Caponata siciliana di melanzane

Caponata siciliana, una storia lunga 1000 anni
Quando il 17 giugno dell’827 gli arabi sbarcarono a Capo Granitola in prossimità di Mazara del Vallo iniziando la conquista della Sicilia, dove sarebbero rimasti fino al 1091 con la caduta di Noto, non potevano sapere che i segni del loro passaggio avrebbero inciso tanto profondamente anche sulla gastronomia siciliana.
Tra i prodotti e i costumi che gli arabi hanno portato in Sicilia c’è la melanzana, un ortaggio non conosciuto prima della loro invasione.
Questo ortaggio che sta alla base di molte ricette di cucina siciliane è l’ingrediente fondamentale della caponata di melanzane.
L’altro ingrediente molto importante, il pomodoro, ce lo avrebbe portato Cristoforo Colombo al ritorno dalle Americhe circa 700 anni dopo.![]()
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Gli altri ingredienti, cipolle, olive, capperi, sedano, aceto e zucchero erano già tutti disponibili. La melanzana o “mela insana” così chiamata a causa della solanina che le conferisce il tipico sapore amarognolo leggermente tossico e il pomodoro, ovvero “pomo o mela d’oro”, completarono il cesto degli ingredienti.
Le varianti conosciute della caponata di melanzane sono quasi 50. Qui presenteremo quella più diffusa.
Le prime notizie che si hanno sulla caponata di melanzane risalgono al 1700, quindi a quasi 1000 anni dallo sbarco della melanzana in Sicilia.
La caponata di melanzane è un antipasto che può essere consumato anche come piatto unico accompagnato da un buon pane cotto in forno a legna e vino bianco fresco.
La caponata di melanzana si prepara così.
Gli ingredienti e le loro quantità possono essere aumentati o ridotti mantenendo le proporzioni.
8 melanzane di stagione del tipo oblungo del peso di 2 Kg
700 grammi di cipolle rosse
700 Kg di pomodoro di salsa
300 grammi si olive bianche snocciolate
30 grammi di capperi sotto sale
300 grammi di sedano
olio extra vergine di olive
1 bicchiere di aceto di vino
2 cucchiai di zucchero
Lavate le melanzane, tagliatele a cubetti, cospargetele di sale e lasciatele spurgare dentro uno scolapasta per non meno di 1 ora.
Trascorso questo tempo, asciugatele con un panno e mettetele a friggere, completamente in immersione in olio extra vergine di oliva.
Con riguardo all’uso del pomodoro esistono due alternative. Si prepara la salsa e la si mette da parte per utilizzarla successivamente; oppure si immerge il pomodoro nell’acqua bollente fino a che la pellicola esterna non si stacca dalla polpa. Quindi si lascia raffreddare, lo si spela, si libera dai semi e si frulla. Nel primo caso otterremo un sapore più intenso, nel secondo un gusto più delicato.
Farete sbollentare anche il sedano tenendolo 2-3 minuti in acqua bollente.
Usate i tempi morti della frittura delle melanzane per:
- lavare bene i capperi liberandoli dal sale;
- tagliare il sedano a pezzettini della misura di quadratini di 1 centimetro di lato;
- dividere ogni oliva in 2-3 pezzetti;
- tagliare la cipolla finemente;
- aggiungere 2 cucchiai colmi di zucchero ad un bicchiere di aceto e mescolare finché lo zucchero non si sia sciolto completamente.
Una volta completata la frittura delle melanzane, mettete la cipolla con olio abbondante in un tegame, coprite e lasciate soffriggere con la fiamma più bassa possibile.
Appena il soffritto è pronto aggiungere le melanzane, il pomodoro, il sedano, le olive, i capperi versando infine l’aceto zuccherato.Rimescolare bene e lasciare sul fuoco sempre molto lento per 15 minuti.
Lasciare raffreddare e servire. Può essere conservata in frigorifero.
Nel caso vogliate conservarne una parte da mangiare successivamente, mettetela ancora calda in barattoli di vetro con tappo a chiusura ermetica, e lasciateli bollire completamente immersi in acqua per 20 minuti. Lasciateli in acqua finché questa non si è raffreddata naturalmente e riponete i vasetti in dispensa.









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