Il Nero d’Avola, il più rinomato tra i vini siciliani
Il Vitigno
Il Nero d’Avola noto anche come Calabrese o Calabrese d’Avola,è il vitigno rosso più rinomato della produzione vinicola siciliana, soprattutto quelli prodotti a Noto e Pachino.
I vini prodotti da uve di Nero d’Avola sono esportati in tutto il mondo. Presentano una buona acidità che dà loro possibilità di lungo invecchiamento, se ben conservati e se provenienti da alcune zone, soprattutto quelle dette prima, meglio ancora se provenienti da uve allevate con il tradizionale sistema detto ad “alberello” portato in Sicilia dai Greci fra il VIII e il VII secolo A.C. A dispetto del suo nome, che suggerisce la provenienza dalla Calabria, il “Calabrese” è presente quasi esclusivamente in Sicilia, in quanto deriva dall’antica Casata Calabrese originaria della zona di Modica – Avola.
Sono tipicamente vini di forte carattere, talvolta un po’ spigolosi talvolta molto eleganti. Al naso presentano vari sentori: di spezie e viole alcuni, altri di frutta a bacca rossa più o meno matura, altri ancora caratteristici profumi eterei dovuti all’alcolicità.
A causa della sua adattabilità è coltivato anche in zone non propriamente vocate. Il nero d’Avola è presente sul mercato sia in purezza sia assieme ad altre uve. Il più antico di questi uvaggi è il Cerasuolo di Vittoria DOCG (titolo alcolometrico 13%) ricavato da Nero d’Avola e Frappato, che è prodotto sulla costa meridionale della Sicilia fra Ragusa e Gela. Ai nostri giorni, talvolta è utilizzato per il taglio di vini come il Merlot, il Cabernet Sauvignon e soprattutto con il Syrah, abbinamento che sta dando eccellenti risultati.
Il Vino
Il Nero d’Avola è, senza dubbio, il vino da tavola siciliano più conosciuto e apprezzato a livello mondiale, dagli esperti è infatti chiamato “Il principe dei vini siciliani”. La sua commercializzazione su scala industriale risale però agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso. Fino ad allora era considerato un vino da taglio, data la sua elevata gradazione alcolica che raggiunge facilmente i 15 gradi. Soltanto agli inizi del decennio 1960, alcune aziende enologiche siciliane decisero di farne un vino da tavola con nuove tecniche di vinificazione più rispondenti alle esigenze del mercato che prevedevano una diminuzione del grado zuccherino ed un aumento dell’acidità. Da allora, l’elevata qualità del prodotto si è imposta, dapprima in Italia e quindi in tutto il mondo, tanto che oggi dopo le prime prove è coltivato sempre più anche fuori dalla Sicilia e dall’Italia, per esempio in California e in Australia. I produttori siciliani che imbottigliano nero d’Avola, nelle sue varie tipologie, sono circa cinquecento. La zona più vocata per il nero d’Avola, non a caso, è la parte più bassa del territorio di Noto, confinante con il comune di Avola, da cui il vitigno prende nome, le contrade che danno il prodotto migliore sono: Buonivini, Bufalefi, Maccari e Archi, sia per i particolari suoli sia per la costante brezza marina che spira d’estate e che contribuisce grandemente alla qualità delle uve. In questa zona negli ultimi dieci anni si è avuto un vero boom di nuove imprese, provenienti anche da fuori Sicilia, che hanno investito nell’impianto di nuovi vigneti, preferibilmente elevati a controspalliera anche se alcuni, pochi in verità (i puristi !) hanno preferito il tradizionale alberello, più costoso e meno produttivo, ma con rese qualitativamente superiori dal punto di vista organolettico e del potenziale d’invecchiamento.










Lascia un commento