Il mito legato ai fiumi Ciane e Anapo
Il mito di Ciane e Anapo
Quante sorgenti e quanti fiumi siciliani sono collegati a fatti mitologici: come la fonte Aretusa di Siracusa, che prende il nome dalla sfortunata ninfa al seguito di Artemide, sciolta dalla dea nella famosa sorgente per liberarla dalle insistenze dell’innamorato Alfeo.
Anche i fiumi Ciane e Anapo, il cui corso si unifica nel tratto finale per riversarsi in una foce unica nel Porto Grande di Siracusa, si ricollegano al mito, ed ancora una volta la leggenda tratta di un amore “divino” finito in tragedia.
Persefone, figlia di Zeus e di Demetra, dea della vegetazione e dell’agricoltura, era intenta a cogliere fiori insieme ad alcune ninfe presso le rive del lago Pergusa (vicino ad Enna). Improvvisamente, dal suo regno sotterraneo sbucò fuori Ade, innamorato della fanciulla, che per non perdere tempo in corteggiamenti e soprattutto per evitare di chiedere la mano di Persefone al fratello Zeus, decise di rapirla.
Fu la ninfa Ciane a reagire al rapimento aggrappandosi al cocchio di Ade nel tentativo disperato di trattenerlo. Il dio incollerito, la percosse col suo scettro trasformandola in una doppia sorgente dalle acque color turchino (cyanos in Greco vuol dire appunto turchino).
Il giovane Anapo, innamorato della ninfa Ciane vistosi liquefare la fidanzata, si fece mutare anch’egli nel fiume che ancor oggi, al termine del suo percorso si unisce nelle acque al Ciane, per versasi nel Porto Grande.
Si narra che Zeus convinse il perfido fratello a trattenere Persefone nell’Ade per quattro mesi all’anno, i mesi in cui la madre Demetra, adirata, ci manda l’inverno, mentre nei restanti otto mesi ritorna sulla terra insieme ai mesi primaverili, estivi e autunnali.
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