Malvasia delle Eolie e Carlo Hauner, storia d’amore

Singolare storia quella di Carlo Hauner e del suo vino. La storia di un bresciano di origine boema che, dopo aver girato il mondo, nel 1962 approda, per un invito casuale a Salina. Vi rimane per sempre. A Salina Hauner, ex architetto, pittore e disigner, noto in ambito internazionale, trova ispirazione per i suoi quadri e in quell’isola per pochi, come lui ama definirla, disegnandola tra le maree e cielo, gli si rivela l’incanto dell’ambrosia degli dei, il dolcissimo vino che persino l’Abate Meli nel settecento aveva fatto sognare. La produzione però è allo stremo: la fillossera aveva ridotto i vitigni Malvasia fino a farli quasi scomparire. Hauner non si scoraggia: al contrario, della loro rinascita fa lo scopo della sua vita. Acquista piccolissimi appezzamenti di terreno di decine di proprietà, crea terrazzamenti, dissoda la terra rimasta incolta per troppo tempo tradizionale. Col trascorrere degli anni l’empirismo cede il passo a una tecnologia avanzata e il 20 settembre del 1973 Carlo Hauner ottiene per il suo vino il riconoscimento della D.O.C. Forte del successo egli, fino al 1987, continua a occuparsi da solo della produzione e della commercializzazione; poi, non riuscendo più a far fronte alle rischiaste sempre crescenti, decide insieme ad altri, di metter su un’azienda industriale per la lavorazione e la vendita, che affianca la vecchia azienda per la produzione dei vitigni. La strada del mercato è aperta e nel 1996 la società crea una rete commerciale con rappresentanti diretti che operano in Italia e all’estero. Il 26 febbraio 1996 interrompe la storia di Hauner, non quella del vino che gli sopravvive entrando nella più raffinata tradizione enologica italiana. Il figlio Carlo Junior con la collaborazione di Gianfranco Sabbatino oggi tiene le redini dell’azienda. La Malvasia delle Eolie è un vero nettare apprezzato e conosciuto in tutto il mondo, nonostante la ridotta produzione. Un vitigno che produce non molti grappoli, la qualità dell’acino: molto piccola, di colore verdognolo e intensamente dolce. La Malvasia eoliana se ancora oggi incanta lo deve anche ad un uomo semplice, dalle idee molto chiare che credeva in quello che faceva e che amava profondamente Salina. Grazie a Carlo Hauner.

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