Renzino Barbera, i siciliani e gli alimenti di Veronica Lario

Renzino Barbera, scomparso da meno di un anno, era discendente di una famiglia di industriali palermitani che producevano e imbottigliavano olio d’oliva  fin dalla fine dell’800. La storia degli Oleifici  Barbera fin dalle origini è la storia di un’industria a conduzione familiare. Renzino, all’anagrafe Lorenzo, che apparteva alla terza generazione della storia industriale della famiglia, era un ragazzo geniale ed irrequieto; chi lo ha conosciuto aggiunge anche spigoloso. Egli venne presto in conflitto con il padre e scelse la strada a lui più congeniale, quella dell’arte. Fu poeta e cabarettista di successo, non allontanandosi però del tutto dall’azienda di famiglia, al cui sviluppo contribuì con lungimiranti scelte nel marketing e nella comunicazione.
Ecco adesso il legame tra alcuni aspetti del carattere dei siciliani, una poesia di Renzino Barbera e la disputa per gli alimenti tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi il cui nocciolo sta nel “quantum”; lei chiede 3 milioni di euro al mese, lui è disposto a mollarne non più di 300 mila. Si tratta di cifre che moltissimi siciliani non riescono a guadagnare in una vita intera.
Qualche giorno addietro, alla fermata del bus, due signori di mezza età discutevano appunto su chi, tra Silvio e Veronica, fosse dalla parte del giusto. Ad occhio, il più ben messo tra i due avrà avuto un reddito di 2 mila euro al mese, magari con casa di proprietà e quindi senza affitto da pagare. La loro era quindi una discussione da altro pianeta visto che il motivo del disaccordo era soltanto circoscritto a chi dei due avesse il diritto di prevalere. Tuttavia i due signori discutevano con sincera passione e, nell’attesa del bus che tardava, finirono con il coinvolgere nella loro discussione altri signori e signore che a loro volta parteggiavano chi per il marito chi per la moglie.
Questa disputa, alla quale non partecipai più che per scelta per innata timidezza, mi ricordò una poesia, della quale mi rammarico di non essere riuscito a trovare il testo, scritta appunto da Renzino Barbera verso la fine degli anni sessanta.
In questa poesia si racconta di un signore che in piena estate attraversa in automobile la piazza di un paese dell’interno della Sicilia e si ferma vicino ad un gruppo di anziani signori che discutevano animatamente tra di loro, per avere informazioni sulla strada migliore da seguire per raggiungere il paese a cui era diretto. I signori sono cortesissimi, si mettono subito a disposizione, gli danno anche una infinità di informazioni non richieste quali il bar dove servono la migliore granita di limone o la pensione dove potrà trascorrere la notte. Si stabilisce tra di loro una tale familiarità che il viaggiatore si azzarda a chiedere se le loro discussioni così animate dipendessero da qualche grosso problema che non riuscivano a risolvere.
Certo che abbiamo problemi! rispondono quasi in coro, ma quelli li risolviamo ognuno per conto proprio; qui discutiamo giusto per discutere. Separare la sfera pubblica da quella privata non è prerogativa unica dei siciliani, sol che in Sicilia anche parlare di cose alle quali non si è minimamente interessati può portare a contrasti che possono sfociare in risse.
C’è da ritenere che i veri interessi dei due signori alla fermata del bus fossero ben diversi dall’entità del vitalizio che avrebbe percepito Veronica, tuttavia essi ne discutevano, riuscendo a coinvolgere anche altri nella discussione, come se ciò potesse incidere sulla loro vita futura.
Sul vitalizio voglio dire anche la mia. Io sto dalla parte di Veronica, non perché abbia qualcosa contro il marito, al quale invidio soltanto la disponibilità di un pittore che ogni mattino, con pazienza certosina, gli dipinge in testa tanti bei capelli senza lasciarne neppure uno fuori posto; ma perché, mettendomi nei panni della povera divorzianda immagino i disagi nei quali verrebbe a trovarsi se un giorno uno dei figlioli le chiedesse in dono una Ferrari e lei  per esaudire il desiderio dovesse rimanere per la parte restante del mese senza la possibilità di acquistare neppure un panino da McDonald’s.


in un raggio di

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6 Feb 2010 | By Ciccio
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