SICILIA e la Malarazza
Parole che volano, spero, alle orecchie dei miei conterranei. Non siamo stanchi di subire, di farci trattare come terzo mondo, di lasciar pensare di noi come gente che non lavora e che elude appena possibile le maglie della giustizia. Non siamo stanchi di lasciar pensare che in Sicilia non si pagano le tasse e che veniamo campati dal Nord. Non siamo stanchi della solita mala politica che ancora oggi fa versare Palermo sotto cumuli di immondizia, Catania priva di regole e servizi, Messina con gente che vive ancora in baracche del 1908, con ferrovie che non esistono, con la rete stradale e autostradale che è colma di buche e non mi va più di continuare perchè la cosa è veramente una sofferenza senza fine.
Il dramma si acuisce sempre di più nel vedere che la mia terra, la terra dei mie avi Fenici, Greci, Arabi, Normanni, Svevi etc… si stia disfacendo sotto i colpi di una politica sorda che non comprende che preservare il nostro patrimonio culturale, ambientale, agricolo e marino deve essere il punto fondamentale dell’agenda di chiunque voglia occuparsi del governo della Sicilia.
Ma come Carmen Consoli ci insegna:
il SERVO (siamo tutti noi siciliani delusi) un giorno si rivolge a CRISTO in CROCE e gli dice:“Cristo il mio Padrone (chiamiamola politica?) mi stapazza, mi tratta come un SERVO, si piglia tutto con la sua MANAZZA, distruggila tu sta MALARAZZA.
E Cristo dalla Croce gli risponde: “ Tu ti lamenti !!! di chi ti lamenti ? Pighia lu bastuni e tira fora li denti !!!”








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