Piana degli Albanesi, gioielli in forma d’abito
Vengono ancora tramandati di madre in figlia e conservati gelosamente per essere indossati il giorno delle nozze, durante la Settimana Santa ed in altre poche cerimonie religiose e festive. Sono gli abiti delle donne di Piana degli Albanesi, parte integrante delle tradizioni locali: magistrali capolavori di ricamo, declinati in tante versioni. L’abito della festa si compone di una gonna di seta rossa arricchita in vita, proposta in due versioni: ncilona, ricamata diffusamente in oro con motivi floreali, e adornata a partire dall’orlo delle fasce d’oro o d’argento lavorate a fusello. Altre componenti sono: il grembiule nero o blu di pizzo; il busto; la camicia di lino bianco a maniche lunghe e ampie; il corpetto rosso ricamato in oro senza maniche o il giubbino, xhipuni; il merletto che ricopre la parte superiore del seno; la mantellina di seta azzurra con l’orlo ricamato in oro; la cintura in argento con placca frontale, brezi, i cui, nella maggior parte dei casi, viene raffigurato San Giorgio che uccide il drago. Infine la keza, copricapo di colore rosso, verde o viola, ricoperta di una rete d’oro lavorata a tombolo.
Parte integrante del costume femminile sono i gioielli di Piana degli Albanesi, in oro rosso o giallo, talvolta smaltato, che richiamano motivi dell’oreficeria siciliana del ‘600 e ‘700. Come gli orecchini pendenti “a nave”, in oro, smaltato e perline, pindajet; la crocetta con pettorale legata al collo con un nastrino di velluto nero o blu, kriqja e kurçetës; una collana a doppio filo di pietre di granato chiusa in più punti da sfere di filigrana d’oro, rrusarji; completa gli accessori un anello di diamanti. Il museo civico “Nicola Barbato” di Piana degli Albanesi custodisce una collezione, di larga parte delle tipologie del costume, unitamente a numerosi accessori di notevole valore storico.

Esplora quest'area in una mappa più grande
Vai alla Mappa generale della Sicilia










Lascia un commento