La catastrofe di Giampilieri, il consenso elettorale e gli artifici contabili
Sperando nella bontà di Dio
Tra le notizie che ci hanno dato in occasione di questa ennesima calamità c’è quella che la Regione Sicilia aveva stanziato 11 milioni di euro per interventi di consolidamento dell’area a monte di Giampilieri. Di questi 11 milioni fino ad oggi ne sarebbe stato spesi soltanto uno.
Verrebbe da gridare all’inefficienza di una macchina amministrativa incapace di eseguire lavori urgenti in un’area che solo 2 anni fa aveva dimostrato di essere quanto mai fragile.
La verità tuttavia potrebbe essere un’altra. Che quei soldi erano solo sulla carta e che il loro formale stanziamento era stato inserito nel bilancio soltanto per motivi elettoralistici. I soldi non sarebbero stati spesi e le opere quindi non eseguite semplicemente perché i soldi non c’erano.
Com’è possibile che un bilancio contenga risorse inesistenti? E’ presto detto.
Il bilancio di una Regione, come di qualsiasi altro Ente, prevede due grandi voci entrate ed uscite. E’ sufficiente sopravvalutare le entrate, ad esempio prevedendo entrate che difficilmente potranno verificarsi, per disporre formalmente di risorse da potere utilizzare nella previsione delle uscite. Se quelle entrate, come di norma si verifica, verranno a mancare le spese che vengono considerate meno urgenti non verranno fatte. E tra lespese meno urgenti ricadono sempre quelle destinate ad opere di prevenzione, sperando che la generosa intercessione della Madonna eviti inondazioni, frane e terremoti.
Se la Madonna o il Santo di turno non fa la sua parte allora ci strappiamo le vesti per la disperazione, ma intanto i voti necessari per essere eletti li avremo già presi. E domani ricominceremo daccapo.
Mappa di Giampilieri Marina
Visualizzazione ingrandita della mappa









Lascia un commento