Leggende di Madonne siciliane
Due brevi leggende popolari riportate da Giuseppe Pitrè, celebre raccoglitore e studioso di tradizioni popolari siciliane.
La Madonna nella chiesa di Sant’Agata la Guilla in Palermo
Un giocatore presso la chiesa di Sant’Agata la Guilla giocava disperatamente, e giocando perdeva sempre. Quando non gli rimaneva se non l’ultimo quattrino, giurò che avrebbe preso a coltellate magari la Madonna se avesse perduto anche stavolta. Giocò e perdette. Allora, fuori di sè dalla rabbia, entra in chiesa e visto un quadro della Madonna e del Bambino, si avventò contro di esso col coltello. Al primo colpo ferì Maria, al secondo il Bambino. Il sacrilego venne arrestato e condannato a morte.
La Madonna della Neve in Francofonte
Nei secoli passati fu da alcuni cacciatori scoperta in mezzo ad un roveto, detto Passaneto, un quadro di Maria. Impazienti di prenderlo, essi con falci si diedero a tagliare quel roveto. Nel fervore dell’opera una punta di falce toccò la fronte dell’immagine, e subito ne sprizzò sangue, che venne ristagnato con cotone, il quale è tuttavia attaccato alla tela. Il quadro, dopo varie vicende, fu trasportato in Francofonte, nella chiesa della Madonna della Neve.












