Panarea, l’isola delle Eolie piccola e mondana
Stava per concludersi il settecento quando lo scienziato Spallanzani scriveva “Panarea sorge su lave granitose, è profumata, piena di alberi da frutto, abitata da rapaci ed esseri umani”.
Sulla piccina delle Eolie oggi l’atmosfera è incredibilmente mondana: le barche alla fonda sono lussuose, le case e i giardini sono curatissimi e sofisticati. Con i suoi 3,4 Km quadrati è la meno estesa dell’arcipelago ma quella più frequentata dai Vip. Delle sette sorelle è l’unica attorniata da un suo personale arcipelago di sei isolotti che le fanno corona: Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e Dattilo.
Non ha strade degne di essere chiamate tali e la sua lunghezza di non più di due chilometri e mezzo consente di percorrerla a piedi. Il suo minuscolo porto-paese è caratterizzato da case bianchissime di calce con i pergolati sostenuti da “pulera”,(
tipiche colonne tondeggianti delle case Eoliane). Le terrazze sul mare e la vegetazione rigogliosa e pittoresca fanno dell’isola una delle mete più alla moda del Mediterraneo.
Tutti insieme residenti e non, animano a tutte le ore il ristretto lungomare, unica zona pubblica ad essere illuminata. Il momento clou è l’ora dell’aperitivo, quando si vedono passeggiare molti personaggi dello spettacolo e vip venuti da tutto il mondo in uno struscìo di sete e bermuda griffati. Tutti sono rigorosamente a piedi nudi, come detta la moda dell’isola. Oggi gli amori nascono e muoiono tra i riflettori del Raya, albergo conosciuto ovunque e cartina di tornasole degli umori di tutta l’estate come anche il suo bar esotico lungo il porto che di notte diventa discoteca per tutte le generazioni. Ma a Pararea esistono anche luoghi silenziosi, come l’abitato di Ditella, nel nord dell’isola, tutto case candide e giardini fioriti. O come la passeggiata che dal porto arriva fino a cala Junco: la strada tra capperi, ulivi e panoramici scorci sugli isolotti arriva fino a Drautto e nella splendida caletta degli Zimmari.
Il cielo è turchese di giorno e carico di stelle la notte. Il mare è di cristallo e la roccia vulcanica disegna innumerevoli ombre. Dalla spiaggetta sabbiosa iniziano i gradini che conducono ai resti del villaggio protostorico del capo Milazzese. Stazione dell’età del bronzo. All’estremo nord, sorge Iditella con la spiaggetta di Calcara, le cui acque sono scaldate da fumarole.
Tutto a Panare sa di mare e sogni anche quando questi alla fine di un’estate svaniscono e le donne del luogo dopo avere affittato e venduto tutto il possibile, si dedicano al meritato riposo. Adesso tutto il loro tempo è per figli e nipoti,e mentre in cucina preparano “spicchitedda” ,prelibati biscotti di vino cotto, salano i capperi. E quando si avvicina l’ora del tramonto, scorrendo i grani del rosario tra le dita operose , recitano le preghiere della sera.
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[...] Sette sorelle, ma non sette gemelle. La più mondana? Panarea, non si discute. Così tanto bene dissacrata dal Nanni Moretti di Caro Diario. [...]
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