Marettimo, isola dei Pirati

(Copyright della foto: Martin Liebermann / zeitspuren)
Partiti dal porto di Trapani, volgiamo lo sguardo verso l’ultima delle Isole Egadi, la più lontana, la più selvaggia. Ad accoglierci a Marettimo una natura dirompente e selvaggia, una montagna dai fianchi scoscesi che sorge dal mare. Mettendovi piede subito ci si rende conto di trovarsi in un luogo veramente particolare, carico di fascino che il turismo non è riuscito a scalfire. Dal porto alla piazza del paese la strada non è molta e li trovare un appartamentino in affitto non è difficile, basta chiedere un pò in giro, la gente è cordiale ed ospitale. Qui le lancette sembrano essersi fermate; nessuna automobile in giro, per l’unico vigile urbano in servizio sull’isola poche preoccupazioni! Il viaggio alla scoperta di Marettimo inizia
dal sentiero che dal paese conduce fino alla cima di Punta Troia. Lassù resistono la logorio dei secoli i ruderi del Castello Borbonico, costruito sulle fondamenta di una torretta di avvistamento saracena, testimonianza di un passato in cui la vita in mare era alquanto sicura; inoltre la nostra isola era considerata un porto tranquillo per chi praticava scorrerie per il mediterraneo, per questo la chiamavano l’Isola dei Pirati. Camminando si arriva ai ruderi dell’antica fortificazione. Quella che si apre ai nostri occhi è una vista che toglie il fiato: all’orizzonte sembra ancora di scorgere le navi romane e quelle cartaginesi darsi feroce battaglia. Fu nello specchio d’acqua delle Egadi, nel 241 a.C., che si
decisero le sorti della prima guerra punica. A darne testimonianza un vasto edificio ad opus reticulatum “case romane” ancora visibile nell’area delle , raggiungibile dal sentiero che dal paese si spinge ad est, verso il centro dell’isola. Ci dirigiamo quindi verso Monte Falcone, luogo di grande fascino, capace di trasmettere a chi lo visita una sensazione di isolamento altrimenti difficile da provare e meta di studiosi che in questo orto botanico naturale ritrovano specie vegetali ormai scomparse nel resto della Sicilia. Ma il monte offre anche la possibilità agli amanti del trekking di cimentarsi in escursioni più o meno impegnative, attraverso sentieri privi di segnaletiche, che mantengono intatto quelaspetto selvaggio, privo di contaminazioni, che fa di Marettimo un posto unico nel suo genere. Lasciamo questo luogo di pace
per dirigerci verso il mare. Un giro in barca dell’isola è una esperienza da non perdere. Dallo scalo vecchio sul versante orientale, ci dirigiamo verso nord, diretti a punta Troia; doppiamo quindi punta Maggiore, luogo di passaggio per tonni e ricciole. La navigazione prosegue verso sud , in direzione del faro; superiamo la spiaggetta di Cala Bianca, poi Punta Libeccio. Dicono che qui i più fortunati possono vedere qualche delfino avvicininarsi alla propria barca e seguirla fiducioso. Dopo aver oltrepassato Secca Cretazzo, giungiamo a Punta Bassano, dove il fascino delle numerose grotte marine e dei fondali, ricoperti da distese di Posidonia oceanica, richiama migliaia di appassionati del mondo
subacqueo. È un paradiso nascosto, una prateria sommersa, parte integrante della Riserva Marina delle isole Egadi. Passati i giorni di relax in questo luogo di incanto, ammaliati dai colori, rigenerati dal sole, saziati dallo squisito pesce che sempre fresco si trova la porto, imbarcati sul traghetto che ci riporta indietro, vediamo lentamente allontanarsi l’isola. Difficile nascondere l’inaspettato senso di malinconia che si fa strada in noi.
Esplora quest'area in una mappa più grande
Vai alla Mappa generale della Sicilia








Lascia un commento