La Sicilia e Facebook
Non mettiamo la testa sotto la sabbia
E’ frequente il caso che Facebook diventi un veicolo di denigrazione della Sicilia. L’iniziativa è tutta italiana e va inquadrata politicamente nel progetto separatista che anima la politica della Lega nord. L’ultimo esempio è la costituzione del gruppo “Vendere la Sicilia” denunciato dal segretario nazionale dell’MPA giovani, Giovanni di Stefano.
La reazione del Di Stefano è giusta, ma ci sembra che dalla sua posizione dovrebbe fare ben di più che esternare le solite rituali lamentazioni.
La Sicilia infatti non è un paradiso terrestre e i nostri governanti e aspiranti tali dovrebbero agire con iniziative concrete piuttosto che ipotizzare fantomatici partiti del sud come panacea di tutti i mali.
L’MPA è il partito che in atto esprime il presidente della regione e quindi ha responsabilità dirette e può fare molto. Inizi con i mettere in atto un progetto di riforma della burocrazia regionale perché il siciliano possa godere di un diritto di cittadianza reale.
Le proteste altrimenti sono assolutamente sterili e finiranno sempre più con il ritorcersi contro.
Ce la sentiamo infatti di censurare fino in fondo chi afferma che la Sicilia è un peso per l’Italia intera quando da decenni finanziamo i gettoni dei consiglieri dell’Ente Porto di Messina che a fronte di oltre 10 componenti ha (o forse aveva perché credo che sia andato in pensione) un solo dipendente?
Tutto questo lo dico da siciliano. E ci tornerò sopra.









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