Gesualdo Bufalino, un aforista straordinario
“Non voglio esibirmi perché in tutto quel che scrivo sospetto una sorte di interminabile, falsificato pettegolezzo su me stesso”
Siciliano di Comiso in provincia di Ragusa, figlio di un fabbro amante della lettura, fin da ragazzo attratto dalla letteratura, trascorreva buona parte del suo tempo nella biblioteca del padre.
Uomo schivo e riservato, di cultura ampia e raffinata, raggiunse la notorietà ad età avanzata (61 anni) con la pubblicazione del romanzo “Diceria dell’untore” con il quale vinse il premio Campiello.
La pubblicazione del libro fu incoraggata dal già famoso Leonardo Sciascia, con cui strinse una forte amicizia, e dall’editore Sellerio.
Da siciliano amava esprimersi con frasi concise e taglienti che fondando su una cultura ampia e approfondita unita al gusto di ironizzare anche su sè stesso ne fecero un aforista di rara efficacia.
Potremmo dire di lui che ha condotto una vita invidiabile. Si è procurato da vivere insegnando in un liceo e ha dedicato il tempo libero a coltivare sè stesso. Ricorda il professore che Sciascia racconta nell’Onorevole, prima che si facesse travolgere dalla politica.
Sulla stupidità scrisse:
- Dovetti scegliere tra morte e stupidità. Sopravvissi.

- Un’idea innaffiata dal sangue dei martiri non è detto che sia meno stupida di un’altra.
- Così maldestro mi aggiro tra gli uomini che rischio di apparire sospetto.
- Si può anche dannare la propria vita, se si ha genio. Se si ha solo talento, è da stupidi.
Sul silenzi scrisse: “La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello”
Vogliamo ricordare la ballata del condannato a morte che, pur non essendo un aforisma, colpisce per la perfetta fusione di sarcasmo e d tragico.
Sull’ultime soglie
ne ho cinque, di voglie
per ultimo gusto
un vino vetusto;
per ultimo tatto
il pelo di un gatto;
per ultimo udito
del mare il muggito;
per ultima vista
un ciel d’ametista;
per ultimo odore
l’occulto d’un fiore…
Infine vorrei
il cinque far sei
e stringermi al petto
avanti ch’io muoia,
ignuda nel letto,
la figlia del boia!



Peccato non tutti conoscano i suoi bei libri di aforismi che consiglio, a chi fosse interessato, di leggere: “Il malpensante” e “Bluff di parole”.
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