Pantelleria, la figlia del vento

L’isola di Pantelleria si trova a 70 km dall’Africa ed a 85 km dalla Sicilia. Ha coste prevalentemente rocciose ed un’altura – “Montagna Grande“- che si eleva fino a 863 metri sul livello del mare. Pantelleria fa parte della provincia di Trapani con cui è collegata sia via mare che via aerea. Pantelleria infatti possiede un aeroporto che la collega all’Italia continentale con voli di linea.

Il nome Pantelleria deriva dall’arabo (Bent-el Rhia) che vuol dire figlia del vento: infatti sono numerosi i venti che soffiano durante tutto l’anno, essi rendono il clima più mite, ma tengono lontane le nuvole e quindi le piogge, provocando una forte siccità. La natura del suolo è vulcanica: le colate laviche hanno formato rocce molto caratteristiche, calette e faraglioni suggestivi che uniti alle opere dell’uomo fanno di Pantelleria un contesto unico caraterizzato da giardini strappati alle rocce con l’aiuto di muri a secco e costruzioni tipiche come i dammusi. Sono presenti sorgenti di acqua calda, molto apprezzate dai turisti, che testimoniano una latente attività vulcanica.

La storia dell’isola risale almeno a 5000 anni fa, quando veniva visitata per l’estrazione ed esportazione dell’ossidiana che era molto utilizzata per costuire utensili affilati. A Mursia sono presenti tracce di insediamenti dell’Età del bronzo e sono state messe alla luce anche tracce di fabbricati e cisterne di origine punica. I Romani occuparono l’isola e nel periodo imperiale ne fecero luogo di esilio. La storia antica più recente risale agli arabi ( 700 d.C.) che sterminarono la popolazione Cristiana e diedero all’isola il nome che ha oggi. Nel 1123 i Normanni conquistarono l’isola e nel 1311 divenne principato Aragonese fino a 1500 quando i temutissimi Turchi la conquistarono con un’azione di estrema ferocia.

Per la sua posizione geografica Pantelleria è stata anche molto importante per i traffici commerciali. Oggi è meta di turismo internazionale e personaggi molto noti ne hanno fatto la loro residenza estiva. E’ possibile incontrarli a passeggio nell’isola insieme ad altre celebrità scesi a terra dalle loro lussuose imbarcazioni in transito nel Mediterraneo.

L’economia, oltre che sul turismo, è basata sulla coltivazione dello zibibbo: un’uva dolcissima da cui si ricavano vini pregiati cone il Moscato e il Passito di Pantelleria. Il cappero, frutto tipico dell’Isola, è un’altro prodotto molto apprezzato in tutto il mondo.

Gli arabi, che hanno abitato lungamente Pantelleria, hanno lasciato moltissime tracce. Infatti quasi tutte le località dell’Isola hanno nomi che derivano dall’arabo. Tipiche le abitazioni rurali chiamate “dammusi“. Queste sono costruzioni cubiche con copertura a cupola strutturate per combattere il caldo afoso e sono molto apprezzate dai turisti che le affittano o acquistano e ristrutturano per soggiornarvi nei periodi estivi.

Pantelleria è molto conosciuta anche per la gastronomia: i ristoranti presenti nell’Isola sono famosi per le loro pietanze che prevedono l’utilizzo sapiente sia dei frutti del mare che di quelli della terra.
Pantelleria ha dei posti davvero unici come lo scoglio detto dell’Elefante, il laghetto di Venere, grotte con acque calde in cui immergersi e coste frastagliate lambite da acque cristalline.
Sono frequenti passaggi di delfini lungo le coste dell’isola, che con il loro caratteristico modo di solcare il mare, si avvicinano alle coste come ad offrire uno spettacolo unico a chi li osserva, sopratutto al tramonto quando la sera imminente rende l’atmosfera irreale.

Pantelleria è un’isola incredibile, selvaggia ed esclusiva al tempo stesso, capace di colpire il cuore e i sensi dei suoi visitatori, che spesso sentono il bisogno di tornare.

Guardando questo video possiamo immaginare di visitare l’isola, con le sue coste laviche, i suoi dammusi e i suoi celebri capperi e tanto altro.

in un raggio di

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20 Ago 2010 | By Gallito
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