sua posizione geografica, proprio al centro del mar Mediterraneo, la Sicilia ha avuto un ruolo di una certa importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del mare nostrum.

Fu parte delle colonie della Magna Grecia e di Cartagine e cercò di diventare regno indipendente con Ducezio ed Euno (che si autoproclamarono re dei Siculi rispettivamente nel V e nel II secolo a.C.). Dal 405 a.C. fino alla conquista romana fu dominata dai sovrani siracusani. La Sicilia ha patito in molti frangenti una forte subalternità politico-militare. I sovrani siracusani sono spesso riusciti ad imporre la propria supremazia nel contesto mediterraneo. Dionisio I, preso il potere, regnò su tutto il territorio della Sicilia fino a Solunto estendendone l’influenza fino al golfo di Taranto e al territorio etrusco (Pyrgi, Cerveteri, isola d’Elba). Conquistata dai romani, divenne la prima provincia romana dell’impero come Sicilia. Con la lex Rupilia gli fu riconosciuta la diversa nazionalità ed una sorta di costituzione diversa da quella dei romani. (continua…)