LEVANZO “primitiva”

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La minore delle Isole Egadi abitate, incanta gia dal mare. Di certo il miglior modo di accostarsi a Levanzo è di arrivare con la nave traghetto, così solo, dal pontile la si può vedere avvicinare e cominciare ad amarla per la sua natura impervia e selvaggia. Attraccando a Cala Dogana, le casette bianche e squadrate, che se ne stanno li tutte strette strette nel unico e minuscolo centro abitato, sembrano sorridere al turista. Appena 6 chilometri quadrati di superficie, per un vero paradiso fuori dalla frenetica vita quotidiana. Una vacanza di tutto riposo in armonia con il mare. A Levanzo l’assenza di un vero sistema viario, una sola piazzetta, due bar, una chiesina, qualche ristorante improvvisato, un forno per il pane e le modeste case dei pescatori sono quello che secondo me di straordinario ha da offrire, cioè un habitat ancora primitivo. Non c’è nulla da fare se non bellissime passeggiate lungo sentieri di terra battuta che conducono alle pittoresche spiaggette di Cala Minnola, Cala Fridda e del Faraglione.  Sempre attraverso un sentiero, tra rosmarino, timo, euforbia, mirto ed altri arbusti profumati si giunge alla Grotta del Genovese, che ha reso Levanzo famosa per il ritrovamento nel 1949 al suo interno di graffiti e pitture parietali risalenti al Paleolitico superiore ed al neo-eneolitico. Dal mare però, affittando un piccola imbarcazione, si comprende e ci si innamora perdutamente dell’isola, esplorandola per conto proprio e regalandosi un meraviglioso tuffo a Cala Tramontana, autentico anfiteatro tra falesie a strapiombo e caverne naturali.

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