Politica e creatività. In Sicilia Lombardo inventa il governo dei competenti
Se non ci fossero di mezzo 5 milioni di siciliani a subirne le conseguenze, quest’ultima trovata del Governo dei competenti su cui la politica siciliana dibatte animatamente da qualche settimana, ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate. Il Presidente Raffaele Lombardo, eletto con un plebiscito, in poco meno di due anni ha cambiato non si sa più quanti governi. La maggioranza che lo ha eletto si è sfaldata il giorno dopo del voto e Lombardo ne ha composte una dopo l’altra secondo necessità e disponibilità. Le disponibilità a fare da stampella sono state facili trovarle perché, si sa, l’uomo è capace di proporre una lettura nobile anche delle più grandi ignobiltà. Così Lombardo è riuscito a rompere tutto: il Pdl si è diviso in due tronconi e quel poco di PD che ancora si trova in Sicilia si è diviso in tre. Nei partiti minori forti fibrillazioni.
Questa idea del Governo dei competenti ci sembra una specie di auting, cioè la dichiarazione esplicita da parte di chi ha governato fino ad oggi di non avere le competenze per farlo. Che Lombardo e soci fossero pressapochisti e incompetenti lo sapevamo già, ora abbiamo anche una conferma da parte loro!
Lo scenario che si apre adesso, cioé la ricerca dei competenti, è davvero kafkiano. Chi dovrà farlo e con quali criteri va individuata la competenza? Sembra di trovarsi dinanzi ad una delle famose antinomie del filosofo Bertrand Russel del tipo “Il barbiere del villaggio rade tutti coloro che non si radono da sè. Il barbiere del villaggio si rade da sè?”. Può essere competente chi ha già dichiarato la propria incompetenza ad individuare chi è competente? Tra quale tipologia di soggetti andrà scelto ad esempio l’Assessore all’Agricoltura e Foreste? Dovrà essere un agricoltore, una guardia forestale, il responsabile dei mercati generali di Palermo o Catania, o anche il responsabile acquisti delle derrate alimentari di un supermercato?
Siamo preoccupati che il criterio non sarà neppure questo. Verrà attributo ad ogni partito il numero di competenti da indicare ed i partiti faranno quello che hanno fatto sempre; manderanno un idraulico a fare il chirurgo ed un ingegnere a coltivare campi. In altre parole potremmo vedere replicati a livello regionale i fulgidi esempi che brillano già a livello nazionale, quali quelli della Gelmini, di Bondi o della Carfagna.
Ci sentiamo vicini e solidali con i poveri siciliani per essere governati da chi ha difficoltà a cogliere la differenza tra politica e competenza fino al punto da affermare che politica equivale a incompetenza. Nella solidarietà l’invito a scegliersi meglio i propri governanti!








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